Il Signoraggio.

Pubblicato il da Da Internet


Come nasce e cos'è il signoraggio?

Il COLIMO

si ringrazia Salvatore Tamburro per la sua collaborazione

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Il Signoraggio è una "truffa" colossale nata e cresciuta grazie a ignoranza, censura, disinformazione. Ma se il signoraggio è un abuso dell'ignoranza popolare, visto che come argomento viene in pratica tenuto segreto, dall'altra parte si tratta di uno strumento potentemente eversivo in una società, come la nostra, dove i soldi sono potere.

Il signoraggio è la differenza tra i costi di produzione della carta moneta e il suo valore nominale.

Il termine deriva dal francese "seigneur", che in italiano significa "signore". Nel Medio Evo infatti erano i signori feudali i titolari del diritto di battere moneta e i beneficiari del guadagno che ne derivava. Oggi gli economisti intendono per signoraggio i redditi che la banca centrale e lo stato ottengono grazie alla possibilità di ricreare base monetaria in condizioni di monopolio.

Nell'antichità, quando la base monetaria consisteva di monete in metallo prezioso, chiunque disponesse di metallo prezioso poteva portarlo presso la zecca di stato, dove veniva trasformato in monete con l'effigie del sovrano. I diritti spettanti alla zecca e al sovrano erano esatti trattenendo una parte del metallo prezioso. Il signoraggio in tale contesto è dunque l'imposta sulla coniazione, noto anche come diritto di zecca. Il valore nominale della moneta e il valore intrinseco delle monete non coincidevano, a causa del signoraggio e dei costi di produzione delle monete.

L'imposta sulla coniazione poi serviva a finanziare la spesa pubblica. Nel caso in cui lo stato possedesse miniere di metallo prezioso, il signoraggio coincideva con la differenza tra il valore nominale delle monete coniate e i costi per estrarre il metallo prezioso e coniare le monete. Già con i romani, da Settimio Severo si può parlare di signoraggio: questo imperatore dimezzò la quantità di metallo prezioso contenuto nelle monete, mentre lasciò invariato il valore nominale.

Ma le vere origini del signoraggio risalgono al 27 luglio 1694, quando il massone e banchiere londinese William Paterson fonda con alcuni fratelli la prima banca centrale al mondo: la Old Lady of Threadneedle Street, meglio conosciuta come Banca d'Inghilterra.

Non si tratta della prima banca in assoluto, perché già nel 1163 a Venezia esisteva un Monte fruttifero privato creato per favorire il commercio, per non parlare del Banco (o Casa) di San Giorgio del 1407 a Genova, vera e prima banca pubblica d'Europa.

La Banca d'Inghilterra è invece la prima Banca Centrale al mondo; la prima che stampò 1.200.000 sterline («notes of bank»), corrispondenti al debito di 700.000 sterline-oro che il Re Gu¬glielmo d'Orange aveva contratto proprio con essa. In pratica ha iniziato l'attività comprando il debito della Corona.

Proprio inerente alla Banca d’Inghilterra possiamo citare un passo di un famoso critico dell’economia politica, Karl Marx, che nel 1885 scriveva, nella sua opera Il Capitale , a proposito di questa banca centrale:

“Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694). La Banca d’Inghilterra cominciò col prestare il suo denaro al governo all’otto per cento; contemporaneamente era autorizzata dal parlamento a batter moneta con lo stesso capitale, tornando a prestarlo un’altra volta al pubblico in forma di banconote. Con queste banconote essa poteva scontare cambiali, concedere anticipi su merci e acquistare metalli nobili. Non ci volle molto tempo perché questa moneta di credito fabbricata dalla Banca d’Inghilterra stessa diventasse la moneta con cui la Banca faceva prestiti allo Stato e pagava per conto dello Stato gli interessi del debito pubblico. Non bastava però che la Banca desse con una mano per aver restituito di più con l’altra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all’ultimo centesimo che aveva dato. A poco a poco essa divenne inevitabilmente il serbatoio dei tesori metallici del paese e il centro di gravitazione di tutto il credito commerciale. In Inghilterra, proprio mentre si smetteva di bruciare le streghe, si cominciò a impiccare i falsificatori di banconote. Gli scritti di quell’epoca, per esempio quelli del Bolingbroke, dimostrano che effetto facesse sui contemporanei l’improvviso emergere di quella genìa di bancocrati, finanzieri, rentiers, mediatori, agenti di cambio e lupi di Borsa. “

La banca di Paterson si trovava quindi, oltre ad essere proprietaria di un capitale sul quale percepiva gli interessi, a disporre di una massa monetaria fittizia non corrispondente a nessuna ricchezza reale, con la quale può intraprendere fruttuose operazioni finanziarie o concedere prestiti sui quali percepire altri interessi.

Per il governo inglese, che rinuncia a battere cartamoneta in proprio, comincia così la lunga e mai terminata sequela di interessi da versare alla banca, e per l'economia inglese è consentita la circolazione di denaro inventato, col quale illegittimamente si promuovono speculazioni finanziarie. L'esempio inglese, nei secoli successivi, è seguito da tutti i governi del mondo, fino alla situazione attuale, in cui nessun popolo è proprietario della moneta che utilizza, e dove tutti sono debitori delle banche private che battono moneta. Le banche, nel momento stesso della loro nascita, iniziano a creare moneta fittizia culminante con l'immensa massa di denaro virtuale oggi circolante nel mondo, dando vita a una colossale truffa ai danni dei popoli.

Emblematica è anche una frase detta nel 1773 da Amschel Mayer Rothschild, massimo finanziere tedesco, il quale dichiarava “la nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo Conferenze di Pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa avere benefici. Le guerre devono essere dirette in modo tale che entrambi gli schieramenti, sprofondino sempre più nel loro debito e quindi, sempre di più sotto il nostro potere”.



 

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prestiti 03/04/2011 10:05


Un post molto interessante ed utile!


mario 07/13/2010 20:31


Il Nuovo ordine Mondiale sta assumendo, alla luce di documentati studi, connotati sempre più misteriosi e inquietanti.

Rap italiano _Stupida Razza - Fabbro
http://www.youtube.com/watch?v=neC-hi0HYFU&feature=player_embedded

NWO-Rfid e Impronte Digitali?
http://www.youtube.com/watch?v=iacrfe6AFxQ&feature=player_embedded

NWO Nuovo Ordine Mondiale.. ecco cosa fare
http://www.youtube.com/watch?v=zxsKpLcJBP4

Combattere il NWO
http://www.youtube.com/watch?v=E_jSAUof3ig&feature=related

Aperto: i contenuti sono visibili a tutti.

Mario


antonio 03/18/2010 08:56


La questione della proprietà della moneta al momento della sua emissione
La Banca Centrale emette denaro per un valore, supponiamo, di mille miliardi di Euro. Quel valore, quei mille miliardi, di chi sono?
A chi appartiene la moneta, il valore del denaro, nel momento in cui viene emessa dalla Banca Centrale?
Alla Banca Centrale stessa, che quindi ha diritto di farsela pagare dallo Stato? O allo Stato, al popolo, che quindi non dovrebbe pagare né il denaro né gli interessi alla Banca Centrale quando ha
bisogno di denaro?
Si tratta di una questione fondamentale, perché dalla risposta che essa riceve, dipende essenzialmente l’indebitamento dello Stato.
Il fatto che l’esercizio del potere monetario attraverso la Banca Centrale è uno strumento di potere dei banchieri sullo Stato, trova conferma in come le istituzioni statali sono impegnate a
equivocare e a mentire in tutte le sedi, anche parlamentari, per coprire il fatto che la Banca d’Italia cede a caro prezzo denaro che a essa niente costa e a cui non è essa a dare il valore, ossia
il potere di acquisto.
Il potere di acquisto, glielo conferisce il mercato, la gente, attraverso la domanda di denaro. La Banca Centrale non ha “prodotto” il valore del denaro, eppure si comporta come se fosse
proprietaria del medesimo denaro, in quanto lo cede allo Stato (e alle banche commerciali) in cambio di titoli di Stato e controinteressate.
Questo fatto è paradossale.
È come se il tipografo, incaricato dagli amministratori della società calcistica organizzatrice di una partita di stampare 30.000 biglietti di ingresso per le partite del campionato, col prezzo di
€ 20 stampato su ogni biglietto, chiedesse come compenso per il suo lavoro di stampa € 600.000, in base al fatto che i biglietti che ha prodotto “valgono” € 20 cadauno. È vero che essi “valgono” €
20 cadauno, ma che essi abbiano un valore non dipende dal tipografo, bensì dall’associazione sportiva che ha formato la squadra, procurato il campo da gioco e organizzato la partita, sostenendo i
relativi costi e producendo la domanda di quei biglietti, senza la quali questi niente varrebbero.
Gli amministratori della società sportiva lo sanno bene, ma il tipografo in parte li ricatta e in parte li lusinga perché promette loro che, se gli pagheranno l’ingiusto compenso richiesto, egli
darà loro un lauto regalo e i fondi per farsi rieleggere alle prossime elezioni del consiglio di amministrazione. Altrimenti, finanzierà altri candidati e una campagna di stampa contro i
consiglieri onesti.
Antonio da Ittiri


Gioacchino 03/16/2010 10:15


E' bastato un solo accenno al Gas..ino che si stà per abbattere sulla nostra cittadina e già quilcuno inizia ad essere sofferente.
L' argomento sarà certamente interessante. Non vedo l 'ora di leggere il resoconto che il blog non farà cartemente mancare.
Pezzi di ignoranti. Voi rappresentate il gruppo dei mariuoli che hanno messo "le mani sulla città". Non passerete !


Gianburrasca 03/15/2010 19:59


Ritorno a scrivere dopo un lungo periodo di assenza, in quanto gli argomenti ultimamente trattati non sono interessanti per molti, e snatura totalmente la natura stessa del blog. Ai sapienti e
saccenti che l’euflazione va bene ma non i momenti come questo.
Ci piacerebbe conoscere le novità sulla nostra amministrazione.


gianburrasca 03/15/2010 19:55


Ritorno a scrivere dopo un lungo periodo di assenza, in quanto gli argomenti ultimamente trattati non sono interessanti per molti, e snatura totalmente la natura stessa del blog. Ai sapienti e
saccenti che


wwf 03/15/2010 16:16


ritiratevi...... non ci sono atre parole da definirvi. il nostro paese va male perchè esistono persone cosi..


Fiuto security 03/15/2010 08:25


Le indagini e le comunicazioni di servizio sino ad oggi pervenute ci consentono, nell' immediato futuro, di affrontare ed approfondire il tema della gestione del "GasNepotista" nella città di
Ittiri di prossimo decollo.
Mancano alcuni elementi importanti. In attesa delle informative richieste, invito i naviganti a godersi il discorso sin qui affrontato e riguardante il Signoraggio.
Da quanto abbiamo potuto capire il tema è davvero scottante.
Che Gas...ino !!


mario 03/13/2010 08:52


Per parlare della quantità di moneta che dovrebbe circolare.
L’euflazione, vero e proprio neologismo attualmente bannato anche da Wikipedia, descrive la condizione in cui la quantità di denaro in circolazione è correttamente bilanciata e capace perciò di
garantire un’economia sana. Dove sana significa a vantaggio dei cittadini, o meglio … della maggior parte di loro.
Inflazione e deflazione sono situazioni economiche di cui tutti parlano e che influenzano in maniera decisiva la vita di tutti, dal governo di uno Stato alla grande multinazionale, dalla famiglia
al piccolo risparmiatore. Esiste però un terzo concetto di cui nessuno parla mai:
l’euflazione. Di cosa si tratta?
L’euflazione è la quantità di denaro adeguata a garantire stabilità ai prezzi e a facilitare le transazioni commerciali nel modo più agile e meno costoso. È la situazione più vantaggiosa per i
cittadini, ma la più sconveniente per le banche. Le banche infatti si arricchiscono quando il denaro scarseggia, perché – creandolo dal nulla – possono prestarlo ai cittadini a tassi
d’interesse
estremamente alti. L’attuale mancanza di denaro in circolazione non è altro che il risultato di una strategia di arricchimento del cartello bancario.
L’euflazione è quindi una manna dal cielo per i cittadini. Ma allora perché nessuno ne parla?
Perché è un concetto tanto semplice quanto fastidioso e perché la cultura finanziaria è manipolata dal cartello bancario. I media non ne parlano, i governi non la incoraggiano e gli istituti
finanziari non la perseguono. Persino Wikipedia l’ha bannata! Secondo me per rompere questo muro di silenzio e denunciare al tempo stesso la falsità e la corruzione del regime monetario e
finanziario internazionale.
Come farà l’euflazione a liberarci dall’inflazione e a salvarci dall’attuale crisi finanziaria?
Quando il concetto di euflazione comincerà a circolare, sarà immediato comprendere che la messa in circolo di nuovo denaro rappresenta un contesto vantaggioso per l’economia dei cittadini. A quel
punto il cartello bancario non potrà più giustificare la mancata messa in circolazione di denaro nuovo con la scusa che questo crea inflazione, ovvero troppo denaro.
L’Euflazione secondo me e secondo moltissimi economisti è l’anello mancante dell’economia?
Per renderci conto che la crisi di liquidità in circolazione è voluta dalle banche e che la soluzione è semplice: mettere in circolazione denaro a costo zero. Tanto per cominciare, il denaro
necessario a sanare il cosiddetto debito pubblico si potrebbe avere a costo zero, se solo venisse creato dallo Stato
e non dalle banche. Perché pagare le banche, che ormai posseggono quasi tutti i titoli di Stato? Ma soprattutto perché continuare a pagare un debito matematicamente insanabile?
Mario


giovanni 03/12/2010 20:25


Il discorso di “ASIBIRI” spiega tutto l’ignoranza e la disinformazione che c’è nella gente, capisco che l’argomento trattato non è alla portata di tutti e ASIBIRI” purtroppo ne è la dimostrazione
lampante essendo abbagliato anche lui dalle asinate che fanno i sindaci di turno della nostra cittadina. Se l’argomento non piace ad asibiri, che vada a vedere i soliti programmi televisivi
SPAZZATURA tipo l’isola degli stronzi, dalle veline, stranamore, e i politici che appaiono in TV solo per litigare fra di loro, ma non vogliono risolvere i veri problemi della gente in quanto non
hanno, secondo me, il “fisico” per poterli risolverli. Ad Asibidiri rispondo che se si è “ROTTO LE PALLE” e se vuole sentir parlare di argomenti non alla sua portata… non è questo il luogo adatto
al suo cervello, questo per lui è un forum sbagliato, argomenti sul SIGNORAGGIO trattati come in questo forum, non è da tutti che si ha il coraggio di trattare… e chi vuole capire che capisca… come
Gioacchino non ha capito il discorso sul signoraggio che ho fatto prima, Gioacchì… leggilo attentamente e poi ripetimi se sono favorevole che la BCE stampi il denaro dal NULLA e lo presti allo
stato cioè a noi al prezzo nominale + gli interessi ed automaticamente i soldi prestati diventano DEBITO PUBBLICO! Ebbene se vuoi la risposta: è che io voglio che lo stato si riprenda la Sovranità
Monetaria in quanto non può esistere uno stato con la sovranità politica che non ha la Sovranità Monetaria e ti dirò di più il Signoraggio delle banche centrali è la più grande truffa che sia mai
stata perpetrata ai danni dell’umanità!!! Uno stato che non ha la sua moneta non è uno stato… e noi italiani assieme agli altri cittadini europei con il trattato di Maastrhict del 1992 siamo stati
definitivamente scippati.
Meditiamo… Giovanni


Totoifadda 03/12/2010 11:12


Raccolgo subito l' invito-provocazione !
Fiuto security è già al lavoro.


asibiri 03/11/2010 19:56


.....e basta con questo argomento.....ci ha rotto proprio le palle.....perche nn ci aggiorni sugli ultimi capolavori del nostro beneamato Sindaco e la sua saga familare....almeno sono cose meno
monotone.......


Severini 03/11/2010 13:13


Vorrei proporvi questo documento, potrà essere utile a Giovanni ma anche a tutti noi.
Giacinto Auriti:
l’esperimento monetario di Guardiagrele
del Dott. Gianluigi Mucciaccio
18 settembre 2006

È trascorso ormai più di un mese dalla morte del prof. Giacinto Auriti, avvenuta l’11 agosto di quest’anno e credo che sia giusto ricordare ancora il Genio, consentitemi questa espressione, poichè
effettuò, a Guardiagrele (CH) sua città natale in Abruzzo, un esperimento che ebbe enorme successo salvo poi che l’iniziativa fu, subdolamente, interrotta dalla Procura di Chieti su denuncia non
solo di alcuni commercianti locali, ma anche su pressioni, guarda caso, della Banca d’Italia.
Ricordo i punti essenziali dell’iniziativa.
Il professor Giacinto Auriti alla fine del Luglio 2000, in qualità di fondatore e segretario del SAUS (Sindacato anti-usura) mise in circolazione i SIMEC (simboli econometrici di valore indotto) di
esclusiva proprietà del portatore (come è esplicitamente stampato sui biglietti). 

Taglio da 1000 SIMEC
Scopo di questo esperimento della teoria del valore indotto (che Auriti ha propugnato per oltre trentacinque anni) era quello di verificare "in corpore vili" che i cittadini possono per convenzione
creare il valore della moneta locale senza alcun intervento nè dello Stato nè del sistema bancario; l'obiettivo ultimo era quello di sostituire alla sovranità illegittima della Banca d'Italia la
proprietà della moneta, quale prerogativa dello Stato, a favore dei singoli cittadini; ma l’esperimento rappresentò già un successo rilevantissimo, perchè apportò un punto fermo in materia
monetaria, ovverosia l'accertamento sul piano pratico e fattuale del principio che il valore è dato alla moneta solo da chi l'accetta (cittadini) sulla base di una convenzione, e non da chi la
emette (banca). 
Questa affermazione vale ancora di più in relazione al fatto che fu abolita la moneta convertibile in oro ovvero la cd riserva aurea il 15 agosto del 1971 su iniziativa di Richard Nixon
storicamente conosciuta come l’abolizione degli accordi di Bretton Woods. In coerenza di quest’ultima affermazione più volte ribadita dal professor Auriti , l’operazione economica svoltasi a
Guardiagrele, a detta dei quotidiani di quel periodo, rivitalizzò il commercio e quindi la critica economia locale (Guardiagrele risultava il comune con il più alto indice per suicidi da
insolvenza). Nella circostanza il professor Auriti rilasciò la seguente dichiarazione piuttosto lapidaria: «È come se avessimo messo del sangue in un corpo dissanguato».
Non può dubitarsi che l'iniziativa del giurista abruzzese costituisce un importante riscontro scientifico di sociologia giuridica ed economica senza precedenti in Italia, soprattutto perché
proviene da un'associazione privata (SAUS) e non da un ente dotato di potere pubblico, come potrebbe essere, se non lo Stato, il Comune. Deve anche aggiungersi che l'esperimento di Auriti 
sollecitò l'attenzione non solo delle forze politiche italiane, oltre che della stampa nazionale, ma anche di numerosi organi di informazione stranieri, a dimostrazione dell'interesse destato dalla
nuova rivoluzionaria formula monetaria, che configurò la moneta come strumento di diritto sociale avente contenuto patrimoniale come detta l’art. 42 della costituzione al secondo comma, che
riconosce la proprietà per tutti aggiungendo in piena legittimità alla sovranità politica anche quella  monetaria in capo alle collettività nazionali.  
Auriti realizzò il progetto in due fasi: la prima, che il professore denominò dell'avviamento, servì perché il SIMEC potesse conseguire "quel valore indotto che lo oggettivizza come un bene reale,
oggetto di proprietà del portatore", e che lo distinse dalla moneta corrente non più soltanto formalmente, ma anche sostanzialmente. La seconda fase che consentì al Comune di "beneficiare del
servizio econometrico predisposto dal SAUS (Sindacato anti-usura), mediante un Assessorato per il Reddito di Cittadinanza, che ebbe il compito di promuovere, anche culturalmente, l'iniziativa, di
controllare e attuare la distribuzione dei SIMEC tra i cittadini".
In sostanza il progetto tecnicamente parlando si sviluppò lungo questa direttrice: il cittadino si recava e cambiava il SIMEC alla pari con la lira. Poniamolo così: il cittadino depositava
centomila lire (eravamo ancora alla vecchia ma molto più funzionale lira) e prendeva in cambio centomila SIMEC. I centomila SIMEC in mano alla persona che effettuava il cambio diventavano
duecentomila cioè il doppio, perché il SIMEC per convenzione valeva il doppio della lira, e siccome lui l'accettava e accettava, nel contempo, anche di partecipare alla convenzione, consentiva la
nascita del valore convenzionale che non ha riserva in coerenza all’abolizione della riserva aurea avvenuta con la cessazione degli accordi di Bretton Woods. 
Il SIMEC era senza riserva: come, ad esempio, un francobollo d'antiquariato. Il cittadino andava dal commerciante a fare la spesa e quest'ultimo accettava i SIMEC per il doppio perché
convenzionalmente valeva il doppio. Quando i cittadini, dunque andavano a fare il cambio questo avveniva per il doppio, perché tutti quanti lo accettavano per il doppio. Tutto questo risultò un
vero e proprio volano per l’economia locale tanto più che il professor Auriti sostenne:«La gente è entusiasta perché qui è rinata Guardiagrele. Quando è entrato sul mercato il valore indotto del
SIMEC è ritornato il sangue nell'economia», permettendo concretamente ai cittadini di toccare con mano la rinascita economica e sociale del paese che purtroppo crollò in virtù del sequestro dei
SIMEC su disposizione della Procura di Chieti e non solo. Credo che questa iniziativa meriti una certa attenzione, poiché potrebbe concretamente trovare una sua riproposizione, su larga scala, dato
che i SIMEC sequestrati furono successivamente dissequestrati palesando, nell’occasione, la legittimità e la credibilità di quel famoso esperimento di grande caratura come d’altronde ha dimostrato
durante tutto l’arco della sua vita il Genio Auriti lottatore insuperabile del sistema bancario.


Giacchino 03/11/2010 09:05


Non mi è piaciuto molto l' intervento di Giovanni, il suo intento forse era proprio quello di non piacere,ma non mi è chiaro se parla come persona seria o come i soliti disfattisti e bastian
contrari che, essendo a corto di argomenti, la buttano in caciara, in battuttine e sorrisini, assumendo atteggiamenti di superiorità.
Inviterei Giovanni ad essere più chiaro. Davvero crede che il signoraggio non esista ed è una pura invenzione di questo blog ?
Davvero non crede che la Bankitalia (pare a Lui tanto cara...) sia di proprietà esclusiva dei privati come elencato alcuni post fà ?
Davvero è convinto che i politici, sia destroidi che sinistroidi, non possano determinare dei cambiamenti epocali nella vita economica italiana ?
Perchè non lo fanno ?
Se vuole documentarsi ponga domande e questiti senza fare lo gnorri.


Mario 03/11/2010 08:05


La Banca d'Italia è una società privata, posseduta dalle banche italiane, che provvede all'emissione della carta moneta, come se fosse una tipografia, per conto dello Stato, e la moneta emessa e in
circolazione è un debito della banca, e infatti è scritta nel suo bilancio tra le poste passive. In altre parole la Banca d'Italia non è proprietaria dei valori monetari, ma dovrebbe esserlo lo
Stato, suo cliente, cioè i cittadini italiani.
Tutto questo è smentito dal fatto che la Banca d'Italia, con il tasso di sconto, percepisce ed intasca, un interesse sulla moneta che emette, quando la presta al Tesoro dello Stato e anche a terzi,
ad esempio alle banche, suoi stessi proprietari, come se fosse di sua proprietà.
Cioè si arriva al paradosso che, un debitore (Banca), percepisce un interesse su soldi non suoi, come se fosse un creditore dei soldi, invece appartenenti ad altri. La cosa strana è che gli importi
degli interessi non vengono versati al cliente proprietario della moneta (lo Stato), ma li intasca la medesima banca, mettendoli in bilancio in attivo, frutto invece di partite da lei stessa
dichiarate passive.
Questo vuol dire che non solo si appropria di utili, che dovrebbero essere destinati ai cittadini, ma questi utili, che poi ripartisce fra i suoi proprietari (banche), costituiscono un debito
addirittura per lo Stato (suo cliente) e vanno ad incrementare il debito pubblico.
Questa situazione è stata oggetto, sia d'interrogazione parlamentare (20.5.1995), sia di un giudizio civile promosso dal prof. Giacinto Auriti (purtroppo defunto) (presidente dell'Associazione
internazionale antiusura) dinanzi al tribunale di Roma (8.3.1993), nel quale il dr. Ettore Torri, della Procura della Repubblica, ammise che esisteva l'elemento materiale del reato, ma che mancava
il dolo "perché è stato sempre così".
Con questo meccanismo, il debito pubblico dello stato, si accresce, anche per questo effetto moltiplicatore, che sottrae gli interessi maturati, alle tasche dei cittadini, li reinveste in prestiti,
che producono nuovi interessi, e così via. Di fatto ai cittadini, non solo è sottratta, con il monopolio dei partiti, la sovranità popolare politica, ma con il monopolio della Banca d'Italia, è
sottratta anche la sovranità popolare monetaria.
Ma questa situazione, è solo uno dei tasselli che impoveriscono ogni italiano, senza esserne consapevole ed in modo del tutto mascherato.
Continuate a scrivere, e se saremo uniti arriveremo, perché no, anche a scendere in piazza, a presentare una petizione popolare al Parlamento italiano ed europeo.
Mario


Giovanni 03/11/2010 07:45


Nulla da eccepire.
Bravi!
Tutto quello che è riportato è corretto!
Prima che un informazione di questa importanza possa essere accolta dalle menti, bisognerebbe innanzitutto aprirle e renderle sveglie, problema questo che molta gente in gamba cerca di fare ma che
pochi riescono. Non è possibile farsi fregare così!! bisogna fare qualcosa!! Questa informazione e' di una tale portata che se venisse compresa ed accettata dalla società, le sofferenze maggiori di
cui la gente soffre, cesserebbero! Bisogna diffondere, diffondere, diffondere, diffondere, diffondere, diffondere, diffondere......
Grazie per l'iniziativa...
Giovanni


antonio 03/10/2010 20:23


L'elezione di Jackson a presidente nel 1828 è verosimilmente dovuta a una reazione dell'elettorato alla strapotere bancario. Jackson affermava: «Se il Congresso ha il diritto, in base alla
Costituzione, di emettere il denaro cartaceo, questo diritto gli è stato dato affinché lo usi in proprio, non per delegarlo a individui o società private. Jackson diceva che la guida su una banca
centrale «sarebbe esercitata da alcuni sulla condotta politica di molti, acquisendo innanzitutto il potere sul lavoro e sui guadagni della grande massa della popolazione. Nella campagna elettorale
del 1828, Jackson dichiarò in un'allocuzione a un gruppo di banchieri: «Siete una tana di vipere. Io intendo debellarvi e, per il Padreterno, vi debellerò. Si spinse pure a dire: «Se solo la gente
sapesse la marcia ingiustizia del nostro sistema monetario e bancario, ci sarebbe una rivoluzione prima di domani. La banca di emissione privata governerebbe "la nostra valuta, prendendo i nostri
denari pubblici e, tenendo nella dipendenza migliaia di nostri cittadini, sarebbe più temibile e pericolosa che la potenza navale e militare del nemico.
Antonio da Ittiri


Antonio 03/09/2010 20:16


Tutto quello che, a tutti i costi, cercano di nasconderci
Alle persone che hanno scritto come mai i politici come Berlusconi, Tremonti, Prodi, Visco, Bersani, Di Liberto, Ferrero ecc. ecc. non denuncino questi fatti… Non pensiate che questi grandi
personaggi della nostra vita politica della sinistra-destra-centro compreso tutti gli altri partitini oltre i sindacalisti, giornalisti e cosi via… pensate che nessuno sappia e non si siano accorti
di questa grandissima truffa? Tra i grandi statisti della storia, dell'arcano del debito pubblico e del devastante potere che le banche hanno sui popoli e sulle economie. Il fatto è, che chi osa
togliere alle banche la loro grande fonte di potere e profitto gratuiti, ossia il signoraggio, viene sovente ucciso. Del resto è comprensibile che il sistema bancario possa uccidere per denaro. Si
fanno guerre per interessi economicamente molto più piccoli.
Viene quindi ribadito il principio che, quando si arriva a controllare la moneta (la sua creazione, il suo prestito, i tassi di interesse), si ha in pugno lo Stato, l'economia, la gente. Si possono
creare tanti mezzi per corrompere e comperare le istituzioni e le autorità di controllo, che niente e nessuno può opporsi. Diversi Paesi arabi, rispettando i dettami del Corano, emettono ai propri
cittadini prestiti senza interesse. L'impero saraceno proibiva il prestito a interesse, e prosperò. La Cina Mandarina
emetteva da sé il proprio denaro, senza comperarlo o prenderlo in prestito da banche, e pure fu uno degli imperi più prosperi e pacifici che mai la Terra abbia conosciuto. Ma per trovare autorevoli
sostegni in favore di una riforma monetaria di questo tipo possiamo rivolgerci anche a grandi, grandissimi pensatori e statisti, come Thomas Jefferson, Andrew Jackson, Abraham Lincoln – certamente
non tacciabili di nazismo, delle cui idee liberali e antistataliste, e soprattutto anticollettiviste, raramente si parla nelle scuole e nelle università, per quanto esse siano ben più penetranti e
rilevanti per la politica vera delle dottrine di autori di cui in Italia si fa un grande ed esagerato parlare - mi riferisco a Montesquieu, Tocqueville, Gramsci, Sturzo - come se questi autori
avessero capito a fondo che cos'è e come opera il potere. In realtà, essi, del potere, non avevano nemmeno intuito i fondamenti.
Abbiamo già citato Thomas Jefferson, che teorizzò e propugnò tesi liberali in materia monetaria. Egli, nel 1791, affermò: «Per preservare la nostra indipendenza, non dobbiamo lasciare che i nostri
governanti ci gravino di un debito perpetuo. Se incorriamo in tali debiti, saremo tassati nel nostro cibo e nelle nostre vivande, nelle nostre necessità quotidiane e nelle nostre comodità, nel
nostro lavoro e nei nostri svaghi. Se possiamo impedire allo Stato di sprecare il lavoro del popolo sotto la pretesa di assisterlo, il popolo sarà felice.
Jefferson scrisse a James Monroe (poi presidente nel periodo 1817-25) nel Gennaio 1815:
"La dominazione che gli istituti bancari hanno ottenuto sulle menti dei nostri cittadini deve essere spezzata, o essa spezzerà noi Nel 1816, Jefferson scrisse a John Madison (decimo presidente,
1841-45): "Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di gestire l'emissione della sua moneta, allora, alternando inflazione e deflazione, le banche e le società finanziarie che
cresceranno intorno a esse spoglieranno il popolo di ogni proprietà, sinché i suoi figli si sveglieranno senza un tetto nel continente che i loro padri conquistarono Credo che le istituzioni
bancarie siano più pericolose per la nostra società che eserciti in armi il potere di emissione dovrebbe esser tolto alle banche e restituito allo Stato, a cui esso propriamente appartiene.
Centonovant'anni or sono, dunque, Jefferson aveva quindi chiaramente compreso la tecnica e la strategia con cui i banchieri privati producono inflazione e deflazione per aumentare la propria
ricchezza e il proprio potere a spese e sopra la nazione.
CONTINUERO’ SE VOLETE , A SCRIVERE IN SINTESI LA STORIA DEI GRANDISSIMI STATISTI AMERICANI ASSASSINATI DAI POTERI BANCARI…
Antonio da Ittiri


Marianna 03/09/2010 17:32


Grazie, grazie a tutti voi che avete affrontato questo tema, certo difficoltoso da masticare ma abbastanza educativo. Io sono una risparmiatrice, i soliti pochi risparmi in prospettiva, speriamo
lontana, di un decesso per alleviare l'economia dei figli. Mi pare di capire che il signoraggio è una truffa che viene fatta ai nostri danni, e se capisco bene a me, così come a tutti i
risparmiatori di Italia, ci viene inflitta una perenne e costante tortura da parte dell' istituto bancario che chiede continuamente, a noi poveri anziani, di risparmiare di più e di versare di più.
Mi sento due volte presa in giro perchè con i miei risparmi consento a queste banche sciaccallo di impugnare le loro armi per continuare a torturare noi piccoli risparmiatori.
Mi domando e vi domando: dove potrò mai versare questi piccoli risparmi (che già stamattina - nonostante le proteste del direttore-ho provveduto a ritirare chiudendo il conto!) senza dover subire
ingiustizie ?
Grazie.


Antonio 03/08/2010 18:30


Secondo le ultime notizie ci sarebbe lo zampino delle regole monetariste europee e delle banche d'affari USA nel collasso finanziario greco. Operazione volta alla destabilizzazione dell’euro o
piuttosto al rafforzamento delle istituzioni "comunitarie" a scapito delle sovranità statali? Il salasso in salsa iper-neo-liberista di Bruxelles sta provocando una protesta di massa e scioperi
generali. Con le prescrizioni finanziarie di Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale, compiacente il governo Papandreu eletto nell'ottobre scorso, la Grecia rischia
di divenire un protettorato europeo ed il primo paese a subire le prove generali degli effetti del Trattato di Lisbona. Se continua di questo passo in Europa fra crisi occupazionale,
globalizzazione, e naturalmente la crisi monetaria che è sempre e poi sempre pilotata dalle banche centrali “ce ne faranno vedere delle belle”…
In risposta a Gioacchino che chiede di accorciare il contenuto, tutto sommato credo che lui abbia ragione ma, io personalmente in certi scritti ho provato ad accorciarne il contenuto ma non è
sempre che ci sono riuscito, perché per esprimere un concetto, non è sempre che ci si riesce, perché certe cose per essere comprensibili non le puoi scrivere con poche parole… comunque credo che ci
siamo resi tutti conto che la materia trattata è piuttosto molto complicata e difficile da apprendere, pensate che queste cose sono nascoste a tutti perché queste cose la gente non le deve sapere…
non le trattano le televisioni, i media, chiesa ecc. e non meravigliamoci se i politici e sindacati compresi non ne parlano volutamente e non ce le fanno apposta sapere, perché i politici sono i
camerieri dei banchieri… Personalmente ho impiegato quasi tre anni a capire ed approfondire questa grande TRUFFA ai danni dei cittadini, ed adesso vi debbo affermare che quelli che sanno che il
SIGNORAGGIO primario praticato dalla BCE ed SIGNORAGGIO secondario praticato dalle banche minori che è la più grandissima truffa che sia perpetrata ai danni dell’umanità, ebbene queste persone che
sanno sono ormai un “reggimento” in tutte le nazioni, persone che aumentando di numero ogni giorno e, queste sono persone che hanno una vera coscienza che vorrebbero cambiare il mondo…
Antonio da Ittiri


Gioacchino 03/08/2010 13:49


Se questo blog voleva fare della controinformazione, sia nel settore dell' economia ma anche, a quanto ho letto, nel campo della politica locale si può affermare, ragionevolmente, che l' obiettivo
è centrato in pieno. Darei comunque qualche consiglio all' amministratore, che a quanto vedo non ne ha alcun bisogno, chiedendogli di fare in modo che i post siano più concisi per consentire ai
vari navigatori di capire meglio e bene gli argomenti, le risposte, i problemi e le proposte.
L' argomento sul signoraggio è interessantissimo e denuncia, involontariamente, la grande ignoranza che c'è in materia. Quello che è stato pubblicato sin qui consente di capire bene il problema e
la truffa ai danni del Popolo Sovrano.
Non si comprende come mai sia Bersani, economista di sinistra e allievo di Visco, sia Tremonti, economista della destra socialista, non siano in grado di dirci veramente la verità su quanto
sollevato sul blog.
Passi per Tremonti che essendo di destra storicamente ha tutto l' interesse a coprire i "ricchi", meraviglia il silenzio assordantissimo della sinistra, quella che difende i "poveri" ed il popolo,
la quale non sente il bisogno di spendere qualche parola su questo problemaccio e sulla bugia colossale del debito pubblico accumulato.
Bah!


Stefano 03/08/2010 09:24


Dopo la lettura (estenuante visto la lunghezza dei post)di quanto è stato scritto sul blog, al quale va il nostro ringraziamento per la azione di controcultura economica messa in atto, ho fatto una
ricerca su internet su chi siano gli azionisti della Banca D'Italia.
Ho scoperto tutto, con estrema facilità, e devo dire che i ragionamenti sin qui fatti non sono per niente campati in aria. Sono ragionamenti reali ma che; vuoi per non perdere troppo tempo a
leggere, vuoi perchè mi dedico alla zappattura della mia campagnetta, vuoi perchè le banche hanno sempre ragione,non vengono presi nella dovuta considerazione.
Stranamente la Banca d'Italia è una società per azioni che appartiene a banche italiane e, in una misura minore, a compagnie di assicurazione. Sorprendentemente l' elenco dei suoi azionisti è
riservato. Per fortuna ci ha pensato un dossier curato da Fulvio Coltorti di Mediobanca, che ha scoperto quasi tutti i proprietari della Banca d'Italia.
Ecco chi sono i proprietari della Banca d'Italia:
1-Gruppo Intesa;
2-Gruppo San paolo;
3-Gruppo Capitalia;
4-Gruppo Unicredito;
5-Assicurazioni Generali;
6-INPS;
7-Banca Carige;
8-BNL;
9-Monte dei Paschi di Siena;
10-Cassa di risparmio di Firenze;
11-Gruppo La Fondiaria;
12-Gruppo Prermafin.
Ecco qua.
Siamo dei gonzi.


Giulio 03/08/2010 09:08


Ormai è assodato: il signoraggio è una truffa bella e buona.
Ed è una truffa fatta ai danni del popolo sovrano ma, è bene dircelo chiaro chiaro, ignorante. Veniamo privati della ricchezza personale e sociale che quotidianamente riusciamo a creare con il
nostro lavoro e con enormi sacrifici. Se non l' abbiamo ancora capito questa sottrazione indebita ci viene fatta tramite il prelievo fiscale, cioè le tasse, l' IVA ecc. che ha in realtà come unico
scopo quello di recuperare soldi da noi cittadini per restituire i soldi al banchiere centrale che è, ricordiamocelo, l' unico proprietario di tutta la moneta circolante in Italia.
Questa moneta è stata creata dal nulla o con una spesa davvero irrisoria come nel caso della stampa delle banconote.
Ve lo dico io cosa costa:
una banconota da 100 euro costa 30 centesimi. Il cittadino la paga invece 100 euro con
l' aggiunta del 2,5% di interesse.
Signori miei, svegliamoci una volta tanto !


Antonio 03/05/2010 20:39


«Quando uno Stato dipende per il denaro dai banchieri,sono questi stessi e non i capi dello Stato che dirigono le cose. La mano che dà sta sopra a quella che prende. I finanzieri sono senza
patriottismo e senza decoro»
Napoleone Bonaparte

«Permettetemi di emettere e gestire la moneta di una nazione, e me ne infischio di chi fa le leggi»
Mayer Anselm Rothschild fondatore Rothschild Bank

« E' una fortuna che la gente non capisca il nostro sistema bancario e monetario, perche’ se lo facesse, credo che scoppierebbe la rivoluzione prima di domani»
Henry Ford, fondatore della Ford Motor Company

«Non i soldi, bensi’ un falso sistema monetario è la causa di tutti i mali»
E . C Riegel Studioso, scrittore e saggista di economia monetaria

Meditiamo...
Antono da Ittiri


Pietro 03/05/2010 18:16


Non troviamo traccia del signoraggio nella Costituzione italiana spiega lo studioso Marco Saba, uno dei primi a denunciare il fenomeno. Questo argomento è troppo importante per essere sottaciuto:
qualcuno, ogniqualvolta vengono emessi degli euro, si arricchisce con questa medioevale rendita di posizione che non ha niente a che spartire con la democrazia. Recentemente, mi è capitato di
scambiare delle opinioni con degli eminenti “esperti” Bancari, curiosamente, ben poco mostravano di sapere in tema di signoraggio. Ma se il signoraggio è un abuso dell'ignoranza popolare, visto che
come argomento viene in pratica tenuto segreto, dall'altra parte si tratta di uno strumento potentemente eversivo in una società, come la nostra, dove i soldi sono potere. Dove, rubando tutto il
valore della moneta all'atto dell'emissione, se ne può disporre per comprare candidati, elezioni, amministratori, oppure per partecipare a quell'orgia chiamata privatizzazione, mettendo in atto una
sapiente ed efficace azione di riciclaggio della refurtiva monetaria».
Ma c'è di più. «Avendo la totale libertà di decidere quando, come e quanta moneta stampare, si genera il fenomeno triste dell'inflazione – ipotizza Saba – Più moneta viene stampata e più ne
diminuisce il valore».
Pietro


Antonio da Ittiri 03/05/2010 17:32


Perché non è lo Stato a stampare la moneta? Nel passato ci sono stati dei tentativi in cui lo Stato ha stampato ed emesso moneta, per esempio la banconota di carta da 500 lire sopra non portava
la
scritta Banca d’Italia ma “Biglietto di Stato a corso legale”. Quindi lo Stato può emettere moneta a corso legale trattenendosi il Signoraggio, il problema è che ci sono delle forti pressioni
per
far sì che questo non accada, e infatti oggi allo Stato rimane solamente il Signoraggio sulla emissione delle monetine metalliche (meno dell’1% del Signoraggio totale), e che in certi casi
risulta
essere negativo (stampare la monetina da 1 centesimo costa 3 centesimi!). In America diversi ricercatori investigativi sostengono che almeno sette presidenti americani sono stati assassinati
proprio per una questione monetaria. I due più famosi sono Abramo Lincoln e John F. Kennedy. JFK il 4 giugno 1963 ordinò l’emissione (Ordine Esecutivo nr.11110) da parte del Ministero del Tesoro
di
oltre 4 miliardi di dollari con banconote che recavano la scritta “United States Note” invece di “Federal Reserve Note”. Casualmente dopo pochi mesi Kennedy fu eliminato e la prima cosa che fece
il
suo successore, sempre casualmente, fu di ritirare dalla circolazione quei dollari del “popolo” sostituendoli con quelli “privati” della Federal Reserve!
Addirittura la Federal Reserve non sarebbe neanche una società americana visto che è registrata a Porto Rico!
SOCI E PROPRIETARI DELLA FEDERAL RESERVE U.S.A.
➢Rothschild Bank di Londra
➢ Kuhn Loeb Bank di New York
➢ Warburg Bank di Amburgo
➢ Israel Moses Seif Banks Italia
➢ Rothschild Bank di Berlino
➢ Goldman, Sachs di New York
➢ Lehman Brothers di New York
➢ Warburg Bank di Amsterdam
➢ Lazard Brothers di Parigi
➢ Chase Manhattan Bank di NY
Quindi anche la Banca Centrale degli Stati Uniti d’America, è controllata da un ristretto manipolo di banche e/o istituti di credito privati.
Antonio da Ittiri


antonio 03/05/2010 14:58


Caro Cittadino europeo che ti sei dimenticato di scrivere il tuo nome, scusa ma come persona mi sembri un po’ arrendevole. Non credi nella moneta locale a Ittiri, e puoi anche avere ragione, ma in
un tale sistema partendo da Ittiri si potrebbero aggiungere altre realtà come Sassari Alghero dintorni e oltre. Pensi in "negativo"ad un eventuale fallimento “default” all’Argentina dell’Italia, io
spero tanto che non si avveri,comunque ti consiglio solo di avere un po più di fiducia e ricordati che tutti i grandi imperi nel mondo sono caduti miseramente, sono caduti a culu a terra l’impero
romano, l’impero fascista, l’impero comunista e adesso non so se ti stai accorgendo degli scricchiolii degli imperi dei sistemi bancari, che possono e devono per forza crollare… basta darle una
piccola spallata… tutte le cose del mondo arrivano un giorno o l’altro alla fine, spetta a noi cittadini crearcelo come obbiettivo assieme all'informazione come stiamo facendo noi ora assieme alla
creazione della nostra coscienza e conoscenza attraverso l'informazione della gente di come funzione questo questo assurdo sistema…
Intanto ammetti anche tu che il debito pubblico è fasullo e se il debito pubblico è fasullo sappi che le tasse che paghi a causa di esso sono illegali e incostituzionali.
- Banca d’Italia S. p. A, autorizzata a creare in modo autonomo denaro dal nulla senza garanzie auree o di altro tipo, è dal 1948 di proprietà privata.
- I suoi azionisti (detti ‘partecipanti’) sono le altre banche e assicurazioni private. Il debito pubblico dello Stato, quindi dei cittadini, nasce nei loro confronti.
- La Banca d’Italia (analogamente alla Banca Centrale Europea) usa un artificio contabile più o meno espressamente legalizzato per camuffare i propri utili, non pagare le tasse su essi dovuti e per
non darli allo Stato, come dovrebbe per statuto.
- La Banca d’Italia dovrebbe, per statuto, vigilare sulla correttezza delle altre banche; ma essa stessa è di proprietà di banche private, le quali nominano il suo governatore e i suoi direttori;
quindi questi dovrebbero sorvegliare chi li nomina – cosa del tutto improbabile.
- Le tasse vanno in gran parte a pagare il debito pubblico e gli interessi su di esso, quindi finiscono in tasca ai proprietari privati della Banca d’Italia e della Banca Centrale Europea, e non
per spese di interesse collettivo.
- Per arricchirli, il debito pubblico viene continuamente fatto crescere – e ciò non solo in Italia e non solo di recente.
- L’organizzazione a monte di questo sistema di potere bancario è internazionale: in quasi tutti gli altri Paesi, infatti, la situazione è simile a quella italiana.
- Tale sistema, di cui i mass media si guardano bene dal parlare (come pure i sindacalisti, i parlamentari, i ministri, i presidenti) ha prodotto nel tempo, e ancor oggi sempre più produce, un
enorme e sistematico trasferimento di beni e di ricchezze dalle tasche dei cittadini a quelle dei banchieri, ma anche un trasferimento del potere politico dalle istituzioni democratiche alle mani
dei banchieri sovranazionali.
- Il vero potere politico ed economico, a livello mondiale e nazionale, sta in questi meccanismi, ignoti a tutti o quasi; essendo sconosciuti, essi sono ancor più efficaci..
- Il Trattato di Maastricht, l’Euro, la Banca Centrale Europea, sono strumenti di completamento di questo trasferimento.
- La corrente mancanza di denaro, la crisi economica, i fallimenti e le privatizzazioni sono p.i.l.otati da loro attraverso governi a sovranità limitata, e vanno a loro vantaggio.
- La soluzione efficace è ben nota ed è stata ripetutamente proposta: restituire al popolo, quindi allo Stato, la funzione sovrana dell’emissione del denaro, in modo che non si debba più
indebitare.
- Il risultato sarebbe: tasse quasi eliminate, denaro a costo zero per lo stato e la Pubblica Amministrazione, economia fiorente; potere politico democratico anziché in mano alle banche.
- Ovviamente, gli unici danneggiati da questa riforma sarebbero i banchieri.
- E’ anche stata proposta una soluzione parziale: la moneta complementare, sull’esempio di migliaia di realtà nel mondo (come ad esempio io la vedrei molto bene a partire dal territorio sassarese
per poi magari allargarsi a tutta la Sardegna .
- Sono state proposte e talora attuate, nella storia, anche soluzioni globali, e hanno funzionato: l’emissione di denaro da parte dello Stato, direttamente e sovranamente, senza l’inutile
intermediario di una banca centrale di emissione.
- Se quanto sopra ti lascia un poco perplesso, continua a leggere nei siti in internet che parlano di Signoraggio e/o di Sovranità Monetaria, e vedrai che tutto ti apparirà chiaro...
Salude e Trigu
Antonio da Ittiri


Roberto 03/05/2010 13:34


La proprietà più saliente della moneta decretizia è quella di essere a corso legale/forzoso.
Esempio, se Marco è debitore nei confronti di Bastiano, Marco rimborserà il debito con la moneta “legale” senza che Bastiano possa rifiutarla in pagamento; e se Marco volesse rimborsare il debito
con la sua macchina usata, o con un quadro di inestimabile valore, Bastiano potrebbe legalmente rifiutare tale rimborso. Il fatto essenziale è quindi l’esistenza di una cornice giuridica che offre
fiducia e stabilità alla comunità.
Una volta che tale contesto legale viene costituito, risulta vantaggioso per la comunità utilizzare la moneta decretizia al posto della banconota garantita da oro. Con la moneta decretizia non c’è
bisogno di preoccuparsi del suo valore poiché questo deriva da un contesto legale. Inoltre, il vantaggio della carta è di essere più facile da trasportare e più maneggevole dell’oro. Ma non è
tutto, perché altrimenti useremmo ancora le banconote garantite da oro. Infatti, la moneta decretizia presenta, anche e soprattutto, i seguenti benefici per la società:

1. che il livello dei prezzi può essere influenzato dalla Banca centrale piuttosto che dalla scoperta di nuove miniere d’oro;
2. che il signoraggio tocca alla Banca centrale.
Sono le due facce della stessa medaglia e cioè l’aspetto benefico di un maggiore controllo monetario da parte della comunità[1].
Il signoraggio può essere definito al meglio semplicemente come un cambiamento della massa monetaria.
Se la Banca centrale non avesse il monopolio della moneta decretizia, il signoraggio verrebbe spalmato nel sistema economico.
Chiunque abbia la possibilità di accedere a una stampante, potrebbe tentare di emettere ITD (titoli del tipo “Io Ti Devo”, in inglese IOY). Si noti che, ad esempio, alcuni supermercati
distribuiscono carte di sconto, alcuni negozi stampano buoni regalo e altri strumenti che possono fungere da moneta. Le banche potrebbero emettere la loro moneta cartacea (come proposto da tempo da
Hayek) e aggiungerne il reddito agli utili [2]. La regola che vuole che “la moneta cattiva scaccia quella buona” funzionerebbe così: la gente accumulerebbe le banconote delle banche “buone”, e
farebbe circolare la moneta delle banche “cattive”, di quelle che stampano (troppe) banconote. La constatazione fondamentale però è che così la società perderebbe il controllo dell’inflazione, da
cui ne conseguirebbe che è meglio creare un monopolio di una banca centrale.
La banca centrale controlla l’inflazione sia con il sistema d’ispezione e controllo qualità delle banche commerciali, sia con misure di politica monetaria, come le condizioni vincolanti di riserva
e le operazioni di mercato aperto. Se c’è troppa liquidità nel sistema economico, a fronte di carenza di beni, la banca centrale vende i titoli statali facendo innalzare il tasso d’interesse [3].
Nei casi di insufficienza di liquidità e quantità sovrabbondante di prodotti sugli scaffali, la banca centrale riacquista i titoli riducendo il tasso di interesse [4]. Con un tasso d’interesse
costante, la massa di titoli del debito può variare anche in funzione della volontà di lasciare un po’ di “liquidità” per i titoli stessi.
Negli anni è invalsa la prassi che la banca centrale realizza il signoraggio acquistando titoli statali. La banca centrale stampa la sua moneta o accredita direttamente i conti correnti del governo
e riceve in cambio i titoli di Stato [5]. In modo cumulativo, negli anni, la banca centrale compensa a bilancio la massa di moneta decretizia con i titoli statali. Chiunque apra il Rapporto annuo
di una banca centrale, al foglio del Bilancio, troverà la massa di moneta decretizia emessa nella colonna del passivo e la massa dei titoli del debito detenuti a contropartita, nella colonna
dell’attivo. In pratica, il signoraggio che la Banca centrale cede al governo si chiama “finanziamento monetario” (“monetary financing”). Mentre il governo deve pagare interessi sui titoli detenuti
dalla banca centrale, essa li contabilizza come entrate [6]. Questi interessi vengono iscritti come un “trasferimento di utili” aggiuntivo al governo (che non è propriamente signoraggio, ma
rappresenta gli interessi sul signoraggio stesso)[7].
Contabilità per l’attivo e il passivo
Per una banca commerciale sarebbe corretto contabilizzare la massa monetaria cartacea negli attivi. In particolare, le banconote che una banca commerciale detiene possono essere scambiate con beni
primari e rappresentano, quindi, una titolarità su risorse reali.
Per la banca centrale, ha un qualche senso iscrivere l’importo delle sue emissioni di moneta decretizia al passivo. Ogni banconota che essa emette e inietta nel sistema economico rappresenta un
titolo di credito su risorse reali, di cui la banca centrale si appropria e di cui dovrebbe sentirsi responsabile [8].
Per l’intero sistema economico è logico che tutto il patrimonio di moneta decretizia delle banche commerciali, delle aziende e delle famiglie sia compensato da una equivalente passività presso la
banca centrale.
Tuttavia, il punto che il presente articolo vuole evidenziare è che la moneta decretizia non costituisce per nessun operatore economico un valido titolo di credito presso la banca centrale [9].
Legalmente, quando una persona si reca allo sportello della banca centrale, supponiamo con una banconota da 1 dollaro a corso legale/forzoso, e desidera scambiarla con un valore reale, la banca
centrale la scambierà con un’altra banconota da 1 dollaro a corso legale/forzoso. Non esiste, di fatto, in capo alla banca centrale qualcosa di paragonabile a un obbligo di rimborsare con qualcosa
di reale le banconote di moneta decretizia emesse [10].
L’aspetto fondamentale di questo punto dell’analisi è che non esiste alcuna ragione per la Banca centrale di accumulare più titoli del debito di quanto non siano necessari per le operazioni di
mercato aperto, titoli che occupano solo spazio/memoria e tempo per la contabilità, contribuendo così alla confusione sulla situazione reale[11].
Un aspetto importante di questa confusione è il fatto che il debito del governo nei confronti della banca centrale viene contabilizzato assieme al debito nazionale. Soprattutto nei paesi in via di
sviluppo, che fanno più uso del signoraggio (tassa dell’inflazione) – poiché la riscossione delle imposte è difficoltosa – la dimensione dell’indebitamento del governo risulta distorta e una
scorretta contabilizzazione della moneta decretizia rischia di provocare decisioni sbagliate come, ad esempio, programmi di austerità troppo pretenziosi.


fdsafdfd 03/05/2010 11:41


la moneta locale è una cosa talmente inutile che è anche ridicolo parlarne dato l'irrisorio mercato interno presente a Ittiri.Invece di sparare idee assurde riflettiamo davvero sul debito
pubblico...Il Signoraggio esiste dalla notte dei tempi e ci sono talmente tanti di quegli interessi che nemmeno dio silvio , che come tutti i politici che hanno un certo potere, destra centro e
sinistra, hanno la minima intenzione di mettere mano a questo furto...Il signoraggio colpisce il mondo intero, la cosa spaventosa è che negli altri paesi il debito pubblico è contenuto, in Italia è
in costante aumento...il default si avvicina, l'Argentina ne sa qualcosa...


Raimondo 03/05/2010 09:32


Ragazzi, qui si discute di problemi di economia ma anche di grandi e pericolosi interessi e intrecci tra la politica dei governi nazionali e gli interessi delle maggiori banche mondiali !
Ma stiamo scherzando ?
Ho letto cosa hanno fatto a Kennedy, questi delinquenti sono capaci di tutto. Però se è così lampante e chiaro che il deficit dello Stato Italiano è un falso, perchè i vari governi (mi riferisco a
quelli di sinistra che dovrebbero, dovrebbero tutelare gli interessi dei popoli) non muovono un dito per rimediare definitivamente a questa situazione ?
Perchè continuano a torturarci con la storia del deficit pubblico ormai attestatosi su percentuali iscrivibili ?
Perchè i maggiori economisti o presunti tali (Bersani & Visco)non dicono chiaramente come stanno le cose ?
E Berlusconi che sembra tanto sensibile alle condizioni di povertà della gente e dell' Italia, perchè non interviene ?
Forse ha ragione qualcuno che nei post precedenti ha sostenuto che la moneta locale potrà aiutarci a continuare a vivere meglio di come stiamo oggi.


giuseppe 03/05/2010 08:25


Ho letto con molto interesse quello che state scrivendo sulla questione monetaria e debbo ammettere che ero completamente all’oscuro di questa storia, pertanto ringrazio l’artefice di questo BLOG
che da la possibilità al cittadino di conoscere ed approfondire questa triste vicenda che è di interesse mondiale…
Mi sono documentato anche io su questa questione e ho scoperto che:
1. da quando sono stati annullati gli accordi di Bretton Woods (decisione unilateralmente presa dagli USA e annunciata al mondo intero da Nixon il 15 agosto 1971), non esiste più alcuna
carta-moneta, compreso l'Euro, rappresentativa di una qualsivoglia riserva di valore né tantomeno dell'oro;
2. la Banca Centrale privata fabbrica materialmente il simbolo monetario costituito dalla carta-moneta, stampandola o producendone il suo equivalente elettronico;
3. la carta-moneta (e a maggior ragione quella scritturale bancaria) di conseguenza "costa" alla Banca Centrale privata emittente i soli costi tipografici e/o gestionali, e MAI IL VALORE NOMINALE
impresso sulla stessa;
4. la Banca Centrale Europea gestisce la contabilità come se all'atto dell'emissione fosse proprietaria del valore monetario, quando invece è stato dimostrato scientificamente che il valore
monetario viene prodotto non già dalla Banca Centrale bensì dai cittadini, i quali, accettando il simbolo monetario, creato per convenzione e di costo nullo, ne inducono il valore ogniqualvolta lo
usano come strumento per misurare il valore del lavoro e dei beni ceduti in cambio di esso;
5. la proprietà di un bene appartiene a chi lo produce;
risulta chiaro che la proprietà della moneta all'atto dell'emissione spetta a ciascun cittadino italiano, per cui il debito che lo Stato si "sente" obbligato a pagare al sistema Bancario Centrale
NON HA ALCUNA MOTIVAZIONE D'ESISTERE.
In conclusione non è giustificabile che, a causa di un artificio contabile, nato dall'errata ipotesi che sia la Banca Centrale privata (BCE S.p.A) la proprietaria del valore monetario al momento
dell'emissione, si lasci che essa continui ad emettere carta-moneta nella Repubblica Italiana, prestandola alla Nazione per il valore facciale TRASCURANDO COMPLETAMENTE che invece è il Popolo
Italiano ad esserne il legittimo proprietario.
La paradossale conseguenza dell'attuale modo di procedere è che OGNI cittadino italiano, piuttosto che ricevere indietro la sua quota di Saldo Primario (circa 800 €/italiano), si ritrova invece a
pagare tasse sul reddito in media per 650 € annui venendo in questo modo ingiustificatamente impoverito mediamente di almeno 1450 €/anno, ad esclusivo vantaggio degli azionisti privati della Banca
Centrale!
Ma l’Onorevole Presidente del Consiglio, quando parla di conti pubblici disastrati sa bene che prima di tagliare le spese o incrementare le tasse, E' LEGITTIMO PER LO STATO interrompere il
trasferimento di soldi pubblici verso la Banca Centrale, trasferimenti pseudo-giustificati dalla voce contabile "INTERESSI PASSIVI" inserita nel bilancio dello Stato.
Non fare questo, consapevolmente, significa compiere un atto di ALTO TRADIMENTO nei confronti della COSTITUZIONE ITALIANA e prima ancora nei confronti del POPOLO ITALIANO. Spero che al Presidente
del Consiglio dei Ministri il suo cuore le apra la mente.
Giuseppe


mario 03/03/2010 20:13


OGGI la NOSTRA MONETA nasce di PROPRIETA’ della banca che la emette prestandocela. La moneta appena stampata deve essere di PROPRIETA’ dei CITTADINI e che sia ACCREDITATA ad ognuno come "REDDITO DI
CITTADINANZA".
La SOVRANITA’ MONETARIA va attribuita allo Stato, come quarto potere costituzionale, e tolta alla banca centrale.
La PROPRIETA’ della MONETA va attribuita al Popolo, che, per convenzione sociale le attribuisce il valore: ognuno infatti accetta moneta in previsione di poterla spendere a sua volta. Si attua così
il diritto sociale universale, come previsto dalla DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA e del 2° co. Dell’ art. 42 della Costituzione. Riconosciuta la moneta di proprietà dei cittadini, lo Stato deve
trattenere all’ origine, sin dall’ emissione, quanto necessario per esigenze di pubblica utilità, ELIMINANDO il 100% dei PRELIEVI FISCALI.
Vanno costituiti un MINISTERO PER IL RISARCIMENTO DANNI DA USURA ( come i danni di guerra ) ed un TRIBUNALE CONTRO L’ USURA.
Il Popolo non deve avere solo la sovranità politica, ma anche quella monetaria, in una DEMOCRAZIA INTEGRALE, altrimenti CONTINUA L’ ATTUALE REGIME USUROCRATICO, che, prestando quanto dovutoci, ci
trasforma da proprietari in debitori dei nostri soldi. “ Una volta chi trovava una pepita d'oro se ne appropriava senza indebitarsi verso la miniera. Oggi, al posto della miniera c'è la Banca
Centrale, al posto della pepita, un pezzo di carta, al posto della proprietà il debito, perché la banca EMETTE MONETA SOLO PRESTANDO.
Così siamo stati TRASFORMATI DA PROPRIETARI IN DEBITORI DEI NOSTRI SOLDI perché abbiamo verso la Banca Centrale un debito pari a tutto il denaro in circolazione e questo DEBITO NON DOVUTO lo
paghiamo inconsapevolmente con le tasse e gli interessi bancari “.
Mario


antonio 03/02/2010 18:20


Lo Stato ha divorziato dalla banca centrale; tale divorzio ha avuto le conferme del trattato di Maastricht e della costituzione “bancaria” europea, ma non, grazie a Dio, dei Popoli francese ed
olandese.
Inoltre siamo chiamati ad infiniti atti di fede per ritenere che i bilanci delle banche centrali siano sempre veritieri, per poi scoprire che necessitano di “condoni”. “E troppa premura è stata
mostrata dalla Banca d’Italia nel sollecitare il condono fiscale, per sé e per tutte le altre banche. L’impressione che ne è scaturita è che l’intero sistema creditizio avesse più di un peccato da
farsi perdonare dal fisco.”
Non solo; viviamo in un sistema nel quale la società per essere monetizzata deve SEMPRE fare ricorso al debito. Lo Stato paga per interessi circa 70 miliardi di euro all’anno ed incassa per
“signoraggio”, comprese le imposte, meno di 1 miliardo di euro all’anno.
Il circolante è circa 113 miliardi di euro, dei quali 105 cartacei e 8 metallici. L’aggregato monetario -M1 (circolante + depositi a vista) il 31 dicembre ’06 era 667 miliardi di euro, -M2 (M1 +
depositi con scadenza fissa fino a 2 anni + depositi rimborsabili con preavviso fino a 3 mesi) era 941 miliardi di euro -M3 (M2 + pronti contro termine + quote di fondi di investimento monetario e
titoli di mercato monetario + obbligazioni con scadenza fino a 2 anni) era 1.124 miliardi di euro.
La procedura fa sì che lo Stato, proprietario della moneta, si indebiti sempre di più (a nostro discapito) per rincorrere gli interessi sul debito e percepisca gli interessi (quello che secondo
loro è il signoraggio) solo di una minima parte delle monete in gioco (le riserve della banca centrale).
Ma gli interessi (signoraggio) da far pervenire allo Stato (collettività) non sono solo quelli; vanno aggiunti TUTTI quelli relativi alle monete creditizie. È come se un autore (Stato) di un brano
musicale di successo venisse pagato per la sola interpretazione dal vivo ed il suo impresario (sistema bancario e finanziario) percepisse legalmente i diritti per tutte le riproduzioni. L’autore
vive di stenti e l’impresario ingrassa.
Fintantoché l’establishment dirà che và tutto bene dovremo rassegnarci a vedere l’impresario prosperare e l’autore deperire. Una volta emersa la debolezza del sistema sarà facile individuare una
soluzione per uscirne fuori. La proposta di Ron Paul di eliminare le banche centrali sembra la più assennata, visti i risultati del loro operato , checchè paolo savona ne dica ("Libero" – sabato 18
agosto ’07 – "maggiori poteri alla BCE").
Chi dovrebbe denunciare tutto ciò? A mio modesto avviso dovrebbero essere gli uomini della cultura e della politica con la precedenza dei primi, per ovvi motivi, volendo concedere ai politici
l'alibi dell'ignoranza.
Si spiega la nozione senza fare nulla per far comprendere il problema fino in fondo.
Ma da un ateneo che ha deciso di infangare la propria gloriosa storia dando la laurea honoris causa a George Soros (il più grande speculatore del mondo) (ottobre ‘95) cos’altro ci si può
attendere?
Veniamo ora al protagonista principale del conferimento della suddetta laurea: il prof. Romano Prodi.
L’11 luglio 2005 era su un Eurostar Bologna-Roma; una persona informata sulla questione monetaria lo riconosce e gli chiede; "Professore! Vorrei mostrarle una cosa: questo è un Simec (moneta
locale). E' una moneta di proprietà del portatore, a differenza di quelle stampate dai banchieri privati". "E qual 'è la differenza ?" RP. "Come qualè la differenza? ... all'atto della emissione di
questa moneta nessuno si indebita, al contrario di ciò che succede con l'euro".
"Non capisco la differenza tra i due sistemi" RP. "Se il valore della moneta non sta nell'oro - come lei sa benissimo la convertibilità è stata abolita da 30 anni - allora sta nella sua
accettazione da parte dei cittadini. Questo vuol dire che la moneta va accreditata e non addebitata all'atto dell'emissione, il valore siamo noi..." "Non capisco proprio che vantaggi ci sarebbero"
RP. "Ci si può liberare dalla schiavitù del debito [risatine del Prodi e dei portaborse]. Non sarebbe meglio che lo stato stampasse banconote invece di indebitarsi facendole stampare ad aziende
private come Banca d'Italia, che è posseduta dai privati che dovrebbe controllare ? Poi potrebbe distribuire questo denaro ai cittadini".
"Ma no... la quantità di moneta è controllata... dalla Banca Centrale..." RP. (18) Vediamo ora di capire il motivo dell’incomprensione fra i due interlocutori. La 4 risposte dell’attuale presidente
del consiglio dei ministri sottolineano che, secondo gli attuali paradigmi, non cambia nulla perché: a) i Simec si creano senza indebitarsi e con le sole spese tipografiche; b) con gli euro
cartacei ci si indebita, ma gli interessi che si pagano vengono restituiti allo Stato attraverso il “costo opportunità”; a meno di qualche difformità, se tutto funzionasse correttamente,
effettivamente non ci sarebbero differenze.
Fatto quindi l’atto di fede che tutti bilanci bancari (centrali e non centrali) siano corretti e che paghino tutti regolarmente le tasse e le imposte, la domanda da fare al professore sarebbe:
“perché il signoraggio (interessi) relativo alle monete creditizie non viene fatto pervenire allo Stato?”, oppure, in alternativa: “perché non ci collochiamo in una economia monetaria pura (senza
credito), in modo che tutti gli interessi su TUTTE le monete “pubbliche” giungano allo Stato?”.
Così facendo rimarremmo entro i confini dell’attuale paradigma (moneta in cambio di debito - per paura dell'inflazione), ma NON alimenteremmo l’attuale spirale perversa del debito.
Ovviamente il sistema finanziario dovrebbe trovare un nuovo equilibrio perchè avrebbe molte meno entrate di oggi, ma non mi sembra questa una argomentazione valida per NON farlo, lasciando
inalterate nel contempo le attuali condizioni al contorno. Non è facilissimo fare i calcoli per stimare quanto ritornerebbe agli italiani ogni anno se si prendesse questa via; la stima è assai
elevata (fra costo opportunità ed imposte, almeno 300 miliardi di euro all’anno; 10 volte l’ultima finanziaria); più che sufficiente per ridurre drasticamente l’imposizione fiscale oggi a nostro
totale carico.
A questo punto vien da chiedersi cosa intendono i politici quando dicono: “pagare tutti (le imposte) per pagare di meno”. Quel “tutti” non è proprio CHIARO!
Concludendo, sia che si prenda la strada dell’emissione monetaria diretta da parte dello Stato senza indebitamento, sia che si rimanga entro i confini dell’attuale paradigma (moneta in cambio di
debito) è possibile pervenire ad una Società degna di questo nome, nella quale gli Stati sarebbero TUTTI quasi esclusivamente liberi dal debito. È solo una questione politica, non tecnica.
E' quindi corretto che la Banca Centrale ponga al passivo le banconote in circolazione, perchè pone corrispondentemente all'attivo dello Stato Patrimoniale una congrua riserva, ma non è corretto
che al popolo sovrano vengano sottratti gli interessi sulle monete creditizie. Così come l'acqua che scorre nei canali irrigui privati è "pubblica", la moneta creditizia creata dai sistemi
finanziari privati è "pubblica". Così come la B.C. corrisponde il "costo opportunità" della moneta circolante allo Stato (o della corrispondente riserva, che è la stessa cosa), il costo opportunità
della moneta creditizia creata dai sistemi finanziari deve essere corrisposto allo Stato.
Antonio da Ittiri


Salvatore 03/01/2010 15:45


Questi sono discorsi più grandi di noi. Non sono alla portata di semplici cittadini, abituati a fare i conti con il pallottoliere. Sono ragionamenti riservati a persone esperte, del settore
economico e bancario. E' anche materia che potrebbero affrontare i governanti locali che, per fare gli interessi della cittadinanza, potrebbero dare delle delucidazioni e guidare il popolo verso
una forma di protesta mirata contro la Banca d' Italia e tutti i capitalisti che la controllano. Se ho ben capito, nella mia totale e completa ignoranza, stando al ragionamento di Antonio da Ittiri
il debito pubblico non esisterebbe! Ma è davvero così ? Siamo sicuri di quanto affermiamo ? Se così fosse cosa blocca i nostri politici (lasciamo stare quelli di destra e della sinistra moderna) in
particolare quelli alla Diliberto ed a tutta quella parte di estrema sinistra, e cosa blocca il movimento di Di Pietro e Palomba in Sardegna insieme ai Travaglio, Santoro, padellaro ecc. ecc.
perchè hanno tanta difficoltà a raccontarci la verità su questo benedetto debito pubblico inesistente ?
E cosa aspettano a porvi subito rimedio risolvendo così i gravissimi problemi legati alla nostra economia, alla disoccupazione, all' indebitamento delle famiglie ?
Nutro seri dubbi sulla veridicità di quanto sin qui affermato ed inviterei Antonio da Ittiri che mi pare ferrato in materia, di essere più chiaro e preciso. Solo così protremmo capire appieno i
ragionamenti e le questioni.
Grazie.


antonio 02/28/2010 13:41


PURTOPPO FORSE PER UN MIO ERRORE O PER MANCANZA DI SPAZIO NON è STATO PUBBLICATO TUTTO QUELLO CHE HO SCRITTO, COMUNQUE CONTINUO IL DISCORSO...
- E’ anche stata proposta una soluzione parziale: la moneta complementare, sull’esempio di migliaia di realtà nel mondo.
- Sono state proposte e talora attuate, nella storia, anche soluzioni globali, e hanno funzionato: l’emissione di denaro da parte dello Stato, direttamente e sovranamente, senza l’inutile
intermediario di una banca centrale di emissione.
scusate se sono stato un po lungo…
Saluti e cordialità
Antonio da Ittiri


antonio 02/28/2010 13:32


La questione della proprietà della moneta al momento della sua emissione
La Banca Centrale emette denaro per un valore, supponiamo, di mille miliardi di Euro. Quel valore, quei mille miliardi, di chi sono?
A chi appartiene la moneta, il valore del denaro, nel momento in cui viene emessa dalla Banca Centrale?
Alla Banca Centrale stessa, che quindi ha diritto di farsela pagare dallo Stato? O allo Stato, al popolo, che quindi non dovrebbe pagare né il denaro né gli interessi alla Banca Centrale quando ha
bisogno di denaro?
Si tratta di una questione fondamentale, perché dalla risposta che essa riceve, dipende essenzialmente l’indebitamento dello Stato.
Il fatto che l’esercizio del potere monetario attraverso la Banca Centrale è uno strumento di potere dei banchieri sullo Stato, trova conferma in come le istituzioni statali sono impegnate a
equivocare e a mentire in tutte le sedi, anche parlamentari, per coprire il fatto che la Banca d’Italia cede a caro prezzo denaro che a essa niente costa e a cui non è essa a dare il valore, ossia
il potere di acquisto.
Il potere di acquisto, glielo conferisce il mercato, la gente, attraverso la domanda di denaro. La Banca Centrale non ha “prodotto” il valore del denaro, eppure si comporta come se fosse
proprietaria del medesimo denaro, in quanto lo cede allo Stato (e alle banche commerciali) in cambio di titoli di Stato e controinteressate.
Questo fatto è paradossale.
È come se il tipografo, incaricato dagli amministratori della società calcistica organizzatrice di una partita di stampare 30.000 biglietti di ingresso per le partite del campionato, col prezzo di
€ 20 stampato su ogni biglietto, chiedesse come compenso per il suo lavoro di stampa € 600.000, in base al fatto che i biglietti che ha prodotto “valgono” € 20 cadauno. È vero che essi “valgono” €
20 cadauno, ma che essi abbiano un valore non dipende dal tipografo, bensì dall’associazione sportiva che ha formato la squadra, procurato il campo da gioco e organizzato la partita, sostenendo i
relativi costi e producendo la domanda di quei biglietti, senza la quali questi niente varrebbero.
Gli amministratori della società sportiva lo sanno bene, ma il tipografo in parte li ricatta e in parte li lusinga perché promette loro che, se gli pagheranno l’ingiusto compenso richiesto, egli
darà loro un lauto regalo e i fondi per farsi rieleggere alle prossime elezioni del consiglio di amministrazione. Altrimenti, finanzierà altri candidati e una campagna di stampa contro i
consiglieri onesti.
Il potere bancario si comporta come quel tipografo, e i governanti si comportano come i consiglieri ricattati e lusingati dell’associazione sportiva, riconoscendo alla Banca Centrale la proprietà o
titolarità del valore del denaro che emette, stampato o scritturale che sia, e in cambio di esso indebitano ingiustamente e illogicamente proprio il popolo, che è il soggetto che, col suo lavoro e
con la sua domanda, ossia col mercato, conferisce valore al denaro. Per questa ragione, oltre che in base al principio costituzionale della sovranità popolare, al momento in cui viene emesso, il
denaro, il suo valore, dovrebbe logicamente essere ed essere trattato come proprietà del popolo e, per esso, dello Stato. Assolutamente lo Stato non dovrebbe indebitare se stesso e il popolo verso
una Banca Centrale, pubblica o privata che sia, per ottenere denaro.
Al contrario, ciò è proprio quanto succede incessantemente. Ma vi è di peggio: la Banca Centrale , cioè i suoi azionisti, oltre ad appropriarsi, a danno dello Stato, del valore del denaro che essa
emette, nei suoi propri conti segna questo valore non all’attivo ma al passivo, simulando un debito ed evitando, così, di pagare le tasse su quello che è un puro incremento di capitale e che, come
tale, dovrebbe essere interamente tassato.
L’ovvio ragionamento è stato già sottoposto al Parlamento, attraverso interrogazioni parlamentari, nel 1994 e nel 1995.
Entrambe le risposte elusero il problema, affermando che la Banca Centrale (allora, cioè, la Banca d’Italia) non sarebbe proprietaria dei valori monetari, ossia del valore del denaro emesso, perché
il denaro emesso costituirebbe sempre un passivo, un debito; e che, perciò, giustamente la Banca d’Italia lo iscriveva come posta passiva nel proprio bilancio.
Come i membri competenti dei due governi interessati non potevano ignorare, queste risposte sono del tutto contrarie alla verità. Innanzitutto, la risposta fornita è contraddetta dal comportamento
dei governi medesimi – di tutti i governi. Infatti, se i governi fossero coerenti con l’affermazione che il denaro, il valore monetario, non appartiene alla Banca emittente, perché lo Stato
continua a dare qualcosa (i titoli del debito pubblico) in cambio di Euro? E se il denaro emesso costituisse una passività, un debito, perché mai lo Stato dovrebbe comperarlo pagandolo con titoli
del debito pubblico, che costituiscono un credito per chi li riceve? Si è mai visto che qualcuno paghi un altro per farsi cedere un debito?
Ma le risposte del governo sono anche false giuridicamente, perché il denaro non è affatto un debito per la Banca che lo emette. Se fosse un debito, dovrebbe poter essere incassato dal portatore
presso la Banca medesima, mediante conversione in oro, e il portatore della banconota aveva il diritto di farsela cambiare in oro dalla Banca Centrale che l’aveva emessa, come avveniva una volta,
fino al 1929 circa, quando il denaro era convertibile in oro. Anche in tempi successivi al 1929, molte banconote portavano la scritta “Pagabile a vista al portatore”.
Ma pagabile in che cosa, dato che esse non erano convertibili in oro? In realtà, quei biglietti non erano pagabili in alcun modo e quella scritta era una menzogna per ingannare il pubblico e fargli
credere che i biglietti di banca fossero convertibili in qualcosa avente valore proprio o che la banca si fosse indebitata per emetterli, il che è falso (mentre era vero in un ormai lontano
passato).
Del resto, è naturale che nessun governo potrebbe permettersi di dare risposte veridiche a simili questioni, perché ammetterebbe che la sua vera funzione è defraudare i cittadini e gli elettori per
arricchire un’élite finanziaria che detiene il vero potere.
Ma quanto sopra costituisce solo la punta dell’iceberg. Perché il grosso, circa l’85%, del denaro esistente e circolante al mondo, non è denaro vero, emesso da Banche Centrali, ma denaro
creditizio, ossia aperture di credito e disponibilità di spesa create dal nulla dalle banche commerciali, le quali, attraverso questa creazione continua di nuovo denaro creditizio, si impossessano
di quote crescenti del potere d’acquisto complessivo della popolazione mondiale.
Ma forse le poche persone che mi leggono non sanno che:
- Il debito pubblico è fasullo e le tasse che paghiamo a causa di esso sono illegali e incostituzionali.
- Banca d’Italia S. p. A, autorizzata a creare in modo autonomo denaro dal nulla senza garanzie auree o di altro tipo, è dal 1948 di proprietà privata.
- I suoi azionisti (detti ‘partecipanti’) sono le altre banche e assicurazioni private. Il debito pubblico dello Stato, quindi dei cittadini, nasce nei loro confronti.
- La Banca d’Italia (analogamente alla Banca Centrale Europea) usa un artificio contabile più o meno espressamente legalizzato per camuffare i propri utili, non pagare le tasse su essi dovuti e per
non darli allo Stato, come dovrebbe per statuto.
- La Banca d’Italia dovrebbe, per statuto, vigilare sulla correttezza delle altre banche; ma essa stessa è di proprietà di banche private, le quali nominano il suo governatore e i suoi direttori;
quindi questi dovrebbero sorvegliare chi li nomina – cosa del tutto improbabile.
- Le tasse vanno in gran parte a pagare il debito pubblico e gli interessi su di esso, quindi finiscono in tasca ai proprietari privati della Banca d’Italia e della Banca Centrale Europea, e non
per spese di interesse collettivo.
- Per arricchirli, il debito pubblico viene continuamente fatto crescere – e ciò non solo in Italia e non solo di recente.
- L’organizzazione a monte di questo sistema di potere bancario è internazionale: in quasi tutti gli altri Paesi, infatti, la situazione è simile a quella italiana.
- Tale sistema, di cui i mass media si guardano bene dal parlare (come pure i sindacalisti, i parlamentari, i ministri, i presidenti) ha prodotto nel tempo, e ancor oggi sempre più produce, un
enorme e sistematico trasferimento di beni e di ricchezze dalle tasche dei cittadini a quelle dei banchieri, ma anche un trasferimento del potere politico dalle istituzioni democratiche alle mani
dei banchieri sovranazionali.
- Il vero potere politico ed economico, a livello mondiale e nazionale, sta in questi meccanismi, ignoti a tutti o quasi; essendo sconosciuti, essi sono ancor più efficaci..
- Il Trattato di Maastricht, l’Euro, la Banca Centrale Europea, sono strumenti di completamento di questo trasferimento.
- La corrente mancanza di denaro, la crisi economica, i fallimenti e le privatizzazioni sono p.i.l.otati da loro attraverso governi a sovranità limitata, e vanno a loro vantaggio.
- La soluzione efficace è ben nota ed è stata ripetutamente proposta: restituire al popolo, quindi allo Stato, la funzione sovrana dell’emissione del denaro, in modo che non si debba più
indebitare.
- Il risultato sarebbe: tasse quasi eliminate, denaro a costo zero per lo stato e la Pubblica Amministrazione , economia fiorente; potere politico democratico anziché in mano alle banche.
- Ovviamente, gli unici danneggiati da questa riforma sarebbero i banchieri.
- E’ anche stata proposta una soluzione


antonio 02/28/2010 10:56


Si Giuseppe hai ragione la moneta locale è molto utile, intanto è una moneta che nasce senza debito pubblico, serve per ridare un po di respiro all’economia locale in quanto questa servirebbe al
rilancio dei nostri prodotti nonché al recupero di alcune categorie che abbiamo perduto e che stiamo per perdere, comunque ti posso dire che nel mondo ci sono tantissime realtà dove hanno adottato
una loro moneta locale e secondo i dati ti posso affermare che in questi centri la cosa funziona molto bene, comunque se il dibattito avrà un proseguo ne potremo parlare più avanti e magari
proporre una moneta locale anche a Ittiri, però la gente prima di adottare una moneta locale deve capire come funziona li sistema monetario nazionale, europeo e mondiale, in quanto la maggior parte
delle persone sa che BANKITALIA è dello stato, invece no!!! La gente deve prima sapere che la Banca d’Italia è privata è una S.p.A società per azioni in mani ad azionisti privati i cui soci sono le
banche minori sempre private. La gente deve sapere che i soldi li stampa non lo stato ma la BCE che è privata i cui azionisti sono le banche centrali europee, la gente deve prima sapere che non
esiste più la riserva aurea pertanto i soldi vengono stampati senza nessun controvalore, la banche spende solo il costo dell’inchiostro e della carta che è mediamente pari a 3 centesi a biglietto,
quindi i soldi stampati dal nulla vengono prestati allo stato, automaticamente i soldi prestati diventano debito pubblico che “noi stato” dobbiamo restituire con l’IVA e con le nostre tasse per
l’importo che c’è scritto nel biglietto più gli interessi e comunque noi non riusciremo mai e poi mai a restituire questo iniquo debito a queste banche che sono diventate padrone del nostro lavoro,
delle nostre case delle nostre vite del nostro modo di essere… e poi della nostra felicità… e le nostre istituzioni “neanche la chiesa” non fanno nulla per rimuovere questo brutto ostacolo.
Riflettiamo: i soldi quando vengono stampati di chi debbono essere dello Stato o di Bankitalia S.P.A?
Meditiamo…
Antonio da Ittiri


Giuseppe 02/25/2010 12:35


Il ragionamento di Antonio da Ittiri è certamente molto interessante e credo utile per aprirci gli occhi (ad una prima lettura mi da questa sensazione) sul modo di funzionare che hanno le banche e
sul silenzio omertoso da parte di tutti i Governi succedutisi e da parte dei Governanti che tanto si riempiono la bocca di buone e belle parole alle quali, puntualmente, non danno nè daranno mai
seguito con azioni e fatti.
Ecco perchè trovo interessantissimo il dibattito che qui si stà sviluppando anche se io di economia non mi intendo proprio.
Vorrei lanciare una proposta, non sò fino a che punto possa avere valore e utilità per Ittiri, ai nostri prossimi amministratori che andremo ad eleggere a maggio:
perchè non inventate una moneta locale realizzando una specie di "Zona Franca" che consenta di dare il giusto valore alle cose ?
E' realizzabile secondo voi questa pazza idea?
saluti


AntiMeridionale 02/25/2010 11:24


Si caro Antonio...quasi tutto vero quello che dici..ma io rimango sempre dell'idea che i politici li mandiamo noi a prendere decisioni.Raramente ho visto un politico mandato a casa per le porcate
che ha fatto, sopratutto se ha distribuito favori e denari infischiandosene del debito pubblico ecc ecc Che poi il nostro debito pubblico alimenta noi stessi. E' normale che gli operai e/o
impiegati stagionali (caseifici, ente foreste ecc ecc) percepiscano per decenni un'indennità di disoccupazione annuale???secondo questi molleranno mai la presa sulla casse pubbliche??no!!quindi lo
sperpero pubblico fa comodo a molti, in priisi alle Associazioni Organizzate per il Saccheggio celle Casse Pubbliche...volgarmente chiamate Sin..(insomma nn riesco neanche a pronunciarlo...comunque
quelle pseduo organizzazioni di "lavoratori")che ci sguazzano alla grande!!Per non parlare degli altri innumerevoli sperperi!!questo governo non aveva promesso di abolire le province???non mi
risulta siano stati fatti degli atti in tal senso. Con l'abolizione di questi enti, ormai inutili si risparmierebbero ben 10 miliardi, ovvero 20 strade Sassari - Olbia all'anno!!!!!!ci pare
poco??quindi perchè la gente protesta che vuole la stada e non protesta per abolire le province (o gli altri sprechi) al fine di reperire i soldi per la costruzione??mah!!


antonio 02/25/2010 10:38


riamo sei o sette mesi l’anno solo per pagare le tasse a uno Stato inefficiente e corrotto, e la maggior parte delle tasse va a pagare interessi sul debito pubblico, mentre per ricerca scientifica,
servizi, politiche sociali rimangono solo le briciole; e mentre leggiamo che pubblici amministratori, che si dichiarano sociali, cristiani, di sinistra, democratici, senza passare per un dibattito
popolare, pianificano la shoà per inquinamento e cancro dei loro stessi elettori a beneficio di interessi economici non si sa bene di chi.
Questa situazione può sembrare pazzesca, assurda, ma non lo è: essa è stata creata e viene mantenuta per interessi ben precisi e riconoscibili.
Le Banche Centrali, come la Banca Centrale Europea (ossia, quelle che emettono il denaro e fanno credito alle altre banche e allo Stato), sono società per azioni di proprietà privata le cui
proprietarie-azioniste sono complessivamente banche e società o soggetti privati, spesso assai ben mascherati. Esse emettono in un anno denaro - supponiamo, per un valore 100 miliardi di Euro - per
prestarlo allo Stato e alle banche di credito (all’emettere denaro equivale, a questi effetti, il far credito allo Stato e alle banche di credito).
Ciò facendo, la Banca Centrale, unilateralmente, senza nulla dare, si ‘dona’ un valore (potere di acquisto) pari a 100 miliardi: si arricchisce di 100 miliardi, incrementa gratis il proprio
patrimonio. Perciò dovrebbe segnare 100 miliardi nell’attivo del suo bilancio, e pagare su 100 le tasse - cioè dovrebbe pagare circa 30 miliardi. E, siccome emette denaro che presta anche alle
banche di credito, diciamo altri 100 miliardi, dovrebbe pagare le tasse anche su questa autocreazione di ricchezza. Totale tasse: circa 60 miliardi. Oltre alle tasse dovute sugli interessi
percepiti a seguito dei prestiti.
Non sto suggerendo che la Banca Centrale dovrebbe pagare le tasse sul denaro che emette -se lo facesse, scaricherebbe a valle il costo- ma sto affermando che essa dovrebbe essere proprietà del
popolo. Però, se pagasse queste tasse, e se pagasse le tasse sul suo principale asset patrimoniale, che è lo stesso potere monopolistico di emettere soldi e credito, donatole dallo Stato - se
pagasse le tasse su questi elementi attivi, rapidamente il debito pubblico degli Stati si azzererebbe. E, siccome, nei Paesi occidentali, il 30-60% delle tasse viene pagato in conto di interessi
sul debito pubblico, la nostra vita pratica cambierebbe rapidamente: lo Stato avrebbe i soldi per fare tutte le opere sociali, la ricerca scientifica, le infrastrutture, etc.
Invece, la Banca Centrale non segna quell’aumento della sua ricchezza nel passivo: - 100 miliardi (come ai tempi in cui l’emissione era coperta dal valore aureo -la c.d. riserva-, sicché si metteva
all’attivo patrimoniale la riserva, e al passivo il valore nominale dell’emissione - ma ora la riserva non c’è più e il denaro non è più convertibile in oro, dal 1929 circa, è solo pezzi di carta
stampati). Così, non solo non paga tasse su questo importo attivo, ma, per giunta, lo detrae dagli altri ricavi (interessi), evitando di pagare le tasse pure su questi.
Quanto sopra spiega il fatto, altrimenti assurdo, che la Banca Centrale e (talora) le altre banche prestano soldi a un tasso di interesse pari o inferiore al tasso di svalutazione reale: esse
guadagnano il 100% sull’emissione - è questo il grande, fraudolento guadagno.
Inoltre, se la Banca Centrale emette e presta 100, le dovrà essere ritornato, alla fine, mediamente 200, considerati gli interessi. Ma quel 100 in più dovrà a sua volta provenire, ultimamente,
dalla Banca Centrale, ossia dovrà essere preso a prestito -producendo un ulteriore guadagno del 100% in favore della Banca Centrale, ossia dei suoi proprietari. E su di esso dovranno essere pagati
gli interessi - e via così, fino alla follia collettiva del vivere per pagare tasse e debiti. Debiti che, dovendo essere rimborsati con interessi, quindi con ulteriore indebitamento, non potranno
mai essere rimborsati: il debito a interesse non si può, logicamente, estinguere con moneta presa essa stessa a debito. Il debito complessivo in moneta-debito non può che aumentare e i debitori
possono rimborsarlo solo cedendo il loro lavoro e il loro patrimonio.
Questo è il quarto Potere, il Potere Bancario, quello reale, mondiale, sovranazionale, indipendente dal controllo della politica, come sancisce l’art. 107 del Trattato di Maastricht in favore della
Banca Centrale Europea (dei suoi padroni), che fa di questa una sorta di stato estero e sovrano rispetto alla UE, il quale a quest’ultima impone le proprie decisioni.
Se venisse nazionalizzata la proprietà della moneta e la facoltà di emetterla, lo Stato non sarebbe più a debito, ma emetterebbe la moneta che gli serve senza pagare interessi. Non vi è alcun senso
nel tenere una Banca Centrale, per giunta privata, a cui lo Stato regala il monopolio per l’emissione del denaro, e in cambio riceve… debito di capitale e interesse, e per giunta, permettendo quel
sistematico, colossale trucco di bilancio (consistente nell’indicare come perdita ciò che è, al contrario, guadagno netto), perde un enorme gettito fiscale, che va invece a moltiplicare la
ricchezza dei padroni delle banche, ossia il loro potere di acquistare i beni della collettività e di condizionare la sua politica.
Perché lo Stato regala a un gruppo di azionisti privati il diritto di arricchirsi unilateralmente, senza niente dare, a spese della comunità e indebitando lo Stato stesso? Lo Stato lo fa non per
beneficienza, ma perché lo Stato, in realtà, è solo uno strumento, una facciata costruita da quei potentati privati con ben poca sostanziale democrazia, e che essenzialmente serve per aumentare la
loro ricchezza, potenza, dominio sulla gente, per indebitarla verso di loro e per portarla docilmente a lavorare e vivere al loro servizio, camuffando la realtà. In fin dei conti, è a loro che
paghiamo la maggior parte delle tasse.
In questo sistema, i politici (definiti da Ezra Pound “camerieri dei banchieri”), gli amministratori e i pubblici funzionari lavorano strutturalmente al servizio del capitale bancario (se non ci
stanno, vengono boicottati e sostituiti), con la funzione di inscenare una finta dialettica democratica e una finta legalità (smentita dai continui scandali politico-bancari) al fine di ottenere
consenso e obbedienza dei cittadini-contribuenti al sistema che li defrauda. Dato che sono impegnati in siffatto ruolo, basato sulla frode verso la gente comune, è inevitabile che tendano alla
corruzione e all’abuso, ossia che cerchino di approfittare anche per sè stessi, oltre che per i loro mandanti - così come è inevitabile che le banche, anche le banche di credito, abbiano diritto di
far quel che vogliono, strangolino piccoli e grandi imprenditori, assumano il controllo dell’economia.
Meditiamo…
Antonio da Ittiri


asfsdg 02/25/2010 09:39


antonio dimentichi una cosa basilare.sai cosa significa l'abbassamento dei prezzi?non ètutto rose e fiori, che bello i prezzi scendono il mio potere d'acquisto sale,spendo di più e rilancio
l'economia....magari.La deflazione ha un suo costo, che già in questo momento stiamo pagando. Si chiama disoccupazione.
E comunque il debito pubblico italiano è al 118% ed è in aumento(l'Argentina ha dichiarato il default quando il suop debito è arrivato al 148%, solo che l'Argentina era finanziata per il 90% da
investitori stranieri, se l'Italia dichiarasse il default si rischierebbe la rivoluzione).Oltre al signoraggio una delle principali cause di questo debito è stata la forsennata spesa pubblica degli
anni 70-80 di cui ancora oggi paghiamo gli interessi.


antonio 02/25/2010 08:09


Invito ad una riflessione pungente su debito pubblico, signoraggio e moneta virtuale
Il sistema bancario privato, con la copertura dello Stato, ogni anno, attraverso le tasse e altri mezzi, defrauda i cittadini di centinaia di miliardi di Euro, ed è questa appunto la prima causa
dei nostri mali economici e dell’eccessiva pressione fiscale.
Il governo potrebbe, se solo volesse, risparmiare immediatamente circa 90 miliardi di Euro l’anno, invece di rimettere le mani nelle tasche dei lavoratori. Il che significa tagliare le tasse – non
tagliare i servizi – fare infrastrutture, ricerca, innovazione. Ma questo è solo l’inizio. Lo Stato può e deve recuperare migliaia di miliardi di Euro dalla Banca d’Italia e dai suoi azionisti
privati. Praticamente tutto il debito pubblico, che è di circa 1.500 miliardi di Euro.

Il primo governo Berlusconi aveva iniziato a farlo, con la nazionalizzazione della Banca d’Italia. E il sistema bancario ha reagito mandando al governo i suoi uomini: Prodi, Padoa Schioppa, Visco,
Tononi, e, sopra tutti, Draghi.

Dal disavanzo di bilancio, o deficit, dello Stato. È il problema più impellente, secondo il governo, la BCE e la Commissione Europea. Il deficit di bilancio si ha quando le uscite sperano le
entrate. Lo Stato spende più di quanto incassa. Quest’anno, il deficit è del 4% circa.
Lo Stato finora ha colmato questo deficit comprando denaro dalla banca centrale di emissione, la Banca d’Italia (che ora è inserita nel Sistema Europeo delle Banche Centrali) e pagandolo con titoli
del debito pubblico gravati di interesse (a carico dello Stato, ovviamente). Anno dopo anno, questa emissione di titoli del debito pubblico per comperare denaro da Bankitalia ha prodotto un debito
pubblico pari al 106 % del PIL. Ossia, l’enorme indebitamento pubblico dell’Italia nasce così: un anno il 3, un anno 5, un anno l’8%… tutti si sono sommati, e ora abbiamo un indebitamento del 106%.
La media europea è il 60%. La BCE, le società di rating, la Commissione Europea ci ‘impongono’ di ridurre il deficit entro il 3% e il debito al 60%. Da qui tasse a non finire che hanno ammazzato
l’economia (grazie anche alla globalizzazione), quindi hanno depresso il PIL, quindi hanno peggiorato il rapporto deficit/PIL, e via così, in una spirale di autodistruzione.

Per cominciare, che lo Stato smetta di pagare il denaro alla Banca d’Italia al valore facciale. Che smetta, per esempio, di darle un bot da 100 Euro più gli interessi per una banconota da 100 Euro
che per Bankitalia ha un costo di produzione di 0,3 centesimi. Che gliela paghi 0,4 centesimi o che se la stampi in proprio – come stampava i biglietti di 500 Lire e come conia in proprio gli
spiccioli. Automaticamente il disavanzo sparirebbe.

Qualcuno… direbbe che ciò causerebbe inflazione, anzi, svalutazione della moneta?
No, perché la quantità di moneta circolante non aumenterebbe. Diminuirebbe solo l’indebitamento pubblico. Quindi diminuirebbero le tasse. E, siccome le tasse sono costi che si scaricano sul prezzo
dei prodotti e dei servizi, il potere d’acquisto della moneta sarebbe protetto, anche qualora la minor pressione fiscale aumentasse la domanda di beni e servizi – una domanda che oggi è molto
debole, e che andrebbe sostenuta per rilanciare l’economia, come tutti gli economisti dicono. Perché, vedete, noi non abbiamo una tendenza inflazionistica, che consiste in una situazione in cui la
domanda cresce più dell’offerta di beni e servizi, quindi il denaro perde valore. Noi abbiamo una situazione opposta, in cui la domanda ristagna o si abbassa perché la pressione fiscale e tariffale
fa salire i costi dei beni e dei servizi e produce così sfiducia nella gente e perdita del potere di acquisto. In altre parole, l’economia soffre di scarsità di denaro, non di eccesso. Ogni
commerciante ve lo può confermare.
Saluti a tutti Antonio da Ittiri


Giuseppe 02/23/2010 18:03


Quello che si legge su questo argomento è davvero impressionante. Se non apriamo gli occhi e se non stiamo attenti a tutte queste notizie corriamo il rischio di vivere nella totale ignoranza e
questi, i padroni dell' economia, ci prenderanno sempre per i fondelli.
Mentre noi ci arrabbattiamo per pagare i debiti e quando non ci si riesce intervengono altri fattori più gravi che ci privano dei nostri esigui averi accumulati magari con anni di sacrificio,questi
altri, i governanti ( tra i quali è bene metterci tutta la sinistra che fa la morale a tutti invece è pienamente collusa...)si permettono di prenderci in giro.
Sono fortunati perchè il popolo è diviso, anzi ci hanno diviso con la scusa dellle ideologie, dei partiti e di tutto quello che è divisibile per due, tre o quattro parti. L' importante per loro è
avere una popolazione che mai e poi mai riuscirà a mettersi daccordo su una posizione unitaria.
Ecco perchè fanno quello che vogliono.
Non sarà venuto il tempo invece di capire qualcosa di più ed unirci ?
Inviterei l' amministratore del Blog a far approfondire, con parole semplici se possibile, quanto qui è stato sollevato.
Grazie.


antonio 02/20/2010 13:12


L’Italia è sempre più povera a causa di un debito pubblico in continuo aumento che comporta un’elevata pressione fiscale. Il debito pubblico è un’invenzione costruita da politici e banchieri al
fine di arricchire gli azionisti privati della Banca Centrale italiana e europea. In passato, le banche che emettevano denaro lo garantivano con la copertura aurea, si impegnavano a convertire le
banconote in oro e sostenevano un costo di emissione. Oggi, le monete non sono coperte da riserve di oro, non sono convertibili e il loro costo di emissione è praticamente zero, ma il guadagno di
chi le emette, ossia il signoraggio, è del 100% del valore nominale. Quando lo Stato domanda soldi alla Banca Centrale paga il costo del valore nominale (e non il solo costo tipografico che è di
circa 3 centesimi al pezzo fra carta e inchiostro) con titoli del debito pubblico, ossia impegnandosi a riscuotere crescenti tasse dai cittadini e dalle imprese. Tutto ciò avviene attraverso la
Banca Centrale Europea, un mostro giuridico creato dal Trattato di Maastricht, esente da ogni controllo democratico come un vero e proprio Stato sovrano, posto al disopra delle parti.
Questi segreti e i meccanismi di questo sistema di potere che si è eretto e mantenuto sul fatto di essere ignorato dalla gente, soprattutto dai lavoratori, dai risparmiatori e dai contribuenti, che
non sanno come porre fine legalmente a questo saccheggio. I banchieri sono più pericolosi dei rapinatori di banche. Parmacrack è solo un caso. Dopo Enron, dopo i 400mila "tango bonds" argentini e
la perdita di 400mila italiani che su quelli contavano, è necessario capire per cambiare drasticamente. Questa storia non è unica, è solo enorme ed emblematica, quasi normale nel suo horror. Tutti
scappano, passandosi il cerino. Non scappa solo chi ci ha messo i suoi poveri soldi! L'assassino non si fa mai trovare: il criminale finanziario è sempre impunito, sempre. Perché? la logica di quei
meccanismi perversi, che fanno capo ad una economia drogata dal debito, e dominata dal finanziario che schiaccia il produttivo e può permettersi tutto perché ha i paradisi fiscali dalla sua, e una
giustizia lentissima, debole, quasi inutile... Meditiamo…
Antonio da Ittiri