Il Businnes sull' anziano è la causa principale di questo "incidente di persorso" e la incombente caduta nella polvere ? Oppure c'è ancora dell' altro da sapere ?

Pubblicato il da Totoi Fadda

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Ittiri,9 agosto. Chi  avrà ragione ?

I giudici che, giustamente e su una denuncia ben precisa e dettagliata, indagano sulla vicenda della "Cura Dore" e sulle violenze, correlate alle cure,  che hanno subito le povere vittime ?

Hanno forse ragione da vendere i giornali regionali, i blog, i giornali on line ed i network stracolmi di ipotesi, ragionamenti, esclamazioni di dissenso e qualcosina in più ?

Tutto questo è accaduto perchè ?

Analizziamo tutti insieme le ragioni, le ipotesi, gli obiettivi del come si sia giunti a vessare, se è vera l' accusa, dei poveri anziani disabili. Per soldi ?

E' proprio questa la motivazione ? La innata fame di sghei ? Noi non lo crediamo. Resteremo di questa opinione sino alla dimostrazione totale delle responsabilità. Solo allora scateneremo tutto il nostro disappunto ed indignazione.

 


 

E’ difficile credere alle accuse che Davide Casu, l’ ex presidente dell’ Associazione AION di Ittiri, muove contro tutto l’ apparato organizzativo che ruotava, e tutt’ora ruota, attorno al neurologo Dott. Giuseppe Dore .  Accuse gravissime e pesantissime che, se confermate e surrogate da prove e testimonianze certe a sostegno delle tesi e delle accuse dell’ ex socio, determineranno la fine non solo della carriera professionale dei quattro medici che, sino a sentenza definitiva, sono da considerare persone perbene, ma anche una sorta di fine sociale che culminerà in quella più subdola e dolorosa che è propria dell’ emarginazione totale dal mondo del lavoro. Di quel mondo che è stato sino ad oggi la passione di tutta una vita di studio e sacrificio dei quattro professionisti. Sono in tanti i cittadini ittiresi che si domandano come sia stato possibile che agli anziani disabili, con patologie fortemente invalidanti quali la demenza e l’ Alzheimer, siano stati “torturati” e “picchiati” all’ interno di quello che oggi viene definito il “Lager dei Dementi”. Anziani, malati e disabili, che a ben guardarli incarnano i nostri cari, i loro volti riportano alla mente il viso dei nostri cari, affetti anch’ essi da patologie similari, e che sono accolti con amore e dedizione ricambiando così le  attenzioni amorevoli che ci hanno dedicato in modo esclusivo durante la nostra infanzia. E non solo. E’ dunque lecito e doveroso domandarsi, e su questo Davide Casu, stando ai fiumi di inchiostro spesi in questi giorni, che si è autoaccusato di gravissime sevizie inferte a queste persone indifese ed inermi, incapaci di una qualsiasi reazione di difesa, dovrà dare risposte a tutti noi ittiresi ma anche alla sua coscienza. Semprechè ne abbia una. Ed è anche lecito domandarsi, scacciando il pensiero che tutto questo possa essere vero, che dei seri professionisti, padri di famiglia, nella loro qualità anche di nipoti e figli di persone di una certa età, quindi soggette a precipitare nel vortice della patologia dell’ Alzheimer o della demenza in generale , si siano potuti macchiati di questo peccato originale, malefico. Una sorta di vessazione demoniaca.

aion 4Come è potuto accadere e permettere, quello che va sostenendo Davide Casu, ai danni di queste persone Anziane ? Eppure i medici, di ogni ordine e grado sostengono da sempre che uno dei punti di riferimento della loro professione e del loro profondo credo è proprio quello del rispetto della dignità dell’anziano che si deve tradurre nel di­ritto pieno ed esercitabile a svolgere una esi­stenza al 100%.

Diritto vero per tutti gli anziani, autosufficienti e non, in condizioni economiche difficili e non. Lo scenario futuro dell’universo anziano, garantito da specialisti del settore e dalla continua ricerca di diverse e più positive soluzioni, dovrebbe essere molto diverso dall’attuale. I nostri anziani, e noi che saremo quelli di domani, ma già in gran parte quelli di oggi, dovrebbero essere anziani meno provati da condizioni di vita e di lavoro difficili. Dovrebbero essere anziani più ricchi, grazie ai progressi del sistema pensioni­stico, dovrebbero essere anziani più sani, grazie alle mi­gliori cure e alla migliore qualità di vita. Ma non sempre è così. Ed in questo contesto si inquadrava bene e credo, salvo sentenze e dimostrazioni negative, si incuneava bene questa nuova “Cura Dore” che avrebbe consentito ( e credeteci si spera possa consentirlo nell’ immediato futuro non appena cessata la bufera) di limitare e di molto il numero degli anziani che chiedono assi­stenza e beneficenza con forti costi per le comunità. La “Cura Dore” probabilmente poteva creare le condizioni ottimali per aver anziani più autosufficienti e che esigono e meritano una nuova cultura di cura, integrazione e socializzazione. Non avremmo parlato di questo problema se non avessimo un minimo di fiducia nello studio e nel percorso specialistico di Dore, e nella sua particolare teoria della Psiconeuroanalisi. Giuseppe Dore crediamo sia da ascrivere tra quelle persone che vivono dentro il mondo complesso, difficile, spigoloso e variegato degli anziani. In particolare in quell’ universo ancora tutto da scoprire che è la demenza e in particolare quella maledetta e subdola patologia o che dir si voglia  malattia di Alzheimer che “ruba” i ricordi e la memoria storica dei nostri cari.

 La “Cura Dore”, per come viene presentata nel sito dell’ AION, è, o dovrebbe essere, se dimostrata ampiamente da dati scentifici e da protocolli di cura certi e certificati dalle più alte istituzioni scientifiche, quello che è necessario fare per gli anziani con quel tipo di patologia invalidante ed invasiva. Traspare tutta la volontà di garantire, a questi “vecchi non autosufficienti”, una cura medica non più di quarto o quinto grado ma bensì di primissimo grado, capace di guardare alle correlazioni e alle possibili complicanze. La teoria e la pratica della Psiconeuroanalisi non riguarda il “bisogno dell’ attesa della morte” ma, parrebbe, una medicina, una “Cura” che invece cerca la vita. Alla base di tutto, così la interpretiamo noi, c’è la “voglia” di far vivere i “vecchi”. Abbiamo la speranza che il dovere di rispettare i diritti sia incombente in tutte le famiglie che hanno al proprio interno un anziano disabile, ed è un dovere che va sostenuto.

Infine volevamo aggiungere che uno dei maggiori “maltrattamenti” che tutti noi facciamo, forse inconsapevolmente, all’ anziano è proprio quello di calpestare i suoi diritti alla salute e al dovere di garantirgli una migliore qualità della vita. La cosiddetta “Cura Dore” era orientata in questa direzione ? Non siamo specialisti del settore quindi non possiamo dare certezze. Ma vorremmo sollevare un semplice dubbio: ogni malato di demenza compreso l’ Alzheimer, costa all’ anno (fonte Nuova Sardegna di oggi 9 agosto) circa 30 mila euro per l’ utilizzo di farmaci e altro. La “Cura Dore” elimina, per loro stessa ammissione, il ricorso ai famaci con un risparmio di circa 450 mila euro all’ anno. Dove stà la violenza ?  

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