L' Alzheimer visto da un malato di Alzheimer

Pubblicato il da Antonio Fadda

(Fonte: BlogSicilia) Sono un medico, ho l’Alzheimer di Maria Daniela Carnemolla 17 marzo 2010 -  Sono un medico, un ortopedico, e vivo a Palermo, la mia città. Mi chiamo Mario Carnemolla. Sono affetto da tempo, da una malattia temutissima , e quasi ancora sconosciuta , il suo nome è “demenza senile, con caratteristiche di Alzheimer“. Quando anni fa non riuscivo a ricordare come si chiamasse quel certo oggetto che avevo difronte, pensavo che la mia età fosse ormai avanzata e fosse normale che i riflessi celebrali non rispondessero come quando si è giovani. Poi, con il passare del tempo, mi preoccupavo, e non facendolo notare, chiedevo come si chiamasse quella certa cosa o quell’altra… sorridendo sostenevo di essere distratto. Mia moglie, mi richiamava all’attenzione, quasi volesse rimproverarmi, con affetto per non farmi abituare alla mia distrazione. Con il tempo, mi accorgevo che non poteva essere solo distrazione. Facevo delle mie prove, scrivevo un pensiero in un biglietto, e lo nascondevo in un cassetto, riproponendomi di ritrovarlo dopo un po’ di giorni. Poi scrivevo ciò  che avevo fatto in un mio personale diario. Mi accorgevo che con i mesi peggioravo; ma sorridevo e dicevo a mia moglie che forse stavo invecchiando. Avrei voluto chiamare tutti, i miei figli, Daniela, Sabina, Alessandro, mia moglie, e dire loro quanto li amassi avrei voluto avvisarli, di cosa stava accadendo… Ma forse sbagliando, credevo di potere controllare la malattia, almeno per il tempo necessario per agire in tal senso… Chiedevo di parlare, perché sapevo che soltanto parlando, avrei ritardato i veri sintomi, quelli definitivi, quando essi si sarebbero rivelati n pieno. Io non avrei potuto parlare più… Conoscevo tre lingue, oggi io non so parlare con un senso, dico cose che non so cosa possano significare. La mia laurea non so cosa possa voler significare. So che viene una persona, a casa, e mi accompagna a fare la mia passeggiata, quotidiana, e so che quando grido non voglio gridare, e non so chi grida con la mia voce al posto mio. Quando entro in casa non la riconosco. L’avevo comprata tanti anni fa per me e la mia famiglia. Non c’è alcuna struttura a Palermo, dove posso andare per non pesare sulla mia famiglia. Al massimo ci sono badanti. Voglio difendere mia moglie da questa mia malattia, ma quando ero un medico lo avrei saputo fare…oggi no. Non c’è nulla per me e per i malati di Alzheimer.. Ogni tanto, guardo negli occhi mia moglie, io ho 84 anni, lei 74. Ma non riesco a vederla vecchia, la malattia non me lo permette, la vedo vestita di bianco, come quando l’ho sposata, ma lei non mi crede. Le dico di andare a fare il viaggio di nozze a Vienna, ma lei mi dice che lo abbiamo già fatto. Le dico che voglio tre figli, ma lei sostiene di averli già avuti. Le guardo le mani, il viso, gli occhi, è come se avesse 25 anni… Ma lei piange, forse non mi crede. Ecco è entrata in casa una signora, dice di chiamarsi Daniela e di essere mia figlia. È strano, io figli ancora non ne ho, mi devo sposare ,ma quando la guardo mi batte il cuore. E non so dove sono, chissà se un giorno tornerò a Palermo dove mi devo sposare, in quella chiesa che già conosco, S. Domenico, mi pare sia il suo nome. Più tardi , voglio uscire e voglio camminare, ed andare a vedere la Chiesa dove mi devo sposare. Ma so che appena lo dirò, mia moglie chiuderà la portta a chiave e dirà che non si può uscire, è notte. Poi mi darà la solita carezza e mi preparerà le solite foto, dice che le devo guardare perché mi danno serenità, ed in quelle solite fotografie, c’è un uomo su di un cavallo, con tanti bambini handicappati, a Milano, che li fa giocare e ridere e scherzare; al Niguarda. Vedo un uomo con un camice bianco, che sorride con accanto un bambino con il gesso ad una gamba e le stampelle… Veddo tre bambini, che abbracciano quell’uomo con il camice bianco. Io non conosco chi siano, ma quando li vedo mi batte il cuore.

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Simone 10/19/2011 18:14


Ma cos'ha detto di così cattivo e offensivo il signor Boba?