Brenda è stata uccisa ?

Pubblicato il da Antonio Fadda

Dal sito dagospia


ROMA - Il corpo del transessuale Brenda, coinvolta nella vicenda di Piero Marrazzo,
è stata trovata carbonizzata all'interno di un seminterrato trasformato in appartamento
in via Due Ponti 180 a Roma stamani. Lo si apprende da fonti investigative sul posto gli
agenti della polizia scientifica della questura di Roma.

IL ROGO - La morte sarebbe avvenuta in seguito ad un incendio.
La vittima sarebbe stata identificata grazie alle dichiarazioni
di una persona accorsa sul posto che ha dato anche l'allarme ai vigili del fuoco.

 

Il rogo si è sviluppato in un locale seminterrato. La procura di Roma ha disposto
i rilievi del medico legale, si sta procedendo agli accertamenti e ai rilievi della
polizia scientifica. I vigili del fuoco della capitale sono stati chiamati per un incendio
che si stava sviluppando all'interno delle cantine di una palazzina in via Due Ponti
alle 4:16 della notte scorsa. Arrivati sul posto alle 4:33 i hanno trovato il corpo della
viado ormai carbonizzato all'interno del suo appartamento. Immediato l'intervento della
polizia scientifica.

NESSUNA VIOLENZA - Il corpo di Brenda non presenta segni di violenza. È quanto si apprende
da fonti investigative. La situazione, riferiscono le stesse fonti, è ancora poco chiara:
l'intervento è avvenuto su segnalazione dell'incendio nel seminterrato dove è stato ritrovato
il corpo che si presume possa essere Brenda. L'identificazione certa avverrà solo attraverso
l'esame autoptico. Questa mattina alcuni transessuali che si erano radunati sotto la casa di
Brenda hanno dichiarato agli investigatori che aveva più volte, nel corso del tempo, annunciato
propositi suicidi.

L'INCHIESTA - La transessuale brasiliana coinvolta nel caso che ha portato alle dimissioni
dell'ex presidente della Regione Piero Marrazzo per i rapporti che avrebbe intrattenuto con
lui, era stata ascoltata in procura a Roma, come testimone, nell'ambito dell' inchiesta sul
presunto ricatto ai danni dell'ex presidente della Regione Lazio il 2 novembre scorso. L'audizione
del viado svolta di fronte al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli
doveva chiarire tra l'altro, la questione dell'esistenza di un secondo video in cui apparirebbe
Marrazzo e del quale hanno fatto cenno alcuni transessuali. Pochi giorni dopo, il 9 novembre, Brenda
era rimasta coinvolta in una rissa dalla quale era uscita con ferite al volto. Era stata fermata dai
carabinieri in via Biroli, sulla via Cassia. I militari in quell'occasione dovettero difendersi perché
la trans dava in escandescenza. In quell'occasione gli era stato anche rubato il telefono cellulare.


BRENDA E IL GIALLO DEL DOPPIO VIDEO, PARLA NATALÌ
Brenda seconda da sinistra e Michelle terza con altri due trans

Natalì è un fiume in piena che lambisce anche i contorni del mistero sul video del ricatto a Piero Marrazzo, il filmino di due minuti e mezzo per il quale sono finiti in carcere i carabinieri Luciano Simeone, Antonio Tamburrino, Carlo Tagliente e Nicola Testini. Le descrizioni di chi lo ha visto, infatti, non collimano. È proprio Natalì a far luce involontariamente su alcune di queste contraddizioni.

UN VIDEO, TANTE DESCRIZIONI
Le prime a vedere il sex-tape sono le croniste di Libero Brunella Belloli e Fabiana Ferri. Parlano di un video a spezzoni, con Marrazzo e una trans mora stesa sul letto. Aggiungono che più che di Natalì, potrebbe trattarsi di Brenda. Il secondo a vedere il video è Giangavino Sulas, del settimanale Oggi, che lo descrive così: un montaggio; dalla porta aperta di un appartamento si intravede un letto in ferro battuto, poi Marrazzo appoggiato a uno stipite; la trans è seduta su una sedia accanto a un tavolo.

La trans bionda spunta nella terza descrizione, quella fatta dal carabiniere Carlo Tagliente agli inquirenti: dice di averla vista nel video che il pusher Gianguarino Cafasso, deceduto lo scorso 12 settembre, consegna a lui e agli altri carabinieri perché lo piazzino. Tagliente è lo stesso che, con Simeone, fa irruzione il 3 luglio in via Gradoli, dove dice di aver trovato Marrazzo con una trans mora, Natalì. Ma, insomma, la trans del video è bionda o mora? È sul letto o seduta? È Natalì o Brenda? Troppi interrogativi. Che aprono la via a un'altra ipotesi: i video potrebbero essere più di uno.

CHIARO O SCURO: I COLORI DEL GIALLO
«Mentre io ero in Brasile, Piero è stato con Brenda e Michelle. In un incontro lo hanno anche filmato e fotografato con un telefonino», dice Natalì.

Come fa a esserne così sicura?
«Me lo ha detto Piero quando sono tornata. Dell'incontro sapevo già, perché mi avevano telefonato delle amiche in Brasile per dirmelo. Quelle due, Marrazzo, me lo hanno sempre invidiato, perché pagava bene e non dava problemi».

Che ne è stato delle immagini girate durante quell'incontro?
«Piero mi disse di averle cancellate».

Marrazzo fu molto imprudente...
«Glielo dissi di stare attento, le trans non sono tutte uguali».

Sa anche dove avvenne l'incontro?
«Conoscendo Piero, escludo abbia portato da lui due che di solito non frequentava. Forse ha preso una di loro per la strada e ha trovato l'altra a casa: Brenda e Michelle vivevano insieme».

Dove sono ora le due trans?
«Michelle da fine agosto vive a Parigi. Brenda è ancora in via Due ponti. Per un po' ha detto in giro di avere un video da vendere. Si è tinta mora, e si è rifatta il naso. Prima non aveva mai i soldi per il chirurgo».

Brenda prima non era mora?
«Era bionda. La foto che vi ho dato, che è dell'11 luglio scorso, lo dimostra. Verso fine agosto ha cambiato tintura».

SI PARLA DI DUE O PIÙ VIDEO
Del famoso filmato esisterebbe una versione lunga, di circa 13 minuti, forse andata distrutta. Ma le descrizioni discordanti che circolano suggeriscono l'esistenza anche di altri fotogrammi imbarazzanti per l'ex Governatore. Per esempio: è verosimile che le immagini cancellate dal telefonino di Brenda e Michelle siano state recuperate?

Difficile credere che in via Due ponti ci sia qualcuno con tanta perizia informatica. Si può ipotizzare che le due si siano fatte furbe e abbiano ripreso Piero durante altri incontri, stavolta a sua insaputa? Se così fosse, il video di cui tutti parlano potrebbe essere in realtà la compilation di immagini girate in luoghi e momenti diversi. Cosa che solo l'analisi di un tecnico nel corso dell'indagine potrà svelare.


BRENDA IN OSPEDALE MINACCIA I MEDICI...
Rinaldo Frignani per il "Corriere.it" (10 novembre 2009)

La vita spericolata di «Brenda» non passa solo per lo scandalo Marrazzo. La transessuale coinvolta nelle indagini sul ricatto all' ex governatore del Lazio è finita in ospedale domenica sera dopo aver subìto una rapina da un gruppetto di ragazzi, forse dell' est europeo, in una strada vicino alla sua abitazione, nel residence in via dei Due Ponti, sulla via Cassia, più volte perquisito dai carabinieri nel corso delle indagini sul caso Marrazzo. «Hanno approfittato di me, erano in tanti, mi hanno rapinato...», avrebbe raccontato la trans brasiliana, dimessa con pochi giorni di prognosi. Una serata rocambolesca, cominciata con l' aggressione in strada.

I carabinieri intervenuti in via Carlo Pirzio Biroli, dopo la telefonata di un passante, hanno riferito di aver trovato «Brenda» «in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all' assunzione di alcool e con alcune escoriazioni». I rapinatori le avrebbero strappato la borsetta, «ma poi me l' hanno ridata senza telefonino», avrebbe aggiunto la trans. All' arrivo dell' ambulanza, la brasiliana ha perso il controllo: ha sbattuto più volte la testa contro la portiera di un' auto gridando frasi senza senso e imprecando contro tutto e tutti. Poi, in ospedale, ha minacciato i medici con un paio di forbici e si è ferita sulle braccia.

Calmata con forti dosi di tranquillanti, la trans è stata medicata e rimandata a casa con un referto di «traumi escoriati multipli, stato di agitazione e alito vinoso». Già, a casa. In quel complesso ai Due Ponti, abitato da immigrati romeni e sudamericani, e tantissimi transessuali. Di notte un luogo considerato non troppo tranquillo. Ora gli investigatori indagano su un possibile collegamento fra l' agguato a «Brenda» e una rissa scoppiata poche ore prima proprio nella scala del residence dove abita la trans, fra alcune «colleghe» della brasiliana e due-tre romeni.

Un parapiglia che, alle 18.30 di domenica, ha coinvolto una decina di persone. Per i romeni è finita male: prima dell' arrivo in forze della polizia, in due, Aidiu Alexandru Draghici e Tudor Calon, 25 e 37 anni, sono stati accompagnati dagli amici al pronto soccorso dell' ospedale Villa San Pietro. Il primo pestato a sangue, il secondo invece accoltellato a un fianco. Calon è stato trattenuto in osservazione. I poliziotti hanno fermato tre transessuali. Identificate, sono state riconosciute da Draghici: hanno accusato i romeni di aver rubato loro dei soldi. E così l' aggressione a «Brenda» da qualcuno viene vista come una vendetta.

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LE DICHIARAZIONI AL GIUDICE DEI CARABINIERI ARRESTATI:

"Quando siamo arrivati. La droga era su un tavolino nel soggiorno dove c’era Cafasso e il transessuale. Marrazzo ci disse di non rovinarlo vista la sua posizione e perché aveva due bambine piccole" -

IL VIDEO TAGLIATO PER NASCONDERE NOI...

Fiorenza Sarzanini per "il Corriere della Sera"

marrazzo

«Quando siamo arrivati, Marrazzo si trovava sul ciglio della porta fra le due stanze. La droga era su un tavolino nel soggiorno dove c'era Cafasso e il transessuale. La tessera si trovava già sul piatto, presumo per la sistemazione della cocaina. Marrazzo ci disse di non rovinarlo vista la sua posizione e perché aveva due bambine piccole ». È il 24 ottobre scorso, udienza di convalida del fermo.

I carabinieri arrestati raccontano l'irruzione effettuata il 3 luglio scorso a casa di Natalie. E sono proprio le loro dichiarazioni ad aver costretto Marrazzo ad ammettere l'uso di cocaina. Non solo. I militari forniscono dettagli inediti che si stanno verificando per ricostruire l'intera vicenda e che gli avvocati Mario Griffo e Marina Lo Faro utilizzeranno per chiederne la scarcerazione al Tribunale del Riesame.

IL FESTINO CON SESSO E DROGA
Dichiara Carlo Tagliente: «Il 3 luglio abbiamo ricevuto una segnalazione da parte di un confidente di nome Gianguarino Cafasso che in un appartamento di via Gradoli era in corso un festino a base di sesso e droga. Cafasso mi chiamò con il suo telefonino. Al momento dell'accesso nell'appartamento erano presenti un transessuale, Cafasso e un uomo che stava in mutande e io e Simeone abbiamo riconosciuto immediatamente come il dottor Marrazzo.

Ci disse di non rovinarlo... Abbiamo proceduto alla sua identificazione. Abbiamo controllato anche Cafasso per evitare che gli altri capissero che l'indicazione era partita da lui. Confermo che c'era Cafasso poiché lui è il classico 'pappone' dei transessuali ed era lì per prendere la sua parte di soldi». Luciano Simeone conferma e aggiunge: «Faccio presente che nel corso del nostro accesso Marrazzo ha ricevuto una telefonata dal suo autista.

L'abbiamo autorizzato a rispondere e, alla richiesta del suo autista se dovesse aspettarlo, Marrazzo si rivolse a me dopo aver tenuto di lato il telefono, chiedendomi se dovesse essere trattenuto molto. Vista la preghiera di Marrazzo e anche il timore di poter subire anche a distanza di tempo delle conseguenze per un'eventuale contestazione e visto che si trattava di un quantitativo modesto, tale da provocare soltanto un illecito amministrativo, prima di andare via gettammo la cocaina nel water».

L'AIUTO PER UN TRASFERIMENTO
Tagliente nega il ricatto: «Non ho chiesto denaro a Marrazzo per evitare la formalizzazione dell'intervento. Prima di andare via, Marrazzo ci chiese un numero di telefono per contattarci al fine di poterci ringraziare ovvero di poterci aiutare per eventuali trasferimenti, in quanto non lo avevamo denunciato. Io diedi il numero di cellulare che utilizzavo per i confidenti, ma dopo 4 o 5 giorni mi sono disfatto del telefono e della relativa scheda per timore di avere contatti con il dottor Marrazzo ».

A Simeone vengono contestate le accuse formulate il 20 ottobre dal governatore. Lui contrattacca: «Ne prendo atto, ma ribadisco che le cose sono andate come ho detto e in particolare ciò potrà emergere dalle indagini sugli assegni che lui dice di averci consegnato. Io nego di aver mai cercato di contattarlo, anche se effettivamente ci chiese un numero di telefono.

Marrazzo disse che la droga non era sua e quindi noi la buttammo nel water. In casa c'erano soldi che stavano su un comodino, ma né io né il collega li abbiamo toccati. Voglio sottolineare che Marrazzo non ha detto la verità. Se effettivamente avessimo fatto tutto quello di cui ci accusa ci avrebbe dovuto denunciare subito».

IL VIDEO PIÙ LUNGO
«Circa quindici giorni dopo - racconta Tagliente - fummo contattati da Cafasso e nell'incontro che avemmo io e Simeone ci disse che aveva effettuato una videoregistrazione in occasione del nostro intervento. Ci chiese di aiutarlo a trovare un acquirente perché lui non poteva, non avendo alcun credito e assicurandoci che nel video noi non comparivamo. Quindi ci consegnò un cd rom o meglio scaricò il contenuto del filmato con il bluetooth.

Non so come l'abbia registrato quel giorno, noi non ci siamo accorti di nulla». Aggiunge Simeone: «Ritengo che Cafasso ha girato il video con il telefonino. Quando stavamo nell'appartamento non ci siamo accorti che stava riprendendo la scena. Cafasso dopo qualche giorno fece vedere il video integrale a me, Tagliente e Testini. Sul momento abbiamo detto a Guarino di distruggere il video perché c'eravamo anche noi.

Lui avanzò una proposta soltanto per una parte del video, cioè quella dove non c'eravamo noi». E Antonio Tamburrino, il carabiniere accusato solo di ricettazione, aggiunge: «I miei colleghi mi dissero che il video gli era stato dato da un transessuale. Non ho mai pensato che fosse di provenienza illecita». Affermazione confermata da tutti gli altri.

 

[03-11-2009]

 

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grace33 12/07/2009 16:31


bellissimo blog e bellissimo articolo , e naturalmente forza paris , sono con le tue idee su ittiri ho parenti e so' le situazioni un saluto


tiri 12/07/2009 10:03


porcabru 07/12/09
Caru Fadda, tue no podes rappresentare tottu Ittiri; a su postu de Ittiri iscrie Fadda!!!


antò 12/07/2009 09:52


tzertos morigana sa merda a manca pro fagher fiure sa zente a destra. custa,caru fadda, est bascia politica. sa vera politica, discostat sos problemas de inditos sessuales e promovet dissignos pro
creschida onesta de progressu.


Mattia 11/21/2009 11:43


Ma di questo passo dove andremo a finire ?
Non si stà esagerando un po troppo ?
La colpa di tutto questo non è forse, in uguale misura dei nostri governanti di destra, di sinistra, di centro ?
La confusione che si stà ingenerando nella popolazione prelude a qualche altro fattaccio gravissimo che metterà in serio pericolo la nostra libertà ?
Torneremo, il pericolo è davvero grande, ad una forma di governo dittatoriale?
Ho rispolverato il mio fucile da caccia, sono pronto ad affrontare eventuali arroganze. Sbaglio ? Meglio essere previdenti al giorno d' oggi !


Salvatore 11/21/2009 11:24


Il legale di Marrazzo:
"Protezione per Natalie" - Parla per primo di "svolta inquietante" il legale dell'ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo. "Ora - prosegue il legale - ritengo giusto mettere sotto protezione
Natalie (l'altro trans coinvolto, ndr), forse le indagini stanno scoperchiando un sistema simile a quello della Uno Bianca dove si mettevano tra l'altro a tacere i testimoni". "Non posso pensare -
aggiunge - che la settimana scorsa questa persona è stata aggredita e rapinata e da poche ore è morta bruciata". Per il legale di Marrazzo "vanno approfondite le cause, capire cosa c'é dietro,
anche se non ho nessun elemento per aggiungere qualcosa in più, se non quello che apprendo dai media".

Ferrero: " Hanno tappato la bocca a Brenda" - Anche negli ambienti politici l'aria che si respira è pesante e qualcuno ipotizza che i mandanti vadano cercati in alto. "Evidentemente non solo
Marrazzo aveva frequentato via Gradoli", commenta Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se. "Fino ad ora sulla vicenda aleggiava solo una squallida ombra di doppie morali, di politici
proibizionisti con gli altri e libertari con se stessi, oggi siamo arrivati all'assassinio. La Magistratura faccia il suo dovere per scoprire i colpevoli ma il punto vero è che questa seconda
repubblica è marcia e on essa parte della sua classe dirigente. I mandanti - conclude - vanno cercati in alto!".


Giuseppe M. 11/21/2009 11:23


Inquietudine, sgomento, in qualche caso la sensazione di un ritorno all'Italia dei misteri. A poche ore dal ritrovamento del cadavere carbonizzato di Brenda, il viado coinvolto nella vicenda
Marrazzo, le reazioni hanno certamente un denominatore comune, quello di una storia che convince sempre meno, considerate le tante implicazioni. Dal mondo politico e non solo, l'appello forte è
quindi rivolto alla magistratura affinchè faccia chiarezza


Diciamocelo 11/21/2009 11:20


Barbara, una trans brasiliana molto amica di Brenda sarà sicuramente una testimone chiave di questa vicenda. Stamattina davanti alle telecamere ha raccontato che Brenda fosse molto depressa, che
pensasse al suicidio.
Mentre raccontava un'altra versione ai tantissimi giornalisti presenti, pensando di non essere registrata dice di averla vista poco prima della morte, intorno alle 5,30.
Dice di averla vista in una palazzina non lontana da quella dove è stato ritrovato il corpo di Brenda. Barbara rientrava nel suo monolocale, usato esclusivamente per lavoro, con un cliente, mentre
Brenda parlava con un'altra amica trans, da cui era andata per prendere delle goccine per dormire.
Particolare questo che ancora non è in possesso degli inquirenti e che deve essere verificato dall'autopsia, ma che potrebbe spiegare perché Brenda non si sia mossa dal suo letto nonostante le
fiamme. Barbara afferma che nessun altro avesse le chiavi dell'appartamento di Brenda.
E che in questi giorni fosse molto preoccupata perché non riusciva più a guadagnare e anche per altri motivi.
Il corpo di Brenda viene portato via
Barbara non vuole parlare troppo, dice che Brenda stesse pensando di scappare in Brasile e quando le chiediamo se avesse paura di morire non risponde, poi dice un timido "no" e scappa. E' chiaro
che la sua testimonianza sarà molto importante per le indagini perché potrebbe essere l'ultima persona ad averla vista viva.
Anche se più volte nel corso della nostra chiacchierata si contraddice, prima dice che è stata lei a prendere dei farmaci per dormire quando ha saputo della notizia della morte dell'amica, poi si
contraddice dicendo che ha saputo "solo ora" della sua morte (abbiamo parlato con lei in tarda mattinata). Infine ci racconta che quando ha sentito il trambusto ha pensato e ha detto al fidanzato
che Brenda fosse morta.
Tutto questo lo racconta tra le lacrime, dicendo più volte che era una sua carissima amica, che era stata troppo buona con lei e che l'ultima volta che l'aveva vista era "bella, bellissima". Le sue
contraddizioni e la sua ricostruzione possono far desumere che Barbara sappia qualcosa di più di quello che ci ha detto.

- GLI INQUIRENTI, IL CORPO DI BRENDA INTEGRO. SOLO COPERTO DI FULIGGINE...
(Adnkronos) - Il corpo di Brenda, il trans coinvolto nella vicenda Marrazzo, era integro. Era soltanto coperto da fuliggine. In ogni caso, si apprende dalla Procura di Roma, tra stasera e domani
sara' effettuata l'autopsia al Gemelli. Saranno inoltre disposti accertamenti sul computer trovato immerso nell'acqua nella stanza di Brenda. Inoltre, sempre a quanto si apprende, le valigie
trovate nella stanza del trans, che non conterrebbero nulla che possa essere particolarmente significativo per l'inchiesta, potevano significare che avesse intenzione di trasferirsi o facevano
parte dello stile di vita.

- IN CASA BRENDA TRACCE LIQUIDO INFIAMMABILE...
(Ansa) - Tracce di liquido infiammabile sarebbero state trovate nell'appartamento di Brenda, il trans coinvolto nel caso Marrazzo trovato morto all'alba a Roma. Dai primi rilievi effettuati dalla
scientifica emergerebbe la presenza di una sostanza usata per appiccare il fuoco.
Le tracce sarebbero state trovate non lontano dal cadavere di Brenda. Secondo quanto si apprende, l'incendio avrebbe causato solo qualche danno all'appartamento. L'abitazione si trova al piano
ammezzato di un palazzo con ingresso in comune con altri appartamenti. La porta d'ingresso, al momento dell'arrivo dei vigili del fuoco, era chiusa.


il caimano 11/21/2009 09:08


C'era una volta una casetta molto carina (senza soffitto, senza cucina...) in via Gradoli a Roma. Era frequentata da gente importante, vi arrivavano a bordo di macchine fiammanti con autista e
scorta. Attraversavano un piccolo giardino, salivano le scale, suonavano a un campanello e ad aprirli venivano o Brenda o Natalì o Princesa o Falcao o Dunga o Dida.
Un bel giorno arrivano quattro Carabinieri (non due, come di solito si muovono i nostri gendarmi) e sorprendono il più fesso dell'allegra brigata col naso ben infarinato, i pensieri confusi e
l'uccellino di fuori. Lo ricattano, gli chiedono soldi, lui apre il blocchetto degli assegni, firma come mille volte ha firmato documenti ben più importanti.
Nel frattempo nel Paese di Italiopoli sale alta la polemica sulle frequentazioni del Capo: escort, puttane, baldraccume vario. La stampa lo incalza, lui si guarda bene dal rispondere.
Dopo qualche mese i quattro Carabinieri vengono arrestati per aver ricattato il Tontazzo.
Interrogato dai magistrati egli da prima dice che non è vero niente. Poi ammette che si, qualche volta lui andava a fare visita di cortesia a Brenda, Natali e Falcao. Che si, è stressato dai troppi
impegni istituzionali e per cui ogni tanto una tiratina di coca se la fa. Che si, ogni tanto dà 5.000 euro a un transessuale per curarsi la saudade. Che si, lui però non cede ai ricatti. Che si,
mentre lui stava sollazzandosi in Via Gradoli stava pensando alla Sanità della Regione che amministrava.
Poi il 12 settembre il pusher che portava la coca ai festini muore. Collasso cardiaco, dicono.
Poi escono voci che la casa era davvero frequentata da persone importanti, forse qualche Ministro o qualche Deputato o Senatore assai vicino al Capo.
E poi Brenda, che non sa tenersi la lingua ferma dice a uno che l'ha avvicinata mentre faceva la spesa che lei nel computer aveva i video di tutti gli incontri con i politici. Davvero? risponde
l'altro. Si si, dice Brenda con sicumera.
L'uomo che ha contattato Brenda avvisa il suo capo: Mister, dica a Kasparov che la troia col manganello ha le immagini dei loro incontri.
Kasparov viene incrociato nel Transatlantico da un commesso: Onorevole, vada a Palazzo Giustiniani c'è una persona che la vuol vedere.
Il Guercio attende Kasparov seduto su un divano e senza salutarlo attacca: lei, Onorevole è fottuto. La troia col manganello ha le immagini mentre vi accoppiavate come depravati. Se fosse in vita
il nostro Duce saprebbe come punirla. Ora però i tempi sono cambiati e noi abbiamo il dovere di difendere la patria dal comunismo.
Che devo fare? Risponde Kasparov.
Lei non deve fare un cazzo, Basta i casini che ha combinato. Risponde il Guercio.
Kasparov tace, una lacrima gli cade dalla palpebra destra. Tira su col naso.
Grazia o pena per la troia col manganello, onorevole?
Pene, farfuglia Kasparov.
Pena, non pene lurido camerata fallito, lo irride il Guercio e gli lancia un pacchetto di carta stagnola.
Ne faccia buon uso, si infarini il nasino, Onorevole e si ricordi che lei è stato, è e sarà sempre una pedina in un gioco molto più grande, intesi?
Si si, a disposizione, bofonchia Kasparov.
Non sia ridicolo, "a disposizione" lo diciamo noi Carabinieri, dice il Guercio mentre chiude la porta.
Il Guercio al Verme: Kasparov è molto spaventato.
Il Verme al Giuda: nei piani alti vogliono che qualcuno parli con la troia col manganello.
Il Giuda a Pilato: Conosci Brenda, la troia col manganello? Bisogna dargli una lezione. Attenti a non fargli troppo male.
Pilato a O' Professore: mi hanno chiesto di dare una lezione a Brenda, la trans del Caso Tontazzo. Non è che mi potrebbe aiutare?
O' Porfessore a Cicillo: certi amici mi hanno chiesto di dare fuoco alla brasiliana di Via Gradoli. Capito? Non puoi permetterti di sbagliare altrimenti ci saltano certi nostri affari in Libia e in
Uzbhekistan. Vedi che tiene o' computer in coppa a 'o caminett, devi fargli fare un bel tuffetto nella vasca da bagno. Prima però, salva tutto in un hard disk nuovo di zecca che non si sa mai.
Il resto è storia: delle escort del Capo nessuno parla più, il Tontazzo è chiuso in un convento, Kasparov continua a parlare, attorniato da microfoni, al Telegiornale della sera.
Il Guercio ha aggiunto un bel po’ di filmati al suo archivio personale, O’ Professore sta partendoin Kazakistan per trattare certi affari con la mafia russa, Cicillo dorme serenamente dentro a un
pilone di cemento dell’alta velocità.
Per il resto a Italiopoli è tutto tranquillo: stanno costruendo l’Uomo Nuovo a colpi di manganello mediatico e di coercizione catodica, nel silenzio assordante di un giorno qualunque.


Giacomo 11/20/2009 17:36


Che vergogna.
Poi si permettono di fare anche i moralisti.
Vergogna !