Il Sociopatico ed il Dr. Giuseppe Dore, suo medico personale. Ma che cosa nasconde questo termine apparentemente incomprensibile ? Può "disegnare" un quadro clinico e psicologico ?

Pubblicato il da Lucia Mulas

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Ittiri, 16 ottobre.

A partire da oggi il blog avrà una nuova "firma", quella di Lucia Mulas, che avrà il non facile compito di analizzare per noi tutti gli aspetti legati alla vicenda della Psiconeuroanalisi ed ai fatti che hanno portato in galera tantissime persone che, così dice la legge, sino a sentenza definitiva sono da considerare innocenti.

Questo è uno dei primi articoli che Lucia scrive. Oggi analizza il termine che Giuseppe Dore, in occasione dell' intervista fattagli nei corridoi del tribunale di Sassari in occasione del processo di riesame, ha usato nei confronti del suo accusatore e che il giornale di Luca Telese ha riportato ampiamente.

La nostra "cronista" proprio per rendere un servizio di informazione completo ha analizzato il termine usato da Dore, il suo significato più profondo, ha messo a confronto altre posizioni di luminari del settore, ha avviato una complessa opera di ricerca in rete. Tutto questo lavoro ha prodotto questo articolo che vi presentiamo in modo integrale. Buona lettura.


“Purtroppo Casu è un SOCIOPATICO, lo sanno tutti ad Ittiri” .

E’ UN SOCIOPATICO!

E’ così che, il Dr. Dore definisce Casu nell’intervista rilasciata il 9/10/2012 per il quotidiano “Pubblico”. Un’affermazione, questa, di notevole rilevanza perché proferita proprio con cognizione di causa, ma che forse ai più non ha destato alcun interesse e/o curiosità.

Ma… Cos’è la sociopatia? Quali sono i tratti caratteriali propri della personalità sociopatica?

E’ giocoforza che tutti abbiano un’idea chiara su cosa sia questa patologia per capire chi realmente si cela dietro questa maschera di reo confesso, di “paladino della giustizia” che Casu ha sempre portato.

Il testo esposto qui di seguito è stato tratto dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-IV) e… traete voi le conclusioni!


COS’E’ IL DISTURBO ANTISOCIALE DI PERSONALITA’? “

Caratteristiche diagnostiche

 

La caratteristica essenziale del Disturbo Antisociale di Personalità è un quadro pervasivo di inosservanza e di violazione dei diritti degli altri, che si manifesta nella fanciullezza o nella prima adolescenza, e continua nell’età adulta. E’ molto più comune nei maschi che nelle femmine.

Questa modalità è stata anche denominata PSICOPATIA, SOCIOPATIA o DISTURBO “DISSOCIALE” DI PERSONALITA’.

Poiché la disonestà e la manipolazione sono caratteristiche centrali del Disturbo Antisociale di Personalità, può essere particolarmente utile integrare le informazioni acquisite dalla valutazione clinica sistematica con le informazioni raccolte da fonti collaterali.

Per porre questa diagnosi, l’individuo deve avere almeno 18 anni, e deve avere in anamnesi alcuni sintomi del Disturbo della Condotta prima dell’età di 15 anni ( CRITERIO C).

Il Disturbo della Condotta comporta un quadro ripetitivo e persistente di comportamenti che violano i diritti basilari degli altri o le norme o regole sociali principali appropriati per l’età.

I comportamenti specifici caratteristici del Disturbo di Condotta cadono in una categoria delle quattro seguenti: aggressione a persone o animali, distruzione di proprietà, truffa o furto, o grave violazione di regole.

Gli individui con il Disturbo Antisociale di Personalità non riescono a conformarsi alle norme sociali secondo un comportamento legale (CRITERIO A1). Possono compiere ripetutamente atti passibili di arresto ( che vengano arrestati o meno ), come distruggere proprietà, molestare gli altri, rubare o svolgere attività illegali. Le persone con questo disturbo non rispettano i desideri, i diritti o i sentimenti degli altri.

Sono frequentemente disonesti e manipolativi per trarre profitto o piacere personale (per es., per ottenere denaro, sesso, o potere) (CRITERIO A2).

Possono ripetutamente mentire, usare false identità, truffare o simulare.

L’impulsività può manifestarsi con l’incapacità di pianificare il futuro ( CRITERIO A3).

Le decisioni vengono prese sotto l’impulso del momento, senza previdenza, e senza considerazione delle conseguenze per sé e per gli altri; questo può determinare cambiamenti improvvisi di lavoro, di residenza, o di relazioni.

Gli individui con Disturbo Antisociale di Personalità tendono ad essere irritabili ed aggressivi, e possono essere coinvolti ripetutamente in scontri fisici o commettere aggressioni fisiche ( incluso picchiare il coniuge o i figli) ( CRITERIO A4).

Le azioni aggressive richieste per difendere sé o gli altri non sono considerati in questo item. Questi individui mostrano anche di non curarsi della sicurezza propria o degli altri (CRITERIO A5).

Questo può essere evidenziato dal loro modo di guidare (ricorrenti eccessi di velocità, guidare in stato di intossicazione, incidenti multipli).

Possono coinvolgersi in comportamenti sessuali o in uso di sostanze con elevato rischio di conseguenze dannose. Possono ignorare o non curarsi di un figlio, in modo tale da mettere il bambino in pericolo.

Gli individui con Disturbo Antisociale di Personalità tendono anche ad essere spesso estremamente irresponsabili (CRITERIO A6).

Un comportamento lavorativo irresponsabile può essere indicato da periodi significativi di disoccupazione nonostante la disponibilità di opportunità di lavoro, o dall’abbandono di molti lavori senza un piano realistico per ottenere un altro lavoro. Può essere presente anche una situazione di assenze ripetute dal lavoro non giustificate da malattie proprie o dei familiari.

L’irresponsabilità finanziaria è indicata da azioni quali inadempienza ai debiti, incapacità di provvedere al supporto dei figli, o incapacità di supportare altre figure dipendenti in modo regolare. Gli individui con tale disturbo mostrano scarso rimorso per le conseguenze delle proprie azioni (CRITERIO A7).

Possono essere indifferenti, POSSONO FORNIRE UNA RAZIONALIZZAZIONE SUPERFICIALE DOPO AVER FATTO DEL MALE, MALTRATTATO O DERUBATO QUALCUNO (per es., “la vita è ingiusta”, “i perdenti meritano di perdere”, “doveva accadergli”).

Questi individui possono biasimare le vittime per essere pazzi, senza risorse, o perché meritano il loro destino; possono minimizzare le conseguenze delle proprie azioni; o possono semplicemente mostrare completa indifferenza.

Generalmente sono incapaci di scusarsi o di riparare al loro comportamento. Possono credere che ognuno si debba sacrificare per “aiutare il numero uno”, e che non ci si dovrebbe fermare di fronte a niente per evitare di essere sottomessi.

Il comportamento antisociale non deve manifestarsi esclusivamente durante il decorso della Schizofrenia o di un Episodio Maniacale (CRITERIO D).


Manifestazioni e disturbi associati

 

Gli individui con Disturbo Antisociale di Personalità frequentemente mancano di empatia e tendono ad essere indifferenti, cinici e sprezzanti nei confronti dei sentimenti, dei diritti e delle sofferenze degli altri. Possono avere un’AUTOSTIMA IPERTROFICA ED ARROGANTE (per es., pensano che un lavoro ordinario non sia degno di loro, o mancano di interesse realistico per i propri problemi attuali o per il proprio futuro), e possono essere eccessivamente testardi, sicuri di sé o presuntuosi.

Possono avere un fascino disinvolto, superficiale, e possono essere piuttosto volubili e compiacenti verbalmente (per es., usando termini tecnici, o un gergo che può impressionare chi non ha familiarità con l’argomento).

La mancanza di empatia, l’autostima ipertrofica, e il fascino superficiale sono caratteristiche comunemente incluse nelle concezioni tradizionali della psicopatia che possono essere particolarmente distintive del disturbo e più predittive di recidiva in ambito carcerario o forense, dove di solito gli atti criminali, delinquenti o aggressivi non sono dirimenti.

Questi individui possono anche essere responsabili e sfruttatori nelle relazioni sessuali. Possono avere nella loro storia numerosi partner sessuali, e possono non avere mai sostenuto una relazione monogama. Possono essere genitori irresponsabili, come evidenziato dalla malnutrizione di un figlio, da una malattia di un figlio che deriva dalla mancanza di un’igiene minima, dalla dipendenza di un figlio dai vicini o da familiari non conviventi per quanto riguarda cibo o riparo,dalla incapacità di trovare qualcuno che si occupi di un bambino piccolo quando è fuori casa, o dal ripetuto spreco del denaro richiesto per le necessità domestiche.

Questi individui possono ricevere un’espulsione con infamia dai servizi militari, possono non riuscire ad essere indipendenti, possono impoverirsi o anche diventare dei “senza-tetto”, o trascorrere molti anni in istituzioni penali. Gli individui con Disturbi Antisociale di Personalità hanno maggiori probabilità rispetto alla popolazione generale di morire prematuramente per causa violenta (per es., suicidio, incidenti, e omicidi).

Gli individui con questo disturbo possono anche presentare disforia, lamentele di tensione, incapacità di tollerare la noia, e umore depresso.

Possono avere Disturbi d’Ansia, Disturbi Depressivi, Disturbi Correlati a Sostanze, Disturbo di Somatizzazione, Gioco d’Azzardo Patologico e altri disturbi del controllo degli impulsi.


Per chi volesse avere maggiori informazioni, consiglio di visionare i seguenti siti:

 

http://www.criminologiaecriminalistica.blogspot.it/

http://www.psichepedia.it/disturbi-della-personalita/article/psicologia/psicopatologia-generale/13-disturbi-della-personalit/68-disturbo-antisociale-di-personalit.html

http://www.terzocentro.it/cosa_curiamo/disturbi_di_personalita/antisociale.asp

http://www.psicologiagiuridica.com/numero%20001/di_nuovo_it.pdf

http://www.fioriti.it/riviste/pdf/1/mancini308.pdf

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