Bersani vuole sbranare tutti fuorchè i responsabili del PD che per circa 40 anni si sono resi complici di questo enorme buco. Chi pagherà ? Il popolo italiano con qualche manovrina "salva ricchi".

Pubblicato il da Totoi Fadda

 

bersani lenzuolo

(fonte Toscana on line)


Siena
. Gli ex vertici del Monte dei Paschi di Siena nascosero i documenti alla Banca d'Italia. E' quanto emerge a seguito delle dimissioni di Giuseppe Mussari dal vertice dell'Abi, responsabile insieme all'ex dg Antonio Vigni, tra il 2008 e il 2009, delle operazioni di finanza strutturata realizzate da Mps. Una valanga di titoli tossici che costringeranno l'istituto bancario a sottoscrivere circa 3,9 miliardi di euro di Monti Bond ed a registrare una sofferenza in bilancio che potrebbe perfino superare i 700 milioni di euro. Una catastrofe, insomma.
La conferma dell'omissione degli atti è giunta sia dall'amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, che dalla Banca d'Italia stessa. "La vera natura di alcune operazioni riguardanti il Monte dei Paschi di Siena riportate dalla stampa è emersa solo di recente, a seguito del rinvenimento di documenti tenuti celati all'Autorità di vigilanza e portati alla luce dalla nuova dirigenza di Mps", si legge in una nota diffusa dall'istituto di Palazzo Koch. "Le operazioni di Mps sono ora all'attenzione sia della Vigilanza sia dell'Autorità giudiziaria", hanno spiegato ancora i vertici di via Nazionale.
"Bisogna sottolineare - ha spiegato, invece, Viola - che si tratta di operazioni complesse caratterizzate da strutture contrattuale altrettanto complesse. Chiaramente la possibilità da parte delle Autorità di vigilanza di conoscere queste operazioni in modo compiuto dipende dalla corretta contabilizzazione delle medesime e soprattutto dalla corretta gestione della documentazione. Diciamo che in queste situazioni sono mancate entrambe le condizioni".

Rossi: "La sirena della finanza ha incantato anche noi"

"La grande sirena della finanza internazionale ha incantato anche noi della sinistra. Adesso la politica deve riflettere a fondo, dettare regole precise e allontanarsi dalla gestione. Niente rapporti diretti con le banche". Lo afferma in una intervista al quotidiano La Repubblica, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, condannando, come già aveva fatto il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, l'intreccio tra il Pd e la finanza. "Non possiamo chiamarci fuori - ribadisce - ma trovo che attaccare il Pd in questo momento sia molto strumentale", ora la banca "ha preso un nuovo corso, credo sarebbe meglio preservarla dal tritacarne della campagna elettorale".
"Purtroppo il localismo ha pesato molto su certe scelte, anche nella selezione delle competenze e del management. L'errore è stato innamorarsi della completa liberalizzazione senza percepirne il pericolo, pensare che le banche potessero staccarsi dall'economia reale e lanciarsi in speculazioni finanziarie", ha affermato. Rossi ha poi sottolineato: "Senza crocifiggere nessuno, il sistema va cambiato: la politica ha il dovere di pronunciarsi sulle regole da dare alle banche e su questo sarà bene che il Pd dica parole chiare e forti".

Il governo riferirà in Parlamento

Il governo riferirà in Parlamento sul caso Mps. Lo ha reso noto il premier Mario Monti, che ha definito "oggetto di fantasia" il paragone tra le risorse stanziate per il Monte dei Paschi di Siena e il gettito Imu. "Bisogna sottrarre la vicenda alla confusione creata per evidenti ragioni (elettorali, ndr)", ha detto il presidente del Consiglio uscente.
Il ministro dell'Economia Vittorio Grilli, invece, ha precisato che la vicenda che ha travolto la banca senese "non è un fulmine a ciel sereno" e, quanto ai controlli, "dico solo che spettano alla Banca d'Italia". Preoccupato anche il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, intervenuto in merito alla questione per sostenere, con forza, l'azione di Palazzo Koch: "Ho piena fiducia in Bankitalia".

Grillo attacca il Pd e i vertici di Mps

"Domattina mi vesto bene e vado all'assemblea del Monte dei Paschi. Ho comprato due azioni e ci ho già perso 35 euro", ha detto ieri sera il portavoce del M5s. "Si sono smembrati la banca, si sono mangiati una delle più belle banche del mondo. Un patrimonio immenso, sono due Parmalat. Vogliamo delle spiegazioni e dovremo averle".
"Poi - ha proseguito il comico genovese - mandano a Siena Profumo che ha vissuto a pane e Pd tutta la vita: per fare cosa?". Nel mirino di Grillo è finito anche l'ex presidente dell'Abi e dell'Mps, Giuseppe Mussari: "Non sa neanche fare un bonifico. Lo hanno messo all'Abi. Ma è una persona inesistente. Cercano un capro espiatorio. Ma i capri espiatori devono essere i vertici del Partito democratico dal 1995 ad oggi. Dovranno dare spiegazioni agli organi di controllo. Devono andare via tutti".

 


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Intervento di Beppe Grillo all'assemblea degli azionisti del Monte dei Paschi di Siena


"Noto innanzitutto l’atmosfera. Se parlate con l’azionista è devastato per il suo investimento, si lamenta e è furioso. Poi vedo una ostentata calma della presidenza, di questi signori che non conosco, presumo che ci sia un notaio. Ostentate una calma straordinaria.
Io vengo da Genova, come il dottor Profumo, conosco il dottor Profumo, la vita che ha fatto, era un ex casellante, lavorava di sera, si è fatto da solo, un uomo molto importante, però è un uomo completamente non adatto a gestire questa situazione perché è indagato di frode fiscale. Questa banca era una banca florida, era una banca straordinaria, nel ‘95 è stata diciamo privatizzata, queste parole che ormai non hanno più assolutamente il significato che avevano, è stati politicizzata, è entrato un partito dentro con una fondazione, nominata da chi sapete benissimo comuni, regione, provincia, sono entrati questi del PD, ex DS, che ha governato questa regione per 40 anni.
Da lì è stato compiuto, dall’inizio, lo scempio totale di questa banca, è stata privatizzata, una Spa, portata in borsa, fondazione, ha iniziato a allargare al mercato.
Quando non si hanno i concetti si parla del mercato, ma chi è il mercato? Il mercato che gioisce? Il mercato che resta sbigottito? Che perde? Il mercato sono i soliti squali il mercato, che entrano nelle spa, nelle società, e parliamo di Caltagirone, Gnutti, sono sempre gli stessi. Questi entrano, investono e vogliono i dividendi, per dare i dividendi questi signori hanno disintegrato una delle più belle banche del mondo. Si sono venduti tutto! I loro capitali, le banche, i palazzi a Roma, le tenute, la Cassa di Risparmio di Prato, si sono venduti i gioielli e hanno piano piano spolpato una azienda che prima della privatizzazione del ‘95 aveva un valore di 20 miliardi di Euro, adesso siamo sotto i due, forse.
Poi che cosa è successo? Che si è presa la mano, le vendite continuavano e poi Antonveneta. Sapete meglio di me, io non voglio fare il professore, io faccio un altro mestiere, però Antonveneta, costa tre e si paga 10, si prende il passivo di una banca, lo si incamera dentro la banca. Queste operazioni fanno sì che una banca come questa scompaia piano piano.
Ora io sono venuto a dirvi una cosa: lei (indirizzandosi a Profumo) come Presidente la prima cosa che doveva fare era aprire una inchiesta, perché qui siamo in un caso che va oltre la Parmalat. Io ero stato chiamato alla Parmalat proprio perché due anni prima che fallisse andavo negli stadi, facevo gli spettacoli facevo vedere il bilancio e dicevo è una azienda fallita, lo sapevano tutti che era fallita la Parmalat. Il disastro di questa banca lo sapevano tutti, i media, i giornalisti, gente della finanza. Si doveva aprire una commissione, chiamare tutti i segretari del Partito Democratico dal ‘95 a oggi e far loro delle domande, perché qui abbiamo un buco di 14 miliardi di Euro, 28 mila miliardi di lire, oltre la Parmalat.
Presidente Profumo: “dott. Grillo poi mi dirà dove ha recuperato il numero dei 14 miliardi di Euro”
Beppe Grillo: “Va bene, però mi faccia andare avanti. Abbiamo un buco di 14 miliardi di Euro…”
em>Presidente Profumo: “No, non abbiamo un buco per precisione, non abbiamo assolutamente questo buco…”
Beppe Grillo: “E va beh, ma ora vediamo, perché il problema è che mancano, c’è un buco notevole, se non saranno 14 saranno 13 e 8. C’è anche una domanda, chi ha controllato? Chi doveva controllare queste cose? Siamo sempre alle solite! La Banca di Italia, chi c’era Draghi?! Chi doveva controllare? La signora Tarantola, capo della vigilanza di Banca Italia? Chi ha controllato, la Consob? Tutta gente che fa un altro mestiere fuorché controllare! Qui siamo veramente a uno dei buchi più grossi che ci siano oggi in Italia e credo in Europa. Abbiamo bisogno di risposte e la risposta è questo signore che viene con la referenza che abbiamo detto prima, che va in giro a aprire cassaforti, a vedere dei derivati e a mettere nel patibolo questo Mussari. Io ci ho parlato una volta, non sa nulla di banche, ma non è il suo compito, non sa nulla di banche…
APPLAUSO DELL'AULA
Beppe Grillo: “Immaginate che non sa neanche fare un bonifico e sentirlo parlare di derivati, che nessuno sa che cosa sono. Investono in derivati, ma se andate a vedere la “curva di Swensen” vedrete che sono un algoritmo, formule, da malati di mente. Infatti Swensen, quello che ha inventato i derivati, aveva ha aperto una sua società, ha investito in derivati e è fallito in 6 mesi, pensate un po’ se si può ancora fare questo!
Poi deve essere recuperato il deficit, una parte del deficit. Che i tre miliardi virgola 9, debbano essere messi dal popolo italiano mi sembra una delle più grosse ingiustizie. Le aziende falliscono, tutte le aziende falliscono, la legge di mercato dice questo, se vai male, se sei gestito male, fallisci. Se mancano i soldi qualcuno li ha presi, qui siamo in una distorsione dove un partito è diventato una banca e una banca è diventato un partito. Questi soldi devono essere tirati fuori, ma non dai tre virgola 9 miliardi presi dai cittadini italiani, dall’Imu, dalle persone che sono fuori a protestare.... Questa è una azienda che dovrà licenziare migliaia di persone tra breve, è una azienda che dovrà riscattarsi in qualche modo, ma non si riscatterà avendo una gestione come questa.
Quindi io vi auguro di cercare di resistere a questa cosa e io voglio, vorrei, come azionista, come cittadino, come persona, fare chiarezza, perché questi soldi non ci sono. Chi li ha presi? Allora li mettiamo sul banco degli imputati e devono essere processati dall’opinione pubblica, dai risparmiatori e dai lavoratori, che non devono rimetterci una lira e neanche il posto di lavoro.
Io ho finito.
APPLAUSI DELL'AULA"

 

 

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