Con la scusa della linea del Gas, rovinano la nostra storia e la ricchezza del nostro patrimonio culturale e monumentale.

Pubblicato il da Antonio Fadda

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La nostra cittadina è forse una delle uniche ad avere ancora intatto una buona parte del proprio centro storico così come l’ avevano concepito e realizzato i nostri antichi amministratori, grazie alla maestria dei nostri scalpellini. Siamo convinti però, vedendo all’ opera l’ impresa che sta scavando le vie cittadine per lasciare spazio alla linea del gas, che tutto questo patrimonio storico venga seriamente danneggiato. Meraviglia che il Comune di Ittiri non segua, con i propri tecnici, i lavori ed il modo con cui vengono rimosse le pietre antiche, tutte rigorosamente di una ed unica misura. Meraviglia ancora di più, rendendo la cosa ancora più triste, la totale assenza dal controllo a tutela di questo patrimonio, dell’ Assessore alla Cultura del nostro comune che dovrebbe, almeno sulla carta, vigilare e difendere queste particolarità che hanno un valore storico. Si sa che i beni culturali valgono come testimonianza materiale che assume un forte valore di testimonianza e di civiltà.

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Testimonianze di civiltà, storia e cultura della nostra cittadina che vengono profondamente ferite. Quelle “pietre” ammassate sul ciglio della strada, estorte dal loro giaciglio antico con la violenza che solo un braccio di acciaio, quale quello di una ruspa può infliggere,  sono da annoverare tra i beni d’interesse storico-artistico. Hanno la stessa importanza storica come l’ assumono  i monumenti, i beni archeologici, archivistici, librari e paesistico-ambientali. Sono delle vere e proprie opere artistiche prodotte dall’uomo ittirese. Hanno un valore artistico riconosciuto perché appartengono alla cultura delle maestranze d’ Ittiri ed alla nostra collettività perché sono testimonianza storica e anche oggetto di educazione estetica.

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Per questo, ma non solo per questo intendiamoci, sono meritevoli, quelle “pietre”, di tutela, valorizzazione e costante manutenzione.
Invece accade che in questo nostro povero comune la cultura viene confusa con le manifestazioni senza ne capo ne coda. L’ ufficio tecnico, dispiace dirlo perché è composto da professionisti seri e capaci, è totalmente assente . Non opera alcun controllo ne tantomeno impartisce direttive e regole sui metodi di estrazione delle “pietre” e la loro risistemazione nella medesima posizione per evitare scompensi nel manto stradale. Il Sindaco, che a parole si atteggia a tutore della cittadina, è assente o forse non capisce l’ importanza di questo scempio. Invitiamo i nostri concittadini a prendere coscienza di questo e far pervenire, sin dentro la sala consiliare, la totale indignazione per questo modo di operare.

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E’ alla conoscenza di tutti noi che i beni che entrano a far parte del patrimonio culturale esprimono dei valori irriproducibili e irripetibili della società di cui sono emanazione.

Insomma sono degli “unicum”, non ve ne sono di repliche, né esiste un altro bene che corrisponda, in ogni suo aspetto, ai caratteri formali, estetici e simbolici di esso, hanno forti connotati estetici ed espressivi e gli si riconosce anche un valore economico. Sveglia Ittiri ! Sveglia.

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ProIttiri 10/04/2011 23:10


Una analisi davvero critica e severa quella di Antimeridionale. Ma è questa, purtroppo per noi amanti dell' ittiresità come la chiama totoi, la realtà ittirese. Molti intellettuali, o presunti tali
grazie a quell' attestazione di diploma o di laurea, ma poca trippa. Poco impegno a favore del loro paese natale. Poco attaccamento alle loro tradizioni, raighinas de sa rentzia, alla cultura
ittirese che ha tanto insegnato agli abitanti dei piccoli paesi del circondario. Abbiamo avuto da sempre dei grandi Maestri Muratori, Mastri d' Ascia, Frailatzos e...studiosi. Tutti questi nostri
cittadini hanno dato, in un verso o nell' altro, qualcosa alla Sardegna e all' Italia. Potesse parlare oggi Angioy, il nobile antifeudatario, ci avrebbe raccontato quanto abbia fatto Ittiri Cannedu
per la sua causa. E tantissimi altri sono gli esempi che si possono citare. Ma ha ragione Antimeridionale quando dice che i giovani laureati, e tutti gli altri beninteso, aspettano il posticino
sicuro e che non hanno proprio voglia di "inventarsi" il lavoro. La citazione sulla totale mancanza ad Ittiri di cooperative di servizi relative alla gestione e manutenzione delle bellezze
culturali ed architettoniche trova sostegno nel totale menefreghismo dei nostri ragazzi. Ma, e qui devo dare ragione a Sebastiano credo, la più grande responsabilità è da imputare a chi governa la
città. Sono questi, votati dal popolo, che devono proporre, stimolare, invitare, invogliare le nuove generazioni a prendere in mano il proprio destino. Devono fargli capire che ormai i posti
pubblici sono finiti. Che il loro futuro non deve essere quello di precario in qualcosa. Le realtà positive cooperativistiche, in campo sociale e del terziario, dimostrano che se ci si crede il
lavoro si può inventare. Il settore del Turismo Culturale è ancora vergine, è tutto da scoprire. Sta proprio lì l' eldorado d' Ittiri. Non lo vede nessuno però, men che meno la Tontologia Politica
che è al Potere del nostro villaggio. Si è ancora un villaggio dell' antico medioevo.


Antimeridionale 10/04/2011 09:56


Perfettamente d'accordo con i post precedenti di Tottoi e Sebastiano. Per carattere e convinzione cerco sempre per prima cosa le responsabilità in me stesso e poi al limite nelle amministrazioni.
Ebbene è vero che il notevole patrimonio storico - culturale ittirese potrebbe essere valorizzato, reso fruibile (anche sul web) e messo in condizioni di produrre reddito dagli stessi cittadini
nonostante la disattenzione e il disinteresse delle diverse amministrazioni cittadine. Una cooperativa o una qualsiasi realtà imprenditoriale potrebbe richiede fondi e finanziamenti per valorizzare
e rendere produttivo cotanto patrimonio con visite guidate, mostre, sale espositive ecc. nulla di tutto ciò eppure, sebbene il nostro centro non brilli per il livello culturale delle giovani
generazioni, mi risulta che ci siano moltissimi laureati in materie letterarie o affini. Questi purtroppo continuano ad aspettare un posticino pubblico nella scuola o in qualche buio ufficio
comunale alimentando un'immobilismo che lascia intravvedere niente di buono per il nostro centro. Chi scrive è da sempre convinto delle buone prospettive turistiche per Ittiri. Turismo culturale
innanzitutto con elevate potenzialità anche negli edifici del decadente centro storico e nelle peculiarità paesaggistiche. A pochi minuti dalla costa


Sebastiano 10/03/2011 18:26


L' unico sito che parla della lotta antifeudale ittirese si può leggere al seguente indirizzo http://ittiricannedu.over-blog.it ed è curato sempre da totoi fadda.
Noi stiamo già facendo tanto caro Alias01. Il fatto stesso che ne stiamo parlando, e che ci domandiamo ed interroghiamo su che cosa non viene fatto per valorizzare la nostra storia ed i nostri
uomini migliori, è già un segnale positivo. Certo debole, un granellino in un deserto. Ma se ne parla.
Molte volte, noi ittiresi, siamo condizionati nel prendere posizione o nel sostenere alcune tesi, in base a chi è che ha sollevato il problema. Se si tratta di persona definita "nemico" politico,
oppure considerato "antipatico", quelle tesi vengono lasciate cadere nel vuoto assoluto lasciando spazio invece alle balle spaziali di altri "amici", graditi, riveriti e finanziati. E' questo uno
dei lati peggiori dell' ittirese medio, del popolino cosiddetto "politicizzato", la cui buona fede viene puntualmente tradita e violentata a favore dei soliti noti da certuni governanti con la
puzzetta sotto il naso. Io direi di continuare a parlarne, e bene ha fatto totoi a sollevare il problema.


Alias01 10/03/2011 15:48


Sebastiano, io condivido tutto quello che tu scrivi, è vero che i governanti debbano risvegliare nei cittadini l’amore per la propria storia, la propria cultura ma rimane sempre una domanda
inattesa: nel frattempo, a livello personale cosa si può fare? Usate Google e trovatemi un sito o un blog dedicato esclusivamente, sottolineo esclusivamente, alla storia, cultura, tradizioni della
città di Ittiri. Io non ne ho trovati, provateci voi. In compenso, trovo decine e decine si blog o siti internet culturali che parlano di questo o quel paese, di questo o quel sito archeologico.
Seppure nel continente viene celebrato l’Ing. Porcheddu e le sue meravigliose costruzioni mentre quasi nulla se ne sa nel suo paese d’origine, se nessuno, a nessun livello, si prende la briga di
creare un sito culturale apposito, se il forum del comune di Ittiri è quanto di più squallido si veda nel web, una domanda sorge spontanea: ma noi, a livello personale, non possiamo far proprio
nulla? Se vedo che Pompei cade a pezzi, non mi illudo certo che, in tempi di crisi economiche attuali, l’amministratore a qualsiasi livello riesca con facilità a muoversi senza per questo mettere a
repentaglio le esigue casse comunali per una cultura con la quale “non si mangia”. L’amministratore va giustamente sollecitato e magari, aggiungo io, aiutato a far si che la storia a 90 gradi della
propria comunità non vada perduta davanti all’ennesima cassa di birra seduti nell’ennesimo bar mancando una sala cinematografica.


Antimeridionale 10/03/2011 10:24


Si è vero che il nostro territorio è straordinariamente ricco di emergenze archeologiche e segni della cultura e della storia sarda e locale. Non ho mai sentito di progetti di valorizzazione,
creazione di cooperative o società di gestione con creazione di nuovi posti di lavoro in un settore, quello del turismo culturale, in notevole crescita rispetto ai circuiti tradizionali. Ma secondo
lor signori lettori di questo blog chi potrebbe dare l'input ad azioni di questo tipo?l'attuale Giunta??o questo consiglio (maggioranza e opposizione)??ma per favore non scherziamo. Esiste una
progettualità??un'idea di sviluppo??non mi pare proprio. A volte mi viene da pensare se veramente esista nel nostro centro una guida. Certamente un commissario prefettizio farebbe meglio
(risparmiando denari pubblici ed evitando scelte clientelari). A Ittiri come in tutto il sud ci stiamo giocando il futuro nostro e dei nostri figli. E il futuro non è roseo.
Leggete un pò questo interessante intervento: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cultura/2011/09/30/news/il-decentramento-non-e-stata-una-soluzione-5055234


Antonio Fadda 10/03/2011 17:13



http://lanuovasardegna.gelocal.it/cultura/2011/09/30/news/il-decentramento-non-e-stata-una-soluzione-5055234


 



Sebastiano 10/02/2011 21:50


" Le fertili terre di Logudoro poste nel circondario d' Ittiri e Uri mostrano un numero straordinario di tracce evidenti della presenza dell' uomo da tempi immemorabili" Questo periodo è tratto dal
libro di Gianni Vulpes, autore e ricercatore ittirese, dal titolo " Il feudo di Ittiri e di Uri" del 1999. Da questo cenno storico abbiamo la certezza che i nostri territori fossero abitati dai
nostri, chiamiamoli, "primati" già da lunghissimo tempo. Lo dimostrano i monumenti megalittici presenti nelle nostre campagne. Ed è proprio da questo dato che dovrebbe partire la datazione della
storia d' Ittiri e della sua evoluzione nel corso dei secoli sino ai giorni nostri. La storia di Ittiri non è solo il ballo sardo, il canto a poesia oppure il suono della fisarmonica che
accompagnano i poetatori che raccontano l' attualità. La storia di Ittiri è tutta un' altra cosa. La storia di Ittiri racconta la vita, le produzioni, i mestieri, le abitudini, l' economia e la
cultura del nostro popolo. E tutte le sue vicissitudini sociali e politiche. Pensate forse che nel corso degli ultimi secoli Ittiri non abbia avuto degli artisti, dei poeti, dei grandi artigiani
che lavorassero la pietra, il marmo, il legno ? Oppure che non abbia avuto illustrissimi personaggi che hanno contribuito a far grande la cultura, con particolare riferimento alla drammaturgia
italiana, e la storia dell' Italia ? Pensate davvero che nella nostra cittadina non ci siano ancora in piedi le dimore dei "Grandi" della nobiltà ittirese, di quei rivoluzionari che hanno guidato
il popolo verso la liberazione dal giogo del feudalesimo ? Come verrebbero considerate quelle dimore, "case vecchie da demolire" ?
Perchè darsi sempre le colpe su tutto quello che non ci viene fatto conoscere, che ci viene nascosto da certi ignorantoni che governano la nostra città per premiare e spingere in avanti, all'
inverosimile, altre manifestazioni cosiddette "culturali" ? Spetta proprio ai governanti far risvegliare nel popolo l' interesse per la sua storia e le sue radici più profonde. Iniziando proprio
dalle scuole. Quindi concertando con i direttori ed i presidi di istituto una serie di seminari, lezioni, viaggi nel territorio, per far capire chi eravamo, da dove veniamo, e cosa potremmo fare
nel futuro. Altro che premi consegnati ad illustri sconosciuti che una volta fuori paese si sono già dimenticati del come si pronuncia il nome della cittadina che li ha premiati ! E' chiaro che va
bene anche questo tipo di manifestazione, ma non riguarda proprio per nulla la urgenza della salvaguardia delle nostre ricchezze culturali ormai dimenticate.
Sui villaggi elencati da Alias01 debbo aggiungere un' altro periodo tratto da libro del Vulpes che pone l' accento sulla devastazione fatta dagli invasori catalano-aragonesi che passarono a ferro e
fuoco le nostre terre. A tutto questo si aggiunse, nel 1347, una forte epidemia che decimò gli abitanti delle nostre terre che furono ridotti alla fame ed alla disperazione più nera. Molti villaggi
furono abbandonati, spopolati. Resistettero solo alcune ville o villaggi. Nel Coros restarono in piedi le ville di Manu, Scolta, Vindigumor o Bidighnzu, Noale o Noalis, Save, Orssi, Tipi, Uzune,
Baynes, Pauvelles, Tucha, Curtayna, Ledaur, Caneto o Cannedu, Icirdelator o Icir de la Tor o Ittiri, Alcazar, Turrigui, Liesso, Noragui Longo o nuraghe longu, Junqui o Giunchi, Murusas o Maurulis.
Non sono notizie degne di interesse queste ? Cosa aspetta l' assessore alla cultura a metter mano a tutto questo bel pòpò di roba ?


Alias01 10/02/2011 11:44


... non mi piace scaricare sempre sugli "altri" le colpe che potrebbero essere (ed uso il condizionale) proprie. E' vero, non vi è alcun sentimento di tutela e valorizzazione del proprio patrimonio
culturale. Ma noi abbiamo colpa? Come inculcare nel cittadino ittirese la cultura del rispetto del proprio patrimonio storico ambientale? Ma d'altronde, se non si insegna dalla prima elementare la
storia, la cultura e la civiltà sarda, come pretendere, ora, che in uomini maturi si crei improvvisamente una cultura "scientifica" propria delle comunità più avanzate. Alzi la mano chi sa che la
bandiera sarda dei quattro mori era la bandiera dell'aragonese conquistatore mentre quella sarda era l'albero sradicato arborense e sul perchè è stato adottato il simbolo dell'invasore (è un
esempio). Una volta mi sono recato alla chiesa di San Maurizio una decina di giorni dopo la festa ... poco mancava che la mondezza non rimossa arrivasse alla cima del campanile. Di chi la colpa? Di
tutti dico io, organizzatori e festanti.
Altasar Cannedu Coramas Cuga Cunucla Curtajana Paulis Turighe, questi sono antichi villaggi scomparsi che si trovavano nei pressi di Ittiri. L’elenco li ho postati nel forum del comune (gestito non
so da chi) ebbene sono stati cancellati, forse pensavano che me li ero inventati? Ho chiesto spiegazioni per iscritto e manco hanno risposto. E’ tutto questo per facilitare la cultura paesana?
Ittiri Jossu invece era vicino a Mores ma questa è un’altra storia.
Ed ora una piccola storia ittirese (perché anche questo è cultura) ….
SANTA RASA:
Fra il 1911 e il 1912, molti bigotti ed ingenui ittiresi furono solennemente imbrogliati da un’avventuriera. Questa architettò una truffa originalissima, infatti, venuta ad Ittiri riuscì a farsi
consegnare da molte persone i loro pochi risparmi con la promessa che “Santa Rasa” li avrebbe resi loro moltiplicati. La donna, poco tempo dopo, scomparve portando con sé il “bottino” e lasciando
il paese nello scompiglio.
Dopo alcuni mesi, i giovani del paese si vollero divertire. Fecero circolare la voce che Santa Rasa stava arrivando con i carri carichi di soldi; così tutti quelli che precedentemente avevano dato
dei denari alla donna, si riunirono all’ingresso del paese, nella zona di San Giovanni, con cesti e sacchi da riempire.

“… un’atera preparesit sette saccos de molinu a ponner su quattrinu ca fù meda”.

Non contenti di aver fatto perdere la pace alle famiglie, dove le mogli avevano dato i soldi di nascosto al marito (si dice che una donna morì in seguito alle percosse), i giovani organizzarono una
bellissima sfilata. Addobbarono un carro con un pupazzo rappresentante Santa Rasa e con ceste piene di carote tagliate a fette, scortato da cavalieri travestiti da beduini, passavano davanti alle
case di coloro che erano stati imbrogliati e buttando le fette di carote gridavano: “Tenete i quattrini, è arrivata Santa Rasa”.


Serefina 10/01/2011 17:03


Non sono forse dei monumenti le ricchezze megalitiche di cui è ricchissimo il nostro territorio ? Ittiri potrebbe essere un museo a cielo aperto. Non è valorizzato a dovere. Non interessa proprio a
nessuno. Di quale cultura può parlare il nostro assessore comunale ? Interroghiamoci su questo e meditiamo. Un tesoro di città messa in mano ad una greffa ignorante.


Luigi 10/01/2011 16:58


A Ittiri esiste un numero imprecisato di chiese e di campanili che raccontano un pezzo della storia e dell' arte di questa cittadina. Ha ragione totoi. Le nostre ricchezze culturali, storiche e
architettoniche sono sotto gli occhi di tutti ma non vengono mai valorizzate. Si pensa solo al ballo sardo, alle cose senza alcun costrutto positivo.
Il basolato è storia. E' cultura. E' patrimonio culturale ed artistico da mantenere, curare, coccolare, valorizzare e difendere.


Alias01 09/30/2011 20:37


... il titolo mi piace ma forse giunge in ritardo; un pò in ritardo! Una riflessione, ma perchè chiudere la via San Francesco a salire da c.so Vittorio E. con un osceno che non so manco definire,
cos'è o cosa è stato? E da quando in quà gli amministratori ittiresi sono stati attenti al loro patrimonio culturale e monumentale? Qualcuno si ricorda la chiesa di Santa Croce? E dove si trova
ora? E poi di quali monumenti si parla? ...


Antonio Fadda 10/01/2011 14:26



“Per conoscere la nostra storia, per scoprire come si è formata la comunità, quali sono i suoi luoghi di interesse artistico, i monumenti, gli antichi palazzi storici, cosa si può visitare in una particolare chiesa, quali sono i luoghi di maggior interesse a Ittiri...
Se volete essere guidati per mano in un affascinante percorso nella storia, nell'arte e nelle tradizioni di una Ittiri
meno conosciuta e visitata, andare alla scoperta delle sue feste tradizionali o delle ricette
tradizionali ittiresi, immergervi nella campagna ittirese alla scoperta delle sue ricchezze prenuragiche...
Se siete alla ricerca di cosa vedere a Ittiri,  nella sezione chiese, musei a cielo aperto e luoghi
d'interesse potrete trovare delle schede informative arricchite di una descrizione sull'arte e la storia e di informazioni pratiche, utili per individuare il percorso della vostra
visita, mentre la sezione glossario potrà aiutare anche chi non è di Ittiri ad orientarsi tra la parlata ittirese, i termini più frequenti e le molte espressioni tipiche che gli capiterà di sentire andando a zonzo per la cittadina...” E’ una mia
illusione ? Mi sarebbe piaciuto leggere tutto questo in  un ipotetico, purtroppo inesistente, opuscoletto che avrebbe guidato il visitatore esterno ma anche, perché nò, le
immancabili e vocianti scolaresche di Ittiri nei meandri della nostra storia. Non ci sono monumenti ad Ittiri ? Non abbiamo un patrimonio storico – artistico ? Non abbiamo una storia di cui
vantarci ed andare fieri ? Chi sostiene questo è un ignorante o non è di Ittiri. Chi nega la presenza nella nostra cittadina e nel nostro territorio di monumenti a cielo aperto, non ha goduto
delle fantastiche storie raccontate dai nonni e dai tantissimi nostri anziani. La vera memoria storica di Ittiri di inesauribile linfa. Perché ci sentivamo dire, negli anni ’60, se noi eravamo di
“Ittiri Cannedu” ? Cosa mai è potuto accadere agli abitanti di Cannedu ? Dove sono andati a finire e quando si sono estinti e perché ? Esistono siti che possono rivelarci questa parte di storia
che ancora ci manca ? Potrei continuare per mesi nel dirvi che cosa è veramente Ittiri e che cosa ha rappresentato nel passato e che cosa potrà ancora rappresentare nel futuro immediato se solo
ci svegliassimo da questa ubriacatura del nulla. Fare una riflessione su quello schiaffo "architettonico", davvero indefinibile, ci obbligherebbe a severi giudizi su un periodo amministrativo
definito "era delle piazze" che qualifica i suoi fautori e, ma guarda un pò, tutta quella maggioranza di elettori "addomesticati" che ne hanno garantito per ben due legislature (fortunatamente
interrotte dal coraggio civile e politico  di Giommaria Deriu) la loro elezione . Come vedete la storia si ripete. Più sono incapaci ed incoerenti e più ricevono sostegno e consenso
! Ma questa è un' altra storia.... 



Gherradore 09/16/2011 12:34


Sono un Gherradore, ignorante, ma Gherradore. Sono uno che dice le cose come le sente e le vede. A mio modo naturalmente. Nel modo del Gherradore: duro e crudo e...ignorante. A me l' Adriano
nazionale mi fa un baffo in quanto ad ignorare. Se Lui è il re io sono il Dio degli ignoranti. Di quelli che le cose le ignorano, perchè non le vogliamo conoscere. Non ci importa un bel niente se
tutta la monumentistica ittirese va in malora. Per me sono delle cose vecchie, da distruggere, da cambiare, da rimodernare. La nostra città, che città è se utilizza le cose vecchie ? Dobbiamo
guardare avanti, volgere i nostri occhi lontano, verso il futuro. Verso quell' orizzonte distante ma raggiungibile che è il futuro dei nostri figli e nipoti. Siamo ancora ancorati al vecchio, all'
antico a quelle cose che tutti chiamano ricchezze del patrimonio artistico, monumentale e storico. Tutte balle ! Io asfalterei tutte le vie di Ittiri rendendole percorribili, comodo, silenziose,
che difendono gli ammortizzatori delle macchine, le ruote e la sicurezza dei motociclisti. La si deve smettere una volta per tutte di richiamare sempre la storia ogni qual volta si vuole
contrastare delle decisioni giuste e sacrosante che assume la giunta ed il sindaco. E gli alberi ? Quelli sono tutti da tagliare ed eliminare dalle pubbliche vie. Al loro posto metterei delle
transenne, ecco queste sì, richiamanti colorazione e motivi artistici antichi, all' ittirese. Così come sono nelle grandi città urbane del continente. Io sono un Gherradore. Uno che dice quello che
pensa. Sempre. Ignorantemente Gherradore senza se e senza ma. Sul tipo del ...se non ora quando. Ecco questa è la mia opinione. Se c'è qualcuno che ha il coraggio provi a smontarne il discorso.


Antonio Fadda 09/19/2011 21:49



Lasciando da parte le sciocchezze provocatorie di questo ignorante, per sua stessa ammissione, devo fare un aggiornamento di notizia relativa alla nostra denuncia sul pessimo trattamento che
questa impresa stà riservando alle nostre "pietre della memoria". In una libera e disinteressata discussione l' Assessore Peppino Fiori, uno degli unici che ha la capacità, l' intelligenza e la
modestia di scendere ogni tanto a terra per dare conto della sua attività al popolo, ci ha rassicurato sul fatto che il comune sta monitorando e controllando la metodologia nell' esecuzione dei
lavori al fine di salvaguardare il basolato. Si è posto e ci ha posto una domanda semplice: " possiamo noi giunta arrogarci il diritto di servire alcune zone dalla città a discapito di altre e
lasciarle senza questo servizio essenziale per il futuro  della città ? Si potrebbe anche fare e poi, a richiesta specifica, riprendere e completare i lavori, ma questo graverebbe ancora di
più in termini di costi sulla intera comunità ittirese. E questo non va bene." Ringraziamo l' Assessore Fiori per la sua chiarezza ed onestà nell' esplicitare con semplicità, da artigiano quale
è, la posizione della amministrazione comunale.


In quanto a questo ignorante che si definisce gherradore forse è meglio che vada leggermente affanghallà ibbudellàh fiz' è sagha bazzab !



Menagramo 09/14/2011 21:33


Caro totoi, difficilmente Ittiri si sveglierà da questo torpore indotto. Brava gente, intendiamoci, l' ittirese eh. Grandi lavoratori, sgobboni, affezionati alla loro città e al loro mestiere,
amanti delle cose belle, spendono e fanno circolare i soldi come nessun altro. Però in quanto ad assumersi responsabilità di carattere sociale, culturale, di difesa del patrimonio storico, nenache
a parlarne. Loro, gli ittiresi, hanno delegato il comune per queste "sciocchezze" ! Chiudono il convento con la complicità di chi dovrebbe invece difenderlo ? No problem, ci penserà il sindaco e la
giunta. Sfasciano continuamente tubature dell' acqua ? Boni, c'è il sindaco e la giunta. La città è poco o nulla illuminata ? E che ci vuole, ci pensa il sindaco. Sfasciano e riducono in briciole
le preziose pietre in trachite rossa nella zona storica della nostra città ? E chi non se ne frega, dovrebbe e ci penserà il sindaco e la giunta !
E che dianzinedda. Noi abbiamo altro per la testa !
Così hanno fatto per la pretura, per la sede dell' allora ufficio BPS, oggi equitalia. Per la chiusura dell' alivesi e per tante e tante altre strutture importanti che oggi avrebbe fatto comodo
avere non ultima una sede INPS (Thiesi c'è l' ha !).
Quindi il richiamo allo Svegliarsi non troverà sostegno. Sino alle prossime elezioni dove tutti direnno male al Sindaco Orani e tutti, puntualmente, gli daranno la maggioranza ! Viva Ittiri !