Marcello Giannico risponde a Gian Antonio Stella del Corriere della Sera coinvolto, stante il tono dell' articolessa, in una sorta di "conflitto di interessi per interposta persona". I lettori giudichino

Pubblicato il da Ittiri Notte

Marcello Giannico risponde a Gian Antonio Stella del Corriere della Sera coinvolto, stante il tono dell' articolessa, in una sorta di "conflitto di interessi per interposta persona". I lettori giudichino

Il giornalista del “Corrierone” Gian Antonio Stella, noto per le sue importanti inchieste, puntualmente coronate da pubblicazioni di libri giustamente vendutissimi, pare che questa volta (i se, i ma e i se non ora quando sono d'obbligo), stando alla piccata lettera di risposta inoltrata al suo indirizzo dal suo obiettivo, abbia fatto, forse perchè male consigliato da presunti amici-colleghi, uno scivolone. Tutto a causa, così si vocifera negli ambienti pettegoli della stampa sarda e nazionale, di una forte amicizia ed una consolidata colleganza lavorativa che avrebbe portato il famoso giornalista dentro una sorta di “conflitto di interessi per interposta persona amicale”. Cosa è accaduto dunque ? Presto detto, nella giornata del 7 ottobre Gian Luigi Stella pubblica un articolone dal titolo :

Sassari, la direttrice dell’Asl cacciata perché non voleva truccare i conti

“ Secondo i pm il commissario dell’Azienda di Sassari chiese di creare il buco”

Il titolone fa intendere che un amministratore di alto livello della ASL 1 di Sassari, nella fattispecie il Direttore Amministrativo, sia stato vittima e oggetto di “costrizione” per “truccare i conti ” ed ottenere la copertura di una presunta “voragine” nel bilancio. Il contenuto ed il senso dell' articolone di inchiesta non si discosta per nulla dal titolo e prosegue con la palese insinuazione della apparentissima (così appare ad una attenta lettura dell' articolo del famoso giornalista) disonestà intellettuale e morale dell' allora Commissario della ASL Marcello Giannico. E' chiaro che tutto è in mano alla magistratura che farà, nei modi e nei tempi dovuti, ampia chiarezza su questa vicenda che ha dell' incredibile. Si fa intendere infatti, stando alle accuse ed all' articolo in questione, che l' allora commisssario della ASL 1 di Sassari pretendesse dal Direttore Amministrativo Dott.ssa Cavazzuti una falsificazione del bilancio portando dati economici completamente in “rosso”. A queste insinuazioni ha risposto prontamente, con riferimenti ben precisi e documentati che ne smontano l' asse accusatorio, l' attuale Direttore Generale della ASL Marcello Giannico reo di aver licenziato l' alto dirigente. Non è nostro compito, essendo dei piccoli blogger di periferia, distribuire pagelle e assegnare bei voti ora a questo ora a quell' altro sull' analisi di un dato problema. Ci pare però curioso e strano che un giornalista del livello di Gian Antonio Stella, notoriamente prudente e documentatissimo quando si tratta di bacchettare i potenti; uno come lui che viaggia coraggiosamente alla continua ricerca di notizie, dalla Patagonia alla Kamchatka e sino alla Fonte del Rosello, si sia imbarcato in questa indagine che, quando sarà definitivamente chiarita, a detta di Marcello Giannico si rivelerà il solito flop politico.

La domanda che ci poniamo ed il sospetto che si fa strada nella nostra mente è: quale è il vero obiettivo degli attori schierati sul proscenio ? Diamo ampio resoconto della vicenda pubbliccando integralmente la risposta del Direttore Generale dell' ASL 1 al noto giornalista. A tutti voi trarre le dovute riflessioni.

Gentile Sig. Stella,

ho letto l’articolo a Sua firma pubblicato dal Corriere della Sera di martedì 7 ottobre 2014 nel quale si racconta la triste vicenda del Bilancio 2010 della ASL di Sassari, azienda che dirigo dal 1 gennaio 2011, e del licenziamento del Direttore Ammini
strativo, Angela Cavazzuti.
A distanza di oltre due anni e mezzo dallo scandalo, riportato per settimane nei quotidiani locali, mi ritrovo improvvisamente agli onori della cronaca nazionale, senza essere stato contattato preventivamente dalla Sua redazione, né aver potuto replicare in alcun modo alle accuse rivoltemi.
Molte informazioni, benché importanti, non sono richiamate nel Suo articolo ed il risultato che ne consegue è una rappresentazione distorta della realtà. Forse qualche domanda rivolta al sottoscritto Le avrebbe permesso di descrivere meglio quanto accaduto.
Considerato che viviamo in un mondo dove le regole del gioco sono spesso ribaltate (e Lei di queste storie ne racconta molte nei Suoi libri!), provo per una volta a vestire i panni di un giornalista e mi permetto di intervistarLa: 13 semplici domande a cui rispondere con un sì o con un no. É
pronto?

1. Il Bilancio 2008 e il Bilancio 2009 della ASL di Sassari riportavano entrambi una perdita strutturale di oltre 23 milioni di euro. Durante tutto l’anno 2010, la ASL di Sassari è stata commissariata: non poteva essere modificata la dotazione organica, né la struttura organizzativa e le gare di appalto erano tutte sottoposte alla preventiva autorizzazione regionale. In questo contesto di forte vincolo gestionale, Le sembra normale che nel solo anno 2010 l’azienda abbia potuto recuperare 23 milioni di euro di perdita strutturale, arrivando ad un miracoloso pareggio di Bilancio?
2. La prima versione del Bilancio 2010 è stata materialmente redatta a maggio 2011 da un dirigente responsabile della contabilità, incaricato fiduciariamente da Angela Cavazzuti prima del mio arrivo in azienda. Tale dirigente è stato da me rimosso e ne è conseguita una causa presso il Tribunale del Lavoro. Il giudice, con sentenza passata in giudicato, ha dichiarato la piena legittimità della mia scelta in quanto il dipendente era privo dei requisiti tecnico/professionali necessari per ricoprire quell’incarico. Lei era al corrente di questa sentenza?
3. Nel corso del 2011 Angela Cavazzuti ha partecipato ad una riunione a Cagliari presso l’Assessorato Regionale all’Igiene e Sanità avente ad oggetto la situazione contabile delle aziende sanitarie sarde. Alla riunione ha partecipato anche un esperto di contabilità pubblica del Ministero della Salute il quale ha dichiarato per iscritto che la contabilità della ASL di Sassari era “totalmente inattendibile”. Al suo rientro a Sassari Angela Cavazzuti non mi ha mai rappresentato questo gravissimo fatto. L’ho scoperto casualmente molto tempo dopo. Quanto sopra è riportato nel fascicolo di 3000 pagine che Lei ha letto. Le è sfuggita anche questa informazione?
4. Il Bilancio 2010 della ASL di Sassari è stato approvato tre volte. La prima con una perdita di soli 800 mila euro. La seconda con una perdita di 11 milioni di euro. La terza con una perdita di 18 milioni di euro. Angela Cavazzuti ha firmato, senza alcuna riserva, sia la prima che la seconda versione. Lo sapeva?
5. La mia email “strabiliante” (Lei l’ha definita così) è stata inviata un mese prima che Angela Cavazzuti firmasse la seconda versione del Bilancio 2010. Non Le sembra strano che un Direttore Amministrativo che si è “messo di traverso” firmi senza alcuna riserva una seconda versione del Bilancio con una perdita incrementata di circa 10 milioni rispetto alla prima versione, addirittura dopo aver ricevuto la mia “strabiliante” comunicazione?
6. Dopo l’approvazione della terza versione del Bilancio 2010 e dello scandalo mediatico che ne è conseguito, il Collegio Sindacale della ASL di Sassari ha approvato il documento finanziario. Lei disponeva di questa importante informazione?
7. Dopo l’approvazione da parte del Collegio Sindacale, il Bilancio 2010 ha ricevuto il parere favorevole dell’Assessorato Regionale all’Igiene e Sanità. Al parere favorevole regionale è seguito il ripiano integrale delle perdite, attingendo dal fondo di 120 milioni di euro accantonato nel bilancio regionale. Era al corrente del parere favorevole della Regione Sardegna?
8. Dopo l’approvazione da parte del Collegio Sindacale e da parte della Regione Sardegna, il Bilancio 2010 ha passato il vaglio della Sezione di Controllo della Corte dei Conti. La magistratura contabile non ha eccepito alcunché sulla terza e definitiva versione del Bilancio 2010 della ASL di Sassari. Non era al corrente neanche di questa importante informazione?
9. Dopo l’approvazione del Bilancio 2010, la ASL di Sassari ha approvato i Bilanci 2011, 2012 e 2013, con parere positivo del Collegio Sindacale. In tutti e tre i documenti finanziari sono state rilevate ulteriori sorprese: debiti fuori bilancio relativi agli anni 2010 e precedenti per un valore complessivo netto di circa 11 milioni di euro. Sorprese che (ahimè!) sono gravate immeritatamente sui Bilanci della mia gestione. Se avessimo avuto queste informazioni per tempo, la perdita del Bilancio 2010 non sarebbe stata di 18 milioni di euro, bensì di 29 milioni. Ne era al corrente?
10. Nell’anno 2012 Angela Cavazzuti ha presentato ricorso al Tribunale del Lavoro contro il provvedimento di licenziamento ai suoi danni, chiedendo alla ASL di Sassari un risarcimento di oltre 650 mila euro (sì, ha letto bene: seicentocinquantamila!). Il giudice del lavoro con sentenza ha dichiarato totalmente infondate le pretese dell’ex Direttore Amministrativo, dando ragione al mio operato. Possibile che Lei non disponesse neanche questa informazione?
11. Il Corriere della Sera è uno dei quotidiani più letti in Italia ed influenza significativamente l’opinione pubblica. Angela Cavazzuti recentemente ha presentato appello avverso alla sentenza di primo grado del giudice del lavoro due giorni prima della pubblicazione del suo articolo. E’ solo una coincidenza?
12. Alberto Pinna è un giornalista sassarese, corrispondente del Corriere della Sera e sposato con Angela Cavazzuti. Lo conosce? Oltre ad essere un Suo collega, è anche un Suo amico?
13. Se la risposta alla domanda precedente è “sì” (e sappiamo in tanti che è “sì”), Lei ritiene deontologicamente corretto scrivere un articolo a favore della moglie di un amico e collega?

Come potrà constatare, ad oggi esiste un procedimento penale in corso e due sentenze che invece danno pienamente ragione al mio operato. A queste si aggiungono provvedimenti di autorevoli organismi ed istituzioni pubbliche tutte a mio favore. Ma di tutto questo non c’è alcuna traccia nel Suo articolo. Dietro la mia email “strabiliante”, c’è una realtà che Lei non conosce o non ha voluto rappresentare.
Una cosa è certa: se potessi tornare indietro nel tempo, con il senno di poi, rifarei le stesse cose. Così come da direttore del Corriere della Sera valuterei attentamente il Suo comportamento: avere pubblicato con due anni e mezzo di ritardo un articolo del tutto sbilanciato a favore della moglie di un amico/collega, violando le elementari regole del fair-play e soprattutto fornendo informazioni parziali a 3 m
ilioni di lettori.

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