Francesco Cossiga, un Sardo.

Pubblicato il da Antonio Fadda

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Francesco Cossiga, tiu Frantziscu per i Sardi, è nato a Sassari il 26 luglio 1928 è un politico, giurista e docente italiano, ottavo presidente della Repubblica dal 1985 al 1992 quando assunse, di diritto, l'ufficio di senatore a vita. A seguito di un decreto del presidente del Consiglio dei ministri può fregiarsi del titolo di presidente emerito della Repubblica Italiana.

È stato ministro dell'interno, contestassimo da chi scrive, nel Governo Andreotti III dal 1976 al 1978, quando si dimise in seguito all'uccisione di Aldo Moro. Dal 1979 al 1980 fu presidente del Consiglio dei ministri e fu presidente del Senato della Repubblica nella IX legislatura dal 1983 al 1985, quando lasciò l'incarico perché fu eletto al Quirinale. Iniziato il mandato all'età di 57 anni, è il presidente della Repubblica eletto alla più giovane età; è inoltre tuttora, fra gli ex presidenti della Repubblica viventi quello più giovane anagraficamente (per anno di nascita).[1]

Il 9 agosto è stato ricoverato per problemi respiratori in rianimazione al Policlinico Gemelli: in serata visto che le sue condizioni si sono fortemente aggravate Mons. Paglia gli ha dato il sacramento dell'unzione dei malati e degli infermi.

Il suo partito politico era la Democrazia Cristiana

Mandato dal 3 luglio 1985 al 28 aprile 1992 (dimesso)

Elezione 24 giugno 1985
1° scrutinio con 752 voti su 977

Titolo di studio dottore in giurisprudenza

Professione professore universitario di diritto costituzionale e politico

Coniuge Giuseppa Sigurani

Vicepresidente Predecessore Sandro Pertini Successore Oscar Luigi Scalfaro

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Iscritto alla sezione sassarese della Democrazia Cristiana a 17 anni, conseguì la maturità in anticipo e si iscrisse al corso di laurea in giurisprudenza, per laurearsi, a soli vent'anni, nel 1948, iniziando una carriera universitaria che gli sarebbe in seguito valsa la cattedra di diritto costituzionale dell'Università di Sassari. In quegli anni ha fatto parte della FUCI con ruoli di primo piano nella FUCI di Sassari e a livello nazionale.[2]

Alla fine degli anni cinquanta, ancora trentenne, iniziò la sua folgorante carriera politica a capo dei cosiddetti giovani turchi sassaresi: eletto deputato per la prima volta nel 1958 divenne poi il più giovane sottosegretario alla difesa nel terzo governo Moro (23 febbraio 1966)[3] il più giovane ministro degli Interni (il 12 febbraio 1976, a 48 anni), il più giovane presidente del Senato (12 luglio 1983, a 55 anni) e, infine, il più giovane inquilino del Quirinale, dove arrivò, a 57 anni non ancora compiuti, il 24 giugno del 1985, con una vasta maggioranza alla prima votazione.


I primi anni al Viminale

L'11 marzo 1977, nel corso di durissimi scontri tra studenti e forze dell'ordine nella zona universitaria di Bologna venne ucciso il militante di Lotta continua Pierfrancesco Lorusso; alle successive proteste degli studenti, Cossiga, allora titolare del Ministero dell'interno, rispose mandando veicoli trasporto truppa blindati (M113) nella zona universitaria[4]. A seguito di ciò - ed a seguito della morte per colpi d'arma da fuoco della militante di sinistra romana Giorgiana Masi sul Ponte Garibaldi - il suo nome venne scritto dagli studenti, per protesta, storpiandolo: con una kappa iniziale ed usando la doppia esse delle SS naziste.

Nel gennaio 1978 riformò i servizi segreti dando loro la configurazione che avrebbero mantenuto fino alla successiva riforma del 2007, e creò i reparti speciali della Polizia NOCS e dei Carabinieri GIS.

 

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Il caso Moro

Nel marzo 1978, quando fu rapito Aldo Moro dalle brigate rosse, creò rapidamente due "comitati di crisi", uno ufficiale e uno ristretto, per la soluzione della crisi.

Molti fra i componenti di entrambi i comitati sarebbero in seguito risultati iscritti alla P2; ne faceva parte lo stesso Licio Gelli sotto il falso nome di ingegner Luciani. Tra i membri anche lo psichiatra e criminologo Franco Ferracuti. Cossiga richiese ed ottenne l'intervento di uno specialista americano, il professor Steve Pieczenik, il quale partecipò ad una parte dei lavori.

Circa la presunta fuga di notizie per la quale le BR parevano a conoscenza di quanto si discutesse nelle stanze riservate, Pieczenik ebbe ad affermare nel 1994 che aveva via via richiesto di ridurre progressivamente il numero dei partecipanti alle riunioni. Rimasti solo Pieczenik e Cossiga, affermò lo statunitense «la falla non accennò a richiudersi». Cossiga in seguitò non smentì, ma parlò di «cattivo gusto».

Non fu mai aperta alcuna trattativa con i sequestratori per il rilascio di Moro, il quale dalla sua prigionia scrisse a Cossiga dicendogli che «esiste un problema, postosi in molti e civili paesi, di pagare un prezzo per la vita e la libertà di alcune persone estranee, prelevate come mezzo di scambio. Nella grande maggioranza dei casi la risposta è stata positiva ed è stata approvata dall'opinione pubblica».

Cossiga diede le dimissioni da ministro dell'Interno in seguito al ritrovamento del cadavere del presidente della DC in via Michelangelo Caetani. Al giornalista Paolo Guzzanti disse: «Se ho i capelli bianchi e le macchie sulla pelle è per questo. Perché mentre lasciavamo uccidere Moro, me ne rendevo conto. Perché la nostra sofferenza era in sintonia con quella di Moro».


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La presidenza del Consiglio dei ministri

Appena un anno dopo, il 4 agosto 1979, fu nominato presidente del Consiglio dei ministri rimanendo in carica fino all'ottobre del 1980.

Cossiga come presidente del consiglio fu proposto dal PCI per la messa in stato di accusa da parte del Parlamento, in votazione in seduta comune, con una procedura conclusasi con l'archiviazione nel 1980, l'accusa era di favoreggiamento personale e rivelazione di segreto d'ufficio.

 

Cossiga fu sospettato di aver rivelato a un compagno di partito, il senatore Carlo Donat Cattin, che suo figlio Marco era indagato e prossimo all'arresto, essendo coinvolto in episodi di terrorismo, suggerendone l'espatrio.

Il Parlamento in seduta comune ritenne però manifestamente infondata l'accusa, che era stata fatta procedere da parte della magistratura di Torino in seguito alle dichiarazioni del terrorista pentito Roberto Sandalo (Sandalo, soprannominato il "piellino canterino" perché fu uno dei primi pentiti dell'organizzazione terroristica Prima linea, aveva infatti riferito che in una conversazione con Marco Donat Cattin quest'ultimo gli avrebbe parlato dell'imminenza del suo arresto, appresa da fonti vicine al padre).

Nel denunciare il favoreggiamento personale il PCI guidato da Enrico Berlinguer fu assai deciso nel ritenere che Cossiga fosse la fonte della fuga di notizie sulle indagini sui terroristi. Una possibile spiegazione di tanta certezza è offerta dalla nuova ricostruzione della vicenda offerta in un libro[5] e confermata in un'intervista del 7 settembre 2007 dallo stesso Cossiga ad Aldo Cazzullo del Corriere della sera: Cossiga ha infatti ammesso (vent'anni dopo i fatti con il reato ormai caduto in prescrizione) parte dell'addebito, ma - soprattutto - ha rivelato che lui stesso informò il cugino Berlinguer del fatto, attendendosi comprensione ed ottenendo invece che la notizia venisse utilizzata per una battaglia politica contro di lui.

Dopo un periodo di allontanamento dalla vita pubblica[6], nel 1983 fu eletto Presidente del Senato della Repubblica.

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      Nella foto Antonio Segni e Cossiga ad Ittiri

 

La Presidenza della Repubblica

Nel 1985 divenne l'ottavo presidente della Repubblica Italiana, succedendo a Sandro Pertini. Per la prima volta nella storia repubblicana, l'elezione avvenne al primo scrutinio, con una larga maggioranza (752 su 977 votanti): Cossiga ricevette il consenso oltre che della DC anche di PSI, PCI, PRI, PLI, PSDI e Sinistra indipendente.

La presidenza Cossiga fu sostanzialmente distinta in due fasi quasi eterogenee. Assai rigoroso nell'osservanza delle forme dettate dalla Costituzione (essendo peraltro docente di diritto costituzionale) fu il classico presidente notaio nei primi cinque anni di mandato. Unico indizio della sua futura posizione di denuncia delle reticenze del sistema politico fu la sua insistente richiesta di chiarire il ruolo del Capo dello Stato nel caso di conferimento dei poteri di guerra al Governo: ne derivò la nomina della Commissione Paladin.

La caduta del muro di Berlino segnò l'inizio della seconda fase. Secondo Cossiga la fine della guerra fredda e della contrapposizione di due blocchi avrebbe determinato un profondo mutamento del sistema politico italiano che nasceva da quella contrapposizione ed era a quella funzionale. La DC e il PCI avrebbero dunque subito gravi conseguenze da questo mutamento, ma Cossiga sosteneva che i partiti politici e le stesse istituzioni si rifiutavano di riconoscerlo. Iniziò quindi una fase di conflitto e polemica politica, spesso provocatoria e volutamente eccessiva, e con una fortissima esposizione mediatica (fu detto il «grande esternatore»), al solo scopo di dare delle «picconate a questo sistema»[7], che perciò valsero a Cossiga negli ultimi due anni di mandato l'appellativo di «picconatore»[8].

Rimonta a quest'epoca l'abbandono, da parte sua, di uno dei più antichi tabù della politica democristiana, cioè quello che esorcizzava l'esistenza di illeciti: conformemente alla formazione "tavianea"[9] della sua iniziale carriera politica, egli tenne moltissimo a dimostrare (quasi "pedagogicamente") agli italiani i costi che in termini di legalità avrebbe sostenuto il mantenimento della pace pubblica durante il cinquantennio in cui in Italia vi era il più forte partito comunista d'Occidente[10]. Per converso, la caduta del muro di Berlino - da lui percepita come svolta epocale prima di molti altri statisti italiani, tanto da essere stato l'unico politico romano a presenziare alla prima seduta del Bundestag dopo la riunificazione nel 1990 - fu per lui la vera giustificazione della riduzione dei margini di tolleranza dell'alleato nordamericano verso la classe politica italiana della "Prima Repubblica": si tratta di una tolleranza che lui percepì scemare quando la CIA interferì pesantemente (ed infruttuosamente) nelle vicende politiche delle massime istituzioni italiane, nel 1989, tentando di impedire l'ascesa di Giulio Andreotti a palazzo Chigi, probabilmente a causa della sua politica filoaraba[11].

Tra le esternazioni del presidente, vi fu quella contro il magistrato Rosario Livatino, definito sprezzantemente giudice ragazzino. Livatino fu assassinato dalla mafia nel 1990.

Cossiga si dimise dalla presidenza della Repubblica il 28 aprile 1992, a due mesi dalla scadenza naturale del mandato, annunciando le sue dimissioni con un discorso televisivo che tenne simbolicamente il 25 aprile. Fino al 25 maggio, quando al Quirinale fu eletto Oscar Luigi Scalfaro, le funzioni presidenziali furono assolte, come previsto dalla Costituzione, dall'allora presidente del Senato, Giovanni Spadolini.

 

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Cossiga e Gladio

Nel 1966, quando entrò per la prima volta al governo, Cossiga ricevette la delega, come Sottosegretario alla Difesa, a sovrintendere Gladio, sezione italiana di Stay Behind Net, organizzazione segreta dell'Alleanza Atlantica (di cui facevano parte anche Austria e Svezia).

Le asserite responsabilità di Cossiga nei confronti di Gladio furono confermate dal medesimo interessato che, ancora presidente, ebbe a chiedere (il 21 novembre 1991, all'indomani della sentenza di incompetenza con cui il giudice Felice Casson aveva trasmesso gli atti su Gladio alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Roma) di essere processato e a definirsene «l'unico referente politico», precisando di «essere stato perfettamente informato delle predette qualità della struttura». Sono differenti le versioni sui motivi che indussero l'allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti a divulgare la struttura segreta di Gladio:

  1. Paolo Guzzanti, nel suo libro Cossiga, un uomo solo (Rizzoli, 1991) dedica un capitolo («La fiaba del giudice, del gatto e del primo ministro») alla chiave interpretativa di fonte cossighiana: la richiesta del giudice che indagava sulla strage di Peteano, Felice Casson, di accedere agli archivi del SISMI a Forte Braschi, sarebbe stata inopinatamente accolta dal presidente del consiglio Giulio Andreotti per dare luogo ad un regolamento di conti con il Capo dello Stato, da poco esternatore assai sgradito alla maggioranza DC;
  2. lo stesso Cossiga, in una sua autobiografia, La versione di K (Rizzoli, 2009), scrive, riferendosi ad Andreotti: "Mi ha risposto che, ormai caduto il Muro di Berlino, non vi era più alcuna ragione per non raccontare come stavano davvero le cose. Tanto più, aggiunse, che aveva concesso al pm veneziano Felice Casson (…) il permesso di andare a vedere negli archivi dei Servizi Segreti: a quel punto c'era poco da sperare che non avrebbe ricostruito tutto" (pag. 158).

Vi sono state differenti valutazioni politiche sul suo coinvolgimento nella vicenda di Gladio.

Mentre Cossiga ha recentemente dichiarato che sarebbe giusto riconoscere il valore storico dei gladiatori così come avvenne per i partigiani, il presidente della Commissione Stragi Giovanni Pellegrino ebbe a scrivere: «[...] se in sede giudiziaria un'illiceità penale della rete clandestina in sé considerata è stata motivatamente e fondatamente negata, non sono state affatto escluse possibili distorsioni dalle finalità istituzionali dichiarate della struttura, che ben possono essere andate al di là della sua già evidenziata utilizzazione a fini informativi...».

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La richiesta di messa in stato di accusa

Il 6 dicembre 1991 fu presentata in parlamento da parte dell'allora minoranza la richiesta di messa in stato di accusa per Francesco Cossiga[12].

Tra i firmatari delle mozioni vi erano Ugo Pecchioli, Luciano Violante, Marco Pannella, Nando Dalla Chiesa, Giovanni Russo Spena, Sergio Garavini, Lucio Libertini, Lucio Magri, Leoluca Orlando, Diego Novelli.

Il comitato parlamentare ritenne tutte le accuse manifestamente infondate, come si legge negli atti parlamentari del 12 maggio 1993.
La Procura di Roma richiese l'archiviazione a favore di Cossiga il 3 febbraio 1992 e l'8 luglio 1994 la richiesta fu accolta dal tribunale dei ministri.

Cossiga scrisse: "il Partito comunista sapeva dell'esistenza di un'organizzazione segreta con le caratteristiche di Gladio. Lo dico perché ne fui informato da Emilio Taviani. (…) Perché i comunisti lanciarono comunque quella campagna e perché inserirono i fatti di Gladio tra le accuse che portarono alla richiesta di incriminazione nei miei confronti? Credo di avere la risposta. Quello dei comunisti fu fuoco di controbatteria: era da poco crollato il Muro di Berlino e temevano che potessero arrivare da quella parte notizie di chissà che genere sul loro conto; quindi, per evitare di trovarsi in imbarazzo, cominciarono a sparare nel mucchio. E io, (…) fui colpito per primo in quanto presidente della Repubblica" (Francesco Cossiga, La versione di K, pag. 159).

 

XIII Legislatura

Sfaldatasi la DC ed essendosi i suoi esponenti divisi fra i due poli di centrosinistra e centrodestra, Cossiga decise in un primo momento di ritirarsi dall'attività di partito e di svolgere soltanto l'attività di senatore a vita. Successivamente, nel febbraio del 1998, diede vita ad una nuova formazione politica, l'UDR (Unione Democratica per la Repubblica), con l'intenzione di costituire un'alternativa di centro e ricompattare le forze ex-democristiane.

L'UDR raccolse l'adesione dei Cristiani Democratici Uniti di Rocco Buttiglione e di Clemente Mastella, alla guida di un gruppo di scissionisti del Centro Cristiano Democratico.

Quando Rifondazione comunista fece mancare il suo appoggio al governo Prodi I, che venne battuto alla Camera per un voto, Cossiga fu determinante per la formazione del governo D'Alema I. Il suo appoggio venne deciso, come Cossiga spiegò in una conferenza stampa [2] all'uscita dalle consultazioni con il presidente Scalfaro, per sancire irrevocabilmente la fine della conventio ad excludendum nei confronti del PCI. Massimo D'Alema fu il primo presidente del Consiglio a provenire dalle file dell'ex PCI. Per l'occasione Cossiga regalò al novello capo del Governo in Parlamento un bambino di zucchero, ironizzando un desueto luogo comune su usanze cannibalistiche dei comunisti. Nel frattempo il senatore Marcello Pera gli lanciava epiteti come discendente di barbaricini, briganti e rapitori, a cui Cossiga rispondeva ricordando le proprie origini familiari "contrariamente a chi ha un cognome di cosa, come si usava dare alle famiglie la cui origine era ignota".

 

XIV Legislatura

Dopo un anno di vita, l'UDR si sciolse e larga parte di essa confluì nel nuovo soggetto politico creato da Clemente Mastella, l'UDEUR. Cossiga vi aderì in maniera puramente simbolica, per fuoriuscirne definitivamente il 6 novembre 2003, quando abbandonò, al Senato, il gruppo misto per iscriversi al gruppo per le autonomie.

Nel giugno 2002 ha annunciato le dimissioni da senatore a vita, che peraltro non ha presentato.

XV Legislatura

Attualmente Cossiga collabora attivamente con diversi quotidiani, scrivendo anche sotto lo pseudonimo "Franco Mauri" per Libero e "Mauro Franchi" per Il Riformista. Alla fine del 2005 ha pubblicato sul quotidiano Libero una lettera nella quale ha annunciato di non volersi più occupare attivamente della politica italiana, ma non pare avervi dato pienamente seguito.

Il 19 maggio 2006 ha votato la fiducia al governo Prodi II.

Il 27 novembre 2006 ha presentato al presidente del Senato, Franco Marini, le dimissioni da senatore a vita, ritenendosi «ormai inidoneo ad espletare i complessi compiti e ad esercitare le delicate funzioni che la Costituzione assegna come dovere ai membri del parlamento nazionale». Le dimissioni sono state respinte dal Senato in data 31 gennaio 2007: il numero dei senatori contrari alle dimissioni è stato di 178, i favorevoli 100 e gli astenuti 12.

L'intera vicenda si è sviluppata in seguito a un'interpellanza parlamentare del mese di novembre 2006 nella quale il presidente emerito richiedeva al ministro dell'Interno Giuliano Amato di chiarire i motivi del pagamento di due giornalisti da parte del dipartimento della Pubblica sicurezza, diretto dal prefetto Giovanni De Gennaro. Data la non immediata disponibilità a chiarire direttamente la vicenda da parte del ministro Amato, in aula venne letta una risposta scritta da De Gennaro. Non condividendo il comportamento tenuto dal Ministro, Cossiga ribatteva con una delle sue note picconate: «[Ha preferito rispondere] lo scagnozzo di quel losco figuro (tale Roberto Sgalla) del capo della Polizia che si chiama Gianni De Gennaro [...]». Nella stessa data, prima del voto di cui sopra, Francesco Cossiga ha presentato pubbliche scuse allo stesso De Gennaro.

Il 6 dicembre 2007 è stato determinante per salvare dalla crisi il governo Prodi, con il suo sì al decreto sicurezza, sul quale l'esecutivo aveva posto il voto di fiducia.

Sempre nel 2007 è stato componente del comitato promotore del pensiero di Antonio Rosmini, in occasione della sua beatificazione avvenuta il 18 novembre 2007.

XVI Legislatura

Nel 2008 Cossiga ha votato la fiducia al governo Berlusconi IV; in precedenza aveva votato la fiducia a Berlusconi un'altra volta, nel 1994 (governo Berlusconi I).

Il 23 ottobre 2008, in un'intervista al Quotidiano Nazionale, propone al Ministro dell'Interno Maroni la sua soluzione per contenere il dissenso universitario nei confronti della legge 133/2008: evitare di chiamare in causa la polizia, ma screditare il movimento studentesco infiltrando agenti provocatori, e solo allora, dopo i prevedibili disordini, "le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale". Nell'affermare ciò Cossiga sostiene che il terrorismo degli anni '70 era partito proprio dalle università, e conferma di avere già attuato una strategia simile quando egli stesso era stato Ministro dell'Interno[13]. In seguito a questa intervista Alfio Nicotra, della direzione nazionale del Prc e responsabile del Dipartimento Pace e Movimenti del Prc ha chiesto di riaprire l'inchiesta sulla morte di Giorgiana Masi, uccisa in circostanze non ancora chiarite durante una manifestazione nel 12 maggio 1977, periodo nel quale stesso Cossiga era ministro dell'Interno[14]. Inoltre la senatrice Donatella Poretti (Radicale eletta nelle file del PD) ha deciso di depositare un disegno di legge per l'istituzione di una commissione d'inchiesta sull'omicidio della Masi.


Onorificenze italiane

 

Capo e Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana

— Roma, dal 3 luglio, 1985 al 28 aprile, 1992 in qualità di Presidente della Repubblica

 

Capo dell'Ordine militare d'Italia

 

Capo dell'Ordine della Stella della Solidarietà Italiana

 

Capo dell'Ordine al Merito del Lavoro

 

Capo dell'Ordine di Vittorio Veneto

Gran Croce al merito della Croce Rossa Italiana

 

Onorificenze straniere

 

Cavaliere di Gran Croce, con Placca d'Oro, decorato del Collare dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio

 

Balì di Gran Croce di Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta

 

Collare dell'Ordine al Merito Melitense (Malta)

 

Collare dell'Ordine Piano (Città del Vaticano)

 

Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)

 

Gran Croce dell'Ordine di San Marino (Repubblica di San Marino)

 

Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)

 

Gran Croce dell'Ordine di San Michele e San Giorgio (Regno Unito)

 

Collare dell'Ordine dei Serafini (Svezia)

 

Collare dell'Ordine al Merito della Repubblica di Polonia (Polonia)

 

Croce di Comandante con Stella dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia)

 

Collare dell'Ordine del Liberatore (Venezuela)

 

Collare dell'ordine della Croce del Sud

 

Collare dell'Ordine del Sole del Perù (Perù)

 

Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo)

 

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Cristo (Portogallo)

 

Collare dell'Ordine del liberatore San Martín (Argentina)

 

Collare dell'Ordine della Sovranità di Mohammed (Marocco)

 

Collare dell’Ordine dell'Indipendenza (Qatar)

 

Collare dell'Ordine al merito del Cile (Cile)

 

Collare dell'Ordine di Re Hussein (Giordania)

 

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)

 

Classe speciale della Gran Croce dell'Ordine al Merito Federale (Germania)

 

Gran Cordone dell'Ordine del 7 novembre (Tunisia)

 

Cavaliere di I Classe dell'Ordine della Bandiera d'Ungheria (Ungheria)

 

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Orange-Nassau (Paesi Bassi)

 

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Dannebrog (Danimarca)

 

Cavaliere di Gran Croce della Corona di Quercia (Lussemburgo)

 

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Falcone (Islanda)

 

Gran Croce dell'Ordine di Re Tomislavo di Croazia

  • Gran Croce dell'Ordine al Merito (Rep. Egitto)

Grand’Ufficiale dell’Ordine dell’Aquila Azteca (Messico)

  • Rajà nell'Ordine Sikatuna (Filippine)
  • ===============================================================================

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  • È parente di Enrico e Giovanni Berlinguer (figli di una cugina della madre di Cossiga).[15]
  • Nonostante egli sia comunemente chiamato "Cossìga", la pronuncia originaria del cognome è "Còssiga": si tratta d'un casato sardo - di nobiltà di toga, che a suo dire aveva esponenti collegati ad una loggia massonica locale[senza fonte] -; il cognome significa "Còrsica", e indica provenienza della famiglia da quell'isola[16].
  • È Capitano di fregata per nomina presidenziale, ma è più noto per il suo precedente grado di Capitano di corvetta, sempre conseguito con provvedimento di un Capo dello Stato; il fatto emerse pubblicamente quando nelle lettere di un magistrato suicida, il cagliaritano Lombardini, vi si alluse come ad un soprannome usato dei fidatissimi del circolo presidenziale[17]: ossequioso delle regolamentazioni interne alla gerarchia della Marina (che prevedono l'autorizzazione del superiore gerarchico per assumere incarichi pubblici, per l'ufficiale in servizio), il giorno del suo insediamento deviò il corteo presidenziale - che da Montecitorio saliva al colle del Quirinale - per raggiungere l'edificio del Ministero della Marina dove, in divisa da Capitano di fregata chiese al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare l'autorizzazione a rivestire la carica di Capo dello Stato.
  • È membro del comitato esecutivo dell'Aspen Institute Italia.
  • È frequentatore assiduo della biblioteca della facoltà di teologia valdese a Roma.
  • È titolare di stazione di radioamatore con il nominativo I0FCG[18]. Durante il suo mandato presidenziale trasferì la sua stazione al Quirinale; dopo il mandato, ha ripetutamente mostrato la stazione alla TV.
  • Nel 2007 ha costituito un comitato civico per onorare la memoria del prete roveretano, Antonio Rosmini. Di questo comitato fanno parte Giulio Andreotti, Gianni Letta, Franco Marini e il giornalista Giuseppe De Rita.
  • Nel 2008 ha accettato la presidenza del Comitato "Matti per Salemi", proposta dal sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi.
  • Ha conseguito la maturità liceale all'età di 16 anni e la laurea in giurisprudenza a soli 19 anni e mezzo[19].
  • Ha ottenuto dalla Sacra Rota la dichiarazione di nullità del suo matrimonio con Giuseppa Sigurani (durato 33 anni)[20].

Opere

  • I diritti umani e la loro protezione. La convenzione europea, con Carlo Russo, Giuseppe Sperduti, Marc-Andre Eissen, Fausto Pocar, Roma, Società Italiana per la Organizzazione Internazionale, 1986.
  • Note sulla libertà di espatrio e di emigrazione. Sassari, 1953-Napoli, 1990, Napoli, Università degli studi di Napoli Federico II, 1990.
  • Externator. Discorsi per una repubblica che non c'è, Milano, A. Mondadori, 1992.
  • Parola di Cossiga. Così il presidente ha parlato, Milano, Polypress, 1992.
  • Parole inutili (forse), Roma, Colombo, 1992.
  • Il torto e il diritto. Quasi un'autobiografia personale, Milano, A. Mondadori, 1993.
  • Pensieri in libertà. Ma secondo un criterio. Sei interviste, Roma, Colombo, 2000.
  • La passione e la politica, Milano, Rizzoli, 2000.
  • Francesco Cossiga (a cura di), Sir Thomas More, santo e martire. Patrono dei governanti e dei politici. Raccolta documentale, Roma, Colombo, 2001.
  • Discorso sulla giustizia, Macerata, Liberilibri, 2003.
  • La guerra versus l'Irak. Luci e ombre per un cattolico liberale. Lettera ad un giovane amico cattolico, Roma, Colombo, 2003.
  • Pensieri di un cristiano democratico per gli amici de Il circolo, ovvero Il discorso che non ho potuto pronunziare, Roma, Colombo, 2003.
  • Per carità di patria. Dodici anni di storia e politica italiana, 1992-2003, Milano, Mondadori, 2003.
  • Italiani sono sempre gli altri. Controstoria d'Italia da Cavour a Berlusconi, Milano, Mondadori, 2007.
  • L'uomo che non c'è, intervista di Claudio Sabelli Fioretti, Reggio Emilia, Aliberti, 2007.
  • Mi chiamo Cassandra. Arguzie, giudizi e vaticini di un profeta incompreso, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2008.
  • Novissime picconate, intervista di Claudio Sabelli Fioretti, Reggio Emilia, Aliberti, 2009.
  • La versione di K. Sessant'anni di controstoria, con Marco Demarco, Roma, Rai-ERI; Milano, Rizzoli, 2009.

Note

  1. ^ Scalfaro 1918; Ciampi 1920; Napolitano 1925.
  2. ^ Guido Rombi, Chiesa e società a Sassari dal 1931 al 1961. L'episcopato di Arcangelo Mazzotti , Milano, Vita e pensiero, 2000. ISBN 978-88-343-0097-8 (soprattutto il capitolo: Francesco Cossiga e la corrente dossettiana: dalla Fuci ai «giovani turchi», pp. 282-314).
  3. ^ In questa veste presiedette all'apposizione degli "omissis" sul rapporto Manes: si tratta della relazione conclusiva della commissione ministeriale di inchiesta sul piano Solo, che la Commissione parlamentare sul SIFAR ricevette dal Governo pesantemente censurata "per esigenze di segreto militare" e che, invece, conteneva la prova della natura golpista delle manovre del generale De Lorenzo[senza fonte] nell'estate del 1963, quando Pietro Nenni dichiarò che da parte dell'Arma era stato fatto udire "tintinnìo di sciabole" per impedire che la riedizione del governo Moro di centro-sinistra portasse ad equilibri più avanzati nel senso delle riforme economico-sociali necessarie al Paese.
  4. ^ movimento 77
  5. ^ Francesco Cossiga; Pasquale Chessa, Italiani sono sempre gli altri. Controstoria d'Italia da Cavour a Berlusconi, Arnoldo Mondadori Editore, 2007. 249 pp. ISBN 88-04-57573-5
  6. ^ Quelli che Cossiga stesso ha definito come i suoi nemici all'interno della Democrazia Cristiana misero in giro la voce - avvalorata da un finto rapporto degli agenti segreti della sua scorta - che una sua visita in Romania, ospite di Nicolae Ceauşescu, sarebbe stata motivata da una cura con l'elettroshock in una clinica di quel Paese: Cossiga ha narrato tale episodio nel corso della puntata del 14 dicembre 2007 della trasmissione "Otto e mezzo", intervistato da Giuliano Ferrara; nel corso della medesima trasmissione Cossiga ha comunque riferito che in altre epoche (compresa quella finale alla Presidenza della Repubblica) ha sofferto di crisi depressive.
  7. ^ PARLAMENTO, LA SETTIMANA PIÙ LUNGA
  8. ^ BOBBIO: 'RESTERÀ SOTTO LE MACERIE'
  9. ^ Al ministro Taviani Cossiga, in una lettera al suo successore alla Difesa Parisi, ascrive la sua "iniziazione" alle covered actions della guerra fredda: "Quando i membri del Governo italiano Aldo Moro, Paolo Emilio Taviani autorizzarono la firma del protocollo segreto di adesione all'Organizzazione Alleata Stay Behind Nets, furono acquistati per piccoli lotti, intestati, a prestanome, per lo più mogli o figli di ufficiali delle Forze Armate italiane, i terreni sui quali, con il largo contributo della Central Intelligence Agency americana e del Secret Intelligence Service di Sua Maestà Britannica, fu costruita la Base di Poglina. In essa io appresi l'uso delle armi automatiche e del plastico". Nel medesimo testo - cfr. [1] - Cossiga afferma che i suoi gradi di marina (non aveva neppure fatto il servizio di leva) rientravano in questa operazione: "Per darmi una 'copertura' io fui poi nominato Capitano di Corvetta della Marina Militare Italiana e nominato "operatore" del Goi di Comsubin".
  10. ^ Rivendicò di aver nascosto da giovane - come tutti gli altri dirigenti democristiani degli anni Cinquanta - "mitragliatrici e bombe a mano" per il caso in cui il PCI avesse tentato la presa del potere (l'episodio fu dettagliato ulteriormente, in un'intervista a Paolo Guzzanti a mandato presidenziale concluso, quando rivelò che ""alla vigilia delle elezioni del 1948 ero armato fino ai denti. Mi armò Antonio Segni. Non ero solo, eravamo un gruppo di democristiani riforniti di bombe a mano dai carabinieri. La notte del 18 aprile la passai nella sede del comitato provinciale della DC di Sassari ...Prefettura, poste, telefoni, acquedotto, gas non dovevano cadere, in caso di golpe rosso, nelle mani dei comunisti"); ascrisse alla sua grafia gli omissis con cui fu censurato al Ministero della difesa (all'epoca del suo sottosegretariato, negli anni Sessanta) il rapporto Manes con cui si descrivevano le attività paragolpiste del piano Solo; si autodenunciò come referente politico di Gladio e come frequentatore della sua base di capo Marrargiu, quando il presidente del Consiglio Giulio Andreotti fu indotto a rivelarne l'esistenza.
  11. ^ "Cossiga: Andreotti? Ama giocare a poker. Mi ha sempre battuto": intervista al Corriere della Sera dell'11 gennaio 2009.
  12. ^ Le accuse erano 29, tra queste:

a) l'espressione di pesanti giudizi sull'operato della commissione di inchiesta sul terrorismo e le stragi;

b) la lettera del 7 novembre 1990 con la minaccia di «sospendersi» e di sospendere il governo onde bloccare la decisione governativa riguardante il comitato sulla Organizzazione Gladio;

c) le continue dichiarazioni circa la legittimità della struttura denominata Organizzazione Gladio benché fossero in corso indagini giudiziarie e parlamentari;

d) la minaccia del ricorso alle forze dell'ordine per far cessare un'eventuale riunione del consiglio superiore della magistratura, nonché del suo scioglimento in caso di inosservanza del divieto di discutere di certi argomenti;

e) i giudizi sulla Loggia massonica P2, nonostante la legge di scioglimento del 1982 e le conclusioni della commissione parlamentare d'inchiesta;

f) la pressione sul governo affinché non rispondesse alle interpellanze, presentate alla Camera nel maggio 1991 da esponenti del PDS;

g) l'invito ad allontanare il ministro Rino Formica dopo le sue dichiarazioni sulla Organizzazione Gladio;

h) la rivendicazione di un potere esclusivo di scioglimento delle Camere e la sua continua minaccia;

i) la minaccia di far uso dei dossier e la convocazione al Quirinale dei vertici dei servizi segreti;

l) il ricorso continuo alla denigrazione, onde condizionare il comportamento delle persone offese e prevenire possibili critiche politiche.

  1. ^ Rassegna Stampa - Cossiga: "Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei
  2. ^ - Nicotra: dopo le dichiarazioni di Cossiga riaprire l'inchiesta su Giorgiana Masi
  3. ^ Mio cugino Berlinguer: Cossiga racconta un leader
  4. ^ Cfr. http://www.dizionario.rai.it/poplemma.aspx?lid=75285&r=424.
  5. ^ Carlo Bonini, Quei messaggi polemici a Cossiga "capitano di corvetta", in Corriere della sera, (22 agosto 1998 - Pagina 11)
  6. ^ QRZ.COM Callsign I0FCG
  7. ^ Affermato dallo stesso Cossiga nella puntata di "Porta a Porta del 04 giugno 2009
  8. ^ L'articolo del Corriere della Sera

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Pedru 09/20/2010 13:32


Una riflessione a freddo con le ipocrisie! sul senatore FRANCESCO COSSIGA dopo gli eco della sua scomparsa,
Io non ho voglia di essere ipocrita come moltissimi politici. Questi simulatori che lasciano delle dichiarazioni a destra e sinistra del tutto assurde dopo la scomparsa del ex Presidente della
Repubblica.
Io personalmente li ho trovati privi di qualsiasi onesta morale verso il popolo italiano…Ovviamente io non sono un politico (sono un semplice cittadino ma che ha lavorato e lavora sempre come un
somaro), e non debbo (nessuno lo dovrebbe), per forza mostrare ciò che non prova, non voglio essere falso.
Politici (simulatori, troppi) che questo ultimo periodo hanno tanto lodato l’ex Presidente scomparso, io di loro ho una mia opinione negativa! Tutti loro sono degli impostori.
E’ vero, tutti noi Cristiani dinanzi alla morte ci dobbiamo inchinare, ma non denota che dobbiamo mostrare un volto del morto che non lo apparteneva. Agendo come hanno fatto molti individui
politici in questo modo hanno offeso l’intelligenza degli italiani. Non voglio inoltrarmi in quanto l’uomo politico COSSIGA. Io mi soffermo per un attimo in quanto UOMO COSSIGA, il cristiano
COSSIGA……. credo che tanta gente ha letto delle dichiarazioni che ha rilasciate di recente inerenti al caso USTICA, in parole semplici lui ha detto che farà le rivelazioni importanti che sono di
sua conoscenza, e per appunto riguardano l’epoca della disgrazia di USTICA, disse pure, che a lui in quel periodo ha parlato di allora ministro degli interni (dei fati)…molto gravi,,,… tali
rivelazioni lui li vuole rendere di dominio pubblico,. In seguito a tale divulgazioni dal senatore COSSIGA credo (almeno credo se ricordo bene) si sarebbe riaperto il caso USTICA, ecc. …
Ma vi sembra normale un tale comportamento 30 anni dopo? perché il senatore non ha reso le sue “segrete notizie” all’epoca dei fati? se e vero che lui era depositario dei segreti concreti,
veritieri, lui (COSSIGA) aveva il dovere e non solo come politico, ma soprattutto quello morale nel raccontare in quanto sapeva (se era vero che sapeva). Anche lui “IL GRANDE POLITICO” aveva
l'obbligo di inchinarsi dinanzi alla morte di tante vittime innocenti, perché non lo ha fato?,. Oltre l’altre e per quello che io conosco in quanto la legge (secondo mio punto di vista) il COSSIGA
dopo tali rivelazioni sarebbe dovuto essere indagato,….Ovviamente Io le mie risposte a tutti questi requisiti le ho e le trascuro, oramai AMEN!!……,In quanto COSSIGA cristiano, uomo? uomo di fede,
ecc. Io credo che pochi concittadini sono informati, (la mia vuole essere solo una informativa, se pure e anche una critica umana), che il EX Presidente della Repubblica e“da bravo cristiano” … ha
chiesto il annullamento del suo matrimonio religioso alla S. ROTA dopo la bellezza di 50 anni della vita coniugale, figli avuti in quel matrimonio,. Volete sapere il risultato? “La SACRA ROTA” li
ha concesso il annullamento del matrimonio religioso!!!, amici, 50 ANNI dopo il matrimonio. La mia “meravigla”,,? il papa si e mostrato molto addolorato per la perdita di un cosi bravo cristiano,,.
Io mi inchino dinanzi alla “Signora morte” ma non dinanzi al uomo COSSIGA!! agli uomini come COSSIGA, papa compreso se pure sono CRISTIANO e CREDENTE!, IN CRISTO nostro Signore Dio. Cordialmente.


Antonio da Ittiri 08/19/2010 10:06


Così si avvicina la facile profezia di Cossiga: «Sembra che Mario Draghi, già socio della Goldman & Sachs, nota grande banca d’affari americana, oggi Governatore della Banca d’Italia sia il
vero candidato alla presidenza del consiglio dei ministri di un ‘governo istituzionale’. E così avrà modo di svendere, come ha già fatto quando era direttore generale del Tesoro, quel che resta
dell’industria pubblica a qualche cliente della sua antica banca d’affari».
Draghi, funzionario del Tesoro infedele (sul Britannia lavorò contro l’Italia), Berlusconi avrebbe dovuto attaccarlo prima. Avrebbe potuto magari scatenare i suoi giornali contro l’ascesa di
personaggi che hanno una poltrona permanente a Goldman Sachs. Oggi è tardi.
Se Berlusconi fosse costretto a dimettersi, magari da gente con la testa sul collo nel suo partito, giustamente allarmata dall’aggravarsi della sua psicopatia, chi mai potrebbe prendere il suo
posto e i suoi voti? La sinistra certo no, e lo sa. Napolitano ha detto che non farà un governo «tecnico», come quelli che fece Oscar Luigi Scalfaro. Allora si andrebbe ad elezioni? No, non c’è
bisogno di far rischiare i cari ragazzi democratici, i Bersani, i Prodi, i D’Alema e i Franceschini.
Draghi quando passò a Goldman Sachs (Prodi c’era già) in attesa di più alto seggio. L’uomo che dovrebbe essere in galera per tradimento è oggi alla massima poltrona di Bankitalia. E da lì critica
pubblicamente le misure del governo, di Tremonti in particolare: dovete fare di più, la crisi peggiora...

In un Paese normale, anche l’opposizione gli intimerebbe di tacere: non è eletto, non ha responsabilità, al massimo può fornire al governo indicazioni in via riservata. Ma ovviamente, Draghi sta
preparando così la sua nomina a capo del governo «tecnico» post-berlusconiano. E i media sono tutti ai suoi piedi.


L' AMMINISTRATORE 08/13/2010 16:41


VISTO L' INTERESSE SOLLEVATO E LE POLEMICHE, SPERO COSTRUTTIVE, CHE CI AIUTERANNO A FARE CHIAREZZA SU QUESTO PROBLEMA SPOSTERO' L' ARGOMENTO IN PRIMA PAGINA E SUCCESSIVAMENTE, IN UN BLOG TEMATICO
APPROPRIATO DOVE POSSIAMO CONFRONTARCI IN PIENA LIBERTA'.


Marius 08/13/2010 08:26


Le Banche Centrali costituiscono un MONOPOLIO PRIVATO della MONETA; Le Banche Centrali, costituiscono di fatto una Rete che controlla Banche Centrali Nazionali, una protesi di controllo di tutte le
attività economiche e Finanziarie più importanti del Pianeta (Comunicazioni, Petrolio, Gas, Risorse Minerarie, acqua e tra non molto anche il cibo vedi OGM), nel loro insieme sono una Potente
Piovra che ha tentacoli ovunque si crea ricchezza finanziaria. In Europa è alla BCE che é affidato il potere monetario di creare moneta (dal nulla senza riserva aurea o altro controvalore), gli
Stati non possono più battere moneta, costretti a prenderla in prestito alla Banca Centrale. Così nasce il Debito Pubblico (che al contrario dovrebbe essere: CREDITO PUBBLICO DI CITTADINANZA).


Antonio da Ittiri 08/12/2010 20:29


Insomma ragazze/i, per toglierci dai piedi il narcisista, arrogante, sprezzante, invadente, vanitoso, egocentrico, opportunista, arrivista, usurpatore, trafugatore, sfruttatore, imbroglione,
intimidatore, falsificatore, petulante, pernicioso, rompicoglioni, spammer, piagnucolante, cialtrone, privo di etica morale, stalker-informatico, etc... come questo “Nicola” ma forse lui lo fà per
provocare (e ci sei riuscito), comunque auguro a questo NEGAZIONISTA... che scrive queste puttanate senza sapere un ca… di Signoraggio e che lo fa godere come un bambino alla prima prugnetta,
scrivendo queste cose e se capisce il sistema monetario e da chi è e come è gestito non stare a dire che alle Università non insegnano queste cose… ma và… che bella scoperta che hai fatto… però non
so se ti sei accorto di un’altra cosa… fortunatamente la verità piano-piano ne stà venendo a galla. Ricordati che il signoraggio è una nobile causa e le persone che lo stanno combattendo sono delle
persone coraggiose come lo furono i Lincoln i Jeferson, i Fratelli Kennedy, Martin Luter King, Arrigo Molinari ecc ecc. Nicola se credi vai a scoprire perché questi grandi personaggi vennero
barbaramente assassinati, se nò lascia perdere perché credo che con questa crisi economica, il sistema monetario imposto dalla Massoneria delle Banke Centrali per quel che mi riguarda ha gia fatto
il suo corso...
Dimmi una cosa, secondo te le banconote quando vengono stampate di chi debbono essere, dello Stato oppure delle Banke Centrali?... Ti do un aiutino… ricordandoti che dal 1971 per stampare moneta
non c’è più l’obbligo della riserva aurea o argentifera, pur sapendo questo le banke centrali stampano moneta dal nulla la prestano allo stato (cioè a noi) che diventa debito pubblico che noi
restituiamo più gli interessi alle banke con il 75% delle nostre tasse. Dulcis in fundo le care banke centrali nel loro bilancio invece di scrivere Attivo spudoratamente scrivono Passivo, evadendo
tasse per 350 miliardi di Euro l’anno e, questi soldi lo sai dove vanno a finire? Adesso Scoprilo tu dove vengono nascosti e in quale banka dei paradisi fiscali vengono depositati per poi farli
rientrare “guarda caso” ogni qualvolta lo stato fa una sanatoria ed i primi che ne approfittano sono sempre i bankieri.
Questo vuole essere un appello a chiunque lo ritenga indegno di occuparsi della nobile causa quale è la lotta contro il Signoraggio.
Antonio da Ittiri


mario 08/12/2010 18:08


ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00932
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 48 del 05/08/2008
Firmatari
Primo firmatario: MECACCI MATTEO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 05/08/2008
Destinatari
Ministero destinatario:
• MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE delegato in data 05/08/2008
Stato iter:
CONCLUSO il 05/07/2010
Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTA GOVERNO 05/07/2010
COSENTINO NICOLA
SOTTOSEGRETARIO DI STATO ECONOMIA E FINANZE
Fasi iter:
SOLLECITO IL 05/03/2009
SOLLECITO IL 03/04/2009
SOLLECITO IL 29/04/2009
SOLLECITO IL 09/07/2009
SOLLECITO IL 08/10/2009
SOLLECITO IL 08/02/2010
SOLLECITO IL 03/03/2010
SOLLECITO IL 23/03/2010
SOLLECITO IL 12/04/2010
RISPOSTA PUBBLICATA IL 05/07/2010
CONCLUSO IL 05/07/2010
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00932
presentata da
MATTEO MECACCI
martedì 5 agosto 2008, seduta n.048

MECACCI. -
Al Ministro dell'economia e delle finanze.
- Per sapere - premesso che:

nell'autunno del 2002 il ministro interrogato propose di sostituire le monete da uno e due euro con banconote dello stesso taglio, per combattere l'inflazione o, più precisamente, per attribuire il
corretto valore di scambio alle monete in questione;

la risposta dell'ex governatore della BCE (Banca Centrale Europea) Duisenberg arrivò, pubblicamente, in ottobre, riportata da numerose testate giornalistiche, del seguente tenore: «Ne abbiamo
parlato e in linea di principio non abbiamo nulla in contrario. Mi auguro che il Ministro Tremonti sia consapevole che così perderebbe i proventi del diritto di signoraggio sulle monete»;

sono trascorsi quasi sei anni dalla proposta del ministro interrogato ma, nel frattempo, numerosi quesiti sulle procedure relative alla emissione della moneta hanno fortemente interessato
numerosissimi utenti della rete internet, ed anche quest'Aula parlamentare, senza che la questione abbia trovato analoga attenzione sui media di massa;

l'ex Governatore della BCE, Duisenberg, si riferì esplicitamente alla perdita dei diritti di signoraggio;

storicamente, questi diritti, sono stati iscritti nei bilanci della Banca d'Italia prima della volontaria devoluzione della prerogativa sovrana alla BCE;

in seguito alla sottoscrizione del trattato di Maastricht, attualmente essi sono riportati sotto la voce «proventi da signoraggio» del bilancio della BCE;

dalla lettura dei suddetti bilanci si deduce che i diritti di signoraggio rappresentano gli interessi sui titoli del debito pubblico che ogni anno la BCE riscuote, poiché gli stessi sono detenuti
nel suo patrimonio;

buona parte di questi interessi tornano alle Banche centrali dei Paesi dell'Unione Europea che detengono quote proprietarie della BCE stessa -:

se al ministro risulti - poiché il diritto di signoraggio relativo all'emissione di monete metalliche è distinto da quello relativo all'emissione di cartamoneta a causa della inesistenza di un
nesso tra l'emissione di moneta e l'interesse proveniente dal possesso di titoli del debito pubblico, essendo le monete in proprietà del Ministero dell'economia e delle finanze e non utilizzate per
acquistare alcun titolo del debito pubblico - a quale particolare genere di signoraggio l'ex Governatore della BCE, Duisenberg, si riferisse;

se al ministro risulti se il Governatore si riferisse, specificatamente, al signoraggio sull'intero valore nominale delle monete, dedotti i costi di produzione;

a chi si trasferirebbero i diritti di signoraggio, in seguito alla eventuale ed ipotizzata trasformazione delle monete da uno e due euro in banconote dello stesso valore nominale;

se, poiché il signoraggio sulle monete metalliche prodotte dallo Stato è attribuito allo Stato emittente, il signoraggio sulle banconote prodotte dalla BCE sia attribuito alla stessa BCE;

se esistano atti o fatti giuridici che trasferiscano il diritto di signoraggio, astrattamente inseribile nel bilancio dello Stato come utile, concorrendo alla diminuzione del debito pubblico, ad
altri soggetti giuridici.(4-00932)
Atto Camera

Risposta scritta pubblicata lunedì 5 luglio 2010
nell'allegato B della seduta n. 347
All'Interrogazione 4-00932 presentata da
MATTEO MECACCI

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Risposta. - Si risponde all'interrogazione in esame, con la quale vengono posti quesiti in ordine al diritto di signoraggio sulle monete metalliche.
Al riguardo, sentita la segreteria del Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio, si fa presente che, ai sensi dell'articolo 106, comma 1, del Trattato CE e dell'articolo 16 dello
statuto del Sistema europeo di banche centrali (Sebc), il consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce) ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della
Comunità da parte della Bce e delle Banche centrali nazionali (Bcn).
Con decisione ECB/2001/15, il Consiglio direttivo, dando concreta attuazione a tali disposizioni, ha stabilito un preciso schema di ripartizione delle banconote in euro emesse dall'Eurosistema in
base al quale alla Bce è attribuita, in via convenzionale, una quota fissa dell'8 per cento della circolazione, mentre il restante 92 per cento viene ripartito fra le Bcn, in proporzione alle
rispettive quote di partecipazione al capitale della Bce (capital key).
In contropartita della quota di circolazione ad essa assegnata, la Banca centrale europea iscrive nel proprio bilancio un credito di pari importo verso le Banche centrali nazionali, remunerato al
tasso marginale delle operazioni di rifinanziamento principale. Tale remunerazione costituisce il reddito da signoraggio della Bce; quest'ultimo (decisione ECB/2005/11) è ridistribuito alle Bcn in
proporzione al rispettivo capital key, a meno che il Consiglio direttivo decida di trattenere il relativo ammontare (in tutto o in parte) a causa di:

a) una perdita d'esercizio della Banca centrale europea o un utile netto inferiore all'importo del signoraggio;

b) una assegnazione al Fondo di accantonamento a fronte dei rischi di cambio, di tasso di interesse e di prezzo sull'oro.

Il reddito da signoraggio percepito dalle Banche centrali nazionali sul restante 92 per cento delle banconote in circolazione contribuisce alla formazione del reddito monetario, disciplinato
dall'articolo 32 dello statuto del Sebc che prevede, ai fini della relativa ripartizione tra le Bcn, un processo di accentramento e successiva redistribuzione in base al capital key. In coerenza
con gli indirizzi contenuti nell'articolo 32, la Bce ha adottato la decisione ECB/2001/16 (successivamente modificata dalle decisioni ECB/2003/22, ECB/2006/7 e ECB/2007/15), con la quale ha
definito in dettaglio la metodologia per il calcolo e la redistribuzione del reddito monetario.
Con specifico riferimento ai quesiti sulle monete metalliche, si precisa che l'articolo 106, comma 2, del Trattato CE, attribuisce agli Stati membri, previa autorizzazione da parte della Bce, il
potere di coniare monete; conseguentemente i benefici economici derivanti da tale funzione restano diretto appannaggio degli Stati stessi.
Pertanto, nell'eventuale ipotesi di sostituzione delle monete da uno e due euro, le nuove banconote di pari taglio entrerebbero a far parte della circolazione e sarebbero oggetto del citato
meccanismo di redistribuzione tra la Bce e le Bcn. Di conseguenza i relativi benefici economici, in termini di signoraggio, passerebbero dagli Stati membri all'Eurosistema.

Il Sottosegretario di Stato per l'economia e per le finanze: Nicola Cosentino.


Giovanni 08/12/2010 17:49


Articoli e studi » Da Agenparl (17-10-05). SERENA (Gruppo misto): MA L’EURO A CHI APPARTIENE?SERENA: MA L’EURO A CHI APPARTIENE?
ROMA, 17 ottobre 2005 - AgenParl - L’on. Antonio Serena (Gruppo misto), ha presentato un’ interrogazione parlamentare al ministro dell’ Economia Giulio Tremonti chiedendo di chi sia realmente la
proprietà dell’ euro al momento dell’ emissione.
Il quesito si basa sul presupposto dell’interrogante secondo il quale “il valore della moneta è causato non dall’ organo di emissione, ma dall’ accettazione da parte della collettività”.
Ed aggiunge: “Il trattato di Maastricht si limita a considerare solo la prima fase, quella dell’ emissione, e non è presente alcun riferimento al diritto di proprietà sull’ euro e come questo debba
essere attribuito. Se è dimostrato dunque che crea il valore della moneta non chi la emette ma chi l’ accetta, prestare denaro all’ atto dell’emissione significa imporre un costo del denaro del 200
per cento, con conseguente indebitamento degli europei verso la BCE pari a tutto l’ euro in circolazione”.
17/10/2005


Salvatore 08/12/2010 11:58


Nicola, io poco mi intendo di economia, di debito pubblico e di signoraggio. Però ho chiaro in testa la mia volontà e voglia di capire il problema. Che cosa voglia dire e che cosa stà creando
questo fantomatico signoraggio. Un pò, leggendo quello che qui viene puntualmente pubblicato, riesco a capire e comprendere. Se tu hai delle argomentazioni che riescono a controbbattere le
posizioni sostenute contro il signoraggio facele conoscere. Ma non pubblicando dei link, dicelo con le tue parole e con la tua testa. Se si tratta di complottisti contro chi starebbero complottando
?
E sai dirmi come mai c'è tutto questo stranissimo silenzio da parte dei mass media che contano quali l' Espresso, La Repubblica, Il Corriere e tantissimi altri ?


Nicola 08/11/2010 18:22


in rete gira questo dossier sulle frottole del signoraggio:
http://digilander.libero.it/togiga/signoraggio.pdf

c'è un gruppo su facebook che 'debunkera' le idiozie dei complottisti:
http://www.facebook.com/pages/Signoraggio-informazione-corretta/279217954594

la teoria del complotto del signoraggio è una bufala di stampo neonazista
http://signoraggisti.blogspot.com
http://it.wikipedia.org/wiki/Signoraggio
http://it.wikipedia.org/wiki/Teorie_del_complotto_sul_signoraggio

Occhio ;)

Segnalo anche questi video:
http://www.youtube.com/watch?v=ZCW0APlsWvU
http://www.youtube.com/watch?v=eHroJym_PDQ
http://www.youtube.com/watch?v=f0N8aAaQJRU
http://www.youtube.com/watch?v=gvN4L7trdUU

Il signoraggio si studia nelle università, dietro di esso non c'è nessun complotto e soprattutto non c'entra una mazza con il debito pubblico. Magari sarebbe meglio ascoltare più professori
universitari, tecnici ed esperti invece di credere a quello che i complottisti mettono su internet


MARIUS 08/10/2010 17:19


SENTITE IL GRANDE PICCONATORE COSSIGA CONTRO MARIO DRAGHI:

http://www.facebook.com/l/8c03cnaNFd3dK-KkqOJsRUATCWQ;www.youtube.com/watch?v=KZZBv8K7DHY