Artigiani e Commercianti di Ittiri è tempo di "movimentare". Dare corso ai fatti dopo le parole. Se necessario modificare il PUC ed altre "ferree regole" che bloccano lo sviluppo. Le proposte.

Pubblicato il da Totoi Fadda

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Ittiri, 22 luglio 2013

 

Molti di noi ricorderanno la riunione della Conferenza Fondativa del Comitato Artigiani e Commercianti di Ittiri. Era il 10 maggio 2013, la conferenza, partecipatissima, si svolse nel salone parrocchiale. Quella data crediamo sia se non storica, almeno importantissima per tutte le categorie produttive di Ittiri che, finalmente, dopo le paure iniziali, i timori su un eventuale fallimento dell' impresa, tentennamenti di varia natura e, in alcuni casi, dopo aver baypassato con intelligenza quelli che cercavano di remare contro, diedero vita, corpo e anima ad un Comitato che aveva come primario interesse quello di difendere le Imprese e tutte le attività legate alla salvaguardia ed al rilancio della Città di Ittiri. In quell' occasione fu detto a chiare lettere a tutti coloro che parteciparono che :” Gli artigiani, i commercianti, gli esercenti unitamente a tutte le attività produttive dei vari settori presenti nella Città di Ittiri e nei comuni del territorio soffrono, così come in tutte le parti d' Italia, della profonda e grave crisi economica, iniziata con gradualità nel 1997 e inaspritasi nel corso di questi ultimi sette anni, che sta prosciugando totalmente e letteralmente i pochissimi risparmi a nostra disposizione. Risorse, è bene dirlo, accantonate in tantissimi anni di duro lavoro e di intensa attività affrontando enormi sacrifici per difendere e mantenere in vita le nostre attività.

Fu fatto un richiamo chiaro alla volontà di mobilitarsi e di aggregarsi in difesa di un patrimonio non solo economico ma anche di carattere storico-culturale visto che si trattava e si tratta di difendere le “arti ed i mestieri” di Ittiri e di tutte le comunità del territorio.

Furono tanti gli interventi e si disse anche che: “ Crediamo sia giunto il momento non solo di avviare una seria e pacata discussione su che cosa dobbiamo e vogliamo fare nel prossimo futuro, ma di intraprendere tutte quelle azioni che ci consentano non solo per salvare le nostre aziende da sicuro fallimento, ma per salvaguardare i livelli occupazionali garantendo ai nostri dipendenti, che hanno come tutti noi una famiglia, di mantenere un tenore di vita accettabile.

Come base di partenza e di discussione fu presentata una “Piattaforma di Rilancio e Rivalorizzazione delle nostre Imprese” che, con il fattivo e pieno coinvolgimento degli Enti Locali (Comune, Provincia e Regione) poteva e può consentire a tutti di operare in assoluta sicurezza e tranquillità.

Il neonato Comitato propose ai presenti una serie di soluzioni con l' invito a tutti di formulare altre e più urgenti proposte per favorire un pronto ed immediato rilancio delle Imprese.

Questo le proposte contenute nel documento della Conferenza Fondativa.

 

Fisco, Sanzioni, Pignoramenti e altro

 

Uno dei punti più spinosi ed urgenti che dovremo nei prossimi giorni e mesi approfondire ancora di più, riguarda la grave situazione in cui alcune nostre imprese versano schiacciate come sono fra la caduta verticale dell’attività lavorativa o di produzione e l’insostenibilità degli adempimenti fiscali e contributivi.

Ecco perchè crediamo sia necessario porre al centro della nostra discussione, inserendoli come punto preminente della piattaforma:

  • la moratoria fiscale,

  • l’abbattimento degli interessi,

  • l’eliminazione delle sanzioni,

  • le condizioni praticabili per la rateizzazione.

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Crediamo sia urgente avviare una discussione con tutti gli Enti del Governo Locale e territoriale per attivare, sin da subito, le seguenti richieste:

 

  1. Il riconoscimento, da parte delle amministrazioni comunali e provinciale, per tutto il territorio dello stato di crisi immediata;

  2. Il congelamento delle cartelle Equitalia, pignoramenti e sfratti, per 3 anni, con 2 anni di effetto retroattivo;

  3. Blocco dei pagamenti mutui pagando solo gli interessi per 2 anni;

  4. Moratoria per 3 anni;

  5. Richiamo alle banche, perché non ci chiudano le porte in faccia adesso che abbiamo problemi;

  6. Istituzione di zona franca nell' ambito della nostra provincia essendo tra quelle con più problemi in ambito regionale;

  7. Mantenimento all' interno delle nostre città e comunità gli appalti pubblici da conferire, con regole e modalità da definire con l' Ente Locale; alle imprese del luogo;

  8. La creazione di “fondi di garanzia” o “fondi di solidarietà”, per sostenere le imprese esposte con Equitalia e le Banche.

 

Dopo quella importantissima giornata furono tantissime le occasioni di incontro e di confronto, anche serrato e a volte polemico, al fine di individuare una possibile soluzione.

L' incontro con il Prefetto dei giorni scorsi, utilissimo sotto il profilo del confronto e dell'impatto mediatico (con la defezione come sempre del solito giornale di provincia che ha dato centralità a chi non la meritava) ha fissato alcune regole fondamentali ed importanti ed ha strappato l' impegno ad intervenire nelle sedi istituzionali opportune.

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Naturalmente non basta questo impegno e questa affermazione di intenti. No, è necessario invece iniziare a discutere su che cosa sia possibile fare, partendo proprio dalle nostre comunità locali, per aiutare chi ha serie difficoltà a lavorare e a reperire i fondi necessari per proseguire il proprio lavoro. Sono in tanti ad esempio ( ne abbiamo avvicinato almeno una decina) gli Imprenditori e gli Artigiani che operano in località distanti dalla Zona Artigianale (sulla quale ci sarebbe da scrivere degli interi romanzi e cronache di nera per come alcuni fatterelli si sono sviluppati nel corso degli anni) e da quella Industriale. Sono in tanti gli imprenditori che chiedono che hanno necessità che il PUC (Piano Urbanistico Comunale) venga modificato affinchè alle loro aziende possano essere riconosciuti gli stessi diritti ad esistere e a operare al apri di quelle che si sono installate nelle Zone di interesse artigianale ed industriale. Per fare questo, analizzando bene la fattibilità senza arrecare danno alcuno ad altri operatori, basta la buona volontà e l' apertura mentale dell' Ente Comunale

A questo si aggiunge la necessità di reperire quegli aiuti concreti alle piccole e medie imprese, entrate inesorabilmente in forte crisi di liquidità per investire e fornire loro, attraverso il credito agevolato (de minimis – altro) la possibilità di espandere l' attività e quindi di imporsi nel mercato in modo competitivo.

Uno dei settori trainanti dell' economia ittirese e dei piccoli comuni del nostro vasto territorio è legato all' edilizia. Si è potuto osservare che con l' espandersi dell' edilizia vengono coinvolti tutti gli altri settori ad essa correlati e, a seguire tutto il commercio e la grande distribuzione. Riteniamo quindi sia di urgente necessità il sostegno concreto, in termini di decisioni coraggiose in ogni centro della nostra provincia, alle nostre imprese edili attraverso la predisposizione di quegli interventi di risanamento urbano, della realizzazione e riqualificazione della viabilità interna e campestre e deliberando con urgenza sulla necessità del recupero totale e della rivalorizzazione dei nostri centri storici che, da una parte consentirebbero ai cittadini di accedere a case con affitti accessibili, ad altri di acquistare e nel contempo rilanciare, sotto il profilo storico e turistico i centri urbani di maggior pregio storiografico. Analizzando i dati raccolti in una dettagliata inchiesta, curata da una confederazione di categoria della Sardegna, emerge che l’Artigianato svolge un ruolo di primo piano nell’economia delle nostre comunità . L' Artigianato ed il commercio è sempre stato il settore economico che più di altri ha contribuito nel corso degli anni alla crescita economica ed occupazionale che si è verificata non solo nella nostra regione ma nella intera provincia di Sassari.
Il nostro settore è sempre stato una realtà produttiva diffusa e di grande peso sul piano produttivo e occupazionale, ma forse troppo fragile ed esposto agli andamenti della economia globale. Si rende quindi necessario rivedere quale possa essere nel prossimo futuro l’incidenza ed il peso delle agevolazioni, che va interpretata come effetto di una positiva legislazione regionale, ma che comunque suggerisce una migliore articolazione dell’intervento pubblico per favorire una crescita più autopropulsiva delle nostre aziende e imprese. “

Ecco, crediamo che queste siano proposte operative alle quali non sia più possibile sottrarsi. E' necessario accelerare i tempi con decisioni e deliberazioni mirate che tendano la mano a coloro i quali sono in fortissima difficoltà. Crediamo sia tempo che le parole sino ad oggi pronunciate e gli intenti di buone azioni enunciati siano seguiti da fatti concreti, visibili, reali. Non basati più sulla parola e sulla tecnica del “..ci stiamo lavorando..” ma dando corso all' utilizzo della Macchina Amministrativa a favore della comunità, una volta tanto.

Non ci sono risorse ? Beh, guardiamoci intorno e valutiamo per bene da dove sia possibile reperire fondi di solidarietà e pronta cassa a favore dei nostri lavoratori e maestranze.

Ci auguriamo che nella prossima assemblea di venerdì il Comitato possa fare suoi alcune proposte operative e, in piena collaborazione con l' Ente Comunale, possa dare corso ad una vera e propria rivoluzione imprenditoriale per rilanciare la Città di Ittiri.

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