Alivesi : Inconcludenza e Impotenza.

Pubblicato il da Antonio Fadda

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ALIVESI 1

Comunicato Stampa su chiusura temporanea del reparto medicina dell'Ospedale Alivesi

24 Giugno 2011

In relazione al provvedimento del Direttore Sanitario della ASL 1 con il quale è stata sospesa l'attività di degenza nel reparto di medicina sino al 31-7-2011 mi preme fare alcune considerazioni.

"Innanzitutto devo dire che ho avuto ampie rassicurazioni che si tratta di una chiusura temporanea, dovuta a meri motivi organizzativi, a causa della mancanza di personale medico che potesse garantire durante il periodo estivo la continuità assistenziale. Ho constatato in questo frangente l'impegno profuso dallo stesso Direttore Sanitario per trovare una soluzione che evitasse la chiusura. Più in generale abbiamo assistito da alcuni mesi a questa parte a un'attività positiva volta a risolvere concretamente problemi, in particolare di organico, da lungo tempo irrisolti; nello specifico è stato già assunto un medico a tempo indeterminato e ne verrà assunto un altro a partire del 1 Luglio, tutti e due destinati a Ittiri. Tutto questo mi porta a pensare che non c'è alcuna volontà da parte della ASL1 di disimpegnarsi dall'ospedale di Ittiri, e che questa situazione deve considerarsi un semplice incidente di percorso.

Manifesto quindi ampia fiducia nei confronti della dirigenza ASL, sia per quanto riguarda la riapertura del reparto nei tempi dichiarati, sia per quanto riguarda la predisposizione in tempi brevi di un progetto di riqualificazione complessiva della struttura e dei servizi erogati.

Voglio quindi rassicurare la popolazione ittiresi che non si tratta dell'anticamera della chiusura definitiva come da più parti viene sussurrato. Rimaniamo comunque in stato di vigile attesa che tutti gli impegni presi durante i colloqui intercorsi siano pienamente rispettati, riservandoci nel malaugurato caso contrario di adottare le forme di protesta e di lotta che riterremo più opportune".

Tonino Orani - Sindaco di Ittiri

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ALIVESI 2

Medicina: riapre Ittiri, chiude Thiesi

28 Luglio 2011


Riprenderà lunedì 1° agosto la programmazione dell'attività di degenza del reparto di Medicina dell'ospedale di Ittiri mentre a Thiesi, a partire dal 1° al 31 agosto sarà sospesa temporaneamente quella del reparto di Medicina al primo piano dell'ospedale di via Seunis. Lo ha comunicato questa mattina ai sindaci dei rispettivi paesi il direttore sanitario dell'Asl di Sassari Nicolò Licheri.

Per l'ospedale "Alivesi" di Ittiri vengono quindi rispettati i programmi che, a giugno scorso, la direzione aziendale aveva comunicato al sindaco Tonino Orani. Una scelta che - aveva fatto sapere la direzione - era stata dettata dalla difficoltà nel reperire un numero adeguato di medici disponibili a garantire la continuità assistenziale nell'arco delle 24 ore e, ancora, ad assicurare il ristoro psicofisico ai medici che, ormai da lungo tempo, hanno accumulato periodi di ferie non godute.

E queste sono anche le motivazioni che hanno portato la direzione dell'Asl di Sassari a sospendere, temporaneamente, l'attività di degenza del reparto di Medicina dell'ospedale di Thiesi per l'intero mese di agosto. All'ospedale del Mejlogu resterà attivo il punto di primo intervento, al quale i cittadini potranno rivolgersi per le eventuali urgenze. La direzione ha già informato gli altri presidi ospedalieri che si faranno carico dell'utenza del territorio.

La direzione sanitaria intanto, questa mattina, ha incontrato il sindaco di Thiesi spiegando le motivazioni della scelta e assicurando la ripresa delle attività nel reparto a partire dal 1° di settembre. La stessa direzione si sarebbe impegnata, entro il 31 dicembre prossimo, ad avviare la riprogrammazione delle attività nei due presidi, aprendo un dialogo con le comunità locali che, nel rispetto dei ruoli, possa condurre a un miglioramento delle attività assistenziali in ciascuno dei presidi.

Fonte : La Nuova Sardegna del 28/07/2011

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L’inconcludenza politica e l’irresistibile richiamo delle parole inutili.
Analisi del "caso ospedale Alivesi " di Ittiri

 


L’altro potere. Dopo la chiusura della divisione di chirurgia generale; della sala operatoria; della liquidazione totale dello staff di anestesia e rianimazione e la sua dispersione in altre strutture sanitarie; del costoso pensionamento del primario della medicina generale; dell’ accorpamento, miscellanea in salsa sanitaria, delle due divisioni e del personale in esso operanti; della apertura e poi della chiusura definitiva della divisione di pneumologia e dell' altrettanto costoso pensionamento del suo primario; del pensionamento del primario della radiologia, famoso per aver abbassato le statistiche nuocendo gravemente all' ospedale; il ridimensionamento del laboratorio analisi; del pensionamento del primario della chirurgia e della trasformazione del pronto soccorso con l’ innesto degli operatori del 118.

Dopo il pensionamento del personale delle divisioni; degli uffici amministrativi; dei servizi, l’ospedale si è svuotato e non accenna a riempirsi, o almeno a ricevere il fisiologico numero di pazienti della zona. I medici erano e sono ormai avviliti, la nostra gente, quella di Ittiri e di tutto il cosiddetto bacino d’ utenza, cominciava a protestare: alcuni inveendo nelle strade e in piazza, altri con i suoi politici. La dirigenza sassarese dell’Asl era in grado di fare pochissimo, perché il commissario oltre alle normali grane quotidiane di una sanità allo stremo, non aveva né potere, né tempo sufficiente a prendere decisioni risolutive per rimettere in sesto l’ospedale, dandogli insieme efficienza ruolo e fiducia presso la sua popolazione.
Non mancava nemmeno un qual sconcerto sociale: un ospedale nato per essere d’eccellenza, e lo era credetemi, stava per diventare l’ennesimo ramo parassitario da sradicare. Ha molte imperfezioni, quell’ospedale tanto caro alla Pasionaria Toiedda Meloni, la principale delle quali è, come tutti gli altri nel Sud, d’essere utilizzato nel passato non tanto lontano come serbatoio di voti da questo o quel politico e fonte e trono di potere; ma l’intromissione sempre più pervasiva della politica nella società è ormai un male endemico, al quale gli ittiresi si sono purtroppo assuefatti.
A circa un mese dalla "disgraziata chiusura", lo stupore e la rabbia da impotenza dinanzi ad una perdita evitabile ma sempre più progressiva era ed è diventata una pubblica sofferenza: quella che fa reagire. Ed ecco un politico occupare per una mattinata intera l’ atrio dell’ospedale, Zampa Marras di Sardigna Natzione; ma soprattutto ecco il Sindaco convocare i suoi fedeli e, con la delicatezza che solo uno stile affinatosi in tre/quattro legislature può dare, ammaestrarli, responsabilizzarli, rimetterli nel dovere. Dinanzi alla Occupazione del politico locale hanno accelerato la ricerca di soluzioni per l’ospedale che, invece d’essere il luogo di cura delle malattie, era, esso, il malato. Ora, per l’ospedale, si ha il cessato allarme, si farà qualcosa, poi si entrerà nella routine, cioè nell’eterno andirivieni fra il dubbio della richiusura o la trasformazione in ospedale di comunità.
A Ittiri , però, la crisi dell’ospedale ha svelato un aspetto importante della democrazia: l’interazione di poteri. Nell’assemblea popolare del Consiglio Comunale di qualche mese fa erano presenti almeno cinque poteri:

il politico, la stampa, i responsabili di settore (i medici) e un po’ di società (i cittadini) e l’ associazionismo (pochissimo).

E il potere che aveva raccolto gli altri quattro, quello politico, era il preponderante, sia come padrone di casa, sia come estrattore e raccoglitore di responsabilità, sia come ordinatore di decisioni. L’episcopio assembleare, per alcune ore è stato, non Palazzo di potere, ma sede e laboratorio di democrazia preconfezionata. In sé, la democrazia, più che essere potere del popolo esercitato dai suoi eletti, è un sempre instabile equilibrio per l’incrocio conflittuale degli interessi di molti potentati; e il suo nome esatto dovrebbe essere "Poliarchia" (Giovanni Sartori), cioè coesistenza di molti poteri. E’ stato sempre così e non è possibile che sia altrimenti. Per cui il reciproco riconoscimento di ruolo, fra questi potentati, sempre pro tempore , è indispensabile alla pace sociale. Gli interessi generali sono il dovere primario, dovrebbero essere l’unico, della politica; ma i politici ittiresi, di maggioranza e di opposizione, hanno fatto naufragio in "particulari" che si chiamano privilegi di rappresentanza, collusione con il potere gestionale dell' ASL e spacconate, o intransigenza, per il proprio quarto d’ora di celebrità in una vetrina o passerella pubblica. I politici nostrani, al pari di quelli più blasonati a carattere nazionale, si occupano di sé e per sé, per essi la società, l’interesse generale, è un pretesto per i loro cincischiamenti, altrimenti non si spiegherebbe l’inconcludenza su temi di importanza strategica per il rilancio della nostra economia locale.
Ed è questa inconcludenza che fa correre politici altrove boriosi, quasi penitenti, ad un interessamento su problemi minimi, che distraggono dai veri problemi importanti ed utili alla nostra comunità. In ciascuno dei politici non si è mai agitato l’ancestrale timore per l' affermazione e la risoluzione del diritto alla cura; tutti vanno in cerca di uno che, senza avere interessi personali da proteggere o acquisire in ambito locale quale è la dirigenza dell' ASL, possa mostrare una soluzione per un problema ormai asfissiante.
Ma la persistenza dell’inconcludenza politica rivela anche una qual insussistenza del principale potere del Popolo, quello della indicazione delle possibili soluzioni e la denuncia dello scarso interesse per i drammi esistenziali di Ittiri: gli egoismi, la povertà, i deboli (anziani, soli, disabili).
Non è un caso che alla vuotezza di quelle chiese laiche, i partiti, corrisponda un popolo rado e senile. Nei partiti il popolo parlava di sé ai politici e formava politici nuovi.
Eppure, com’è successo a Ittiri, basta che un Sindaco creda di essere nel giusto, magari anche in buona fede, senza fare assolutamente nulla per ridare vigore e ruolo all' ospedale, che diventa, così sembra, faro e bussola per il popolo e perfino per i politici.

Davvero la soluzione stà nella riapertura della divisione, chiudendo quella di Thiesi per consentire al personale di andare in ferie, e non invece una riprogrammazione su quale dovrà essere il ruolo dell' Alivesi, così come chiedeva invano Toiedda Meloni ed il suo Comitato di difesa, nella Sanità a carattere Provinciale ? L' inconcludenza porterà alla perdita anche di questo bene prezioso.

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