Assemblea sull' Alivesi

Pubblicato il da Antonio Fadda


Finalmente il Colonnello Giovanni Andrea Alivesi potrà riprendere, in tutta tranquillità, il sonno dei giusti e riposare, si spera, in pace.
Nel contempo anche Toiedda Meloni la Pasionaria di Ittiri, una delle donne più combattive dell'ex  partito comunista, appassionata, disinteressata, schierata sempre e apertamente dalla parte dei più deboli e, così come vuole la consolidata tradizione dell' ormai trapassato centralismo democratico di quel partito, mai valorizzata in vita nè commemorata dopo la sua scomparsa e neanche ricordata dai dirigenti di quel partito, che ha dato vita al primo Comitato di difesa dell' ospedale tuttora in attività,  potrà vedere, affiancata dai "Compagni Angeli", realizzarsi il suo sogno: la predisposizione di tutte le premesse per il rilancio di quella sana e positiva politica sanitaria che sia davvero in difesa della struttura; una programmazione sanitaria orientata verso una erogazione di servizi efficienti a favore del proprio bacino di utenza;
l' applicazione del tanto atteso decentramento sanitario e la conseguente realizzazione di alcuni dei più importanti servizi di eccellenza.

E mentre la sinistra ittirese è concentrata ad eleggere e rafforzare i nemici storici dell' ospedale Alivesi e di Ittiri, individuabili leggendo l' elenco dei membri della Commissione Sanità nella passata legislatura, sotto la dannosa gestione della Dr.ssa Nerina Dirindin, con il sostegno di quel grandissimo fine politico quale Renato Soru, sostenuto anche dal rumorosissimo silenzio del Sindaco di Ittiri che non ha mai contrastato la decisione di ridimensionamento ed impoverimento del nosocomio; un piccolo ma determinato movimento politico, i Riformatori Sardi, che si è affacciato ad Ittiri attraverso la costante presenza dell' On. Pietrino Fois e del suo staff guidato dal Consigliere comunale di Alghero Dr. Alberto Zanetti,  apre la stagione delle discussioni e dei dibattiti, confortata anche dalle concrete proposte di fattibilità che verranno ampiamente illustrate, invitando la popolazione a riflettere e a sostenere  il rilancio
dell' ospedale Alivesi.

Molto significativa sarà la relazione-lezione che sosterrà l' Ing. Giovanni Maria Pisanu, profondamente ittirese ed esperto della materia, che spiegherà con dati storici e notizie di una certa rilevanza sulla evoluzione de:  " La struttura dell' ospedale di Ittiri nel processo di riconversione" .
All' incontro sarà presente il Dr. Paolo Manca, nella sua veste di Commissario della ASL di Sassari, dal quale ci si aspetta dell' assunzione di impegni ben precisi che sanciscano in via definitiva il rilancio della sanità locale.
Di seguito l' invito.


L’OSPEDALE DI ITTIRI NEL PROCESSO DI RIFORMA REGIONALE

sabato, 17. ottobre 2009, 17:30 - 20:00

 

 

Convegno - Dibattito

Sabato 17 Ottobre 2009 ore 17,30
Auditorium Via Turati - Ittiri

Apertura dei lavori:
Massimo Fantola
Saluto:
Piero Tamponi
Modera:
On.le Franco Meloni
Commissione Sanità Consiglio Regionale
On.le Pierpaolo Vargiu
Capogruppo dei Riformatori Sardi in Consiglio Regionale
“La proposta di riforma del sistema sanitario sardo”
Dott. Alessandro Arru
Responsabile Provinciale Sanità Riformatori Sardi
“La realtà e le prospettive dell’ospedale di Ittiri nell’ambito
della riforma sanitaria”
Dott. Giovanni Biddau
Medico - Sindaco di Uri
“L’ospedale di Ittiri nel contesto territoriale”
Ing. Giovanni Maria Pisanu
“La struttura dell’ospedale di Ittiri nel processo di riconversione”

Intervengono:
Dott. Paolo Manca
Commissario ASL 1 Sassari
Antonio Luigi Orani
Sindaco di Ittiri
Dott. Michele Poddighe
Sindaci e Amministratori del territorio

Dibattito

Chiusura dei lavori
On.le Pietro Fois
Consigliere Regionale Luogo: Auditorium Via Turati - Ittiri
























Commenta il post

Antonio Fadda 10/17/2009 11:49


L'Alivesi di Ittiri
Un ospedale da rilanciare
( da L' Unione Sarda del 19 settembre 2009 )

La responsabilità di quanto sta accadendo alla storico ospedale Alivesi di Ittiri - e del malessere politico, culturale e operativo che ne deriva - è da imputare ad una certa pratica politica di
quel particolarissimo centro sinistra Soriano che, per bocca ed opera dell'ex assessore Nerina Dirindin, con la complicità silente della nostra amministrazione, ne ha sancito quasi in modo
definitivo il grave e pericoloso ridimensionamento e declassamento. Tutto sulle spalle e sulla testa dei cittadini, bisognosi di cure e di assistenza adeguata. Grave è anche il mancato mantenimento
dei livelli occupazionali nell'ambito della sanità locale. Livelli che erano e sono da mantenere, specialmente in questo particolare momento di crisi.
Ci si dimentica che tale situazione, nel corso di questi ultimi 20 anni è stata creata a tavolino, con il blocco del ricambio generazionale del personale; il mancato rifornimento di materiale e
attrezzature utili al buon funzionamento dell'attività ospedaliera; il diniego della dotazione di attrezzature radiologiche e di laboratorio di ultima generazione; per non parlare del mancato
collaudo della sala operatoria, il totale disinteresse per la manutenzione degli infissi interni ed esterni dell'intero ospedale, la mancata realizzazione della promessa sulla immediata ed
imminente attivazione di tutti i poliambulatori specialistici.
Pertanto, mi rivolgo al presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci e all'assessore alla Sanità Antonello Liori: è giunto il momento di un loro deciso e risolutore intervento che sia dettato
dall'interesse politico verso un territorio ed una cittadina che tanto può dare alla comunità sarda. Senza soldi non si può cantare la messa. Ogni investimento ha bisogno di sostegno finanziario,
ogni qualsiasi sviluppo necessita di prezioso carburante. Prima però ci vogliono le idee e le capacità (quelle che sono mancate, visti i risultati, al centro sinistra ). Aggiungo che bisogna avere
anche l'onestà di agire nell'interesse collettivo e non in nome di un tornaconto personale. Il nostro ospedale e la sua funzione futura nell'ambito della nostra provincia ed Asl devono essere
ripensati e riprogrammati, adeguandone l'azione della struttura all'ambito del suo territorio ed ai bisogni della popolazione. Confidiamo in loro affinché esaminino la situazione con gli occhi
giusti e con l'attenzione attenzione dovuta alla politica sanitaria da applicare a questa parte di territorio, realizzando il tanto decantato decentramento sanitario. Chiediamo che possano essere
superate le barriere ideologiche (che solo danni hanno causato ) accomunandosi in unico progetto di difesa, rilancio e tutela di questo ospedale fondato dal nostro benefattore ed eroico compaesano,
il colonnello Giovanni Andrea Alivesi.
ANTONIO FADDA - ITTIRI

19/09/2009


Abbadorzu 10/17/2009 11:43


Proposta di Abbadorzu per salvare la struttura di Ittiri.
Data : 12/01/2007
( tratto dal sito dell' On. Nicola Rassu )

«Il territorio vuole l’ospedale»
Mentre a Cagliari infuria il dibattito sul piano sanitario regionale
si susseguono gli appelli per l’Alivesi
ITTIRI. Mentre il consigliere regionale Nicola Rassu ha presentato un paragrafo
aggiuntivo al suo emendamento a sostegno degli ospedali di Ittiri e Thiesi,
l’associazione “Abbadorzu” per voce del responsabile del settore Sanità, Vincenzo
Masia, interviene con un documento per rilanciare una proposta per la
salvaguardia dell’Alivesi: «La commissione Sanità - dice Masia -, vuole continuare
ad ignorare le necessità del territorio. In buona sostanza gli ospedali di Ittiri e
Thiesi, in barba alla concertazione e alla mai attuata consultazione, sembra siano
già condannati, in quanto tali». «Va bene che le popolazioni hanno delegato i
vertici delle loro rappresentanze istituzionali su cose già decise». Quindi, cosa
altro rimane da fare? «A mio avviso occorre verificare, concretamente, la reale
tensione esistente nelle popolazioni interessate. Thiesi ha già dimostrato che
quelle scelte non sono per niente condivise. II cittadini di Ittiri sono stati chiamati
ad una pubblica assemblea nella quale sono emerse forti contrarietà alle linee del
Piano sanitario regionale in ordine al futuro della struttura di Ittiri. La
preoccupazione dell’Associazione “Abbadorzu” - aggiunge Masia -, è che dopo
questa fase di doverosa opposizione ci sia una caduta di tensione, e che alla luce
dei recenti avvenimenti il ruolo di organizzazione dei cittadini possa essere
assunto dalle associazioni in sinergia con l’amministrazione comunale, che non
dovrebbe rispondere a nessun referente politico (essendo essa espressione di una
lista civica), interpretando quindi le reali volontà del proprio elettorato, e con il
Comitato pro Alivesi che trova il nostro totale sostegno in una lotta portata avanti
con l’uso di tutti gli strumenti democratici, non ultimo la mobilitazione popolare.
Noi de “S’Abbadorzu” - prosegue Vincenzo Masia -, siamo convinti che i cittadini
interessati al destino dell’Alivesi non abbiano colto la reale sostanza della proposta
che il consiglio regionale si sta accingendo ad approvare, proposta che vede le
strutture di Ittiri e Thiesi destinate ad un assoluto declassamento. Infatti,
l’altisonante definizione di ospedale di comunità nasconde solo ed esclusivamente
la reale trasformazione da ospedale a cronicario. In questo contesto le proposte
che facciamo come associazione mirano, viceversa, a potenziare l’esistente, in
considerazione anche di ciò che giornalmente si verifica negli ospedali di Sassari
ed Alghero. Riteniamo che l’ulteriore concentrazione su Sassari degli oltre
trentamila cittadini che attualmente si servono dei presidi di Ittiri e Thiesi andrà,
inevitabilmente, ad aggravare una situazione già al limite del collasso».
L’associazione Abbadorzu condivide, dunque («anche se in parte») le premesse
del documento dei sindaci, ma ritiene necessario integrarlo con proposte mirate.


Pro Orani 10/17/2009 11:37


Risposta di Tonino Orani a quel comunicato.
(tratto sempre da Su Barralliccu)

Concordo in linea di massima sull’analisi della situazione esistente. Non concordo sulle voci allarmistiche che continuano a parlare di chiusura dell’ospedale, messe in giro da chi tutto ha a cuore
fuorché l’interesse dell’ospedale stesso e del miglioramento dei servizi sanitari che esso eroga alla popolazione del territorio.
La situazione è indubbiamente critica, il Comitato Alivesi lancia giustamente l’ennesimo allarme – non spetta certo a loro risolvere i problemi- ma non è assolutamente vero che dietro c’è un
disegno di chiusura della struttura, come ormai troppo spesso si sente dire in giro. Non è vero allo stesso tempo che l’Amministrazione Comunale sia complice o succube di questo disegno: solo uno
stupido potrebbe pensarlo.
Contrariamente a quanto afferma il Comitato, che se ne occupa ogni sei mesi con un comunicato stampa, l’Amministrazione si preoccupa quotidianamente dell’evolversi della situazione. Lo fa anche con
la presenza fisica degli amministratori, qualora la situazione lo richieda. Lo fa dando il massimo supporto alla ASL nella soluzione dei problemi, e nell’attivazione e miglioramento dei servizi
resi dalla ASL stessa. Lo fa ancora segnalando puntualmente qualsivoglia disfunzione venga lamentata dai cittadini. Questa attività è testimoniata da una serie innumerevole di telefonate, fax,
e-mail con le quali si segnalava da un lato l’intollerabile lentezza con la quale il processo di trasformazione della struttura, delineato nel Piano Sanitario Regionale e nel Progetto della Casa
della Salute approvato dalla Giunta Regionale, andava avanti. Si segnalava altresì che nel frattempo la situazione corrente diventava sempre più preoccupante, sia sotto il profilo dell’operatività
del reparto di medicina che di quella degli altri servizi di diagnostica, analisi e pronto soccorso. Devo anche dire che in certe situazioni particolarmente critiche proprio l’intervento diretto
dell’Amministrazione Comunale è servito a impedire il precipitare degli eventi.
Continuo a pensare che le questioni sul campo si affrontano e si risolvono più che con i comunicati stampa con lo stimolo e le sollecitazioni quotidiane. Questo almeno fino a che dall’altra parte
c’è un interlocutore disponibile al dialogo e alla collaborazione. Già altre volte ho invitato il Comitato a considerare l’Amministrazione Comunale un alleato ( non sarebbe neanche il caso di
dirlo) e non una controparte nella giusta lotta per il miglioramento della struttura ospedaliera di Ittiri che ormai da troppi anni va avanti. Rinnovo l’invito e ribadisco la massima disponibilità
a intrattenere un fattivo rapporto di collaborazione con il Comitato.
Un’ultima considerazione ( buonista forse) sulle responsabilità. Anche se è ovvio che la responsabilità finale di tutti i malfunzionamenti della sanità territoriale ricade sulla dirigenza, invito a
riflettere sul fatto che spesse volte, a dispetto della volontà di chi dirige, le cose non vanno avanti a causa della situazione di caos organizzativo, incompetenza, incertezza operativa, indolenza
in cui versa la nostra sanità. Pretendere che privilegi, inefficienze, atteggiamenti ostruzionistici consolidati negli anni cessino di colpo vuol dire coltivare una pia illusione e non avere esatta
coscienza della situazione. Attribuire quindi tutta la responsabilità di quanto accade al Direttore Generale mi sembra francamente eccessivo.
Tonino Orani


Contro Orani 10/17/2009 11:36


La posizione del Comitato di Lotta in difesa dell' Ospedale Alivesi:
( tratto da Su Barralliccu)

In origine doveva diventare casa della salute. Due anni fa il comitato pro Alivesi, dopo una serie di iniziative, era riuscito ad organizzare un incontro con l’ex assessore regionale alla sanità
Nerina Dirindin. Da quell’incontro la promessa che l’ospedale Alivesi non sarebbe decaduto, anzi, sarebbe stato riconvertito come Casa della salute, un progetto su cui noi del comitato nutrivamo
qualche dubbio e per questo avevamo messo sul tavolo le nostre idee per il rilancio, basate sul recupero della sala operatoria e sull’avviamento di ambulatori speciali assenti in Provincia di
Sassari.

A due anni di distanza da quel convegno non è cambiato niente e l’ospedale versa in pessime condizioni, peggio di prima. Il laboratorio analisi è declassato come centro di solo prelievo; il
laboratorio di radiologia è obsoleto; il personale della divisione di ricovero è carente e numericamente non adeguato per garantire una regolare rotazione dei turni di lavoro, riposo ferie e
sostituzione in caso di malattie; la chirurgia generale è chiusa da tempo e la sala operatoria è inagibile e inutilizzabile perché non è a norma; il pronto soccorso è carente di apparecchi ed
attrezzature, una situazione che rende problematico prestare adeguato soccorso ai pazienti. All’ufficio ticket lavora una sola dipendente e nelle sue giornate di assenza l’ufficio rimane
chiuso.

Una condizione giunta ormai al collasso e che noi del comitato avevamo fatto presente. La conseguenza più grave per una situazione del genere è la chiusura dell’ospedale.

Ora che finalmente anche l’amministrazione comunale, dopo aver trascurato il problema, si è resa conto dello stato in cui versa l’ospedale è il momento di far sentire di nuovo la nostra voce e di
mobilitarci per chiedere al nuovo governo regionale quali sono i suoi progetti per il futuro dell’ospedale Alivesi.

Siamo stanchi di vedere il decadimento del nosocomio ittirese, delle parole buttate al vento dai politici solo per conquistarsi la platea, della pessima gestione operata da parte dei direttori
dell’Asl, che hanno dimostrato per l’ennesima volta come sono bravi a lavarsene le mani.

Siamo stanchi di sentirci dire le solite rassicurazioni e di constatare, invece, che la situazione peggiora anno dopo anno. Questa volta vogliamo certezze e siamo pronti anche a manifestare per
chiedere ad alta voce le dimissioni del Direttore Generale dell’Asl, colpevole di aver dimostrato la sua incapacità nella gestione della cosa pubblica e del bene comune.


Pro Orani 10/17/2009 11:28


Leggete questa determinazione tratta dal sito del Comune di Ittiri
La verità sull’Ospedale Alivesi
data :19 Gennaio 2007

L’anno trascorso ha visto l’Amministrazione protagonista di una serie di iniziative e interventi ad ampio raggio rivolte alla riqualificazione dell’Ospedale: presso la R.A.S. (Presidenza,
Assessorato e Commissione sanità), la A.S.L. N. 1, la Provincia di Sassari, Comuni del territorio, altri organismi istituzionali e politici. Tutto questo esercitando nel contempo funzione di
stimolo e sostegno alle diverse iniziative di carattere popolare promosse dai vari Comitati, formatisi in città e nel territorio....
La verità sull’Ospedale Alivesi
iniziative che hanno portato a decisioni sempre concordate in modo unanime. Risulta, pertanto, incomprensibile il dissociarsi di alcune componenti che quelle decisioni avevano proposto e
sottoscritto. Al fine di fare chiarezza e mettere ordine sulla vicenda, ci siamo sentiti in dovere di proporre un documento con cui comunicare correttamente, anche attraverso la citazione di atti
ufficiali e istituzionali, quali erano le richieste avanzate e quali di esse hanno trovato riscontro nelle trattative.

Dalla proposta di riconversione dell’ospedale Alivesi di Ittiri, presentata all’Amministrazione regionale dall’Amministrazione comunale di Ittiri, il Coordinamento di Centro sinistra e dal Comitato
cittadino pro Alivesi in data 14 ottobre 2006

1. Collocare l’ospedale Alivesi nella rete ospedaliera territoriale di Sassari.
2. Assegnazione di funzioni territoriali riguardo a guardia medica, centro prelievi, consultorio e poliambulatori specialistici.
3. Il presidio dovrà garantire il primo intervento medico e di stabilizzazione del paziente, il trattamento e il trasporto protetto.
4. La creazione di un reparto di day surgery per operazioni chirugiche che non comportino la degenza oltre un giorno.
5. Apertura di un reparto di lungo degenza o rieducazione funzionale.


Il nuovo Piano sanitario regionale, prevede:

* l’integrazione dell’Alivesi nell’ospedale civile di Sassari (come richiesto al punto 1);
* il potenziamento della medicina specialistica e diagnostica, attraverso la creazione di un efficiente servizio poliambulatoriale (come richiesto al punto 2);
* il pronto soccorso opererà con funzioni di primo intervento (come richiesto al punto 3);
* la struttura ospedalierà dell’Alivesi assumerà la dimensione di ospedale di comunità, senza perdere la funzione di presidio sanitario territoriale.



Non siamo quindi completamente soddisfatti di quanto il piano prevede, siamo consci che si può, fare ancora di più, ma allo stesso tempo non disprezziamo il risultato ottenuto. Dopo due decenni si
è giunti alla predisposizione definitiva del Piano sanitario regionale e, quindi, alla fase finale delle vicende che riguardano l’Alivesi. Ci si arriva in condizioni fortemente diverse rispetto al
passato. Sono mutate sia sotto l’aspetto sanitario che socio economico. Un quadro completamente rivoluzionato per le comunicazioni e i collegamenti. Una realtà che obbliga una lettura diversa ed
aggiornata del contesto in cui si inserisce la funzione sanitaria dell’ospedale di Ittiri.

Allo stato attuale la struttura non soddisfa e non risponde alle esigenze e ai reali bisogni dei cittadini. Questa Amministrazione, questa maggioranza si sono adoperate e si adopereranno
attivamente affinché l’ospedale Alivesi sia una struttura sanitaria capace e in condizioni di rispondere effettivamente alle richieste della città e del territorio. Un presidio sanitario che deve
continuare ad avere quella forte valenza sociale che da sempre l’ha contraddistinto nel territorio.


Di seguito si elencano i titoli degli atti, relativi alla definizione del ruolo dell’Alivesi, inviati alla Regione Sardegna, all’Assessorato regionale e alla Commissione Sanità

- Piano regionale dei servizi sanitari- Integrazioni. deliberazione della G.R. n. 29/1 del 30/6/2006. Indicazioni in ordine al Presidio Alivesi di Ittiri Inviata dal Sindaco e dalla Giunta comunale
di Ittiri al Presidente della Giunta regionale, all’Assessore regionale alla sanità e p.c. al Direttore generale Asl n. 1 in data 3/8/2006

- Invito a partecipare all’assemblea pubblica del 25 settembre 2006 indirizzato al Presidente del Consiglio e della Giunta regionale, all’Assessore regionale alla Sanità, al Presidente della
commissione regionale della Sanità, ai consiglieri regionali del territorio, al Direttore generale Asl n. 1. Inviato in data 20/09/2006.

- Presentazione proposta di riconversione dell’ospedale Alivesi di Ittiri prodotta dall’Amministrazione Comunale, dal coordinamento del centro sinistra e dal Comitato pro Alivesi. Inviata
all’Assessore regionale alla Sanità in data 14/10/2006.

- Richiesta di audizione da parte dell’Amministrazione comunale di Ittiri, del Comitato pro Alivesi e dal Coordinamento del centro sinistra. Inviata al Presidente della Commissione regionale Sanità
in data 14/10/2006.


Medico Ittirese 10/17/2009 11:23


Succederà che adesso i riformatori di Pietrino Fois, che non conosco personalmente ma credo sia un' ottima persona avendo sostenuto battaglie in solitaria e le ha vinte ( ricordiamoci la protesta
del camper ), prenderanno in mano la situazione e attraverso Pierpaolo Vargiu, che da sempre ha a cuore le sorti della sanità sarda, riusciranno senz'altro a fare meglio degli imbroglioni della
scorsa legislatura sostenuti, ricordiamolo sempre per non dimenticarlo mai, da Tonino Orani che adesso reciterà la parte dell' uomo che è in difesa dell' ospedale e dei pazienti e degli utenti
bistrattati e degli anziani e degli invalidi e di tutti i cittadini che non hanno la possibilità di curarsi adeguatamente e di tutti i cittadini del circondario che reclamano a viva voce una
assistenza alla portata di tutti !
Io credo che il movimento che stanno creando i riformatori ad ittiri sia da salutare positivamente. Tanto che cosa abbiamo da perdere noi ittiresi ?
Un voto dato ad un partito diverso dai soliti che si presentano qui da noi ?
Embè, il voto non si nega a nessuno. Sperimentiamo che è meglio.


Sonia 10/17/2009 10:58


Non credo più alle false promesse dei politici di questo paese.
Vedrete che adesso faranno una nuova proposta, con l' aggiunta di qualche novità, si prenderanno l' impegno di aiutare e difendere il nostro ospedale poi, una volta finite le elezioni ( voteremo
nel prossimo anno per le comunali )tutti si saranno dimenticati del problema. Intanto i voti sono stati incassati!
L' iniziativa dei riformatori, che non conosco essendo per ttiri una novità, è comunque da ammirare ed apprezzare.
Dopo tante balle dette dalla sinistra dovremo attenderci altre balle, questa volta da destra?
Speriamo di no.


Maddalena 10/15/2009 19:11


Era ora che qualche partito prendesse l' iniziativa per difendere il nostro storico ospedale. Credo che la popolazione abbia capito benissimo che quelli che hanno rovinato il nostro ospedale siano
individuabili in :
Silvio Lai, Pierangelo Masia, un certo Licheri, Tonino Orani sindaco di Ittiri e la sua giunta,e tutta la giunta regionale guidata da Soru.
Ben vengano i riformatori di Pietrino Fois tanto se non ci pensano i politici dirmpettai ad Ittiri chi ci pensa, nessuno !
Ci saremo sabato a sostenere questa iniziativa.