Cambia (in positivo) il costume socio-salutista degli ittiresi. Tra Running, Jogging e Footing per dimagrire .

Pubblicato il da Antonio Fadda

 

Ieri sera dopo una megasuperpantagruelica magnadda, definita “La cena dell’ antidigeribilità”, composta da due antipasti misti-fantasia che vedeva protagonisti dei peperoni verdi arrostiti sulla piastra poi spellati e bagnati in un sughetto piccantino; peperoni rossi ripieni con una farcia che comprendeva di tutto e di più; melanzane alla “piccinneddu”; melanzane arrosto con una spruzzatina di aglio prezzemolo e peperoncino; cordula infilzata allo spiedo con fegato, pancreas, primu latte, salsiccia inframmezzata di verdura di stagione; lardo di suino in frittura con il pane unto. Due primi, uno a base di fave secche con lardo, piedi di porcellone già salati da due mesi, testa di porco tranciata grossolanamente, quattro cavoli a foglia, misti ad una pianta sconosciuta ma dal sapore eccezionale; l’ altro primo vedeva come primi attori i “ciccioneddos” in brodo di pecora infioccati da buon pecorino sardo, leggermente salato ma non troppo, misto con “casu fratzigu” che, diluito nel brodo, ha dato quel tocco finale al piatto. Non vi parlo dei secondi, tre in tutto, che ha visto cimentarsi i bolliti, gli arrosti e la grigliata finale. Insomma una cena, dico una cena eh !, che ha davvero lasciato il segno alla mia già esagerata circonferenza. Ebbene mi son detto, sì perché alcune volte mi parlo da solo, che forse era necessario, anzi di vitale importanza, fare due passi. Dico davvero due perché tra il peso sovrappeso, la difficoltà innata a camminare, la classica mandronia e sonnolenza che ti ammalia dopo un pasto di quel tipo, non avevo proprio voglia di fare delle lunghe camminate. Erano le ore 21 di un venerdì notte qualsiasi. Cerco di incamminarmi ma non riesco a muovere un passo. Troppo movimento. Avevo appena chiuso il portone di casa quando davanti ai miei occhi mi si para uno spettacolo curioso e allo stesso tempo significativo del come stanno cambiando i costumi e gli usi dei dopo-cena degli ittiresi. Negli anni ’70, nel bel mezzo del boom economico, ancora con la paura di patire la fame, l’ alimentazione era ancora spartanamente ben controllata. Dalla metà degli anni ’80 però sino all’ anno 2000 qualcosa nelle cucine dei nostri compaesani è cambiato. C’è stata una evoluzione culinaria ricca di grassi e di tutti quegli elementi che, beffardamente, vanno ad ingrossare i fianchi, fanno apparire come per miracolo le famosissime maniglie dell’ amore, la doppia e tripla pancetta, il doppio mento, allargamento esagerato del faccione e la fuoriuscita dai calzoni di quel pancione irriverente e debordante che ti butta giù, posizionando il cavallo all’ altezza delle ginocchia, i pantaloni di misura doppia, alcune volte esageratamente troppo larghi. Sono bloccato sulla porta da una processione di mariti accompagnati dalle mogli, mamme con i figli-testimoni vocianti e piagnucolosi, cognate con la vicina extra-large alla quale profondono consigli sul come camminare, l’ atleta-trainer con le signore della notte grassa, due o tre attempati signorotti trainati, che dico, quasi trascinati dai loro cani pastore. Ci sono tutti i ceti sociali e tutte le classi lavoratrici, con preminenza dei dipendenti comunali a seguire gli ospedalieri e le coop sociali, a distanza di parecchie misure, i commercianti, i liberi professionisti (pochi geometri) e gli artigiani. Mancano i carciofai che già danno il loro contributo durante tutto il giorno e per tutta l’ annata. Seguo forzatamente l’ onda, quasi mi spingono. Ai lati delle viuzze prescelte, rigorosamente buie ma vicine alle vie centrali, una miriade di auto parcheggiate, piene zeppe di giovani ridenti e gioiosi che scattano foto e chiedono autografi ai più veloci, fanno da cornice a questa ordalia umana che semina passi intenzionati a far perdere un po’ di fastidiosi kilozzi di troppo. Tutto avviene nell’ assoluto silenzio-assenso. Basta uno sguardo complice e capisci che devi aumentare il passo, poi diminuirlo gradatamente sino a fare la camminata piena, pacata. Subito dopo però devi scattare con un passo lesto e balzettante. “Si chiama jogging, deriva – mi dice il mio vicino di passeggiata già esperto in materia – dal verbo inglese “to jog” che vuol dire letteralmente procedere a balzi”. Furbo il mattacchione ! Si è fatto anche una cultura sul settore !  “ E’ – continua - un passeggìo in forma di corsa a passo lento e piacevole. Pensa che in Italia è anche detto footing, parola inglese che però ha un significato originale completamente diverso. Lo scopo principale – continua il professorone del moto fisico -  dell'attività è aumentare il benessere fisico di chi la intraprende senza però subire lo stress derivato dalla corsa vera e propria, che è più veloce”.  Hai capito i miei paesani, con qualche chiletto di troppo, come si dilettano la sera tardi ?  Il nostro vicino di camminata, un artigiano del ferro, interviene con piglio deciso intenzionato a dire la sua :” Io faccio anche corsa passando attraverso il running e poi, gradatamente, verso il footing e lo jogging. Ma senza esagerare…”

“ Macchè – interrompe il dipendente pubblico- il miglior metodo per bruciare grassi è correre a digiuno !” .Che lonza ! Questo è un bel volpino davvero. Sa tutto sulla deambulazione veloce …” guardate che il miglior metodo per dimagrire è quello di camminare in salita. Si, camminare in salita diventa utile anche per dimagrire globalmente. E’ particolarmente efficace perché fa perdere molti grassi. La velocità media non deve scendere sotto i sei chilometri orari..” Mammamia quante ne sa questo oh ! Inforchiamo, in discesa ripida via Umberto e ci addentriamo in via Amsicora, svoltiamo a destra, verso la ex caserma dei carabienieri, giriamo subito di nuovo a destra attraversando di nuovo via Umberto e ci immettiamo nel vicoletto che ci porta verso via Guttierrez, non la imbocchiamo del tutto però perché il capo branco di camminata gira di nuovo a sinistra e scendiamo in via Roma, finalmente sono a casa ! Tra applausi e lancio di coriandoli, saluti affettuosi e strette di mano abbandono il gruppone, aggrappandomi letteralmente al battente del mio portone che come per miracolo si apre ! Mi ritrovo finalmente a casa, bacio con gioia e trasporto mia moglie, abbraccio i miei nipoti e, con le lacrime agli occhi, mi distendo sul divano agguantando quasi al volo un bel pezzo di torta di ricotta avanzata da pranzo. La divoro in un attimo. Brindo allo scampato pericolo con un rosso secco e corposo d’ Orune, chiudendo la serata con un goccio d’ acqua vite profumata Erba Luise.

Dormo che è una bellezza.

 

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CARANAS 11/10/2011 09:12


Footing, occorrerebbe ! Il sedere diventa piatto con tante ore seduto alla scrivania davanti al pc.


CARANAS 11/04/2011 23:56


Ho messo il link sul mio blog. Grazie per avermi risposto. Interessante blog, tornerò a visitare, ciao , CARANAS


Antonio Fadda 11/05/2011 08:48



Ti ringrazio Caranas. Credo che noi abbiamo una funzione sociale e politica importante viste le notizie che scorrono sui quotidiani... Immagina se una ventina di blogger (ma possono essere anche
mille...) come noi affrontassero, tutti insieme, pubblicando lo stesso testo su un tema di stretta attualità, non ha importanza di quale tendenza, contenente proposte e quanto altro possa essere
utile ai futuri governi, cosa potrebbe venirne fuori ! Potremmo dare una lezione, non solo di stile, ad editori che oggi monopolizzano l' informazione (di destra e di sinistra). Parliamone e
cerchiamo di coinvolgere un numero maggiore di blogger su questa eventualità organizzativa.