Amianto : il Sindaco non può non sapere ! Allora intervenga con urgenza per salvaguardare la salute dei suoi cittadini !

Pubblicato il da Gaspare Verdi Verdis

 

ORAINU

Ittiri, 11 maggio 2012.

Come avrebbe detto il buon Di Pietro in un ipotetico dibattimento con, al suo fianco il fido Donadi : " il sendache nen peteva nen sepere, segnor Giadice ! Eccheccazzeccano le feste con l' amianto ?" 


Insomma se Craxi non poteva non sapere di quanto gli accadeva attorno, al suo pari, scusa Stefania se lo affianco a tuo padre, anche il Nostro, che è oltretutto il responsabile unico della Sanità Pubblica, non può non sapere di quanto amianto ci sia nella nostra cittadina.

Pare che a nulla siano servite le proteste di cittadini accorti e sensibili che ormai da decenni e decenni gridano invano la loro condizione di pericolo. L' amianto quì da noi, quando ancora credevamo fosse una delle scoperte del secolo, è stato utilizzato per svariati impieghi.  
A fare la parte del leone è stata l'edilizia, dove l'amianto veniva impiegato tanto come spray (mischiato cioè a leganti non troppo tenaci) da applicare a elementi metallici o altro con funzioni isolanti, oppure impastandolo con altri materiali (la cosiddetta matrice) a cominciare del cemento. In questo modo si aumenta la resistenza del cemento contenendo il peso e rendendo più facile realizzare elementi prefabbricati. A questo scopo si impiegavano sia l'amianto anfibole sia quello serpentino. In Italia il cemento-amianto è noto come Eternit, e soprattutto per l'elemento ondulato con il quale venivano realizzate le coperture dei tetti (principalmente in Italia settentrionale). Tuttavia ve ne sono anche altri, come le condutture dell'acqua o i pannelli, usati per isolare acusticamente e termicamente gli edifici, in particolare quelli edificati in vetrocemento o in elementi metallici.
Anche nei mezzi di trasporto l'amianto aveva un ruolo cruciale, perché garantiva frenata di auto, moto e veicoli pesanti. Infatti il materiale d'attrito delle pastiglie dei freni a disco, e delle ganasce di quelli a tamburo, conteneva amianto. Elencare le applicazioni sarebbe lunghissimo: se ne contano infatti oltre 3.500 !

Si è forse proceduto, nel corso degli ultimi 10/20 anni, ad un censimento dei siti pericolosi e individuarne le eventuali possibili soluzioni ?

L' Ente Regionale preposto al controllo ed alla tutela ambientale ha provveduto a stilare un primo elenco e a farne debita comunicazione a tutti gli enti e le istitutzioni preposte alla salvaguardia e alla difesa e tutela della salute pubblica ?

I cittadini che hanno comunicato ufficialmente all' ente comunale tali situazioni di pericolo di inquinamento ambientale hanno avuto risposte e rassicurazioni a tutela della loro salute ?


che cosa dice la legge
In Italia dal 1992 (legge 257/1992) è proibita l'estrazione, l'importazione e la lavorazione dell'amianto. Di conseguenza, dal 1992 in poi non è possibile che nell'edilizia, o nell'isolamento di un forno, sia stato impiegato amianto. Anche in precedenza si era legiferato in materia, introducendo limiti all'impiego in talune applicazioni e introducendo limiti di contaminazione dell'aria. Per questo i manufatti, soprattutto quelli casalinghi come guanti da forno o per le assi da stiro, dovevano già prima del 1992 riportare l'indicazione "A" per segnalare la presenza di amianto. Qualora si abbiano ancora in casa oggetti contenenti amianto è bene consultare l'ASL per sapere come e dove conferirli per lo smaltimento.

Nelle attività industriali o, come nel caso della nostra piccola comunità, semi-industriali è stato frequente l’utilizzo di coperture nei capannoni con lastre ondulate di cementoamianto (più comunemente conosciute con il nome commerciale di "Eternit"), con amianto in una percentuale variabile tra il 12 ed 15 % sul peso totale. La tipologia di amianto usata é il crisotilo, ma spesso avvenivano aggiunte di crocidolite (a volte riconoscibile da ciuffi blu scuro di fibre affioranti) e/o amosite in basse percentuali. I pannelli di divisione o tamponatura usati erano, spesso, materiali compositi dell’amianto dove, oltre al cemento, si possono ritrovare lane minerali, resine organiche, cellulosa.

Il contesto normativo nazionale

La normativa sull’amianto è piuttosto estesa e i primi provvedimenti risalgono ad oltre quaranta anni fa (ad esempio, il Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, “Assicurazione contro l’asbestosi”). I campi nei quali la normativa è intervenuta sono vari ma, fondamentalmente, i provvedimenti sono riconducibili alle categorie:

restrizioni e divieti di impiego;

prevenzione e riduzione dell’inquinamento ambientale;

protezione dei lavoratori;

procedimenti amministrativi;

riconversione di impianti industriali;

normativa sui rifiuti;

controllo di qualità dei laboratori di analisi dell’amianto;

normativa sullo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto;

riconversione dei processi produttivi.


Ecco, a fronte di queste norme e regole ferree sulla difesa e tutela della salute pubblica il nostro comune, la giunta ed il sindaco in particolare, ha provveduto ad assumere tutti i provvedimenti che il caso richiede ?

Gli eventuali provvedimenti, sanatorie, responsabilizzazione e coinvolgimento delle aziende "fautrici inconsapevoli" di questo inquinamento e disastro ambientale, sarebbero dei positivi segnali per poter affermare che l' amministrazione, finalmente, si occupa degli interessi generali della popolazione e che sa garantire, attraverso l' adozione di atti e determinazioni coraggiose, la salute pubblica.

Non più solo feste dunque, ma una buona amministrazione vicina e presente ai propri amministrati.  

Capiranno la gravità del problema i nostri concittadini ?

Il grado di civiltà di un popolo non si misura anche con la capacità di indicare, a chi regge le sorti della comunità, quali e dove si annidino i veri problemi della città  ?

Si spera che nelle prossime ore qualche decisione venga assunta a difesa della salute della cittadina e della salvaguardia ambientale di Ittiri e del suo intero territorio.


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Gaspare Verdi Verdis 05/18/2012 08:03

L' intenzione che avevo, nella stesura dell' articolo, era abbastanza semplice e credo a tutti comprensibile : quello di assumere il ruolo di memoria storica e, proprio per non dimenticare, di
sensibilizzare la popolazione ittirese alla presenza di questi veleni che tante, anzi tantissime, morti hanno portato nelle famiglie di quanti, a vario titolo, hanno avuto a che fare con l'
amianto. In quasi tutta la penisola italiana, dal nord al sud, ed in una buona parte dell' europa tutti si interrogano e si domandano come agire per porre fine a questa mattanza di largo raggio.
Quì da voi, evidentemente siamo nel cosiddetto Bel Paese, si fa finta di nulla quasi nella speranza che il problema, anzi il dramma, possa essere dimenticato. I primi a fregarsene sono proprio
quelle persone che dovrebbero invece vigilare sullo stato di salute della popolazione. Sono quelli che con le loro azioni e determinazioni, essendo pagati profumatamente proprio per questa
funzione, dovrebbero studiare modi e tempi nel reperire fondi regionali o europei per tutelare la salute pubblica. Le vite si devono salvare, fosse solo di un cittadino o di una famiglia, non far
finta che tutto vada bene. Meravigliano le associazioni di categoria, artigianali, sindacali, cattoliche che si sono imbavagliati da soli per compiacere chi ?

Sebastiano 05/17/2012 18:27

Le cose che ha scritto Il Moralista sono vere. Sarà mai possibile che un ittirese possa denunciarsi da solo per aver impiantato amianto a casa sua ? Sarà tutto a suo rischio, non credo spetti ad
altri cittadini il compito di denunciare o di additare i luoghi e le case private dove c'è dell' amianto ! Un' altro aspetto da valutare è l' alto costo dello smantellamento e della bonifica. Chi
paga? Come faranno le famiglie a sostenre questi costi così elevati ? Allora mi sembra buona la proposta che deve vedere il comune la provincia e la regione impegnati, tutti insieme, nella guerra
all' amianto reperendo i soldi necessari a risanare tutta la città di Ittiri. Questo penso possa essere fattibile. Sta propria al sindaco la decisione e l' iniziativa affinchè possa tutelare la
salute dei suoi cittadini, dei bambini e di tutti noi.

Il Moralista 05/17/2012 17:57

Se si discute di amianto e non si stà attenti a quanto si dice c'è il rischio che intervengano i Carabinieri del NOE. Questo significa che andremo a danneggiare i nostri concittadini (circa 5.000
famiglie). Non solo, verrebbero anche danneggiate le maggiori industrie ed aziende di Ittiri (quasi tutte per la verità) le quali hanno (come in tutta l' Italia) all' interno dei propri impianti
amianto in abbondanza. Dunque che fare ?
Ve la sentireste voi di avviare una denuncia che coinvolgerebbe tutta la popolazione di Ittiri ?
Credo sia meglio fare gli omertosi. Girare la faccia da un' altra parte per non vedere.
Infatti credo non spetti ai singoli cittadini fare le denunce o le segnalazioni. Ci vorrebbe un piano strategico di intervento e di risanamento, anche diluito nell' arco di una legislatura, a cura
dell' amministrazione comunale che in collaborazione con la Provincia e la Regione recuperino risorse economiche (ingenti ed abbondanti) per affrontare questo fenomeno generalizzato.
Purtroppo questa presenza ( anche nei luoghi di lavoro oltre che a casa propria e nei pubblici uffici) ha generato diverse malattie e tumori maligni che hanno concorso a causare molte morti di
nostri concittadini. Ma che cosa si potrebbe fare ? Come uscirne ?
Ditemi voi se non ho ragione.

Giames Bondo 05/16/2012 09:48

Scilencio ! State certi che tanto non sciuccederà nulla, proprio nulla ! Coscia credete che questi sciano scencia uno scicudo di protecione ? Quescti la scianno lunghiscima sciulle abitudini degli
ittiresci e sciulla paura di mettersci contro perchè sennò, altrimenti, lielafanno pagare cara a tutti ! Scccccc ! Scitate citti, muti, tanto l' amianto resterà lì dove l' avete viscto !
Sciete davvero scitupidi !

Zorro 05/15/2012 21:29

Credo che questa volta qualcosa si stia muovendo veramente per verificare la situazione dell'amianto,qualche divisa strana a Ittiri gira con macchine fotografiche, non credo che riprendano il
paesaggio.

D' Urbans 05/15/2012 08:01

No, non ci stò !
Io non sono un cittadino vigliacco. Sono solo uno che riesce a farsi i fattacci suoi. Non mi interessa se Ittiri è appestato dall' amianto e se chi deve difenderci pensa, anche lui, ai fattacci
suoi. Non li abbiamo sempre votati noi ? Non ce li ha presentati, i candidati, il partito giusto, onesto, dalla parte dei cittadini, dei lavoratori, della povera gente ? E allora che cosa vogliamo
di più ? Per farci dimenticare le malattie, il rischio di altre cose ben più gravi legate all' amianto, basterebbe che i nostri organizzassero una bella festa grande ! Ecco, La "sagra dell'
Amianto" da organizzare in concomitanza della festa del folklore. Magari dando un premio al cittadino più infettato da parte dei lions ittiresi che a tutti stanno distribuendo premi. Che ne dite ?
E gli ittiresi vissero felici e contenti....

Giuommaria 05/12/2012 18:07

Ssssshhhhhhh ! Silenzio ! Chi parla è morto ! Socialmente intendo. Allora ? Tutti vigliaccamente zitti ? Eppure tutti noi sappiamo ! Ssssssshhhhhh ! Selenziu, pecoroni !