Il Movimento Pastori Sardi riprende la lotta di rivendicazione: Occupata alle 12.00 di oggi la 131 Sassari - Cagliari.

Pubblicato il da Totoi Fadda

 

mps

Oggi alle 12.00 circa il Movimento Pastori Sardi ha occupato la strada statale 131 che da Sassari Porta a Cagliari. L' azione, voluta dai lavoratori della terra, ha come scopo quello di verificare la solidità del Movimento per le prossime azioni di lotta che dovranno essere necessariamente affrontate nel propssimo futuro. Nella prossima settimana la lotta a tutela dell' economia Sarda e della tutela delle aziende avrà il suo culmine con una manifestazione generale unitaria con i commercianti, gli artigiani, gli autotrasportatori e quanti si sentano minacciati dalla crisi economica che rischia di mettere in ginocchio le categorie di lavoro più esposte alle intemperie del mondo finanziario e creditizio.

 

Di seguito il Comunicato dell' MPS.

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Pastori,

nonostante questi anni di dura lotta e di grandi manifestazioni  con  trasferte perfino in continente, di denunce e arresti, siamo ancora punto e a capo, niente si è mosso a nostro favore. Un governo regionale assente e truffaldino che attraverso la legge 15 (interventi per il settore agro-pastorale) legge da noi mai voluta e né sottoscritta  ha pensato di chiudere  la nostra vertenza in maniera misera e vigliacca giocando sullo sconforto e sulla stanchezza.

Pastori,

é ora di mostrare di che pasta siamo fatti, da subito dobbiamo serrare le fila e forti dell’ entusiasmo che da  sempre ci ha distinto dobbiamo iniziare una nuova stagione di lotte e una volta per tutte decidere il nostro destino costi quello che costi, ogni giorno che passa la nostra crisi si accentua diventando ormai insostenibile, da un  prezzo del latte che  ormai stagna da lungo tempo, dai costi delle materie prime che sono quadruplicate a una pressione fiscale del governo centrale con aumenti del gasolio agricolo dell’IMU su terreni e fabbricati, con l’aumento dei contributi INPS, una vergognosa  mazzata finale  a un settore già in ginocchio che in questi ultimi anni ha perso oltre il 50% del suo reddito.

Così non possiamo più andare avanti.

Pastori,

l’unico strumento che abbiamo ha disposizione e la protesta,  gridiamo con forza contro la classe politica chi ci sta assassinando giorno dopo giorno, contro l’industria di trasformazione che fa utili sulle nostre miserie, contro la burocrazia che ogni giorno aumenta di numero diventando sempre più inefficiente e aggressiva, contro il commercio poco trasparente che si sta arricchendo alle nostre spalle, contro le banche che non fanno più credito.

 

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