Esiste ancora la Sovranità Popolare ? Dove ci stanno portando i governanti non eletti dal Popolo ?

Pubblicato il da Arturo Jacopo Farinelli

Esiste ancora la Sovranità Popolare ? Dove ci stanno portando i governanti non eletti dal Popolo ?

Roma, 15 luglio 2014

di Arturo Jacopo Farinelli (*)

Hanno fretta “quelli del Governo”. Quelli che, tanto per intenderci, paghiamo con moneta sonante affrontando giornalmente grandi sacrifici e che, per ripagarci, creano solamente confusione e caos per far sì che il Popolo Sovrano non ci capisca un bel nulla di quanto gli accade intorno. Riescono puntualmente a dividerci, con la scusa della destra e della sinistra. Con la scusa delle ideologie in genere e ci indeboliscono ancora di più per fiaccarne la nostra resistenza e, in particolare, la capacità di comprendere bene e sino in fondo quanto accade in questa nazione. Devono agire in fretta, “quelli del Governo”, prima che il Popolo Sovrano si accorga di aver perso definitivamente la propria Sovranità e la capacità di saper distinguere, scegliere e decidere in proprio. Devono completare l' Opera nel più breve tempo possibile prima che accada qualcosa di davvero grave per loro. Devono, in tutta fretta, creare tutte quelle condizioni particolari che inibiscano ogni nostra rimostranza, alzata di testa, pretesa autonomia decisionale. Ne inventano una al giorno, di novità o di tragedia, affinché nessuno abbia il tempo di pensare. Ti costringono a non-riflettere perché potresti concentrarti sull' analisi reale dei problemi e comprenderne l' arcano. Leggevo quanto viene scritto su un blog di un movimento politico a proposito della riforma del Senato. << La meno-democrazia di Renzi è servita! - recita l' articolo - Il Senato (che continuerà ad avere poteri costituzionali importanti come quello di eleggere il Presidente della Repubblica ed i membri del CSM) NON sarà più eletto dai cittadini.>> Beh direte voi, siamo nella norma non è una novità, del resto sono anni ormai che non votiamo più e che ci viene privato, nella totale indifferenza generale, con la scusa che il Paese non si può permettere “perdite di tempo preziose”, di esprimere in piena libertà le nostre preferenze in materia di governanti onesti. Che cosa ci farà tanto male una ennesima pugnalata in pieno petto, dritto al cuore della Democrazia ? Addirittura, tanto per gradire e senza che ci venga chiesto il nostro parere, viene cambiata qualcosina – forse per molti di poco conto - anche in materia di referendum. Si legge infatti sul blog in questione...<< Per i referendum abrogativi le firme richieste verranno alzate da 500mila a 800mila, per le leggi d'iniziativa popolare le sottoscrizioni necessarie saranno quintuplicate da 50mila a 250mila. Sempre più poteri saranno nelle mani del Presidente del Consiglio e del Governo a scapito del ruolo del Parlamento.>> Insomma meno il Popolo si esprime in piena libertà di coscienza meglio è, non vi pare anche a voi ? Questa nazione, che non è più neanche Sovrana come ogni nazione dovrebbe essere, è stata ratificata e cancellata nonché pignorata dall'ente giuridico del commercio internazionale, la common law itccs,(international tribunal crimes of church andstate).

Non solo, è bene saperlo, con essa sono state cancellate e pignorate anche tutte le banche internazionali e nazionali alle quali, ancora oggi l' Europa elargisce miliardi di euro, non si sa bene per fare che cosa e per tutelare chi vista la gravissima situazione economica che hanno generato a tavolino. Ma al popolo cosa glienefregagliene se queste banche, che operano in ben 194 stati anch'essi tutti pignorati per lucro sull'identità del trust (che è un titolo o bond legato alla nostra identità personale e quotato in borsa per 2 milioni di dollari) affamano il Popolo Sovrano. La cosa importante per il Popolo pare sia il dramma ed il destino del commissario tecnico della nazionale di calcio (che costa un occhio della testa), dove andrà ? Cosa farà ? Non interessas a nessuno se la repubblica italiana, parvente repubblica, perché in realtà è registrata alla SEC, sotto il vero nome di “azienda italia company spa”. Cosa può mai importare agli italiani concentrati sul come e dove trascorreranno le ferie estive, se dovranno noleggiare un ombrellone o un bel paio di sci, sul fatto che l' “azienda italia” sia stata registrata alla sec sin dal 1934 e sia stata cancellata e pignorata nei fatti. Lo dimostra il documento che ha sulla carta il riferimento UCC-DOC N 201201279. Così come anche sono state cancellate le banche con riferimento, true-bill-wa-dc-UCC DOC N 20121114776, nei fatti nella giornata del 24 ott 2012. Ma chinonsenefrega, direte voi e moltissimi altri solidali e buonisti dell' ultim' ora ! Eppure, sempre nella indifferenza generale, nei silenzi stampa dei cosiddetti giornaloni democratici, di quelli che stanno da sempre dalla parte dei poveri, dei cittadini, del popolo, tutto questo accade in questo Paese, l' Italia. Accade sotto lo sguardo cieco e sordo di quasi tutti gli organi di “informazione” che, ma guarda un po', giocano a nascondere le notizie importanti continuando a discettare sugli efferati (e condannabili certamente) omicidi susseguitisi in questi ultimi dieci anni (puntualmente irrisolti o irrisolvibili); infinite discussioni sui mondiali di calcio, sui processi contro il Cav. e le sue donnine, sull' europa e su tutto quello che allontana sempre di più dalla realtà palpabile e ormai visibile ad occhio nudo, che influisce in modo negativo e dannoso sugli interessi del Popolo. Se avete notato dalla celebrazione delle ultime elezioni per eleggere il Parlamento, tutte le varie e diverse tv, trasmettono a tutte le ore interminabili e confusissime discussioni che ruotano sul tutto e sul nulla. Si avviano animatissimi forum su argomenti vari che analizzano fatti e misfatti di colore, di gossip, di moda, di assassini ancora da incriminare, di immigrazione, di barconi, di clandestini e sui loro diritti umani negati. Si discute animatamente su quali siano le priorità di questa “nazione”, sul come e sul quando sarà necessario fare dei tagli per risparmiare sula spesa pubblica, sul come si dovrà abbattere definitivamente il famoso ed inesistente “debito pubblico” e su quali risoluzioni e determinazioni dovranno essere assunte per arginare i drammi che accadono giornalmente nelle case degli italiani a causa della gravissima condizione economica. Sono quisquilie queste ? Ecco perché hanno fretta “quelli del governo”, devono definitivamente imbavagliare un Popolo per piegarlo ai voleri di un Potere certamente occulto ma ben presente nella vita quotidiana di tutti noi, senza alcuna esclusione. Che fare ?

(*) tuttologo e politologo della teoria basata sul "Nulla Assoluto"

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Alfonsine 07/17/2014 11:39

La sovranità popolare e i suoi limiti

B. Constant, Cours de politique constitutionnelle, Guillaumin, Paris 1861, vol. I, in Antologia degli scritti politici di Benjamin Constant, a c. di A. Zanfarino, il Mulino, Bologna 1962, pp. 59-64, 69.



Quando si riconosce il principio della sovranità popolare, cioè della supremazia della volontà generale su ogni volontà particolare, è necessario comprendere bene la natura di questo principio e determinarne con cura l'estensione. Senza una definizione esatta e precisa, che io non ho ancora trovato da nessuna parte, il trionfo della teoria potrebbe divenire una calamità in sede di applicazione. Il riconoscimento astratto della sovranità non vale per niente ad aumentare la somma delle libertà individuali; e se si attribuisce a questa sovranità una estensione che non deve avere, la libertà può essere perduta malgrado tale principio, o addirittura a causa di esso. […]

Quando si stabilisce che la sovranità del popolo è illimitata, si crea e si getta a caso nella società umana un grado di potere troppo grande di per sé, e che è un male nelle mani di chiunque sia posto. Affidatelo pure a una sola persona, a parecchi, a tutti, voi scoprirete egualmente che è un male. Ve la prenderete con i depositari di questo potere, e, secondo i casi, accuserete di volta in volta la monarchia, l'aristocrazia, la democrazia, i governi misti, il sistema rappresentativo. Avrete torto; è il grado della forza e non i depositari di questa forza che bisogna accusare. È contro l'arma e non contro il braccio che si deve combattere. Ci sono masse troppo pesanti per la mano dell'uomo.

L'errore di coloro che in buona fede, nel loro amore per la libertà, hanno accordato alla sovranità popolare un potere senza limiti, deriva dal modo con cui si sono formate le loro idee politiche. Essi hanno visto nella storia un piccolo numero di uomini, o anche uno solo, in possesso di un potere immenso che produceva molto male. Ma il loro sdegno si è rivolto contro i possessori del potere e non contro il potere in sé. Invece di distruggerlo non hanno pensato che a spostarlo. Era un flagello, l'hanno considerato una conquista. Si è dato in dote alla società nel suo insieme, ma da questa è passato per forza di cose alla maggioranza, dalla maggioranza alle mani di pochi uomini, spesso nelle mani di uno solo ed ha fatto tanto male quanto ne faceva prima. Si sono così moltiplicati gli esempi, le obbiezioni, gli argomenti e le prove contro tutte le istituzioni politiche.

In una società fondata sulla sovranità popolare, è certo che non spetta a nessun individuo, a nessuna classe sottomettere gli altri alla propria volontà particolare; ma è falso che la società, nel suo insieme, possegga sui suoi membri una sovranità senza limiti.

L'universalità dei cittadini è sovrana, in questo senso: che nessun individuo, nessuna frazione, nessuna associazione particolare può arrogarsi la sovranità se questa non le è stata delegata. Ma da ciò non deriva che l’universalità dei cittadini, o coloro che sono investiti della sovranità, possano disporre sovranamente dell'esistenza degli individui. Vi è al contrario una parte dell'esistenza umana, che, di necessità, resta individuale e indipendente, e che è di diritto al di fuori di qualsiasi competenza sociale.