AUGURI A TUTTI !

Pubblicato il da Ittiri Notte




AUGURI A TUTTI

 

Visto che non è cambiato nulla dallo scorso Natale, anzi qualcosa è davvero peggiorata, ripropongo gli "Auguri Scomodi", indirizzati ai Governanti a tutti i livelli, che il povero Monsignor Tonino Bello aveva scritto ed affidato al web.

E' un testo che dovrebbe far riflettere un pò tutti, compreso chi scrive, e fare in modo che il nostro sguardo incroci sempre più spesso quello di chi purtroppo sta peggio di noi ed ai quali è doveroso tendere la nostra mano. per quello che ognuno di noi può dare.

Su questo fronte le Organizzazioni di Volontariato Sociale attive ad Ittiri, tutte nessuna esclusa, hanno svolto in modo eccellente ed ognuno nell' ambito della propria realtà associativa, la loro opera sostenendo, con il concorso di tutti i cittadini, delle famiglie, delle scolaresche, delle due Chiese, degli artisti e di tutti coloro che hanno sentito il bisogno di rendersi utile, sostenendo dicevamo i Sardi colpiti dall' alluvione che tanto dolore hanno sofferto.

Non dobbiamo dimenticare lo spirito solidaristico e la determinazione che ha caratterizzzato i nostri Artigiani e Commercianti i quali, nonostante la gravissima crisi che ha messo in ginocchio molte delle loro piccole realtà produttive, hanno dedicato delle giornate di lavoro nei luoghi del dramma recandosi con i propri mezzi e la loro professionalità. 

Ci auguriamo che le cose possano cambiare in bene per tutti noi e per la nostra Comunità ittirese che soffre, come tutte le cittadine, di una forte crisi economica, derivata dalla difficoltà a trovare e sviluppare lavoro, ridimensionando pericolosamente i consumi e quindi interrompendo quella catena della ridistribuzione, in modo equo, delle piccole risorse economiche.

Auguri a tutti.




 

tonino bello

 


 

AUGURI SCOMODI

Di don Tonino Bello

 

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.

Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.

Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.


Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio. Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finchè non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finchè la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.

I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere è una “gran luce” dovete partire dagli ultimi.

Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.
Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.

I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora,

vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.

E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

 

Tonino Bello

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