Aggressione al Presidente Berlusconi

Pubblicato il da Antonio Fadda

pieno viso
DA La Repubblica
EDITORIALE di EZIO MAURO
Contro la violenza per la libertà

Hanno colpito Berlusconi. L'immagine del volto del Premier trasformato in una maschera di sangue raggiunge tutti noi con la sua carica di violenza. Con la follia che trasforma un uomo in simbolo da abbattere ad ogni costo e con ogni mezzo, e la persona che diventa un bersaglio fisico. Il film drammatico di piazza Duomo farà il giro del mondo, testimoniando il degrado dello scontro politico in Italia. Ma per una volta, non è questo che conta. Conta l'effetto su ognuno di noi, sul Paese, sul sistema politico. Amici e avversari, sostenitori e oppositori oggi devono essere solidali con il premier - come siamo noi - e senza alcun distinguo, nel momento in cui è un uomo colpito dalla violenza. E devono fare muro contro l'insania di questo gesto, prima di tutto perché è gravissimo in sé e poi perché può incubare una stagione tragica che abbiamo già sperimentato, negli anni peggiori della nostra vita. Solo così la politica (che la violenza vuole ammutolire) può salvarsi, ritrovando il suo spazio e la sua autonomia, nella quale è compreso il confronto durissimo tra maggioranza e opposizione e anche lo scontro di opinioni, programmi e strategie. Ma distinguendo, sempre, tra le critiche e l'odio, tra il contrasto d'idee e la violenza, tra le funzioni e le persone. Anche se il gesto di piazza Duomo è fortunatamente isolato e frutto di follia, in gioco c'è niente meno che la libertà. La libertà di Berlusconi di dispiegare le sue politiche e le sue idee coincide con la nostra stessa libertà di criticarlo. Questo spazio di libertà si chiama democrazia: difendiamola. ===================================================================================
Da Il Fatto Quotidiano.

Deve essere chiaro che chi ha colpito questa sera al volto il presidente del consiglio Silvio Berlusconi non è uno stupido, ma un delinquente. Il nostro pensiero sul Cavaliere è noto: crediamo che sia il peggior premier della storia repubblicana. Riteniamo che sia il perfetto campione di una classe dirigente nel suo complesso mediocre che non rappresenta il Paese e che il Paese non merita. Caste di questo tipo non si abbattono però con la violenza, ma con la forza dei fatti e delle idee. L'Italia ha bisogno di verità, di giustizia, di legalità, non di pugni in faccia o di insulti. Per questo è nato il nostro giornale, per questo è nato questo blog. Quindi ci auguriamo che il solitario protagonista dell'aggressione a Berlusconi venga punito con assoluta severità. Da parte nostra, invece, assicuriamo che andremo avanti come sempre: analizzando le cose, ragionando e (quando è il caso) protestando. Post scriptum Mentre scriviamo, giunge notizia che l'aggressore sarebbe in cura da 10 anni per malattie mentali al Policlinico di Milano. Fermo restando quello che abbiamo detto fin qui chi già cercava improbabili mandanti morali o si preparava a lanciare l'allarme terrorismo farebbe bene a darsi una calmata anche lui.
Peter Gomez e Marco Travaglio
==========================================================================================

aggressore

Da Il Giornale


Milano - Aggressione al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al termine del suo intervento alla festa del tesseramento del Pdl in piazza Duomo a Milano. Il premier è stato colpito al volto da un uomo che gli ha scagliato contro con violenza una statuetta del Duomo di Milano. Berlusconi, con il volto sanguinante, ha avuto la forza di alzarsi verso la folla che lo circondava per rassicurare tutti, poi è stato caricato in auto e trasportato all'ospedale San Raffaele. Il responsabile del gesto è stato fermato e portato in questura e, dopo l'interrogatorio, è stato arrestato.

L'aggressore si chiama Massimo Tartaglia ed ha 42 anni. Come precedenti risulta alla polizia solo il ritiro della patente per motivi di viabilità. Dopo il fatto è stato portato via dalla polizia, che lo ha sottratto alla rabbia della gente, senza proferire parola. Tartaglia è  in cura da 10 anni per problemi mentali al Policlinico di Milano. Lo si apprende da fonti investigative. E' stata convocata nella Questura di Milano la psicologa che l'ha in cura da diversi anni. Secondo quanto risulta in Questura, Massimo Tartaglia non sarebbe legato a nessuna organizzazione antagonista conosciuta. La dinamica dei fatti, peraltro, agli investigatori appare al momento più vicina ad un gesto isolato che ad un tentativo di aggressione organizzato. La Digos ha perquisito la sua abitazione a Cesano Boscone (Milano).

Lavora come grafico Tartaglia lavora come grafico nella ditta del padre e, secondo quanto si è appreso, conduce una vita sociale normale. E' stato lui stesso a dire agli investigatori, che lo sentivano in questura, di essere in cura al Policlinico.

L'arresto Massimo Tartaglia, è stato formalmente arrestato l'interrogatorio tenuto dal procuratore aggiunto Armando Spataro. Le accuse sono di lesioni pluriaggravate dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa e dalla premeditazione. Tartaglia, infatti, aveva in tasca un altro souvenir, un piccolo crocifisso, ma soprattutto una bomboletta di spray urticante al peperoncino.

Il padre di Tartaglia "Io, mio figlio, la mia famiglia, abbiamo sempre votato Pd, ma nessuno di noi ha mai avuto odio per Berlusconi". Così ha detto Alessandro Tartaglia, il padre di Massimo, ai cronisti che gli hanno rivolto alcune domande attraverso il citofono. Massimo vive infatti ancora con i genitori in una elegante palazzina nel centro di Cesano Boscone. Il padre ha accettato di parlare brevemente, dopo che carabinieri e digos hanno terminato la perquisizione in casa. "Massimo è una psicolabile, ma non ha mai fatto del male a nessuno - ha mormorato il padre sconvolto - Anzi lui non ha mai fatto neppure politica attiva, è un volontario del Wwf". Alessandro Tartaglia ha raccontato che il figlio è uscito da casa stamattina verso le 11. "Ciao a tutti - ha salutato i genitori - vado a trovare un amica non so quando torno". In casa nessuno ha sospettato nulla. "Se avessi saputo cosa sarebbe accaduto avrei provato a farlo desistere - ha detto il padre - Penso che questo episodio sia maturato dal clima negativo che sta montando in Italia". "In casa nostra abbiamo sempre commentato quello che succede in politica - ha detto ancora Alessandro Tartaglia - ma nessuno, e tanto meno mio figlio, ha mai mostrato un'esasperazione particolare"

Commenta il post

Marisa 12/17/2009 18:22


Road, come fai a scrivere tutte queste cose ?
Ti sei riletto ?
Hai fatto qualche sana riflessione su quanto hai affermato ?
In confronto a te il buon Travaglio, sostenuto da Sofri, Franceschini, Curcio e tutta quella greffona lì, dovrebbero arrossire !
Cerchiamo di darci una bella sveglitina e facciamo lavorare bene il cervello,non come il lanciatore pazzo del Duomo, ma come dei semplici e responsabili cittadini che hanno a cuore la propria
Nazione e che combattono, se non ne condividono le ideee ed i programmi, i propri avversari politici a suon di ....voti espressi naturalmente democraticamente.
In quanto alla mafia, fenomeno e storia che probabilmente non conosci a fondo, sono convinto che se ti lasciamo dire nei prossimi giorni tirerai in ballo la storiella che Berlusconi è il
responsabile della pandemia mondiale e della fine del mondo che avverrà nel 2012. Naturalmente lui si salverà grazie ai buoni rapporti instaurati con alcuni alieni destrosi !
Tartaglia è scusato ed anche perdonato perchè fortemente malato.
Tu no Road, tu sei sano di mente ma cattivo, molto cattivo nell' animo. E non c' entra per niente l' ideologia o la diversità di opinioni. Sei un elemento pericoloso per te stesso e per la tua
povera famiglia.
Sei tu da abbattere dal predellino !


Angelo M. 12/17/2009 18:04


Mi accodo, seppure in ritardo, al sentimento di Nicoletta Levis che condivido in pieno.
Il terrorismo mediatico e culturale applicato da Travaglio,Santoro, Floris, La Repubblica è davvero vergognoso e ci fa davvero vergognare come cittadini Italiani. Non voglio parlare di quell'
agricoltore trattorista di Di Pietro, proprietario di tantissime case acquistate con i soldi di..... e con i finanziamenti accordati alla sua organizzazione politica in seguito alle campagne
elettorali sostenute.
Tanti auguri Presidente di una buona e pronta guarigione.


Road Runner 12/17/2009 16:04


Lo sapevamo che prima o poi sarebbe successo. E’ successo nel modo più consono alla realtà perché è un colpo «omeopatico». Un uomo malato, da dieci anni seguito dai servizi psichiatrici
pubblici,
armato di un souvenir della sua città, il simbolo della Milano civile e religiosa, il Duomo in miniatura pesante con guglie e Madonnina incorporati, aggredisce e colpisce un folle che per due
ore
sul palco ha gridato guerra contro tutti, aggredendo lo Stato, scagliando corpi contundenti contro la Repubblica, demonizzando i «suoi» nemici comunisti e di sinistra che ha presentato come
«nemici» di tutto il popolo, presente in piazza, istigando non solo all’osanna di giuggiole demenziali, ma all’aggressione contro chi gli vuole –secondo lui – impedire di governare. Un uomo
senza
Legge e senza Stato aizza gli animi di psicolabili sui quali si erge come nano, formato tascabile, con un linguaggio da guerrafondaio, da comunista breshneviano, da estremista barricadiero, da
folle. Cosa si aspettava? Un malato ha risposto in maniera uguale e contraria, facendogli assaporare con un colpo di duomo quello che aveva appena finito di predicare. Pura omeopatia.

Tutto si consuma tra due pazzie, ma con una differenza. L’uomo malato è in cura psichiatrica da dieci anni; il folle sul palco è al governo dell’Italia. Il Malato è armato solo di un duomo
souvenir, il folle al governo è ricco e circondato da un servizio d’ordine da sceicco con trenta persone super-pagate che non hanno saputo nemmeno fermare un oggetto volante: soldi pubblici
sprecati inutilmente. Soldi nostri. Il malato fantastica nel suo mondo di frustrazione e cerca una rivincita. Il folle grida contro tutti e contro tutto, accreditandosi come «unico»,
«migliore»,
«vittima sacrificale». Pretende la salvezza giudiziaria a furor di popolo solo perché lui è «il capo». Ha avuto la risposta: un uomo malato, ascoltandolo, lo ha preso di parola e ha messo in
atto
il suo insegnamento: abbattere il «nemico». Sì, un malato ha riconosciuto il folle «ufficialmente» come vittima, trasformandolo in vittima. Non c’è vittima senza sangue. Il volto botulinato e
rifatto cento volte, sanguinante e trasformato in maschera, svela davanti a tutti la vera consistenza della pazzia: lo sguardo sperso, terrorizzato, lui che ha sempre creduto di essere in cima
ai
sogni degli Italiani, ma specialmente delle Italiane, è stato costretto a svegliarsi da un colpo secco, sferrato con un souvenir «religioso». Si era accreditato come «Messia» per ritrovarsi
detronizzato da un malato con un colpo secco di «Tempio», quasi a dire: «Tu sei spurio, sacrilego». L’uomo oscenamente ricco, per furto, evasione, riciclaggio è atterrato da un oggetto dozzinale
da
pochi euro. Nèmesi violenta. Nèmesi trasparente.

Altri, e da tempo, avrebbero dovuto scacciare il «folle» dalla soglia del Tempio, in nome di una verecondia che non tollera culti di personalità. Altri, addetti alla religione del sacro,
avrebbero
dovuto dire «Adesso, Basta!». Non lo hanno fatto, perché impegnati in scambi di valuta pregiata e simoniaca. Chi è stato zitto per mesi davanti al dilagare dell’immoralità istituzionale, etica
e
umana di un satrapo malato di priapismo e di megalomania diarroica, non doveva mandare un telegramma di consolazione, ma doveva semmai mandargli a dire che tutti i Golia sono caduti per mano di
piccoli Davide. Non ci è piaciuta, a ferita ancora calda e a duomo ancora insanguinato, la corsa del papa e del suo segretario di Stato a rimboccare le coperte di un indecente presidente del
consiglio. Non ci è proprio piaciuta. Zitta di fronte alle aggressioni alla verità (caso Boffo); zitta di fronte alla manipolazione di ogni decenza; zitta di fronte agli assassini di Stato
(migranti); zitta di fronte alla violenza mortale (carcerati morti per violenza diretta), la gerarchia cattolica, avrebbe dovuto dire una parola di verità e di consolazione verso il malato
mentale
che è stato indotto a compiere un gesto sconsiderato, ma coerente in quel contesto e in quella fucina di odio e di terrore che è il berlusconismo. Ancora una volta papa e cardinali hanno perso
l’occasione di schierarsi dalla parte dei deboli per sistemarsi accanto ai ricchi e potenti. Eppure lo dice anche la Madonna: «Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili» (Lc
1,52).

La Storia, che è una maestra che non insegna nulla, ha mandato un uomo malato a fermare la ferocia omicida di un pazzo folle che non esita a trascinare la sua parte politica e succube a
dichiarare
guerra preventiva con invettive di violenza inaudita contro la Costituzione, contro il Capo dello Stato, contro la Corte Costituzionale, contro il Consiglio Superiore della Magistratura, contro
i
giudici chiamati a giudicarlo per delitti eversivi, contro la Legge, contro tutti coloro che pretendono che sia «uguale» a tutti i cittadini, sottoposto alla Sovranità della Legge. Pur di
salvare
se stesso da crimini che ha commesso in tutta la sua vita con la complicità di servi, schiavi e manutengoli,non esita a distruggere il tessuto civile dell’intero Paese, vittima egli stesso
della
sindrome di Sansone: «Muoia Sansone con tutti i Filistei». Il giudice Sansone però uccise se stesso per salvare il suo popolo. La maschera di uomo invece non esita a uccider eil popolo pur di
salvare se stesso. Eppure c’è una giustizia insita nelle cose: per la mano forte di un uomo debole di mente, il potente, ubriaco di sé e della sua megalomania, ha sbattuto contro il muro della
realtà. Ora deve sapere che chi semina vento raccoglie tempesta.

La canèa si è scatenata, gridando contro il clima di odio e chiedendo, guarda caso, così per non nominare alcuno, all’opposizione di «abbassare i toni» e di «smettere il clima di odio che sta
infestando la vita politica». Mistificazione pura. No! Non ci sto e canto fuori dal coro! Berlusconi e i suoi servi non hanno diritto di chiedere di abbassare i toni perché da 15 anni hanno
rubato
toni e semitoni, suonando solo loro la musica dell’aggressione a chiunque gli si oppone. Si dice che lo scontro deve ritornare alla politica; c’è un solo modo, non due, non tre: Berlusconi si
faccia processare e dia le dimissioni; se fosse un vero capo di Stato darebbe l’esempio e rispetterebbe la Legge; egli invece vuole affossare ogni Legge, ogni decenza, ogni contrarietà alla sua
logorroica esigenza di priapismo politico e mediatico. Sì! Abbiamo il coraggio di dire che quello che è successo è frutto della sua stupidità politica, della sua insipienza etica, della sua
inconsistenza umana, della sua protervia di ricco mafioso che schiaccia chiunque gli attraversa la strada. Per lui tutti sono sotto di lui, formiche da schiacciare alla bisogna. Un uomo, un
folle
pericoloso.

Le truppe a libro paga del Napoleotto brianzolo sono ignoranti, ma sanno far di conto quanto a mistificazione. Un esempio per tutti: Spatuzza accusa Silvio Berlusconi di fare affari con la
mafia,
ancora prima di diventare presidente del consiglio. Anzi, diventa presidente del consiglio in forza di quell’accordo e per onorare quell’accordo, secondo il quale la mafia è la “mamma” da amare
secondo il comandamento cristiano: «Onora il padre, ma specialmente mamma santissima». Il giorno dopo due capibastone si presentano davanti ai giudici: uno, Filippo Graviano, mai nominato da
Spatuzza, parla e dice che lui non conosce B. Apriti cielo: il mafioso diventa l’oracolo, la trasparenza della verità. Peccato! Pochi si accorgono che Spatuzza parla di Giuseppe Graviano, il
quale,
in puro stile mafioso, manda a dire al B., attraverso i giudici, davanti alle tv: «Io non parlo. Se devo proprio parlare lo farò quando dico io, per cui chi ha orecchi da intendere intenda». La
corte brianzola, in trasferta permanente a fare da piedistallo al capo «a prescindere», lo assolve per ieri, per oggi e per domani e invoca la salvezza definitiva per legge, per sempre.

Ora avviene lo sceneggiato si ripete: un uomo malato ha colpito col duomo volante il presidente del consiglio? I mandanti morali sono la sinistra e Di Pietro. La sinistra la vedono solo loro,
perché non ci pare che all’orizzonte vi sia qualche segnale di fumo di sinistra; Di Pietro ha detto una lapalissiana verità: «E’ lui l’istigatore». Chi può contestarlo? Solo chi è in malafede e
su
questo piano, il più pulito ha la rogna. Occorre una legge retroattiva che dichiari Di Pietro «assassino consecutivo». In queste ore assistiamo alla corsa della marcia longa per dichiarare
solidarietà al colpito, cioè al potente caduto dal predellino. Viene voglia di dire: chi di predellino colpisce, da predellino sbatte in terra.

Non vi sono più le mezze stagioni, non c’è più religione e non c’è più neanche la sana follia di una volta! Ora tutto è capovolto, il pazzo formato tascabile in statura e morale, diventa il
capo
saggio e lungimirante al di sopra della Legge perché altrimenti non può stare al governo e fare sfoggio della sua illimitata follia; il malato in cura psichiatrica da dieci anni diventa il
nuovo
Gavrilo Princip, il bosniaco che il 28 giugno 1914 a Sarajevo attentò a morte l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono di Austria e Ungheria e sua moglie Sofia, accendendo la miccia che
fece
scoppiare la 1a guerra mondiale. Per rendere ancora più drammatico il momento e farlo fruttare in termini di consenso e


MaDes 12/16/2009 20:35


...sbagliato, a Ittiri vince sempre la sinistra perché non c'è null'altro di buono e spero che l'alternativa all sinistra non sia costituita da elementi come te, che non sanno accettare le critiche
e che la figura di merda la vedono tutti i giorni riflessa allo specchio.
Sutterradi


Sonia 12/16/2009 19:52


Ecco perchè ad Ittiri vince sempre la sinistra ed in particolare il PD.
Perchè elementi come MaDes ragionano in questo modo. Poi si permette di atteggiarsi a professorone della politica e si azzarda nel voler insegnare agli altri sul come si mastica la politica parlata
ed anche.... Mah.
Mi viene in mente quella battuttina di Zietto Emilio Fede:
MaDes, che figura di merda!!


MaDes 12/15/2009 08:59


Bisogna condannare ogni forma di violenza, senza nessuna pietà. L'aggressione a Berlusconi è un fatto veramente grave ma non è senza precedenti. Qualche anno fà infatti, gli venne scagliato addosso
un cavalletto, sempre nel periodo precedente alle feste di Natale. Bisogna interrogarsi, a questo punto, su come mai è sempre lui il bersaglio e la vittima di queste aggressioni. Perché, ad esempio
nessuno aggredisce Fini o D'Alema piuttosto che Casini o Bossi?
...tutti gli altri leader vengono solamente contestati, lui talvolta viene anche aggredito fisicamente, non solo verbalmente. Come mai?
...forse perché è l'unico che sta avvelenando il clima politico? ...forse perché è l'unico che si permette di attaccare e sparare a zero a tutti gli altri poteri dello Stato? Anche Fini ormai l'ha
mollato su questo.
Oppure perchè è l'unico a cui non stanno bene le regole ad iniziare da quella primaria che è la costituzione.
Ferma restando la condanna, senza se e senza ma, per ciò che è accaduto, "s'ha chircadu sa malasorte sua". Quindi chi è causa del suo mal pianga s'è stesso.


nicoletta levis 12/14/2009 19:18


Buonasera,
voglio esprimere il mio commento che si espleta
in poche parole: meno gente come Travaglio, Santoro and Company che sanno solo parlare facendo gran danno e poche azioni positive eccetto quella di riempirsi il portafoglio grazie ai soldi dei
contribuenti Rai.
Un vivo augurio di pronta guarigione al dottor
Berlusconi come uomo ed un ringraziamento come
Presidente del Consiglio.

Nicoletta Levis