Giuseppe Dore è libero. La giustizia, lenta ma risolutrice, dispensa verità ancora non del tutto sviscerate. Un futuro tutto da ricostruire per Dore determinato a continuare la sua mission.

Pubblicato il da Totoi Fadda

DR.DORE 2

E' Libero . Finalmente libero di vivere in modo normale, vitale come natura comanda. Libero di esserci, di trovarlo, di parlarci liberamente, appunto. Il dott. Giuseppe Dore, il neurologo che ha “inventato”, scoperto dopo anni di studi e ricerche e cercato di divulgare, invano sino ad oggi, ed in difesa delle persone in grave difficoltà e affette da alcune demenze mentali di grave entità, la Psiconeuroanalisi, è finalmente libero.

Personalmente avrò finalmente l' onore di stringergli la mano, di parlarci, di interrogarlo e di guardarlo negli occhi e di scrutare, per un po' e per quel tanto che basta, il suo animo.

Gli è stato allentato, dopo qualche mese di “galera”, il giogo degli arresti domiciliari.

Di questa decisione tantissimi suoi sostenitori, che si sono stretti attorno a lui ed alla sua famiglia, ringraziano i magistrati che ne hanno reso possibile la realizzazione e che probabilmente hanno compreso che non era possibile far continuare questa inumana ed ingiusta tortura.

Una tortura, accompagnata da una sofferenza più intima e profonda, inferta alle cose più care che una persona può avere nella propria vita.

Il nostro primo pensiero va al coraggio dimostrato dalla giovane moglie, una donna forte e nel contempo sensibile ma fortemente determinata, una donna che ha saputo resistere a questa ingiustizia, forse troppo severa, con la forza della fede nelle capacità del proprio uomo.

Una donna che ha avuto la capacità di alleviare, con la sua pazienza, il dramma ai suoi piccoli pargoli. Non e neanche da dimenticare il forte dolore della madre, quella che lo ha stretto forte al suo petto protettivo e dispensatore di certezze nella sua infanzia. Come non ricordare la commozione dei suoi più intimi parenti e dei suoi amici. Questi sì davvero amici che mai hanno dubitato della sua onestà e che hanno sofferto, anch' essi, in silenzio fiduciosi nella Giustizia Giusta. Tutti in attesa di questo giorno di resurrezione che rappresenta l' inizio di una nuova vita, di un nuovo e forte stimolo ad andare avanti nella affermazione dei propri convincimenti in difesa ed a tutela delle fasce più deboli di questa nostra società in continuo declino.

Giuseppe Dore dunque può finalmente circolare liberamente, come ogni cittadino che si rispetti, e reincontrare tutti i suoi cari, i suoi amici più fedeli ed i suoi amati pazienti che, con un atto di amore e di fedeltà fuori dal comune lo hanno aspettato per tutto questo tempo.

Molti di loro purtroppo, sin dall' inizio di questo calvario, sono stati affidati ad istituti, definiti “specializzati”, ed una buona parte di essi, stando alle notizie circolate con insistenza nella giornata odierna, ha subito una pericolosa e dolorosa regressione che ha vanificato tutto il lavoro impostato per sottrarli al buio della malattia.

Avremo modo, nel corso dei prossimi giorni, di affrontare con dovizia di particolari e con aggiornamenti costanti per informarvi sull' evolversi delle varie situazioni “andate a male”.

Credo sia importante, per evitare che tutto cada nel dimenticatoio dei ricordi mal custoditi, ricordare che tutto questo è potuto accadere a causa di una testimonianza “malandrina”, oserei dire da “mariuolo”, al vaglio degli inquirenti, rilasciata dall' ormai ex presidente dell' Associazione dei Familiari dei malati di Alzheimer, denominata AION, nonché Editore del libro di Giuseppe Dore che, in linea con la decisione del Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 22.04.2004 n° 2364 sancisce che la «pubblicazione scientifica» deve intendersi non già una qualsiasi riproduzione a stampa dei lavori del candidato, ma l'opera pubblicata da un editore, il quale, come è noto, è l'operatore il quale cura non soltanto la riproduzione a stampa di un'opera, ma la sua diffusione fra il pubblico.
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2364 del 22 aprile 2004, precisando che la diffusione fra il pubblico della pubblicazione è un requisito ulteriore di cui l'opera «edita» deve essere in possesso (ma soltanto se stampata in Italia), che non inerisce all'individuazione dell'oggetto da valutare, il quale resta caratterizzato dal fatto che si tratti di una produzione scientifica «pubblicata» per essere diffusa fra il pubblico mediante una tipica attività espressamente diretta a tale fine.

Insomma, tradotto papale papale, Giuseppe Dore ha pubblicato la sua scoperta scientifica attraverso la casa editrice di cui era ed è ancora responsabile l' accusatore, la cosiddetta gola profonda definito un sociopatico dal suo stesso medico curante di una vita, che sostiene il contrario di quanto sino ad oggi aveva sostenuto pubblicamente e cioè che la Psiconeuroanalisi funziona, anzi non funziona, forse non funziona, anzi forse funziona ! Una pubblicazione che ha valore scientifico e che tutti i cosiddetti “senzienti” della medicina di settore continuano a negarne l' efficienza e la validità. Il perchè di tutto questo “allontanarsene” prudentemente fa saltare subito la cosiddetta mosca al naso che, bau bau micio micio, ci fa capire tantissime cose.

Sono convinto che nel prossimo futuro, con l' aiuto ed il sostegno di chi si intende di demenza, delle sue influenze negative ed invalidanti in seno alla società italiana sempre più anziana; delle sue enormi complicanze economiche, sempre e perpetuamente a danno della comunità e del Servizio Sanitario Nazionale, in particolare non dimentichiamolo delle famiglie; con lo spiegare con calma e con le parole appropriate la sua tipologia e l 'impatto devastante che ha sulla persona, sulle caratteristiche della sintomatologia, con quella pazienza che è dovuta nei confronti di tutte le migliaia di famiglie che hanno al loro interno malati di demenza, compresa quella dell' Alzheimer, potrà essere fatta piena chiarezza e potrà iniziare un nuovo percorso di ricostruzione della verità su questa bruttissima avventura.

Una avventura che ha coinvolto non solo la famiglia di Giuseppe Dore ma una comunità intera, che continua a far finta di nulla attraverso le cosiddette istituzioni locali le quali ignorano appositamente questo fenomeno, oggi negativo, ma che saranno pronti domani a cavalcare con il sederone in sella una volta assodata la reale portata del fenomeno in senso positivo.

Una comunità la nostra che crede, a parole, nell' evoluzione e nell' innovazione, facendone “provare” prima l' ebrezza del piacere utilizzando il sedere degli altri per poi asserirne la fattibilità.

Ma non è questo il tempo e neanche il momento delle critiche severe, delle accuse, dei mea culpa e delle sottolineature su atteggiamenti e nascondimenti eccellenti, è invece il tempo della condivisione della gioia nella consapevolezza del sentirsi pienamente nel giusto.

Alla faccia dei sociopatici che, diciamocelo, sono in tanti, anche se non sembra.

Con tag Prima Pagina

Commenta il post

Sassarese 11/14/2012 22:20


Io credo che chi ancora ha voglia di denigrare, debba farlo direttamente agli interessati, ora non sono più soggetti alle restrizioni carcerarie, ora possono rispondere parola per parola e
battuta su battuta a tutte le accuse che la giuria mediatica ha espresso in questi mesi, oppure è solo una questione di VIGLIACCHERIA??? Dietro una tastiera è facile accusare, puntare il dito e
calunniare persone che già soffrono per la grande ingiustizia che gli è piovuta addosso... Le calunnie si pagano care anche le diffamzioni adesso e questo riguarda anche qualcuno dell'ordine
giornalistico, e dato che questo non è solo un detto... OCCHIO PER OCCHIO DENTE PER DENTE... poi non andate a lamentarvi quando qualcuno verà a bussare alla vostra porta e questo qualcuno è anche
in divisa e vi porterà una notifica di comparizione davanti ad un giudice per il comportamento, gli insulti, le fandonie delle quali avete riempito la "piazza" del web... Adesso si inizia a
respirare veramente aria di "riscossa"... Cum salude a tottu amigus....

Battista Diez 11/13/2012 21:47


Custu cheriada mandadu a cussu Babbai diessinu....

Gangale 11/13/2012 17:01


Non si offenda sig. Gargantua ! Non è certamente una assoluzione ma non è neanche una condanna. Come la mettiamo ? Questa sua fretta di raffreddare gli entusiasmi degli amici più cari, di quelli
che lo rispettano, di quelli che gli vogliono un bene grande, della gioia dei familiari non le sembra una cosa normale ? Non mi dica che anche lei appartiene alla setta dei sociopatici
licenzimedisti che si atteggiano a dottorame ! Stia tranquillo, la Giustizia darà, quando sarà il momento, il suo responso. Non abbia fretta.

gargantua 11/13/2012 10:10


scusate ma trascurando l'enfasi dell'articolo vorrei sottolineare una cosa: non vi è stata alcuna sentenza di assoluzione ma solo una decisione tecnica sul fatto che i sospettati non possono più
inquinare le indagini- solo questo. tutto il resto è fumo negli occhi