Inclusione Sociale attraverso il Lavoro e l' Arte, che poi è Cultura.

Pubblicato il da Sardegna Reporter

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(Fonte SardegnaReporter)

Concluso il percorso, i partecipanti hanno ora la possibilità di dare vita a iniziative imprenditoriali
L’ARTE DELLA LEGALITÀ

 


 

Dove marginalità, spopolamento, disoccupazione e analfabetismo favoriscono fenomeni di illegalità, più o meno sommersi, ecco che nuove forme di inclusione sociale si dimostrano valide alternative alle più comuni forme di controllo e repressione. Perché solo attraverso il lavoro e l’espressione del sé ci si può riappropriare della propria dimensione sociale.


 

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Un nome non nasce per caso.

I comuni di Ittiri, Banari, Olmedo, Romana, Uri,Usini e Villanova Monteleone, nel 2005, scelsero “Cultura è Legalità” per dare vita a un Consorzio che potesse prendersi carico del disagio presente sul territorio e affrontarlo attraverso forme alternative alla comune repressione: un utilizzo costruttivo del fattore tempo quale antidoto ai fenomeni di fatalismo, abulia, depressione, alcolismo e isolamento che spesso favoriscono lo sviluppo di problemi di illegalità e di ordine pubblico. Cultura, quindi, trasferita alle persone attraverso le forme più antiche dell’espressione del sé: il lavoro e l’arte.
È su questi binari, quindi, che si muovono da allora le attività del Consorzio - nato a seguito di un finanziamento nell’ambito del PON Sicurezza 2000-2006 – che oggi a Ittiri ha presentato, all’interno del Festival della Legalità, i risultati del proprio operato a conclusione dei due progetti pilota “Creatività e Legalità” e “Lavoro” affidati all’A.T.I. costituita da Smeralda Consulting&Associati e dal Consorzio Andalas De Amistade.
“I due progetti hanno coinvolto oltre 120 persone nei 7 Comuni, suddivisi per il 40% nell’area seminari artistici e per il 60% nell’area corsi di orientamento professionale – ha commentato il Presidente del Consorzio Cultura è Legalità Tonino Orani - .Per il 16% si è trattato di soggetti provenienti da percorsi di disagio ma la forza del progetto è stata proprio quella di voler aprire queste persone alla collettività perché potessero nuovamente sentirsene componente essenziale”.
Quello interessato dal progetto è infatti un territorio caratterizzato spesso da fenomeni di marginalità e spopolamento in cui abulia, nichilismo, insoddisfazione spesso conducono a fatti gravi e particolarmente sentiti dalla comunità, come il suicidio - fenomeno in preoccupante crescita - o altri - apparentemente meno gravi ma ugualmente significativi - come il danneggiamento di beni pubblici, l’illegalità ambientale, l’alcolismo, le dipendenze da psicofarmaci, dal gioco o dal cibo. In particolare i maschi dai 15-16 anni fino ai 30-40 soffrono condizioni d’incertezza fra un basso livello d’istruzione, un lavoro che, quando arriva, è saltuario e la disponibilità di alcool in un clima sociale che ne favorisce il consumo. Ugualmente preoccupante il tasso di disoccupazione, sempre notevolmente superiore al valore nazionale. Tutti fattori che alimentano fenomeni sommersi di illegalità e deprivano la società dei giovani, risorsa strategica per il futuro.
Come Mario, entrato in carcere 25 anni fa, dopo un lungo periodo di sofferenza e crisi personale che lo ha completamente disorientato sul piano esistenziale. Ma Mario è riuscito, grazie all'aiuto degli educatori e assistenti sociali, a ripensarsi come persona e quindi a riprogettare la propria vita.
“All'inizio è stato lo sport – ha commentato Agostino Loriga, psicologo del Consorzio Andalas de Amistade - Maratona e mezza maratona gli hanno rimandato un’immagine di sé adeguata e funzionale perché attraverso la fatica fisica ha finalmente iniziato a ridefinirsi come persona. In seguito i progetti di inserimento lavorativo lo hanno aiutato ad abbozzare nuovamente la dimensione del ruolo lavorativo, fondamentale percorso nell'espressione adattiva della propria personalità adulta”.
“Oggi, attraverso il progetto Possibilità Possibili, che vede 7 detenuti impegnati al lavoro nello Stagno e nel Ginepreto di Platamona, Mario sta rafforzando questa dimensione quale requisito propedeutico per un pieno riadattamento sociale – ha aggiunto Iside Rita Stevanin, Presidente del Consorzio Andalas de Amistade - Mario nella cooperativa non è un colpevole ma una persona lavorativamente competente che scopre di essere utile e di portare vantaggio all’intera collettività grazie ai progetti di inclusione sociale lavorativa”.
Ma quali sono i reati per cui tanti, come Mario, si trovano oggi in Sardegna ad affrontare la sfida contro il pregiudizio e il rifiuto sociale? Quali i motivi che hanno portato ad accogliere l’attuazione di un programma di azione così articolato in 7 comuni della provincia di Sassari?
Un primo indizio arriva dagli ultimi dati presentati dalla Presidente della Corte d'Appello di Cagliari Claudia Corradini nella sua relazione di inaugurazione dell'anno giudiziario 2012. I detenuti presenti in Sardegna al 31 ottobre 2011 erano 2062, di cui 2000 uomini e 63 donne. Al 30 giugno 2012 sono 2142, secondo il Ministero della Giustizia. Il 18,53% è composto da persone tra i 30 e i 34 anni, il 15,6% tra i 35 e i 39, il 15,45% tra i 40 e i 44 e quasi l’1% tra i 18 e i 20.
Nell’isola si rileva un sensibile aumento dei procedimenti nel settore edilizio, che passano dai 566 del 30 giugno 2010 agli attuali 810; un rilevante incremento dei delitti contro il patrimonio, che salgono da 2882 a 4027 e un imponente e imprevedibile aumento delle notizie di reato trasmesse dall'INPS per omesso pagamento delle ritenute previdenziali. Si registra anche un’impennata delle frodi comunitarie e l’aumento del 30% dei reati contro il patrimonio. Persiste il pericolo dell'avanzamento di forme di criminalità collegate a quella mafiosa, e non accenna a diminuire il traffico di droga, nonostante alcune operazioni abbiano portato all'arresto di personaggi pericolosi mentre incominciano a delinearsi interessi della criminalità organizzata in tale settore, soprattutto campana e calabrese nelle zone costiere dell'isola. Sono in aumento i reati di pornografia e prostituzione minorile e resta costante il drammatico fenomeno degli abusi in famiglia così come gli altri reati nel settore familiare (*Fonte: Relazione Presidente della Corte d'Appello di Cagliari Claudia Corradini 2012).
Il 27% dei detenuti sta scontando una pena da 5 a 10 anni, altrettanti da 3 a 5 anni mentre la percentuale cala al 14% per le condanne da 2 a 3 anni, al 9.5% tra i 10 e i 20 anni e fino quasi al 4% per l’ergastolo. Nella media nazionale il numero dei permessi premio concessi nel I semestre, più alti, talvolta, che in altre regioni a maggiore popolazione carceraria. Più preoccupanti invece i dati che riguardano la scolarizzazione: la maggioranza (37%) possiede un diploma di scuola media inferiore, il 18,53% ha la licenza elementare, il 4,06% il diploma di scuola media superiore e solo il 16% la laurea, mentre restano ancora tracce evidenti di analfabetismo (1,86%) (*Fonte dati: Ministero della Giustizia).
Una questione culturale, quindi, prima di tutto.
“Sarebbe infatti limitativo parlare di Legalità in termini di assenza di criminalità – ha commentato Vittoria Casu, docente all’Università di Sassari – La Legalità è prima di tutto un fatto culturale e i progetti portati avanti dal Consorzio Cultura è Legalità sfatano il pregiudizio che inquadra chi delinque tra le persone che non amano interessarsi al lavoro, alla bellezza, alla creatività, pregiudizio portato avanti ancora troppo spesso da molte istituzioni. I laboratori e i corsi professionali hanno dimostrato che si può fare ‘arte’ della legalità investendo nella società civile, in cui le persone che hanno imboccato un percorso di disagio riscoprono i loro interessi non più attraverso rigide normative da codici giuridici ma per mezzo della partecipazione democratica. Ecco quindi il civismo pubblico rendersi disponibile per creare percorsi che facciano dare loro il meglio, di cui il cortometraggio, realizzato da un gruppo di lavoro, è stato uno degli esempi più chiari, grazie all’immediatezza del suo linguaggio. Una partecipazione che viene dal basso e che fortunatamente prende piede anche nella nostra isola”.
In questo scenario, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari è la seconda dell'isola sia per carico di lavoro che per estensione territoriale. Da qui la necessità avvertita dal Consorzio di agire in maniera attenta e mirata attraverso attività di reinserimento sociale e prevenzione che mettessero al centro l’individuo e le sue modalità di espressione sociale. Le attività condotte all’interno del Progetto “Fare Legalità” hanno dunque riguardato arti visive, musica d’insieme, pittura, fotografia, confezionamento abiti di scena, teatro, scultura e manipolazioni artistico/creative all’interno di 8 seminari multidisciplinari, ai quali si sono affiancati 5 corsi professionali per le figure di Agricoltore Biologico Sociale, Manutentore del verde e potatore, Manutentore del decoro urbano e pavimentista, Manager di eventi culturali e Fonico-Tecnico.
“Un percorso che i partecipanti hanno condotto all’interno dei progetti pilota fino alla realizzazione degli elaborati finali e che potranno trovare un prolungamento nella realizzazione di progetti imprenditoriali – ha concluso Alessio Tola, Presidente di Smeralda Consulting&Associati - La fase di accompagnamento, infatti, successiva a quella di formazione, sosterrà i partecipanti non solo nell’inserimento in imprese già esistenti ma anche nella costruzione di imprese, cooperative sociali, associazioni culturali e all’esercizio di lavoro autonomo. In particolare, per i progetti di agricoltura sociale i comuni si attiveranno per la promozione di gruppi d’acquisto solidale (GAS).
Nell’attesa, continuano le occasioni per apprezzare gli elaborati e le opere dei partecipanti ai progetti, all’interno delle iniziative promosse dal Festival della Legalità, in programma fino all’8 luglio realizzato grazie alla Cooperativa Robinson (parte del Consorzio Andalas), specializzata in animazione territoriale.
Stasera alle 20 a Villanova Monteleone, nel cortile del Palazzo di Sa Domo Manna, sarà possibile partecipare all’inaugurazione del Murales del seminario Murarte (Progetto Pilota Creatività e Legalità). A seguire, alle 21, sarà la volta della proiezione - alla presenza dell'autore dei testi, il giornalista RAI Giommaria Monti - del documentario “Il Coraggio della Solitudine” realizzato in memoria dei giudici Falcone e Borsellino.
Sabato 7 luglio - Usini (P.zza Europa) - 21.00/24.00 - Concerto musicale a cura di band musicali giovanili di Usini, tra le altre, con il coinvolgimento dei beneficiari partecipanti al Corso Fonico/Tecnico Audio.
Domenica 8 luglio - Ittiri - Centro per le Arti - 18.00 - Mostre espositive lavori seminari artistici e allestimenti espositivi dei prodotti realizzati nei Corsi del PP Lavoro. A seguire: Proiezione del cortometraggio relativo al seminario svolto a Olmedo; performance teatrale del Seminario Teatro Civile svolto a Ittiri; performance musicale del Seminario Musica d’Insieme svolto a Banari; Concerto musicale dei NASODOBLE.

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Federico 07/12/2012 09:35

Tutto giusto quello che viene scritto. Giusto anche che si siano spesi troppi soldi in consulenze specialistiche, a favore di società che campano di questi incarichi (magari dando anche lavoro
seppur a tempo...), e pochi per i disoccupati, per i giovani (mi pare 150 se non sbaglio) dei sette comuni. Giusto anche quello che è stato scritto sulla passerella, immancabile, dei politici di
turno appartenenti alla corrente di qualcuno. Però mi domando e vi esorto a pensarci: senza questo che cosa avrebbero fatto gli amministratori visto che stanno dimostrando di essere senza idee e si
affidano a questi POR ? Anzi, per fortuna che vengono finanziati e consentono, certo ad una parte minima di disoccupati e di giovani laureati e diplomati, ai pochi fortunati di accedere ai corsi
preparativi e formativi. Da altre parti viene scritto che con queste elemosine una famiglia non riesce a camparci, a mangiare regolarmente, ad assistere i propri figli (se sono piccoli tanto
peggio). Siamo convinti che quell' analisi è giusta ma allora ? che fare ? Come andare avanti ? Come evitare i pignoramenti delle case, delle pensioni, il blocco delle macchine (anche quelle
comunemente usate per lavoro) ? Certo la proposta di un fondo di solidarietà è buono ma avete provato a chiedere aiuto per accedere ai fondi caritas ? Sono peggio delle banche ! Come si può parlare
di "cultura della legalità" a famiglie ormai sull' orlo del precipizio ?
In giro c'è tantissima incazzatura perchè se da una parte c'è tanta fame e sacrifici dall' altra (dal politico delle nostre città sino ai nazionali ) si continua con lo spreco. Penso alle pensioni
d'oro di certuni che per anni ci hanno fatto credere una certa cosa e intanto incassavano a man bassa alle nostre spalle ! Non è forse a questi che bisognerebbe indirizzare la formazione e l'
acquisizione della "cultura della legalità" ? Non spetterebbe a questi disonesti applicare le teorie del "Fare Legalità" ?
Scusate lo sfogo ma quando è troppo è troppo.

Giammario 07/11/2012 20:19

Una volta finito il corso potranno aprire una nuova impresa ! Ma ho sentito bene ? aprire una nuova impresa ! Ma se stanno tutte chiudendo !? Ma chi è che vogliono prendere in giro ? Perchè c'è
tanta gente che ancora crede a queste sciocchezze ? Meravigliano i magistrati, gli studiosi e gli specialisti intervenuti che avvallano queste cagate dei politici ittiresi e di diverso livello.
Quando è che la smetteranno di prenderci in giro e di creare disagio, bisogno, fame, disoccupazione e per poi fare finta che loro sono i primi ad interessarsene, a difendere con azioni, con
consorzi, con convegni, con messe ed altro ? Questi creano reddito per le cooperative loro, le associazioni loro. Danno lavoro e soldi ai loro referenti politici (ultima esperienza quel troiaio del
campo sportivo dove c'èra droga, alcol e prostituzione minorile) am ai veri bisognosi non ci pensano neanche per sogno ! E' bello presentarsi in un palco a discutere di bisogni, di inclusione,
sociale , di lotta contro l' illegalità. Ma non fanno nulla per bloccare la delinquenza. Infatti mica quì da noi si fa prevenzione, nooo, qui intervengono quando tutte le azioni illegali sono stati
già commesse, quando se si azzuffano resta il morto a terra. Ma il magistrato che ha parlato queste cose le sa ?

Mariarosa 07/09/2012 23:10

Tra non molto inizierà il folk festa che tutti i problemi degli ittiresi si porta via.

Pietro 07/09/2012 21:31

Se per caso vi trovate in stato di bisogno non andate a lamentarvene in comune che intanto non fanno nulla perchè analizzano se nella vostra famiglia, anche esternamente, vi siano redditi ( chi non
ha un nonno una nonna una sorella pensionata ?). Se per vostra sfortuna avete un parente che ha la pensione o lo stipendio o l' accompagnamento, siete fregati in pieno ! Oltre a questo c'è il fatto
che tutti i vostri segreti vengono divulgati. E tutti ridono di voi, a partire da qualche amministratore. Certo fa impressione vederli tutti al tavolo dei saputelli che dicono e parlano di cose che
neanche conoscono! Vi siete mai chiesti quanto incassa un sindaco ? un assessore ? Poi si permettono di prenderci in giro facendo finta di capire i problemi e di proporre soluzioni ! Vergogna !
Vergogna ! Vergogna !

Barbarella 07/09/2012 20:44

C'ero al convegno. E mi sono sentita in imbarazzo. Non ho voluto intervenire perchè intimorita dai personaggi di livello presenti, tutti di orientamento di sinistra e in cerca di consensi, che
hanno esaminato la nostra società giovanile senza neanche conoscerla. Hanno scartabellato fogli e fogliettini, percentuali e studi, analisi e statistiche che, come sempre accade, sono frutto di un
lavoro ben remunerato (sempre alle spese del contribuente che si aspetta soluzioni toccabili). Un magistrato autorevole che denuncia il forte ritardo delle sentenze e parla dei processi troppo
lunghi. Ma non è forse lui i capo in testa che dovrebbe dettare le regole ed i tenmpi ? Non poteva mancare il politico nazionale di turno, quello sul quale i nostri amministratori evidentemente
stanno deponendo la loro fiducia e del quale sentiremo parlare nei prossimi mesi. Per dire cosa poi ? le solite cose trite e ritrite che mai hanno portato soluzioni concrete. Solo parole. Il
consorzio è il solito carrozzone politico che con la scusa di salvare e dare risorse ai disoccupati si pappa la fetta maggiore della torta. E tutti sono conmtenti. Una cosa però è bene sapere,
visto che nessun giornale per non andare controcorrente ha pubblicato, la partecipazione è stata davvero scarsa, i disoccupati erano altrove, i padri di famiglia erano alla ricerca di una possibile
soluzione ai loro problemi. Molte volte il ricorso ad azioni illegali risolve i problemi. Molto prima del politico, del magistrato, dell'm amministratore che si arricchisce grazie a tutti noi
elettori con la benda.
Scusate lo sfogo ma domani scadono i termini per il pagamento della rata del mutuo e siamo senza un soldo.