Felice Floris,leader del Movimento Pastori Sardi, chiama a raccolta gli allevatori ittiresi in previsione della Grande Manifestazione a Cagliari contro la Blu Tongue ed il "sistema complessivo".

Pubblicato il da Totoi Fadda

 

mariella-e-mps-copia-1.jpgVenerdì 18 ottobre 2013.

Presso il salone parrocchiale della Chiesa San Pietro in Vincoli ad Ittiri, si è tenuta l’assemblea del Movimento Pastori Sardi per discutere e decidere che cosa fare in merito alla Blue-Tongue che ha  già messo in ginocchio molte aziende agricole di allevamento bestiame.

Nella cittadina di Ittiri i focoloai sono abbastanza estesi e molti allevatori e le loro famiglie iniziano a sentire il peso economico di questi danni che immancabilmente si riversa su tutte le attività produttive ittiresi, già abbondantemente sull’ orlo dei fallimenti, e di conseguenza sull’ assetto economico e sociale della nostra comunità.

La preoccupazione del mondo delle campagne è dunque alta, l’epidemia non sta risparmiando nessun paese della Sardegna e ovunque sta portando disperazione , incertezza e preoccupazione. Disperazione nel vedere le proprie greggi in condizioni davvero pietose, incertezza su quale sarà il futuro produttivo e di benessere delle bestie sopravvissute e sul come reagiranno alla malattia, fortissime preoccupazioni sul fatto che le poche sopravvissute restino invalide e non siano più in grado di garantire o mantenere il livello di quantità e qualità nella produzione del latte.

Una certezza si è appalesata nel gremitissimo salone parrocchiale di Ittiri: il Movimento Pastori Sardi è convinto che vaccinare in piena epidemia sia totalmente sbagliato e che, nonostante tutti i danni causati nelle epidemie precedenti, si continui a ragionare in maniera sbagliata accanendosi sulla pecora, vittima sacrificale di sperimentazioni continue, e non sull’insetto vettore il vero responsabile di tutto questo immane e tragico disastro. La discussione ha affrontato anche i mancati pagamenti degli indennizzi, previsti dalla normativa, ma in particolare, come già sottolineato, alla mancata programmazione delle vacinazioni in tempo utile al fine di poter prevenire l’ espandersi della "Encefalopatia Spongiforme" ovicaprina, malattia conosciuta in europa da oltre due secoli, ma diagnosticata per la prima volta in Italia nel 1976. In Sardegna, tanto per dare una notizia compiuta, è stata diagnosticata nel  1955, in quel periodo storico furono rilevati 30 focolai con una media di 500 capi colpiti  ogni anno.

MELIS-AL-MPS.jpgA viva voce il leader dell’ MPS, Felice Floris, ha gridato che i responsabili di tutto questo disastro paghino per la loro negligenza e superficialità nell’ affrontare questo ormai annoso problema. Ci spiace constatare che ad oggi, nonostante le battaglie sostenute sul fronte sanitario e di prevenzione, ancora non si riesce a debellare tale malattia, pur sapendo che bastano alcuni semplici accorgimenti organizzativi che, se fatti preventivamente, possono far si che il vettore sia immune da tutto questo. Alcuni interventi di allevatori colpiti duramente dalla pandemia animale, hanno puntato il dito sui grandissimi interessi e di affari economici che ruotano attorno alla malattia che attirano, come le mosche appunto, le case farmaceutiche che “obbligano” gli organi preposti alla prevenzione ed alla salvaguardia della categoria, ad acquistare preventivamente un certo numero di vaccini senza neanche aver individuato quale sia il ceppo da combattere.

Insomma un affare di svariati milioni di euro si annida dietro questa “peste animale” che, come un qualsiasi turista è capitata, o è stata fatta “recapitare”, in Sardegna per completare un’ opera iniziata all’ indomani della firma dell’ autonomismo regionale che doveva assegnare alla nostra isola un ruolo strategico in virtù di quelle politiche strane e complottiste tutte italiane che hanno individuato la Sardegna come il luogo ideale per dare vita ad una Pattumiera Europea. Un contenitore di mondezze varie con il silenzio assenso di quelle forze politiche Sarde, sempre più divise e lacerate al loro interno, che girano volutamente la faccia dall’ altra parte.

Particolarmente interessante è stato l' intervento di Giommaria Melis del Comitato Artigiani e Commercianti di Ittiri che ha ribadito la vicinanza, la solidarietà e la comunaza delle ragioni della lotta che sono tutte in difesa delle categorie produttive della Sardegna di ogni categoria di lavoro e di tutte le arti ed i mestieri. Il Sindaco di Ittiri ha rappresentato, a nome della cittadinanza, la totale solidarietà della comunità locale ittirese agli allevatori Sardi.

Tantissimi sono stati gli interventi dei pastori che hanno denunciato un totale menefreghismo da parte della politica che è distante, forse troppo, dalle problematiche di questa categoria che rischia, se non si argina per tempo la pandemia animale, di scomparire.

Non è forse giunto il tempo di chiamare le cose con il proprio nome ed iniziare una Lotta Globale per la Sardegna buttando davvero a mare, non in senso figurato, tutti coloro che stanno avvelenando il nostro territorio ?  

 


 


Con tag Prima Pagina

Commenta il post