Cappellacci e Prato: con gli interventi di sostegno da parte della regione la pastorizia sopravviverà alla crisi attuale.

Pubblicato il da Antonio Fadda

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CAGLIARI, 28 DICEMBRE 2010 - "Il comparto ovicaprino vive una crisi strutturale che parte da lontano e quest'anno, complici la peggior crisi dal dopoguerra ad oggi e la debolezza della nostra filiera ovicaprina ha rischiato seriamente di estinguersi."

Lo affermano il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci e l’assessore dell’Agricoltura Andrea Prato.

"L'eccesso di produzione di pecorino romano e la frammentazione delle cooperative, mai combattute seriamente fino ad oggi, ha fatto si che nel tempo il formaggio perdesse valore e, conseguentemente, il prezzo del latte è crollato, tanto da rischiare un ulteriore calo nel 2011". Oggi, grazie agli interventi della regione Sardegna, unica in Italia ad aver investito risorse imponenti anticrisi, il settore potrà ripartire e si prevede già nel 2011 una forte ripresa.

Grazie alle ingenti risorse investite su interventi strutturali crediamo sia possibile invertire la tendenza e creare strutture che reggano meglio alle crisi che periodicamente attanagliano l'ovicaprino. Già i primi segnali si intravedono perché, dopo la pubblicazione del bando sull'aggregazione delle cooperative casearie, si registra un forte incremento del prezzo del pecorino romano che entro fine anno raggiungerà la soglia dei 5 euro kg. A queste condizioni si ritiene che il 2011 sarà l'anno della ripresa e che il prezzo del latte possa raggiungere la soglia minima di 0,75 centesimi litro, con un incremento di 15 centesimi rispetto al 2010, pari a 45 milioni di euro in più nelle tasche dei pastori, visto che la produzione annua si attesta vicino a 300 milioni di litri. Nei prossimi mesi si rafforzeranno gli effetti della legge regionale 15/2010 e quanto asserito oggi sarà ancora più tangibile a dimostrazione che le crisi si combattono in questo modo e non a colpi di contributi a pioggia, figli della cultura che appartiene al passato, inidonea ad affrontare crisi ben più tenui di questa. Lo spirito, quindi, che è stato alla base del bando previsto dall’articolo 1 della legge 15/2010 che destina i primi 16 milioni di euro (annualità 2010) di aiuti alle aziende ovi-caprine della Sardegna, in cambio della loro manifestazione di interesse ad aggregarsi e ad aderire al sistema di pagamento del latte a qualità. A distanza di poco più mese dall’approvazione della norma possiamo sicuramente tirare le prime somme, alla luce dello sforzo operativo messo in atto per la sua attuazione.

“Un lavoro senza sosta – precisano Cappellacci e Prato - frutto dell’opera della task force della Regione e delle agenzie Laore e Argea che ha permesso in poco più di dieci giorni di caricare più di 10mila domande sulle circa 12mila totali esistenti in Sardegna”.

“I dati – rendono noto il presidente e l'assessore - ci dicono che le domande pervenute sono circa 10.500 per un fabbisogno stimato di 18,5 mln di euro. Come previsto dal protocollo d’intesa tra Regione e alcune associazioni di categoria, si provvederà a integrare le risorse mancanti. La graduatoria sarà adottata entro il 31 dicembre, assieme all’elenco delle pratiche non ammesse”.

“L’attività di pagamento – rassicurano gli esponenti della Giunta - sarà avviata subito dopo, non appena sarà operativo il bilancio dell’Agenzia Argea, sulla base della verifica dell’effettiva sussistenza dei requisiti di accesso, che sarà agevolato dalla consultazione di banche dati ufficiali”.

“Questi dati confermano prima di tutto la fortissima adesione delle aziende ovi-caprine e in secondo luogo premiano l’intervento voluto dalla Giunta e approvato dal Consiglio lo scorso novembre. Inoltre, testimoniano la bontà della strategia della Regione verso provvedimenti non più “a pioggia”, ma condizionati dal portare qualità, aggregazione, innovazione, diversificazione produttiva nel settore.

“Questi sono i primi, ma significativi risultati che sono il frutto di mesi e mesi di tavoli, di intese e di lavoro senza sosta per affrontare l’emergenza (specie nel comparto ovi-caprino, l’ossatura della nostra agricoltura) e soprattutto per creare le condizioni che evitino già l’anno prossimo che gli stessi problemi si ripetano.

Risultati importanti – aggiungono Cappellacci e Prato - anche sul fronte del bando previsto dall’articolo 5 della stessa legge 15/2010, che incentivava l’aggregazione e il miglioramento dell’offerta produttiva nel comparto ovino con 10 milioni di euro (annualità 2010). Hanno partecipato al bando tre gruppi: il primo costituito da 12 cooperative e 3 industriali; il secondo da 4 cooperative e una società di servizi per la commercializzazione; il terzo da 9 cooperative. In totale dunque 25 cooperative e 3 industriali”. Chi sosteneva che questo bando era stato scritto come favore o “regalo” per gli industriali- viene clamorosamente smentito dai fatti. Solo il fatto di aver annunciato l’aggregazione ha fatto schizzare il prezzo del Pecorino Romano da € 4,20 a € 5,00 al kg che significa una remunerazione del prezzo del latte da € 0,58 a € 0,75 al litro.

Per quanto concerne poi gli altri settori contemplati dall’art. 5 (vitivinicolo, ortofrutticolo, suinicolo) – riferiscono Cappellacci e Prato - si stanno studiando i meccanismi di erogazione dei contributi che comunque saranno liquidati in base alla stessa logica dell’ovicaprino: quella dell’aggregazione. Stesso discorso vale per la cerealicoltura (art. 13): verranno infatti premiati quei cerealicoltori che si aggregano in una o più OP regionali e che aderiscono a un accordo di filiera. Subito dopo la conclusione dell’iter dei due bandi, dal mese di gennaio si attiveranno tutte le altre misure previste legge regionale 15/2010.


28.12.2010

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Mediazione e calma 02/17/2011 08:05


Credo sia meglio che lunedi prossimo ad Ozieri in occasione dell' incontro per la discussione della PAC i rappresentanti del Movimento pastori affrontino questa discussione direttamente con l'
assessore. Credo che gli allevatori soci abbiano il diritto di sapere se le scelte fatte sino ad oggi siano giuste e nell' interesse della cooperativa.
Con calma e tranquillità.


Anti MPS 02/16/2011 09:44


Se come dice il rappresentante dell' MPS (se li rappresenta tutti ad Ittiri è da vedere...) sia Prato che Cappellacci sono degli incompetenti perchè non prova, in modo pacato, umano, serio,
responsabile, in lingua italiana comprensibile a spiegare ad un Manager come Prato che crea aziende in agricoltura, laureato con il massimo dei voti; ed a Cappellacci, laureato anch' esso con i
massimi voti e che per mestiere è obbligato a continui aggiornamenti in economia e commercio, perchè non prova dicevo a dire correttamenter quale è il suo punto di vista ? O pensa che con
improperi, offese, male parole e altra merda secca sia capace di comunicare il suo pensiero ?
Povero Felice Floris come è male rappresentato ad Ittiri !
A che rùo !


Preideru isconzu 02/16/2011 07:56


Ecco, sapete solo gridare e ragliare voi dell' MPS. Non siete capaci di mettere in fila una giusta sequenza di vocali e consonanti che diano, almeno, parvenza di ragionamento serio, pacato che
affermi le vostre ragioni e rivendicazioni. Gli unici asini, anche per assonanza di mestiere, siete proprio voi che cercate l' aumento del prezzo del latte (sembra sia l' unico obiettivo che vi
interessi veramente) e non invece una valorizzazione globale del vostro bello, seppur sacrificante lavoro. Non vedete, come è successo dalla preistoria del resto, ad un palmo dal vostro naso e non
sapete individuare delle proposte concrete, serie, fattibili, realizzabili nel medio termine. A favore sia della vostra categoria sia della Sardegna tutta. Beh, certo a voi che vi interessa della
Sardegna tutta! Vi interessa solo il prezzo del latte. Cacciateviiiiii da soliiiiii asiniiiiiiii !!


MPS Ittiri 02/15/2011 23:48


Gli allevatori sono stanchi delle balle che continuano a raccontare in giro questi asini incompetenti di prato e cappellacci!!!!!!!!!!!!!
BASTAAAAAAA!!!!! è due anni che ci stanno prendendo per il culo con promesse e proclami sul nulla!!!!!!!! Di tutto quello che Prato ci ha raccontanti finora non ha fatto in emerito e beato cazzo!!!
ha solo distribuito prebende tramite il deminimis, ha pagato solamente le emergenze, gli incendi e le calamità. Ha fatto solo ed esclusivamente ASSISTENZIALISMO esattamente come gli altri prima di
lui. Ha l'assesdorato paralizzato con le nomine dei dirigenti che sono scadute da un mese, non riesce a nominare il direttore generale, la segreteria e lo staff!!! I suoi stessi compagni di partito
e alleati lo vogliono cacciare via a calci in culo!!! Vada via!! Si sia all'ippica!!! Vada affanculo!!! Forza pastori uniti cacciamoloooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!


Per Aggregazione 02/15/2011 11:38


Ma caro allevatore di ittiri, in ogni decisione e in ogni discussione per rilanciare ora questo ora quell' altro comparto, qualcuno deve pur rinunciare a qualcosa. Nel caso di cui si parla c' èrano
ben 11 milioni di euro a disposizione per l' annualità del 2010 per incentivare la aggregazione ed il miglioramento produttivo del vostro comparto. A beneficiare di questi sostegni sono state ben
28 cooperative e consorzi e 3 industriali che sono stati suddivisi in 4 gruppi. Ognuno era ed è libero di aderire ad un gruppo di proprio interesse. Tutta questa politica porterà all' aumento del
prezzo del latte - che è poi in definitiva quello che tutti voi volete - fissandolo a 75 centesimi di euro. E' certamente poco ma è quello che questo assessore è riuscito a garantirvi, come
promesso.


Un Allevatore ittirese 02/15/2011 10:52


Forse è bene chiarire a tutti i lettori del blog di totoi fadda, se sono poi allevatori tanto meglio, che le cose non stanno esattamente come sono state richiamate nel capelletto iniziale. Non c'è
stata da parte degli allevatori di Ittiri una distrazione o peggio una cecità. La proposta contenuta in quella direttiva era, secondo noi, un doppione di AGRIESPORT -che si è rivelata fallimentare
tant'è che ancora si pagano debiti residui...- e che aveva come obiettivo l' aggregazione - cioè una fusione momentanea - sotto un unico marchio, senz' altro gestito dalla Regione o da ente
similare... che avrebbe "trattato" il nostro prodotto nel mercato. Il nostro prodotto che avrebbe perso la sua pecularietà ed originalità come marchio originale che è e dovrà restare LAIT Ittiri.
Sotto il profilo economico è molto più conveniente, oggi, trattare direttamente con gli acquirenti e devo dire che il mercato Americano ha spalancato le porte al nostro prodotto che è originale,
sano, di qualità. Non credo sia necessario ad esempio ricorrere a produzioni di altri tipi di formaggi, come propone dico anche giustamente l' Assessore Prato, perchè credo sia più giusto mantenere
la nostra particolarità che fa del nostro prodotto una leccornia che tutti, sino ad oggi, ci chiedono.
Grazie per l' ospitalità.