HABEMUS SINDICUM (Candidatum Probabilis). Trumba Jiuanna Maria !

Pubblicato il da Anvedi Falli Palle

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La Fantapolitica a volte è vicina, molto vicina, alla realtà. Proiettiamo il nostro pensiero alle prossime elezioni comunali che non sono poi così lontane.

 

L’ Innominabile (epiteto “guadagnato sul campo” perché al solo nominarlo, pare, si dice, accadono cose davvero strane), con l’ auricolare sempre acceso e penzolante dall’ orecchio sinistro, con il microfonino appoggiato sulla spalliera dell’ impermeabile avorio, che fu del povero Cossiga o di qualche 007 ormai in pensione, è leggermente incacchiato. 

Più che leggermente è davvero con la bava alla bocca. 

Quel cònato del conàto, al quale tanto tanto bene vuole, noto come l’ Incompatibile del Direttorio, glienecombinaunapiùdeldiavolo ! Eccheccacchio !

Glielo ha sempre detto : “mantieniti calmo, conà, stai sode, tieni a freno la lingua ed il sistema nervoso, doma questa tua verve monnezzara, da corte dei miracoli, moderati nei giudizi personali, i nostri elettori ci guardano e ci giudicano  !”

Glielo ha sempre rimproverato nel corso dei tanti anni, troppi crediamo, di militanza e di dualismo politico nella gestione del potere, anche quando lo ha usato come killer politico-partitico nella gloriosa sezione dei militanti creduloni, un dualismo ed una unione di intenti che ha sempre generato vittorie su vittorie sbaragliando tutti gli avversari ad ogni appuntamento congressuale ed elettorale, emarginando chi poteva essere dannoso o sospettato per tale. Meglio prendersi il sicuto. Con qualche aiutino extracomunitario, diciamocelo.

“Limba e Fogu”, così lo chiamano i detrattori che nascondono sempre la mano perché ne hanno un certo timore, forse per sua formazione culturale o perché ha sempre creduto che

l’ attacco sia sempre e comunque l’ arma migliore, le canta e le suona a tutti. Te ne dice quattro se gli capiti appena appena a tiro. Ognuno ha un proprio lato debole d’ attaccare, e lui ci si butta a testa bassa. Lancia fendenti e strali a destra e a manca e molla la presa solo quando la sua preda del momento è stesa letteralmente a terra, esamine e sanguinante. Adesso, già da alcuni anni e comunque subito dopo le ultime elezioni, ha la fobia delle “Zeta”.

Quando sente “Zeta” in qualche cognome o altro, non ci vede più ! Dall’alto del suo metro e novanta circa, con quel suo sorriso alla Cassio, parla sporco contro quel buon diavoletto di Zampa che, da uomo maturo e di esperienza, lo compatisce e lo perdona comprendendolo e mandandolo, in cuor suo, leggermente vaffanculo.

Indimenticabile la tiritera di Zampa in un consiglio comunale dove sosteneva… :

“Contesto Inoltre l’atteggiamento, quanto meno ineducato, tenuto dai consiglieri di maggioranza, ed in particolare dall‘ “Innominato” (ndr) e dal conàto (ndr), durante il dibattito in Consiglio comunale, i quali piuttosto che dare spiegazioni e giustificazioni……, si sono ampiamente impegnati, come spesso accade nei confronti di chi in Consiglio esprime pareri di dissenso verso il loro operato, ad offendermi nella dignità e nella persona, offrendo un’immagine indecorosa e diseducativa al pubblico presente, alla faccia dell’immagine di legalità e democrazia che un amministratore deve trasmettere, esercitando in tale modo una forma metodica e sistematica di <terrorismo intimidatorio>, fatto non di armi, ma di colpi di maleducazione, verso chi come me esercita la propria funzione democratica di Consigliere comunale. Preannuncio fin o’ora che anche io, come già fatto dal consigliere Giacomo Zara, presenterò le mie rimostranze al Prefetto per un richiamo al vivere civile ed al rispetto .”  Questo dichiarava Zampa.Ed a questo avevano assistiti, basendosene ed indignandosene, i cittadini presenti a quel consesso pubblico.

Si sparla anche di Zara cercando di riversargli addosso cose inesistenti  per fiaccarne la voglia di fare ed il coraggio di dire cosa pensa sul come si dovrebbe e potrebbe amministrare meglio e bene. Lui non demorde. Attacca, attacca, attacca. Offende con il suo discorrere rovinoso e carico d’ afrore nauseabondo.

Ecco perché l’ Innominabile lo sta scaricando.

Non è più come prima, non è più il suo pupillo, il suo erede naturale alla guida della Cosa Pubblica. E’ si sempre il suo conàto preferito, ma è strategicamente necessario e utile, se si vuol salvare capra e cavoli, aprire all’ esterno, a quel mondo, indecifrabile ed indefinibile ma sempre presente, delle Grandi Famiglie di Elettori e di pregiati e ricercati Portatori d’ Acqua che hanno sempre fatto grande il Partitone. Quelle stesse  Famiglie che hanno garantito, con i loro ripetuti “passi indietro”, l’ avanzare della attuale arroganza al potere. E’ giunto il momento di ridare a Cesare quello che è di Cesare. E’ salutare, se si vuole perpetuare il potere mantenendolo saldamente nelle proprie mani, riconoscere il merito a quelli che in totale silenzio e spirito di corpo e sacrificio hanno garantito la loro inattaccabilità in termini numerici.

E’ però giunta l’ ora di mollare. Passare lo scettro sindachesco in altre e robuste mani, sempre e comunque in ambito familiare, ma comunque a persone che hanno dalla loro una ricchissima ed antica storia politica di tutto rispetto.

Crediamo sia possibile, ad oggi, affermare che “Habemus Sindicum”. 

L’ Innominabile e l’ Incompatibile potranno trovare ruoli diversi, di responsabilità e senz’ altro di prestigio, lo spazio c’è tutto e le occasioni non mancheranno.

Sarà fantapolitica ?

E’ troppo presto per dire cosa accadrà nel prossimo futuro ?

Chissà. Negli ambienti che “contano” si vocifera  che è tempo di cambiamenti.

Sa Pulizia farà un po’ di chiarezza e servirà a far fare un bel bagno di umiltà ai Prosoppopeici. I trombati  naturalmente sono avvisati.

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