Il rilancio dell' economia ittirese passa attraverso la rivalorizzazione delle nostre imprese artigiane e del rilancio del commercio. La politica cosa vuole fare ?

Pubblicato il da Totoi Fadda

Finalmente gli Artigiani ed i Commercianti di Ittiri sostenuti, anche se in modo ancora virtuale da tutte le piccole aziende che compongono il variegato mondo delle Attività Produttive, si sono incanalati nel sentiero giusto che dovrebbe portarli, se riescono a resistere ai prevedibilissimi attacchi distruttivi dei soliti noti, verso la creazione di una organizzazione compatta e propulsiva che ne tuteli e rilanci l' attività. Questa Antica Categoria ha fatto conoscere Ittiri, non solo nella nostra Regione e Nazione, ma anche nel Mondo; questa Antica, ma sempre moderna e attuale, Categoria è sempre stata il motore scattante della nostra economia locale. E’ stata sempre al centro di ogni evento importante e di ogni creazione di un certo rilievo, verificatosi in tutti i settori produttivi, grazie alla preparazione professionale delle proprie maestranze e grazie al coraggio dei nostri imprenditori che sapevano conciliare la visione strettamente imprenditoriale con la fantasia creativa e la alta professionalità. Non parlo solo dei nostri Maestri Muratori, dei nostri Antichi e mai dimenticati “Piccapedreros”, dei nostri migliori Falegnami (“Mastros de ascia”), dei “Frailatzos”, ma di tutte le altre attività qualificanti che rientrano in quella sfera delle “Arti e Mestieri” che ci hanno sempre qualificato. Insomma, per dirla in breve, una Antica Categoria che è ancora oggi l’ Ossatura Economica Portante di Ittiri. Ieri sera dunque, 20 aprile, alle ore 21.00 si è tenuto il primo di una serie di incontri che ha avuto lo scopo di stendere le basi per la fondazione di quello che dovrà diventare nel prossimo futuro, stando alla nostra visione e speranza, un movimento che dovrà far decollare non solo l’ economia di Ittiri, ferma al palo da troppo tempo con la colpevole complicità dell’ incapacità programmatoria della politica locale, ma anche le Idee di Innovazione e di Rilancio di quelle che sono le “Maestrie” di tutti i comparti produttivi. Scrive Vincenzo Casiddu, un giovane artigiano, sulla sua pagina di facebook :
Ieri a Ittiri incontro degli artigiani, un grande presa di coscienza della grave situazione finalmente, si cercano le ragioni di questa situazione e le possibili soluzioni. Viene da prima attaccata l'amministrazione comunale che con i suoi rappresentanti si difende argomentando i loro atti con l'impossibilità di superare le regole sempre imposte dall'alto ,con la carenza di liquidità da poter investire nel territorio. Alcuni artigiani hanno proposto la riduzione delle tasse comunali in materia di rifiuti, altri dicono che per affrontare il mercato bisognerebbe consorziarci per gli acquisti dei materiali ,altri ancora chiedono che venga ristrutturato il centro storico, qualcuno propone di fare scuole di formazione per scalpellini per garantire la continuità sulla lavorazione della trachite . Tutte le proposte fatte ieri vanno bene ,però già da un anno fà nell'assemblea permanente nella sala consiliare del nostro comune si e iniziato un lavoro di individuazione delle possibili soluzioni ,si sono gettate le basi per la nascita del movimento ARTIGIANI E COMMERCIANTI LIBERI e dopo incontri, manifestazioni si e visto come unica soluzione quella di chiedere ai nostri governanti l'attuazione della zona franca integrale in SARDEGNA .”

Una espressione dunque di chiaro gradimento dell' iniziativa, partita da un piccolo gruppetto di piccoli imprenditori di svariate categorie i quali hanno inteso allargare, a tutti gli artigiani e commercianti di Ittiri e del circondario, questa esigenza di riorganizzazione per riprendere in mano le sorti economiche della Città di Ittiri e la vita delle proprie aziende. Era prevedibile una reazione di difesa da parte di chi è stato chiamato ad amministrare la nostra comunità e che si affrettassero a scaricare tutte le responsabilità delle cause di questa gravissima crisi su altri, ai piani alti della politica nazionale. E' anche però corretto non imputare, a chi oggi tiene le redini ed i cordoni della cassa, dell' amministrazione della cosa pubblica tutte le responsabilità, anche se in minore misura vi sono. Una fra le tante quella dell' indifferenza istituzionale corredato da quell' antipatico vuoto rappresentato dalla poca voglia e volontà di interloquire per studiare, tutti insieme, delle possibili soluzioni e vie d' uscita. E' mancata e manca ancora quella volontà politica ed amministrativa nel voler risolvere alcune piccole problematiche che possono alleviare il grave peso che ricade sulle nostre imprese locali. La politica locale attende sempre se qualcuno alzi la testa per mettere in moto tutti i meccanismi a sua disposizione per muoversi e per dimostrare di essere sensibili e disponibili. Se nessuno alza la testa, pone problematiche e indica soluzioni, si fa finta che tutto proceda nel migliore dei modi. Alcune volte, così come è accaduto in vari frangenti della vita politica ittirese, bastano una, due o tre riunioni con le Confederazioni di categoria amiche per sentirsi con la coscienza apposto, per sentirsi appagati dell' aver assolto ad un dovere istituzionale. Naturalmente senza muovere un dito per cambiare lo stato delle cose. Purtroppo da chi oggi è alla guida della nostra comunità ben poca cosa è stata fatta per sostenere il commercio, gli artigiani, gli esercenti e le piccole e medie imprese. Oppure si crede davvero che una manifestazione quale quella di Prendas, che riveste una importanza strategica di non poco conto se indirizzata per il verso giusto, possa bastare a risollevare e risolvere tutti i problemi dell' economia della nostra città ?

E credo sia questo il grido che hanno inteso lanciare i nostri Artigiani e Commercianti i quali rivendicano la loro “centralità” per riappropriarsi di quel ruolo strategico che dovrebbero rivestire nelle politiche di rilancio di Ittiri, della sua economia, della sua rivalorizzazione nell' ambito del territorio provinciale e per dare finalmente una via d'uscita ai tantissimi padri di famiglia disoccupati che non riescono a vivere in modo decoroso.

Riusciranno in questa impresa i nostri Artigiani e Commercianti e tutti i titolari delle piccole e medie aziende di Ittiri e del circondario ? Attendiamo propositi e politiche di rilancio.



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