Il racconto della settimana : Il "caso Joussef Dahur" ed il Complotto miliardario

Pubblicato il da Sir Thotan Boyl

Il Complotto del “Caso Joussef Dahur”

1/a parte

(il riferimento a fatti e persone realmente esistenti è puramente casuale)



agente-segreto-1.jpg Dave, in cucina, stava in piedi alle spalle della sorella Jenny intenta a scrivere sul computer. La sua mano destra massaggiava la spalla sinistra di Jenny, lui la guardava con affetto. Le voleva un mare di bene a quella ancora ragazzina, sfortunata sin da piccola, madre di un figlio e in piena crisi coniugale. Nella sua vita ne aveva viste troppe, e ne soffriva ancora. Sin da piccola era affetta da una malformazione che tanti fastidi gli creava a livello neurologico. E lui, Dave, se ne era occupato in prima persona utilizzando tutti gli insegnamenti ricevuti in ben 26anni di collaborazione con Joussef che era stato il suo punto di riferimento di tutta una vita, ma anche la causa di tutti i suoi mali più intimi nonché responsabile, nella sua mente, della sua cacciata dall' Azienda.

<<Dobbiamo fargliela pagare - dice Dave ancora in piedi alle sue spalle - deve cadere in rovina lui e tutta la sua famiglia, lo rovinerò professionalmente e privatamente per tutto quello che mi ha fatto ! Devono pagarla cara anche tutti quelli che lo circondano e che mi sostituiscono indegnamente !>>.

Si tira su gli occhiali, Dave, con un motto di stizza.

Passa la mano sui lunghi capelli stirandoli all' indietro e adagiandoli sul colletto della linda camicia bianca. Con la sua mente va a ritroso. Si vede ancora adolescente dialogare con Joussef.

Raccontarsi i pensieri più intimi, dare sfogo e voce alle proprie sofferenze più nascoste, a quelle problematiche familiari, della difficoltà ad inserirsi in quella piccola comunità scolastica che lo rifugge e lo esclude. Joussef che invece lo incoraggia, lo tranquillizza e gli da una possibilità di riscatto includendolo nella sua stretta cerchia di amici. Gli apre le porte di casa, prima quelle della famiglia nativa, allargandone anche a lui una parte di affetto, e poi, già adulti, le porte della propria casa. Le porte del proprio nido d' amore investendolo dell' affetto e della fiducia della moglie e dei figlioletti di cui, di un pargolo, diventò anche padrino. Dave ricorda la loro passione per Rambo, altro legame fantasioso ed originale quanto si vuole ma che li unisce come fratelli. Un eroe di celluloide certo ma che rappresentava il loro ideale di personaggio, che utilizzava la forza fisica per difendere le persone deboli, che raddrizzava le storture, che metteva tutte le cose al loro posto. Avevano una devozione ed una ammirazione, ambedue, per John Rambo, che rasentava il fanatismo. John un eroe molto più introverso e d’azione, incompreso ed emarginato. Come riteneva d' essere Dave. Si dilettavano anche nei fotomontaggi, sovrapporre le loro immagini sul corpo scultoreo e muscoloso di John, John Rambo.

Dava loro un senso di sicurezza e di forza.

<<si – gli fa eco Jenny intenta a firmare un post anonimo come Zero Inverno– come ha potuto mandarti via dalla tua creatura ? Proprio adesso che si iniziava a vedere qualche soldo ? Proprio adesso che potevi realizzare tutti i tuoi sogni e diventare un protagonista assoluto ?>>.

Dal soggiorno, quello che sarebbe diventato di lì a poco il suo ex marito, Giosuè la guardava con amore e con disappunto allo stesso tempo. Non approvava questo suo dare troppo retta al fratello esuberante, strano, che si presentava alla sua porta ogni volta che si metteva nei guai e che stravolgeva la tranquillità familiare e la pace interiore della sorella. Un fratello che lui considerava un inconcludente, uno che dove mette le mani rovina tutto. A partire proprio dal suo matrimonio.

Sentiva però che questa volta c' era qualcosa di diverso nell' aria.

Vedeva Dave sempre in compagnia di uno strano personaggio, tal Brubrhano si chiamava, che aveva tutte le parvenze di un agente segreto. Uno che lavorava per qualcuno o qualcosa di ancora indefinito. Una grande industria ? Un avvocato ? Era sempre in borghese, gentile e disponibile. Sempre pronto a soddisfare tutte le richieste di Dave e della sorella. Aveva cercato anche di coinvolgere Giosuè, fargli dire e sottoscrivere testimonianza di un certo tenore. Bisognava accumulare materiale accusatorio per dare corposità al complotto. Sì, il Complotto del “Caso Joussef Dhaur”!

Gli ingedienti di questo giallo noir ci riporta alla mente il famoso “Complotto dei Medici (o l'Affare dei Medici)” che fu un caso giudiziario, che fece scalpore negli anni '50, montato ad arte a carico di alcuni medici dell' Unione Sovietica, accusati di aver attentato alla vita di diversi leader sovietici. Le false confessioni che dovevano servire a coinvolgere altri medici estorte con la promessa di chissà quali benefici, fornivano la prova della presenza di un complotto organizzato per "assassinare dirigenti del partito, dello stato e dell'esercito, attraverso metodi di cura notoriamente errati". Non mancò, in quel complotto, una regolare e puntuale e puntigliosa Campagna di stampa. Le prime notizie dell'arresto dei medici e i dettagli del "complotto" comparvero sulla Pravda in un articolo dal titolo "Sotto la maschera dei professori-dottori: Spie e assassini infami". Mentre proseguiva la campagna di stampa nel paese si faceva strada l'ostilità della popolazione nei confronti dei medici.

Il complotto di Dave ha delle forti somiglianze e analogie con quei fatti degli anni '50. Ci sono infatti i protagonisti principali che hanno delle similitudini: i medici, i pazienti, i testimoni-torturatori, i fotomontaggi, i giornali di apparato, i giornalisti che intessono legami particolari, l' immancabile agente segreto o depistatore che rispetta tutti i canoni del classico film di spionaggio e che ha come funzione quella della costruzione di prove falsamente vere.

(continua)

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