Le Olimpiadi della Politica n°1- I Sardisti verso una nuova scissione ? Il sodalizio Piretta&Sanna si avvia verso la fine ? Cosa succede nel PSd'Az ? Le riflessioni di Franco Piretta e le sue v

Pubblicato il da Totoi Fadda

Alcune note...

 

Non è da sottovalutare l' intervento che Franco Piretta, dirigente Nazionale del PSd'Az, ha pubblicato sulla sua pagina di Facebook, dividendolo in ben tre "capitoli".

Una sorta di Cronaca in diretta che racconta questa Odissea politica che coinvolge tutto il Partito, una decisione certamente sofferta, che ripercorre e ricostruisce - dal suo punto di vista naturalmente ( "la mia verità" sostiene) -  quanto è maturato in questi ultimi mesi in previsione delle imminenti elezioni regionali.

Il PSd'Az, un partito che ha una storia di tutto rispetto ma che non è mai riuscito a realizzare il suo disegno primario - stante anche le puntuali divisioni di vedute, di appagamento di ambizioni personali e altro -  un disegno dicevamo che verteva principalmente sulla realizzazione della tanto agognata Indipendenza e Sovranità sul nostro territorio, oggi deve affrontare una ennesima e difficile prova. I maligni, e tali rimarranno, prevedono una possibile ulteriore scissione.

Conoscendo Piretta, libero pensatore, una fortissima e appassionatissima storia personale e familiare dentro il Partito Sardo d' Azione, uomo sincero  e schietto, un militante e dirigente  nazionale che non si nasconde dietro banalità scontate, si pone, attraverso queste sue "confessioni" o "Manifesto Politico", alcune domande ed interrogativi sugli ultimi sviluppi verificatisi sul fronte interno e sulle decisioni assunte - senza peraltro essere state condivise preventivamente con il guppo dirigente -  da personaggi di spicco a partire dal Presidente Nazionale Giacomo Sanna.

Maretta o marosi violenti dunque in casa Sardista ? Malpancisti delusi a causa di perdita di terreno e potere oppure una rivendicazione al diritto alla autonomia politica ed al rispetto dei programmi e, in primis, dello Statuto del partito ?

Non è ancora ben definita la "Questione Sardista". Credo che nei prossimi giorni potremo capire cosa accade e cosa potrà accadere nel prossimo futuro di questo partito che rischia, se non si ridefiniscono i ruoli ed i compiti, di essere ulteriormente indebolito.

Vi presentiamo il primo articolo. Leggetelo con attenzione e passione perchè tante cose vengono dette tra le righe. 

 


 

 

LE OLIMPIADI DELLA POLITICA

(o delle elezioni)

di Franco Piretta

 

 

franco-piretta.jpg
Ero deciso a stare zitto almeno fino al prossimo Consiglio Nazionale, ma gli ultimi accadimenti, che si susseguono con frenesia, mi spingono ad alcune riflessioni. In parte perché non trovo più utile il silenzio, ma principalmente perché, pur parlando poco, spesso, a fronte di mie minime esternazioni, sento montare nei miei confronti un sentimento di ostilità e di emarginazione.
Chi mi conosce sa che la cosa non mi preoccupa, però vorrei arrivare ai prossimi appuntamenti con la mente libera, dopo aver scritto il mio pensiero, nella certezza che solo così, se servirà, potrò essere utile.
Premetto che parlerò di molte persone, tra i quali Maninchedda, Giacomo Sanna e Giovanni Colli e di alcuni fatti (Laboratorio Gallura e alcuni dei leader che vi hanno partecipato) per cui, per salvaguardare l'integrità psichica dei tre amici che mi seguiranno, lo farò con più post in diversi giorni.
Per iniziare, introdurrò una metafora che riprenderò alla fine per le mie brevi conclusioni.
Sembra di essere alle olimpiadi, nel settore atletica, nella sezione mezzofondo, dove la gara si vince non con la sola forza, ma necessita anche di molta strategia.
Alcuni cercano di ingaggiare una lepre, altri fanno delle false partenze per fiaccare la concentrazione degli altri concorrenti. Piccoli gruppi si mettono d'accordo per tirarsi a vicenda, altri pensano di partire a tutta birra sperando di sorprendere tutti e c'è persino chi confida che il vento a favore supplisca alle energie mancanti. L'obiettivo è uno solo: vincere la medaglia d'oro.
Già. Perché in questa strana metafora non ci sono altre medaglie. O oro o niente. Chi arriva secondo riceve un misero premio di consolazione: entra in Consiglio Regionale nella quota di minoranza. Per tutti gli altri niente. Una legge elettorale "barbara" impedisce ai candidati alla Presidenza di candidarsi anche nei listini circoscrizionali. Prevedo più di un aspirante governatore che supererà il 10% dei voti validi e dovrà lasciare il posto in Consiglio a qualche ininfluente peones che non supererà le 2.000 preferenze.
Ora cerco di tornare alla realtà mettendo in cronologia i fatti, che più ci interessano, per come li ho percepiti.
Nel PSd'Az Paolo Maninchedda mette a punto la teoria del "Partito dei Sardi". Si cerca di spiegargli che già nel 1921 un gruppo di ex combattenti ed intellettuali ha avuto la sua stessa intuizione e ha dato vita al Partito dei Sardi chiamandolo "Partito Sardo d'Azione". Oggi la sua idea sarebbe un doppione di ciò che già esiste. Gli consigliamo di rivedere le sue posizioni e lui sembra capire ponendo due condizioni che ci annuncia in un CN a Birori:

  1. il PSd'Az deve candidarsi alla Presidenza della Giunta (si propone egli stesso o meglio viene proposto da Giacomo Sanna)

  2. nel sistema bipolare, oltre ai partiti identitari, l'interlocutore privilegiato è il centro-sinistra.

Per logica chiede (anche se non per primo) l'immediata uscita dalla Giunta e dalla maggioranza di centro-destra. Trova un gran consenso.
Si lavora per perfezionare tutto questo nel prossimo Congresso Nazionale ma, arrivati quasi alla scadenza, Maninchedda ha una ulteriore richiesta: chiede che sia il Congresso stesso a dargli l'mprimatur di candidato Governatore. Nasce un conflitto di competenza. La sua richiesta andrebbe oltre le regole Statutarie e, soprattutto, se il progetto fallisse il Partito si troverebbe costretto a celebrare un nuovo Congresso per modificare il deliberato assunto. Si cerca di promettergli che il prossimo Consiglio Nazionale agirà secondo le sue richieste, ma Maninchedda non si fida (a torto o a ragione) e decide all'ultimo minuto di non partecipare ai lavori congressuali. Questo mette in grossa difficoltà tutti i delegati inclusi i suoi molti sostenitori. Comunque il congresso elegge all'unanimità i propri organismi e lo stesso Paolo partecipa ai lavori del nuovo Consiglio Nazionale anche se in una posizione di "eremita", come egli stesso si definisce.
Il resto è storia recente. Come fulmine a ciel sereno, Maninchedda rompe gli indugi, esce dal PSd'Az e fonda il "Partito dei Sardi" in sintonia con un altro molto apprezzato intellettuale sardista Franciscu Sedda. Nella loro prima uscita chiedono di entrare nella coalizione di centro-sinistra e di poter partecipare alle elezioni primarie di quello schieramento. Attendiamo gli eventi, con i miei personalissimi e sinceri auguri di buona riuscita.

 


I commenti degni di nota:

 

Lidia Fancello: Carissimo Franco, ho avuto modo di apprezzare il tuo coraggio e la tua sincerità (oggi merce rara) sia in consiglio nazionale, sia alla scuola estiva dell'ALE ad Olbia. Il tuo discorso al meeting, ispirato, alto, commovente mi ha fatto comprendere come ancora in questo grande partito ci siano molte persone che sono ancora capaci di profondere impegno e cuore in ciò che fanno. Ma non hai solo parlato, Franco, mi sei stato vicino alla vigilia dell'ALE, mi hai aiutata e incoraggiata in quelli che si chiamano ”fatti”, non parole. Come qualsiasi “pizzinnu d'andera” hai avuto l'umiltà di metterti a disposizione dell'organizzazione e Dio solo sa quanto ne avessi bisogno di una mano. È grazie alle persone come te che non mollo anche quando sono stanca e amareggiata e mi piacerebbe mandare tutto a quel paese, perché non me lo ha detto il medico che debbo per forza occuparmi di politica. Mi piace il tuo parlare aperto, mi piace che fai nomi e cognomi, Dio ti ringrazio, finalmente qualcuno che nomina Maninchedda! Ultimamente sembrava che avesse assunto l'importanza funesta di ”Voldemort” colui che non deve essere nominato. Se ne è andato, ha lasciato cuori infranti, gente che tiene ancora i piedi in due staffe, disorientata. È giusto che tu racconti i fatti, così come sono accaduti senza mistificazioni, dopodiché ognuno farà le proprie scelte senza paure o condizionamenti e sarebbe ora anche di sbrigarsi, poiché i danni di questa incertezza potrebbero iniziare a farsi seri. Lo so, lo so qualcuno mi dirà che i sardisti ci stiamo dando così in pasto all'opinione pubblica e che i panni sporchi si lavano in famiglia e tutta una serie di menate che ne seguono. Persone libere ecco ciò che siamo, e per quelli che se la godono pensando che il proprio partito viva nell'assoluta purezza e democrazia dico: chi è senza peccato scagli la prima pietra. Il mondo dell' indipendentismo è funestato da una corrente trasversale di “Dolcianiani” che inneggiano alla purezza politica, predicano la fine dei tempi che è vicina, chiedendo a noi tutti peccatori, sardisti in prima fila, di fare penitenza "Penitenzia agitem” e non esitano pertanto a "massacrare” politicamente chi si mette sulla loro strada. Io sto al mio posto, nel mio partito e come te cerco di dare il meglio e tutto ciò che posso fare per la causa indipendentista lo faccio, scegliendo una via pacifica molto più accidentata di quella che vuole che tutti si rotoli giù da una rupe, chi si salva si salva dopodichè Dio riconoscerà i suoi. Grazie Franco e se tu me lo permetti, vorrei condividere questo post con gli amici del Laboratorio. Avvidecci sani. Lidia

4 settembre alle ore 21.38 ·

 

 


Carlo Spano: ... L'unico coraggio che ci può essere in queste circostanze, è schierarsi senza indugi con chi sta portando avanti il sogno INDIPENDENTISTA, e sapete bene tutti, che tutto l'altro sono solo chiacchiere e la ricerca di un posto nel consiglio regionale (l'oro di cui si parla), non la liberazione della Sardegna e della sua INDIPENDENZA. Ho fatto parte del P.S.d'AZ. per tantissimi anni, anche in Consiglio Nazionale, ho rappresentato il partito nelle istituzioni Sarde come assessore, conosco tutti questi intrighi e non mi stupiscono, una volta schierati a sinistra un'altra a destra, sempre per( l'oro), vi siete dimenticati forse della stretta mortale dell'allora P.C.I.? (1984), presidente Mario Melis? tacciato allora da DE Mita come mezzo terrorista? Solo perchè si parlò di INDIPENDENZA? Chi si ricorda di quel periodo sa dei processi che vennero intentati nei confronti degli allora dirigenti del partito. Tenetele bene a mente queste cose, leggiamo la storia del partito, il P.S.d'AZ. non ha mai avuto amici nei partiti italiani, questi fatti forse ci aiuteranno in futuro per evitare di prendere ancora una volta decisioni non sufficientemente ponderate, ho mollato il P.S.d'AZ. nonostante ne abbia ancora una grande stima, per quel che ha rappresentato e rappresenta, per schierarmi apertamente con chi porta avanti con altrettanta chiarezza il sogno INDIPENDENTISTA, che oggi più che mai è così vicino e attuale, non vanifichiamo questa meta ... Mario Carboni tu sai di cosa parlo, già nel 1981 (Congresso di Portotorres), ho avuto modo di apprezzare le tue grandi capacità di SARDISTA e di mediatore, Tu puoi fare la Tua parte in questo momento storico ... Grazie ...

5 settembre alle ore 10.01

Con tag Prima Pagina

Commenta il post