Fondato il Comitato degli Artigiani, Commercianti e delle attività Produttive di Ittiri e del circondario. Rilanciare l' artigianato per rilanciare l' economia di Ittiri con il contributo di tutti.

Pubblicato il da Totoi Fadda

 

Il documento (non ufficiale) che verrà esaminato dal neonato Comitato per il rilancio dell' artigianato e del commercio ad Ittiri e nei centri dell' interland, che segnerà, si spera,  l' inizio di una ripresa economica ed occupazionale della nostra comunità già da troppo tempo in forte agonia.

Una richiesta di collaborazione e di compartecipazione alla politica non solo locale ma anche a quella provinciale e regionale.

Venerdì 19 aprile la prima riunione fondativa del neonato Comitato che intende porre al centro della propria strategia l' interesse primario della città di Ittiri.

Con la rinascita e l' evoluzione in positivo dell' artigianato in generale, del commercio e di tutte le nostre attività produttive, non escluso il comparto dell' agroalimentare, si potrà uscire da questa grave crisi economica che tarderà ancora a risolversi visti gli ultimi sviluppi nel mondo della politica che non riesce a dare un governo all' Italia.

In esclusiva il documento strategico del Comitato.


 

La Crisi dei settori produttivi

 

Gli artigiani, i commercianti, gli esercenti unitamente a tutte le attività produttive dei vari settori presenti nella Città di Ittiri e nei comuni del territorio soffrono, così come in tutte le parti d' Italia, della profonda e grave crisi economica, iniziata con gradualità nel 1997 e inaspritasi nel corso di questi ultimi sette anni, che sta prosciugando totalmente e letteralmente i pochissimi risparmi a nostra disposizione.

Risorse, è bene dirlo, accantonate in tantissimi anni di duro lavoro e di intensa attività affrontando enormi sacrifici per difendere e mantenere in vita le nostre attività.

Crediamo sia giunto il momento non solo di avviare una seria e pacata discussione su che cosa dobbiamo e vogliamo fare nel prossimo futuro, ma di intraprendere tutte quelle azioni che ci consentano non solo per salvare le nostre aziende da sicuro fallimento, ma per salvaguardare i livelli occupazionali garantendo ai nostri dipendenti, che hanno come tutti noi una famiglia, di mantenere un tenore di vita accettabile.

Da queste esigenze e da tante altre motivazioni che man mano esporremo, prende corpo e consistenza questa nostra iniziativa che ha uno scopo ben preciso : cercare di risollevarci da questa sorta di rassegnazione depressiva e attivare tutte quelle iniziative che possano consentirci di dare una svolta radicale e positiva alla economia della nostra città, visibilmente in gravissima difficoltà, e dell' intero territorio.

Per fare questo è necessario confrontarsi e, con le testimonianze e le proposte di ognuno di noi, riuscire ad individuare una possibile via di uscita.

E' anche di vitale importanza che tutti noi, in questa prima Conferenza Fondativa del Comitato, esprima la propria opinione e proponga una ricetta, un consiglio, un proprio modo di intendere, lontana da interessi di parte o di categoria, che sia utile per il rilancio di tutti i settori produttivi ed economici con il coinvolgimento degli altri piccoli centri che ruotano attorno alla città di Ittiri.

Non è necessario avviare “guerre sante” contro qualcuno, è bene dirlo sin da subito, lo scopo principale è quello di cercare di rafforzare l' economia dell' intero territorio attraverso la creazione di quelle opportune difese e tutele che ci consentano di rilanciare le nostre attività distribuendo lavoro e benessere.

Per fare questo dobbiamo dare vita ad una “Piattaforma di Rilancio e Rivalorizzazione delle nostre Imprese” che, con la fattiva e piena collaborazione degli Enti Locali (Comune, Provincia e Regione) consenta a tutti di operare in assoluta sicurezza e tranquillità.

Il Comitato dovrà tenere sempre le porte aperte a tutte le istanze ed a tutte le richieste di aiuto o di offerta di collaborazione perchè il fine ultimo è il bene dell' intera collettività nella quale operiamo.

 


Fisco, Sanzioni, Pignoramenti e altro

 

Uno dei punti più spinosi ed urgenti che dovremo nei prossimi giorni e mesi approfondire ancora di più, riguarda la grave situazione in cui alcune nostre imprese versano schiacciate come sono fra la caduta verticale dell’attività lavorativa o di produzione e l’insostenibilità degli adempimenti fiscali e contributivi.

Ecco perchè crediamo sia necessario porre al centro della nostra discussione, inserendoli come punto preminente della piattaforma:


    • la moratoria fiscale,
  • l’abbattimento degli interessi,

  • l’eliminazione delle sanzioni,

  • le condizioni praticabili per la rateizzazione.

 

Crediamo sia urgente avviare una discussione con tutti gli Enti del Governo Locale e territoriale per attivare, sin da subito, le seguenti richieste:

 

  1. Il riconoscimento, da parte delle amministrazioni comunali e provinciale, per tutto il territorio dello stato di crisi immediata;

  2. Il congelamento delle cartelle Equitalia, pignoramenti e sfratti, per 3 anni, con 2 anni di effetto retroattivo;

  3. Blocco dei pagamenti mutui pagando solo gli interessi per 2 anni;

  4. Moratoria per 3 anni;

  5. Richiamo alle banche, perché non ci chiudano le porte in faccia adesso che abbiamo problemi;

  6. Istituzione di zona franca nell' ambito della nostra provincia essendo tra quelle con più problemi in ambito regionale;

  7. Mantenimento all' interno delle nostre città e comunità gli appalti pubblici da conferire, con regole e modalità da definire con l' Ente Locale; alle imprese del luogo;

  8. La creazione di “fondi di garanzia” o “fondi di solidarietà”, per sostenere le imprese esposte con Equitalia e le Banche.

 


Su Equitalia e Agenzia delle Entrate


Tutti noi che rappresentiamo quel variegato “popolo delle partite Iva” vogliamo certamente pagare le tasse e non dobbiamo, né è questa la nostra intenzione, cadere nella guerra tra poveri. Non dobbiamo dimenticare che circa 380.000 sardi, e tra questi dobbiamo purtroppo inserire anche alcuni appartenenti alle nostre categorie, sono sotto la soglia di povertà. Il 70% del nostro territorio è in mano alle banche e ad Equitalia. Abbiamo, stando alle ultime notizie apparse sulla stampa, il primato dei suicidi. Tutto questo non è solo frutto della sola crisi globale, ma dell' agire disinvolto e sbagliato che da oltre 20 anni la politica che conta, a tutti i livelli nessuno escluso, ha attivato. In questi venti anni sono stati dati dei super poteri al fisco ed Equitalia. E tutti noi sappiamo a quale parte politica dobbiamo questa macelleria sociale. L’agenzia delle entrate assieme ad equitalia in Sardegna, sono andate oltre i loro compiti istituzionali facendo abusi a tutti noi cittadini e contribuenti. Non hanno saputo gestire e applicare correttamente le leggi che disciplinano il loro legittimo esercizio per il raggiungimento delle loro finalità di accertamento e riscossione dei tributi e tasse che giustamente vanno pagate. Tra le tante cose che evidenziamo c’è il modo di agire di Equitalia Sardegna che ha sbandierato un incremento di + 25% di iscrizioni a ruolo rispetto alla media italiana del 12%.

L’ente di riscossione dice che applica solo la legge ma di fatto paradossalmente nei piani di rateizzazione da perizie effettuate hanno superato il tasso della soglia di usura. Inoltre agiscono con messi notificatori irregolari con una colossale evasione contributiva a danno dell’Inps e dei contribuenti. Tantissime le segnalazioni di contribuenti che segnalano ipoteche e fermi amministrativi per tributi prescritti e già pagati. Equitalia è uno strumento sbagliato che sta creando il deserto economico in Sardegna perciò chiediamo alla politica colta, che conta, dei piani alti, di non essere più complice di questo crimine.

 


Rilancio del Settore


Uno dei settori trainanti dell' economia ittirese e dei piccoli comuni del nostro vasto territorio è legato all' edilizia. Si è potuto osservare che con l' espandersi dell' edilizia vengono coinvolti tutti gli altri settori ad essa correlati e, a seguire tutto il commercio e la grande distribuzione. Riteniamo quindi sia di urgente necessità il sostegno concreto, in termini di decisioni coraggiose in ogni centro della nostra provincia, alle nostre imprese edili attraverso la predisposizione di quegli interventi di risanamento urbano, della realizzazione e riqualificazione della viabilità interna e campestre e deliberando con urgenza sulla necessità del recupero totale e della rivalorizzazione dei nostri centri storici che, da una parte consentirebbero ai cittadini di accedere a case con affitti accessibili, ad altri di acquistare e nel contempo rilanciare, sotto il profilo storico e turistico i centri urbani di maggior pregio storiografico. Analizzando i dati raccolti in una dettagliata inchiesta, curata da una confederazione di categoria della Sardegna, emerge che l’Artigianato svolge un ruolo di primo piano nell’economia delle nostre comunità . L' Artigianato ed il commercio è sempre stato il settore economico che più di altri ha contribuito nel corso degli anni alla crescita economica ed occupazionale che si è verificata non solo nella nostra regione ma nella intera provincia di Sassari.
Il nostro settore è sempre stato una realtà produttiva diffusa e di grande peso sul piano produttivo e occupazionale, ma forse troppo fragile ed esposto agli andamenti della economia globale. Si rende quindi necessario rivedere quale possa essere nel prossimo futuro l’incidenza ed il peso delle agevolazioni, che va interpretata come effetto di una positiva legislazione regionale, ma che comunque suggerisce una migliore articolazione dell’intervento pubblico per favorire una crescita più autopropulsiva delle nostre aziende e imprese.

 


La Zona Franca una opportunità da non perdere


In quest'ultimo periodo si parla tanto, e non a torto, di attuazione della zona franca in Sardegna. Anche il nostro comune nella delibera del 28 marzo 2013 ha deliberato a favore , ma cosa è la zona franca e quali benefici può portare ai sardi e alla Sardegna ?

Con il termine zona franca si intende un'area, geograficamente o amministrativamente definita, al cui interno le attività produttive sono assoggettate ad un regime particolare in materia doganale e fiscale. Si tratta, in pratica, di un’area di fiscalità di vantaggio.

 

Perché la zona franca.

L’istituzione della zona franca comporta uno sgravio dei costi a carico delle imprese e, pertanto, uno sviluppo degli investimenti a favore dell’intera comunità. In particolare, all’interno di una zona franca possono essere assenti o ridotte le tariffe doganali, applicati incentivi fiscali, deregolamentazioni contrattuali e contributive. Non graverebbero, sia sui consumatori che sulle imprese, oneri per dazi doganali, Iva e accise.
Attualmente sono presenti zone franche in gran parte dei Paesi del mondo, Europa e Stati Uniti compresi. Esistono diverse tipologie di zone franche, differenti a seconda delle caratteristiche e necessità dell’area in cui sono state create. In ogni caso, la zona franca nasce con l’intento di favorire l’emersione dell’imprenditoria locale ed attrarre capitali dall’esterno. Il risultato è quello di una riqualificazione della regione sia in termini di sviluppo economico che tecnologico e scientifico.
Per quanto riguarda la Comunità Europea, il regolamento che ha introdotto i Codici Doganali Comunitari (Reg. CEE 2913/92), ancora in vigore, prevede che gli Stati Membri possono destinare alcune parti del territorio a zona franca.

 

Zona franca in Sardegna.

Lo Statuto speciale della Regione Sardegna, introdotto con la Legge Costituzionale n. 3 del 1948, all’articolo 12 prevede “Saranno istituiti nella Regione punti franchi”.
Abbiamo però dovuto attendere il 1998 perché venissero istituite, con decreto legislativo, le Zone Franche nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme e Arbatax.

Negli ultimi mesi altri Comuni hanno espresso la volontà di usufruire degli stessi vantaggi e molti hanno già provveduto a deliberare l’istituzione della zona franca nel proprio territorio. E’ il caso, per citarne alcuni, di Oristano, Carbonia, Santa Giusta, Oliena, Portuscuso e Ittiri. Ma l’intento rimane quello di realizzare un’unica zona franca estesa a tutta la Sardegna.

 

Prospettive future.

Il 24 giugno 2013 entrerà in vigore il nuovo Codice Doganale Comunitario il quale, in virtù di quanto stabilito dal trattato di Lisbona, fa divieto di istituire nuove zone franche, in quanto considerate aiuti di stato distorsivi del mercato. Per la Sardegna, potrebbe trattarsi dell’ultima occasione per uscire dalla crisi, creare nuove opportunità di sviluppo e occupazione.
Questo spiega la necessità di sensibilizzare sulla questione sia i cittadini che le Istituzioni pubbliche, affinché venga realizzata al più presto una zona franca che comprenda tutta l’Isola.

Questo Comitato intende dare il proprio contributo in termini di partecipazione e di sostegno affinchè venga realizzata, su tutto il territorio della nostra Isola, la Zona Franca che può contribuire al rilancio delle nostre aziende e di tutte quelle realtà produttive presenti.

 

Unità di intenti e di Proposte

Questa prima riunione, che abbiamo definito “Fondativa”, ha lo scopo principale di raccogliere tutte le proposte, le idee, i punti di vista di tutti gli operatori dell' imprenditoria ittirese e del territorio che dovranno formare la base solida su cui fondare le nostre prossime azioni. Ormai è sotto gli occhi di tutti, Ittiri così come tutti i comuni limitrofi, soffrono a causa di questa grave crisi. Non vengono fatti più appalti pubblici ai quali poter partecipare e quando ci sono veniamo, il più delle volte, esclusi e rimpiazzati da imprese “foranee” che si appropriano, certo in modo legale per carità, le risorse economiche dei nostri Enti Locali; assumono la propria manodopera fidelizzata ed escludono i nostri concittadini disoccupati privandoli, con questo sistema, della possibilità di veicolare quelle risorse economiche a favore ed a beneficio delle nostre attività commerciali ed imprenditoriali. Le famiglie hanno abbandonato se non prosciugato del tutto i propri risparmi e non possono più permettersi di avviare quei lavori di ristrutturazione, che avevano cadenze quinquennali e decennali a seconda dei lavori, che rappresentavano un polmone d' ossigeno a tutte le nostre imprese artigianali, dall' edilizia alla falegnameria, dalla lavorazione del ferro al vetro ed a tutto l' indotto produttivo legato al mondo dell' edilizia in generale.

Che fare dunque ?

Intanto parliamone, confrontiamo le nostre idee e punti di vista e in seguito elaboriamo strategie e comportamenti affinchè le cose possano cambiare. Con il contributo di tutti noi, indistintamente, crediamo sia possibile far rinasce la nostra economia locale; rilanciare tutte le attività produttive presenti ad Ittiri e nei comuni del nostro vasto territorio; dare sbocchi occupazionali ai nostri concittadini.

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