2°) I Fabbricanti di Stupidi.

Pubblicato il da Ittiri Notte

2°)   I Fabbricanti di Stupidi.

Capitolo 2

Esiste un solo vero potere sulla Terra e ci è assolutamente ostile, tuttavia non è il peggior nemico: il più temibile è la nostra imbecillità. Persino, peroriamo e glorifichiamo chi ci tortura e strazia.

25 ottobre 2013 - Prima edizione 28 marzo 2013

Introduzione

Come già ampiamente accennato nel primo capitolo quanto andrete a leggere (vi consiglio di perdere una mezz'oretta del vostro prezioso tempo perchè è importante capire...) è estrapolato da un Ebook reperito nella rete globale che ha lo scopo di aiutarci a capire e comprendere tutti i fatti e gli accadimenti che ci ruotano intorno ogni giorno. Alcune volte, anzi il più delle volte, alcuni fatti o notizie che ci vengono propinate dalla televisione o dalla carta stampata appaiono a noi tutti , così come anche a tutti gli altri cittadini, incomprensibili, di difficile interpretazione e comprensione. Questo Ebook ci fornisce tutti gli strumenti utili per consentirci di comprendere, assimilare ed interpretare nel modo giusto le notizie che ci passano i media.

Questo secondo capitolo affronta un tema attualissimo che è quello della nostra grandissima Ignoranza e forte Paura che non ci permette di restare lucidi e presenti a noi stessi aprendo le porte del nostro cervello a tutte quelle suggestioni devastanti che imprigionano la nostra libertà e l' autonomia di pensiero. Il capitolo che presentiamo è solo una minima parte dell' intero documento, molto più vasto, che porteremo alla vostra conoscenza in articoli successivi. Consiglio a tutti voi che ci seguite di stampare i vari articoli e capitoli che pubbliccheremo dimodochè si abbia la possibilità, alla fine della pubblicazione, di avere a casa, l' intero Ebook. Buona lettura a tutti voi.

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UOMINI RANA

Ovviamente, anche se poco funzionante abbiamo un cervello che, pertanto, il sistema deve rendere inerte. Per introdurvi alle azioni con le quali il dominio ottiene questo risultato, approfitto di quanto racconta Olivier Clerque con la sua storiella de “La ranocchia che non sapeva di essere cotta": “Immaginate una ranocchia in una pentola posta su un debole fuoco. L’acqua poco a poco diventa tiepida e la ranocchia la trova piacevole. La temperatura adagio sale. Quando la temperatura è calda più di quanto possa apprezzare, la ranocchia si sente affaticata ma ancora non si spaventa. Anche quando l’acqua diventa calda, pur trovandola sgradevole, la ranocchia non fa nulla e sopporta. La ranocchia per la debolezza finisce per bollire e morire senza riuscire a fuggire. Fosse stata buttata direttamente nell’acqua a 50°, sarebbe schizzata fuori. Ciò dimostra che quando un cambiamento avviene in modo graduale e sufficientemente lento, sfugge alla coscienza e nella maggior parte dei casi non suscita reazione, opposizione, rivolta. La nostra società sta subendo una lenta deriva alla quale ci stiamo abituando. Ora siamo quasi indifferenti a cose che solo 30 / 40 anni fa ci avrebbero fatto inorridire: sono state poco a poco banalizzate e quasi non ci disturbano più. Nel nome del progresso, della scienza, del profitto, si effettuano attacchi alla libertà individuale, alla dignità, all’integrità della natura, alla bellezza e gioia di vivere, lentamente ma inesorabilmente, con la costante complicità delle vittime inconsapevoli o incapaci di difendersi. Le nere previsioni per il nostro futuro, invece di suscitare reazioni e misure preventive, non fanno altro che preparare psicologicamente la gente, ad accettare le condizioni di vita decadenti, anzi drammatiche. Il martellamento da parte dei media satura i cervelli che non sono più in grado di distinguere le cose. Dobbiamo scegliere tra coscienza o cottura! Stiamo passivamente accettando il degrado etico e morale”. Clerque ci invita a scegliere, ma per la valanga suggestionante che ci investe ogni giorno, la stragrande maggioranza delle persone, nemmeno lontanamente sospetta di essere in un pentolone d'acqua, posto sopra al fuoco, quindi, di essere priva di consapevolezza. Di quest'azione, ci si deve accorgere da dettagli minuti e apparentemente insignificanti … Ad esempio, crediamo che molte cose esistano per venire in nostro aiuto, ma non sono per niente conseguenza delle reali necessità umane. Piuttosto, servono a incastrarci in un meccanismo di ragionamento, comodo a loro. A condurre il gioco della nostra esistenza. Così i “Social Network”: non per avvicinare e aggregare ma piuttosto, per disgregare attraverso lo spegnimento dei rapporti umani diretti. Face book, con quell'amicizia (o "mi piace") che in alternativa non lo è, ci priva atrocemente delle sfumature. Omologa in codici a barre; plasticizza i rapporti con una finta varietà. Con un dentro o fuori, distrugge la biodiversità. Serve a segregarci in un mondo virtuale che ha filtri e facciate d'ipocrisia, ed è così finto che il più delle volte, quelli che ci hanno dato la loro amicizia virtuale, nemmeno ci salutano se li troviamo per strada. C'è poi il bello della privacy di Face Book: si rimane in bacheca di qualcuno al quale abbiamo dato l'amicizia, anche se ci si cancella dalla registrazione. Poiché siamo “tutelati”, cosa accade quando carichiamo nel PC un programma da internet? Appare una scritta che ci chiede di acconsentire al trattamento dei nostri dati. E se non accettiamo? Non parte il caricamento del programma. … Ci guidano all'accettazione di una libertà traboccante di sensi unici, obblighi, forti condizionamenti. Basta aprire un video di You Tube, per accorgersi della sostanziale falsità, di un sistema che vuole creare disagio e malessere, fingendo di garantire una vita migliore, servizi e libertà. Come si fa a guardare serenamente un video, quando il martellare delle pubblicità fa vivere con sciami di tafani promozionali davanti al naso? Non ci permettono nemmeno di pensare ai fatti nostri in pace (!). Se scarichiamo un programma da internet, il pulsante di avvio del download, non è mai quello che verrebbe da pigiare istintivamente, ma uno molto più piccolino e defilato. Se pigiamo su quello "istintivo", ci ritroviamo un sacco di merda nel PC. Come diavolo può sentirsi tutelato un cittadino, quando sottilmente e infidamente è indirizzato verso la fregatura? Stipulando un contratto, vi siete chiesti chi tutelano, quelle note che appositamente vengono poste in fondo e scritte in piccolo? Perché, se sono importanti, si trovano a margine e di dimensioni da far pensare a qualcosa di insignificante? Le regole sulla privacy servono a proteggere il nostro mondo (?). E allora perché, siamo spiati da uno smisurato numero di telecamere, che alitandoci addosso, tolgono senso di libertà e opprimono? Ipocritamente, i giornali coprono i volti dei bambini, quando la crescita li rende irriconoscibili nell'arco di poco tempo. Per lo stesso motivo, passeggiando in centro con il figlio, dovremmo fargli indossare il Burqa, per evitare che venga "osservato" da estranei e, da telecamere. Quelli che crediamo atti rispettosi, hanno la primaria funzione di renderci sempre più divisi, inquadrati, isolati, freddi, sospettosi, rabbiosi, alienati. Moltissimi tuttavia, ancora credono di vivere in un mondo libero. Da persone "libere", comprano oggetti senza sapere che hanno una durata definita in fase di progetto, perché rispondono all'accordo sull'obsolescenza programmata. Quell'accordo, prese il nome di "Cartello Phoebus", il giorno 23 dicembre 1924, quando a Ginevra, un consorzio di costruttori di lampadine, si riunì per pianificarne la durata. Si accordarono per una vita di 1000 ore, quando potevano superare le 5000. E' così per i cellulari, o per le stampanti, che raggiunta una quantità definita di copie, cessano di funzionare per l'intervento di un microchip. ORAMAI, TUTTA L'INDUSTRIA ADERISCE AL PROGRAMMA, QUINDI, L'UMANITÀ ADERISCE AL CARTELLO! Addirittura, sono andati oltre. La vostra auto ha un difetto? State pur certi che i costruttori lo hanno studiato e introdotto appositamente … Ci crediamo tanto liberi che compriamo pure i giornali o paghiamo canoni TV, per farci condizionare. "Niente è più feroce della banalissima televisione" disse Pier Paolo Pasolini, mentre Malcom X: “Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone oppresse e amare quelle che opprimono”. Dopo una riflessione, leggetevi "La manipolazione della psiche umana" di Alan Watt (link a fondo libro). … Paghiamo per avere in cambio il controllo sulle nostre menti. Strepitando che l'informazione è un diritto, ci troviamo doppiamente presi per il culo.

LA GENTE È INCAPACE DI PENSARE CON LA PROPRIA MENTE E LIBERA, INVECE, DI FARE CIÒ PER CUI È STATA PROGRAMMATA! Anni fa, quando finanziariamente si stava mediamente meglio, i giochi d'azzardo erano proibiti, adesso che i disoccupati stanno diventando più numerosi degli occupati, c'invitano ossessivamente al gioco. Serve a tormentare psicologicamente i più poveri e ad accentuare la loro frustrazione. Un altro modo "coerente" per infierire sui deboli, l'hanno messo in atto nel 2012, passando ai sacchetti prodotti con il grano, così, per quelli che nel mondo patiscono la fame, il cibo aumenterà di prezzo e, diventerà ancora più scarso. Spots alla TV invitano le donne a denunciare maltrattamenti. Nella mia cerchia di amicizie, nessun uomo ha mai fatto violenze su una donna, e nessuna donna ha subito atti violenti. Vuol dire che vivo tra gente per bene, è vero, ma anche che certi fatti sono strumentalizzati. In questo modo è demonizzato il maschio, che a livello subliminale diventa un mostro, senza distinzione. Si faccia attenzione a queste manipolazioni perché distorcono doppiamente la realtà. E' il sistema stesso, attraverso le istituzioni, a maltrattare i deboli, e più si è deboli meno si è tutelati. Purtroppo, la debolezza, nemmeno si distingue per sesso, altrimenti non ci sarebbero migliaia di uomini che dormono sui marciapiedi, coprendosi con dei cartoni. Simili allarmi sono distruttivi e inutili. Non risolvono per niente la questione alla radice ma servono a farci agire in funzione di angosce e paure. Attenzione! La paura è la più potente arma di controllo delle menti. Condiziona. E il condizionamento serve a evitare guizzi di personale ragionamento. E' terribile, la paura è un impulso così efficacemente distruttivo, da farci rinunciare ai sentimenti e impedirci di vivere da umani! "La paura è la piccola morte che uccide la mente" recita un detto Sufi. … La nostra società, è lo specchio di mille paure e condizionamenti. Lavorano per orientare a una frequenza di tensione, anche per mezzo della cinematografia. Avete in mente il cartone animato "Dragon Ball"? Ebbene, come fa una comunità che si reputa civile ad accogliere programmi che esprimono un'intollerabile violenza, sapendo in particolare che sono dedicati ai bambini? Aprite gli occhi e accorgetevi che un certo genere non è casuale e nemmeno serve per fare cassetta. La reiterazione ossessiva (e in continuo incremento) di un contesto di violenza (vale anche per gli adulti, ovviamente), pur se nella finzione scenica, prima o poi porta a sviluppare un ambiente da film … In modo del tutto inconsapevole, la mente va a recuperare la trama scenica, non appena si presenta nella realtà qualcosa che la ricorda. Il sottile lavoro psicologico, serve a gettare benzina sul fuoco, ad aumentare l'effetto di tensione, ad accrescere lo sgomento in scia a fatti autentici, a far assumere atteggiamenti da attori protagonisti. Sempre per eccitare precisi stati mentali, lo sfarfallio del televisore, o "flickering", è calibrato su un ciclo ipnotico (Link "La manipolazione della mente umana") che induce a tenere "la guardia bassa", rendendo i messaggi efficacissimi … Per la frequenza vibrazionale che si sta diffondendo, per strada, non si può scambiare due battute con un bambino, perché si è presi per pedofili o rapitori d'infanti. ALLA GENTE È FATTO VEDERE IL MALE DAPPERTUTTO, PER ACCRESCERE LO STATO DI FOLLIA, E IMPEDIRE (ANCHE), DI VEDERLO DOVE REALMENTE È. Così impariamo il Karate per "difenderci dalla gente", quando il vero grande pericolo è nel potere che, si esprime attraverso un'organizzazione, quindi attraverso lo Stato e ciò che dovrebbe migliorare la nostra vita. Ai calciatori è imposto di cambiare maglietta se si sporca con qualche goccia di sangue, quando i telegiornali ci propinano morbosamente (strategicamente all'ora di pranzo e cena) le pozze di sangue lasciate dai morti sull'asfalto. Se tamponiamo una macchina, perché la nostra attenzione è attratta da un cartello pubblicitario, ci dicono che in auto non bisogna distrarsi. Eppure, tutto è creato per favorire confusione e distrazione. Dai cruscotti (sempre più da aeroplano) straripanti di pulsantini, lucine e avvertimenti, ai navigatori touch screen, ai sistemi multimediali, alle radio, alla segnaletica (troppa per essere chiaramente avvertibile e riconoscibile con un colpo d'occhio), agli abbacinanti cartelli luminosi, ai limiti, al sistema del traffico. I percorsi somigliano sempre più a videogiochi. Tutto è per la nostra "sicurezza" mentre evitano, quanto potrebbe veramente garantirla, e si trova sotto le voci SEMPLICITÀ e CHIAREZZA. Ma chi prende atto del meccanismo complessivamente infido e impostore? I centri abitati straripano di dossi rallenta traffico che hanno effetto su auto piccole e basse, mentre ai SUV, fanno un baffo. Le sospensioni delle auto più piccole ne risentono (anche i passeggeri delle ambulanze ringraziano per le strade "levigate") e pure i consumi, con il continuo rallentare e riaccelerare. A pagare le conseguenze sono - miratamente - i più poveri. Dovendo acquistare un'auto e pensando a percorsi tra buche e salti, chi appena può, compra il pachiderma dalle ruote grandi. Le amministrazioni raccomandano e sbandierano sobrietà, fingendosi rispettose delle risorse in diminuzione, eppure in continuo e in modo subliminale, incentivano i consumi (nemmeno si mobilitano per impedire una limitata durata degli oggetti), gli sperperi e i lussi. E' uno dei tanti inganni di un sistema che finge rispetto e tutela, mentre sospinge in direzione opposta. Siamo sotto la sferza dell'ipocrisia, perché da questa si genera negatività. Sottilmente ipocriti, sono i cartelli che annunciano gli Autovelox: è come se dicessero agli automobilisti, che dopo, possono andare forte … E non lo sono da meno i tickets dei centri storici: sono i soldi dei pass a "filtrare" l'aria sporca? A dare prova del sottile inganno programmato, anche i costi salati dei treni, utili a mantenere la gente in auto o, in aereo. A tenere a casa chi ha pochi soldi, oppure a infierire su questi con ambienti lerci, indegni persino per un carico di bestiame. L'insieme di queste "libertà e tutele", l’hanno chiamato “Democrazia”. Si faccia attenzione a tutti gli impercettibili segnali che non vogliamo cogliere! Lo capiamo che le influenze sono comandi? Che toccando i nostri punti sensibili gestiscono le nostre reazioni, e di conseguenza controllano le nostre menti? Che credendo di aver usato la nostra testa, ci troviamo a percorrere le strade che là in alto hanno deciso, rispondendo come galline al momento della distribuzione del becchime? Questi segnali ci dicono che siamo nell'epicentro di un inganno. Che per loro basta pigiare ora qui ora là sui pulsanti delle influenze, distribuite attraverso gli innumerevoli strumenti della società, su quei pulsanti che si chiamano ipocrisia, paura, sospetto, gelosia, rabbia, odio, ma anche avidità, invidia, cupidigia, arrivismo, e via dicendo, che spesso vanno a fare tutt’uno con golosità, desideri di prestigio, di potere e soldi. Pungolati, facciamo quello che vogliono loro. Veniamo “attivati”, anche con quelli che ci appaiono i simboli della libertà, del progresso e della giustizia, e pure stimolando le nostre migliori doti, perché anche ad affetti e sentimenti rispondiamo con diligenza. Non è certo la popolazione ad avere in mano la grande industria e il mondo del lavoro, le banche, le catene di vendita, la politica, la religione, lo spettacolo, e non ultima l’informazione e la rete Internet. E' quel sistema nascosto ad avere in mano tutto ciò, quindi, i pulsanti per controllarci. Non vedete quanto siamo liberi? Che possiamo scegliere tra mille prodotti dell’industria del sistema, servizi del sistema, svaghi del sistema, lavori del sistema, dire ciò che la censura ci consente, mentre per fare qualcosa di più del semplice cibarsi, è necessario ottenere permessi? Tutto dice che ci stanno togliendo ossigeno. Adagio. Non soltanto distruggendo foreste e ambiente ma anche psicologicamente, riducendo spazi vitali e serenità in mille modi, facendo leva sulle nostre menti, con finte necessità contingenti, con inganni travestiti da opportunità, piccole imposture e compromessi. O addirittura, presentandoci le infide direttive, come utili a proteggerci. Per mezzo della forza persuasiva della logica, ci indirizzano a una galera mentale e fisica, che da perfetti idioti prendiamo per democratica libertà. Accettiamo l’acqua sempre più calda, anche attraverso la graduale assimilazione della cultura della non libertà, perché riescono a infiocchettarla con la logica, perché anziché ribellarci, a essa fa seguito la convinzione che sia giusto porre dei limiti a tutto. Ci si guardi attorno con un po’ di attenzione (per la miseria!), quello che non è obbligatorio, è semplicemente proibito, per “motivi di giustizia, regolarità e correttezza”. Sapete che in Italia le normative sono più di 200.000? Vuol dire che per le regole non respiriamo più, che viviamo con la mano del sistema stretta alla gola, che siamo indirizzati in passaggi delimitati da filo spinato, costantemente sotto una mannaia pronta a mozzarci le mani appena ci s'inventa la vita. Eppure di regole, crediamo se ne debbano attuare ancora e ancora, e le costrizioni le consideriamo necessarie per il perfetto funzionamento dell’organizzazione societaria. Vogliamo accorgerci che non hanno quello scopo? Ogni volta che seguiamo una regola o un condizionamento o un compromesso, uccidiamo la nostra individualità, e somigliamo sempre più a robot ma, SIAMO ESSERI UMANI … Quindi, dal momento che le regole opprimono il libero arbitrio e fanno perdere il senso del sé, servono ad assassinare armonia, gioia, e a farci vivere da sofferenti! Tuttavia non capiamo che lo scopo è farci stare male, perché siamo talmente preda di una paralisi mentale da ignorante sapienza che per rendere migliore la società, accettiamo qualsiasi immane stronzata, e tutto ciò che dicono essere “necessario” per renderla “giusta”. Cosa dicevano gli antichi romani? "Summum ius, summa iniuria" (“Somma giustizia, somma ingiustizia”). Lo capiamo che il meccanismo riesce a farci sostenere l'ingiustizia, perché mascherata da cosa giusta o necessaria? E' a forza di cose “giuste”, che l'acqua sta fumando!

(continua)

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