L' Indinpendentismo moderno è uguale ai partiti "italianisti" tanto criticati ? La parola al "dissidente" SNI Fara

Pubblicato il da Antonio Fadda

accuse1.jpg
  • Totoi, personalmente ho provato a chiedere un confronto interno al consiglio nazionale sulle problematiche del distretto di sassari già da gennaio, poi almeno 3 settimane prima del congresso distrettuale proprio a fronte di quelle che sono evidenti irregolarità procedurali con le quali lo stesso è stato organizzato da Satta e Zampa, che ribadisco, hanno totalmente evitato di coinvolgere il resto del distretto, muovendosi fuori dalle regole e dalla funzione stessa per la quale la commissione è stata nominata. Purtroppo a livello nazionale le mie richieste di chiarimento e confronto non hanno trovato alcun accoglimento, ragione per cui ho convocato il consiglio straordinario del 30 giugno, dove satta e zampa hanno provato a sfiduciarmi.
    Avrei preferito certamente partecipare e presentare la mia tesi, ma dopo una opportuna verifica delle tessere e l'avvio di una seria e più che "normale" fase di confronto. Purtroppo ci è stato negato pure questo, tra l'altro con argomentazioni prive di senso, tipo l'illegittimità da parte mia di contattare i neo-tesserati in fase precongressuale. Mi chiedo da dove possa nascere una simile motivazione, che è tanto stupida e insensata quanto strumentale a Zampa e alla sua vittoria. E' chiaro che siamo di fronte ad una interruzione democratica, nella quale si è impedito lo svolgimento di una normale campagna elettorale, alla quale certamente non mi sarei sottrato, dove mi si è negata la possibilità di conoscere i nuovi tesserati, cosa del tutto anomala, visto che ero non solo il cooridnatore provinciale ma anche membro del consiglio nazionale, e della segreteria nazionale (anche in qualità di vice coordinatore nazionale). Suona davvero strano che mi sia stato impedito di contattare i tesserati del movimento, cosa che a mio avviso sarebbe stata "anormale" a prescindere dal ruolo ricoperto, in quanto democrazia significa confronto, partecipazione e possibilità di conoscere i programmi, le persone e il lavoro svolto.
    Dentro SNI si è volutamente evitato che il mio lavoro fosse posto all'attenzione di tutti, si è evitato di presentarmi agli iscritti e persino di fare campagna elettorale. Mi domando come si faccia ad affermare che SNI sia un movimento democratico e capace di coinvolgere tutti i suoi iscritti nella vita del movimento, se poi si usano metodi da PSI e DC per garantire la vittoria di una persona ambigua come Zampa, che agisce chiaramente per il proprio prestigio personale.
    Ovviamente sono in grado di dimostrare tutto ciò che affermo, con documentazione scritta e dettagliata, che prova non solo la mia onestà politica ma anche e soprattutto l'azione scorretta dei massimi organi dirigenziali del movimento al quale ritengo di aver dato in questo ultimo anno e mezzo anima e corpo e dal quale sono stato ripagato con infamie e discredito personale.
    Ti ringrazio per la risposta e mi rendo disponibile per un eventuale incontro ed eventuali ulteriori chiarimenti.
    Giovanni Fara


     

Con tag Prima Pagina

Commenta il post

Giovanni Fara 07/21/2011 04:04


Intervengo per fare alcune doverose precisazioni: su questo blog è stata pubblicata una conversazione “privata” avvenuta all’interno della messaggistica di facebook, in modo quindi non concordato e
con un titolo che non ho mai scritto e che non condivido.
Da sempre sostengo che l’indipendentismo non finisce dentro SNI, quindi affermare che “l’indipendentismo moderno sia uguale ai partiti italianisti tanto criticati” non corrisponde al mio punto di
vista.
Sottoscrivo ovviamente il contenuto di quanto riportato nell’articolo, sottolineando però l’inopportunità di rendere pubblico un confronto e un chiarimento che sarebbero potuti tranquillamente
avvenire nell’ambito degli iscritti di SNI, in quanto io e gli altri che abbiamo lasciato il movimento non abbiamo mai avuto l’intenzione di creare un ulteriore scandalo a danno dell’immagine
dell’indipendentismo. Se lo avessimo voluto fare avremmo inviato un comunicato alla stampa per rendere noti a tutti i fatti, scegliendo invece di allontanarci da un movimento del quale
evidentemente non condividiamo i metodi interni e l’organizzazione e chiarendo, come avveniva in questo specifico caso la nostra scelta in modo privato, in uno scambio di opinioni tra un iscritto e
un ex dirigente del movimento.

A fronte della pubblicazione in questione mi sono ulteriormente espresso (sempre “in privato”) con Totoi, affinché la questione potesse essere sollevata in modo diverso qualora lo si fosse davvero
ritenuto opportuno, magari aprendo un dibattito sui motivi dell'assenza del coordinatore provinciale uscente. Davanti a domande specifiche, domande inerenti la mia assenza dal congresso, non avrei
avuto nessuna remora a rispondere. Tuttavia ora, per rendere chiaro quanto accaduto e non apparire come quello che fa accuse gratuite o che prende decisioni incomprensibili ritengo doveroso
sottolineare ciò che ha determinato la fuoriuscita mia e di altri da SNI.
Giovanni Fara

PERCHE’ CI DISSOCIAMO DAL CONGRESSO DISTRETTUALE DI SASSARI E USCIAMO DA SNI.

Visto il modo in cui viene presentato il congresso distrettuale di SNI del 10 luglio, e cioè come qualcosa di altamente politico, altamente democratico e inglobante, con tanto di inviti pubblici a
tutti i movimenti e sindacati indipendentisti, riteniamo sia d’obbligo rendere noti i motivi della nostra assenza poiché a parte i neo-tesserati, siamo quelli che davvero hanno lavorato nel corso
dell’ultimo anno e mezzo sul territorio per SNI.
La situazione riguardante la procedura di preparazione del congresso distrettuale presenta alcuni lati non molto chiari.
Il primo punto riguarda l’elezione della commissione congressuale la quale sarebbe dovuta essere, a nostro avviso, votata dai tesserati che hanno lavorato assiduamente nel Distretto nel corso
dell’ultimo anno e mezzo, ossia dalla nomina avvenuta a Sassari il 20 novembre 2009 dell’attuale coordinatore distrettuale ad oggi, che costituiscono di fatto il Consiglio Provinciale. Votazione
che è stata invece riservata ai soli consiglieri nazionali del distretto di Sassari con l’esclusione anche di militanti con incarichi all’interno della Segreteria Distrettuale.
Il secondo punto riguarda la richiesta di una verifica dei tesserati del distretto, specialmente per i 95 dei 123 tesserati totalmente sconosciuti alla Segreteria Distrettuale. Si fa notare che gli
indirizzi dei tesserati sono stati consegnati solo dopo la riunione del consiglio provinciale convocata il 30 giungo per chiedere chiarimenti ed una necessaria verifica delle tessere e della
regolarità procedurale della fase organizzativa del congresso.
Il terzo punto riguarda la fase precongressuale che si sarebbe dovuta aprire per dare la possibilità, specialmente ai nuovi iscritti, di conoscere meglio il movimento e di valutare con attenzione
le tesi e il lavoro svolto sul territorio, confrontandoci e aprendo dibattiti su punti di vista politici ed evitando così la possibilità che il Congresso potesse essere in qualche modo falsato
dall’applicazione di metodi tipici della più becera partitocrazia italiana, i quali si basavano essenzialmente sull’accumulo di tessere.
Il quarto ed ultimo punto riguarda invece il comportamento assunto dalla commissione congressuale presieduta da “Zampa” Marras e Gianni Satta, che ha agito totalmente al di fuori delle regole e
delle sue funzioni, dato che si sarebbe dovuta occupare della sola logistica e che invece, bypassando la Segreteria Distrettuale, ha rilasciato alla stampa informazioni fuorvianti, fino ad arrivare
ad attribuirsi il diritto di poter decidere la sede del Congresso, in assenza totale di confronto all’interno al Distretto.
A fronte della nostra richiesta di chiarimenti nell’ambito della riunione del consiglio distrettuale convocata a Sassari in data 30 giugno 2011 è stata presentata una mozione di sfiducia contro il
Coordinatore Distrettuale in carica Giovanni Fara, scritta da Zampa Marras e Gianni Satta e contenente un’infinità di ingiurie e vergognose menzogne sulla sua persona e sul suo comportamento
politico, evitando penosamente la discussione, anziché fugare con trasparenza e onestà ogni dubbio.
Poiché la nostra voce è rimasta inascoltata e vedendoci delegittimati dagli organi dirigenziali del movimento oltre che a dissociarci da pratiche tutt’altro che trasparenti e democratiche
dichiariamo le nostre immediate dimissioni da SNI.

Giovanni Fara
Edoardo Cossu
Davide Corda
Daniela Piras
Raimondo Mele
Silvia Priulla
Tonino Piras
Margherita Piras
Giovanni Andrea Muresu
Gianmarco Serra
Giovanni Angelo Paddeu


Antonio Fadda 07/21/2011 10:10



Ringrazio Giovanni Fara per questa precisazione, credo doverosa almeno nei confronti dei militanti di SNI. Sostengo da sempre che informare correntemente la "gente", il popolo, i militanti di
qualsiasi movimento politico presente nella nostra galassia, sia una alta forma di democrazia ed un dovere per ogni dirigente o militante attivo. Tutto questo per arricchire e animare il 
confronto, necessario e vitale, e anima fondamentale per favorire una crescita culturale e politica di una comunità, seppur piccola, quale quella di SNI.


Le differenziazioni di vedute, di prospettiva e di strategia all' interno di un partito o movemento ci sono sempre state e sempre ci saranno ed il titolo che ho dato all' articolo iniziale "L'
indinpendentismo moderno è uguale ai partiti "italianisti" tanto criticati? ecc. ecc." poneva l' accento, grave, su una pratica e su una tecnica di dissenso, che è propria dei partiti "italiani"
sui quali scarichiamo ogni nostra critica, e che pare si sia estesa anche ad altri movimenti (come dire che il bue dice cornutazzo all' asino !).


Il compito di ogni blogger (passatemi pure il termine..) è quello di creare situazioni di criticità, contrapponendo tesi opposte a confronto, per contribuire a fare chiarezza ma anche per
favorirne una eventuale futura intesa su nuove basi di discussione. Il Sardo, inteso come popolo, si aspetta dai movimenti indipendentisti un atteggiamento diverso ed un confronto aperto,
limpido, chiaro ed esauriente. Molti dicono: per vedere dei galli, seppur bardati con ipotetiche Ragas, beccarsi nel pollaio politico forse è meglio rientrare nei partiti tradizionali dove,
almeno, il Potere è di casa!


 



Mario 07/18/2011 09:54


I partiti o movimenti che siano sono strumenti che nascono e muoiono, sono strumenti/macchine e nonostante non siano amati, essi riescono lo stesso a imporsi sul Popolo disorganizzato. Troppi
pseudo “sardisti” si son sistemati con presunzione, assiduamente e in modo individualista. Conoscevamo già i problemi che ci affliggevano prima e, conosciamo i problemi che ci affliggono ora,
quelli del passato “millenari” e quelli che sono rimasti sono molteplici, ora ci sono i problemi nuovi “moderni” che io reputo uno di questi sia immenso, “la più grande truffa che sia mai stata
perpetrata non solo contro la Sardegna ma contro tutta l’umanità”” ma pochi conoscono e se capiscono… tacciono, oppure non sanno quale assetto occorra darsi per averne ragione…