Intervento di Zampa Marras al Consiglio Comunale del 28 marzo 2013. Duro e severo attacco al collega di minoranza Giacomo Zara. Il Capitano Franco Baldinu alla guida della Compagnia Barracellare.

Pubblicato il da Totoi Fadda

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Come al solito, e lo dico in premessa, interverrò in questo Alto Consesso del quale sono il decano - a nome e per conto di “Sardigna Natzione Indipendéntzia”, di cui sono Consigliere comunale e di “Sinistra Identitaria Sarda pro Ittiri, della quale sono il Capogruppo Consiliare, nonché a nome mio personale, su questo e sugli altri punti all’ordine del giorno: -


- 1) DISCUSSIONE MOZIONE PRESENTATA DAL CONSIGLIERE ZARA AVENTE PER OGGETTO “RIDUZIONE DELLE INDENNITA’ DI CARICA DEL SINDACO, VICESINDACO, ASSESSORI E CONSIGLIERI COMUNALI”.

 

In primo luogo dirò che, nel corso della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale di Ittiri, avevo ripetutamente dichiarato, nella mia veste di candidato Sindaco per la lista “Sinistra Identitaria Sarda pro Ittiri”, sia in pubblico (come risulta anche da “La Nuova Sardegna” di venerdì 21 maggio 2010) che in privato, quanto segue: “Se vinceremo le elezioni per la guida di Ittiri, tutti gli emolumenti e i rimborsi per Sindaco, Amministratori e Consiglieri comunali saranno destinati ad un fondo per iniziative di solidarietà e per dare opportunità di lavoro”. Cioè ad un Fondo per l’occupazione giovanile, per le famiglie disagiate e per il rilancio dell’economia. Ed inoltre nel Consiglio comunale del febbraio del 2011 (si veda in proposito “La Nuova Sardegna” del 23 febbraio, dalla quale estrapolo la seguente frase): “c’è stato uno scontro al calor bianco tra il consigliere d’opposizione Zampa Marras e l’assessore all’Ambiente Gianni Simula”, perché durante la discussione sulla situazione di alcuni operai del Consorzio “Formula Ambiente e Medigas” (che rischiavano di essere licenziati, dal momento che il consorzio pretendeva 200mila euro per mantenere le cinque eccedenze contrattuali), ebbi a dire che essi “vanno comunque salvaguardati, cercando di reperire le risorse finanziarie, anche attraverso la rinuncia totale o in parte, dell’indennità degli assessori e dei dirigenti, che non arrecherebbe alcun danno, visto che dopo il taglio per decreto dell’indennità di 30mila euro al Direttore Generale tutto sta andando come prima”. Ebbene, durante la campagna elettorale, tutti i candidati di maggioranza e d’opposizione - compreso lo stesso consigliere Giacomo Zara - continuavano a dire al loro elettorato, che la mia dichiarazione era del tutto “inverosimile” e che con tale “boutade” stavo cercando di carpire i loro voti, e che poi avrei fatto finta di nulla e avrei continuato a prendere l’indennità. Ed ecco perché - pur essendo sostanzialmente d’accordo sul fatto che il Sindaco e tutti gli amministratori locali - dovrebbero “autoridursi” le indennità, reputo la mozione tardiva e fatta in solitudine per mere ragioni di visibilità, per cui in sede di votazione, non voterò né a favore né contro, ma “MI ASTERRO!”

 

- 2) COMUNICAZIONI DEL SINDACO E SEGNALAZIONI DEI CONSIGLIERI.

 

Voglio segnalare che in via Adelasia - la strada dedicata alla grande Regina sarda del “Giudicato di Torres”, morta in esilio nel castello di Burgos, in Goceano – il basolato sta lentamente e inesorabilmente scivolando verso il basso, privo di qualsivoglia sostegno, a causa dei lavori per la posa delle tubature del gas.

 

- 3) APPROVAZIONE VERBALI DELLA SEDUTA PRECEDENTE.

 

Gli Atti nn. 6, 7, 8, 9 e 10, messi in votazione vengono approvati all’unanimità.

 

- 4) ADESIONE ALL’INIZIATIVA DELL’A.N.C.I. PER L’ISTITUZIONE DELLA ZONA FRANCA NEL TERRITORIO DELLA SARDEGNA.



Qualcuno si chiederà: ma cosa s’intende per “Zona Franca Integrale”? Che cos’è e quali benefici può portare alla Sardegna? Ebbene, la “Zona Franca”, doganale e fiscale, è un territorio nel quale si gode di benefici tributari, quali: IVA, IRPEF, ACCISE, TRIBUTI DOGANALI, e altri BENEFICI PREVISTI DALL’ART. 3/1948 DELLA NORMATIVA COMUNITARIA, che sono dovuti a quei “territori svantaggiati” come le Isole, le zone montuose difficilmente raggiungibili e le zone spopolate. Nel mondo, com’è noto, esistono già centinaia di “zone franche”, come le Isole Canarie, le Isole Baleari, le Azzorre (e tantissime altre Isole più piccole o più grandi della Sardegna). Tra l’altro vi è da dire che la Sardegna è “Zona Franca” per lo Statuto Speciale d’Autonomia, dal lontano 1948 e per diverse altre leggi molto chiare in materia, solo che fino ad oggi i politici sardi di tutti gli schieramenti, nessuno escluso, vuoi per ignoranza o per altri motivi a noi ignoti, non hanno fatto le giuste segnalazioni alle Autorità statali ed europee. Per cui la Sardegna ha veramente diritto a diventare ZONA FRANCA INTEGRALE. Va detto inoltre che alcuni politici, di cui per carità di Patria non faccio i nomi, si stanno adoperando in tutti i modi per cercare di boicottare l’attuazione e la messa in pratica della “zona franca” dicendo cose che non hanno alcun valore legale e facendo credere che è tutta una burla, e che in Sardegna la “Zona Franca Integrale” non si farà mai. Ma le leggi ci sono e sono chiare!

La “Zona Franca Integrale” comporta un regime fiscale di vantaggio sia a livello contributivo che pratico: eliminazione di IVA e dazi su benzina, gasolio, petrolio, caffè e surrogati, zucchero e birra, apparecchi tecnologici, energia elettrica, gas eccetera. In Italia sono “zone franche integrali” per esempio: Livigno, Campione d’Italia e la Valle d’Aosta. Ne hanno diritto – come ho già detto – tutti i territori svantaggiati: regioni insulari, montane e scarsamente popolate. Noi Sardi ne abbiamo diritto già da 64 anni, grazie ai Regolamenti dell’Unione Europea, al Trattato di Lisbona e ai Regolamenti Statali, Regionali e Doganali. Se la Sardegna diventa effettivamente “Zona Franca”, automaticamente si trasforma in una sorta di “paradiso fiscale autonomo” nel quale la mafia e la corruzione non riusciranno più a fare i loro interessi. Se la Sardegna perde questo diritto (il 24 giugno 2013 è la data ultima per aderire al “regime fiscale di vantaggio”), la Zona Franca Integrale verrà confermata a “Lampedusa” e la nostra Isola, per l’insipienza della sua classe politica, sarà destinata al tracollo economico e sociale. Perciò non dobbiamo perdere assolutamente quest’ultimo treno.

Infattipremessoche il DLGS n. 75/98 prevede, in attuazione dell’Art. 12 dello Statuto di Autonomia Speciale, l’istituzione di zone franche ai sensi del Regolamento CEE 2913/1992 e 2454/1993 concernenti rispettivamente la definizione del codice doganale comunitario e disposizioni di attuazione dello stesso codice; consideratoche la Sardegna, per le sue peculiarità e per espressa previsione statutaria, possiede le caratteristiche per l’istituzione di una Zona Franca Integrale, corrispondente all’intero territorio regionale; dato attoche viene demandata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la delimitazione della suddetta Zona Franca Integrale, su proposta della Regione Autonoma della Sardegna; considerato che la Zona Franca Fiscale alla produzione è lo strumento preferibile per una fiscalità di vantaggio, funzionale all’attrazione e allo sviluppo di nuove imprese, e che questa tipologia di “Zona Franca Fiscale” richiede la decisione del Governo e soprattutto dell’Unione Europea collocatasi, rispetto ad analoghe richieste fatte in passato in Sardegna, in una posizione di ostilità; considerato che nel rivendicare l’obiettivo più ampio, quello della Zona Franca Fiscale alla produzione, possono essere tuttavia assunti obiettivi utili alle imprese di più prossima attuazione perché la decisione è in capo alle sole Autorità nazionali; ritenutodi dover dare seguito ad analoga richiesta di un Comitato Spontaneo di Cittadini – di cui noi di ‘Sardigna Natzione Indipendéntzia’ facciamo parte – che chiede a questa Amministrazione e alla Regione Sardegna un impegno concreto per la istituzione della “Zona Franca Integrale” in Sardegna; dato atto che trattasi di un mero atto di indirizzo, ai sensi dell’art. 49 del D. Lgs. n. 267/2000, per cui non sono stati espressi i pareri di regolarità tecnica e contabile, noi del Gruppo consiliare di “Sinistra Identitaria Sarda pro Ittiri”, chiediamo a questo Alto Consesso di deliberareperché la Regione Autonoma della Sardegna si attivi presso le competenti autorità statali, affinché venga definita la delimitazione della Zona Franca Integrale e vengano istituite le relative agevolazioni fiscali previste dalla vigente normativa doganale e fiscale; e di trasmettere questa delibera alla Regione Autonoma della Sardegna e agli altri organi interessati per quanto di competenza.

Il più acerrimo nemico della “Zona Franca Integrale” è sempre stato il PCI, basti pensare che nel 1984 per mere ragioni di bottega, ha impedito alla Giunta di centro-sinistra a guida sardista (all’epoca il grande timoniere era l’On. Mario Melis), di approvare la legge sulla Zona Franca, come pure la legge per l’introduzione della Lingua Sarda nelle scuole e nei Pubblici Uffici. Ed il ritardo, che tutti lamentano, con il quale si stanno discutendo le problematiche inerenti la materia fiscale e doganale, sarebbe stata maggiore se il su citato “Comitato Spontaneo di Cittadini” non avesse occupato e presidiato per lungo tempo il Palazzo del Governo Regionale in viale Trento a Cagliari, sotto la guida della Dott.ssa Randaccio e dell’Avv. Scifo.

 

- 5) ESAME ED APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO DELLA COMPAGNIA BARRACELLARE DI ITTIRI.

 

Solitamente quando si parla di “barracellato” ci si riferisce alle ‘compagnie di polizia rurale’ - tipiche della società contadina della Sardegna - che nacquero in passato con l’intento di difendere le campagne dai danni alle colture e dal continuo furto di bestiame. I barracelli hanno infatti il compito di individuare i colpevoli e di indennizzare i danneggiati. Storicamente le compagnie barracellari sono presenti nell’Isola sin dal XVII secolo, ma sicuramente analoghe istituzioni esistevano già nei secoli precedenti, ad iniziare dal periodo bizantino e giudicale. Non per niente nella “Carta de Logu” si fa riferimento agli jurados del logu che avevano il compito di arrestare e consegnare al magistrato gli autori dei reati contro la campagna. Secondo il Manno, noto storico algherese, fu da questi “giurati” che derivarono le compagnie barracellari, il cui funzionamento venne poi regolamentato da numerosi “pregoni”, cioè da diversi ‘editti’ o ‘decreti’ emanati dalle autorità competenti, e col tempo la loro costituzione divenne obbligatoria per tutti i centri abitati. Alla fine del XVIII secolo esse furono militarizzate e nel 1819 vennero soppresse e inglobate nel corpo dei Cacciatori di Sardegna. Vennero poi ripristinate con l’editto del 1836 come ‘corpo di polizia rurale’ per vigilare sulle campagne e prevenire i furti di bestiame, e nel 1853 venne sancita la loro “volontarietà”. Nel 1898 venne emanato un regolamento generale che lasciò alla discrezionalità dei Comuni la facoltà di valutare in piena libertà l’opportunità di costituire le compagnie barracellari. In un primo momento la materia è stata regolata dalla Legge Regionale n. 348 del 1979 ed attualmente dalla L.R. n. 25 del 15 luglio 1988. Ciò detto - dal momento che ritengo che la ricostituzione di questo “corpo di polizia rurale” ad Ittiri, sia non soltanto utile, ma indispensabile – mi pronuncio sin d’ora per la sua approvazione, anche se credo che il “Regolamento” dovrà essere rivisitato e integrato con ulteriori migliorie.

 

- 6) NOMINA CAPITANO DELLA COMPAGNIA BARRACELLARE DI ITTIRI.

 

Infine, per la nomina del Capitano della istituenda “Compagnia barracellare di Ittiri”, si procede alla distribuzione delle schede per la votazione a scrutinio segreto del nominativo prescelto e alla loro raccolta nell’urna. Dallo spoglio emerge la figura del neoeletto Capitano FRANCESCO BALDINO, noto Franco, che viene salutato con un lungo applauso e l’augurio di Buon lavoro.

Giampiero “Zampa” Marras

Consigliere comunale di “Sardigna Natzione Indipendéntzia”

Capogruppo consiliare di “Sinistra Identitaria Sarda pro Ittiri”.





Ittiri, 28 Marzo 2013.

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