L' Interrogazione dei Consiglieri di Opposizione Zara-Pisanu-Desole-Simula : Condanna verso l' Indifferenza del Sindaco in relazione alla Sanità Pubblica.

Pubblicato il da Antonio Fadda

 

g zara    amm pisanu giovanni   a desole   v simula

 

  AL SIGNOR SINDACO

  DEL COMUNE DI  ITTIRI

 

 

 

OGGETTO: Interrogazione consiliare urgente Ordinanza n. 107 del 17/12/2010

 

 

Signor Sindaco,

 

I sottoscritti Consiglieri Comunali del Gruppo di Opposizione, Zara Giacomo, Pisanu Giommaria, Desole Angela, Simula Valentina;

 

Venuti  a conoscenza  casualmente da pochissimo tempo,  dell’Ordinanza da Lei emessa, la n.  107 del 17/12/2010,  avente per oggetto: Utilizzo acqua potabile, Zona Via Ospedale. Limitazione al consumo e prescrizione per il corretto utilizzo; e,  che la nota pervenuta dall’ASL, la n. 82530 del Dipartimento di Prevenzione – Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione, con la quale Le comunicano che i prelievi effettuati dei campioni di acqua, provenienti dall’acquedotto della città di Ittiri, non sono conformi ai valori di parametri fissati a norma del  D. Lgs  n. 31 del  2001(decreto Legislativo), con la quale stabilisce che la quantità di nitriti non deve superare gli 0,50 mg/L;

 

 

Considerato, che le prescrizioni sono state limitate alle Vie: Ospedale Civile e zone limitrofe, Via San Giovanni, Via Kennedy, Via Paglietti, Via Nuoro,  Via Laconi, Piazza del Donatore, Via Nenni, Via Aldo Moro, Via Runaghedu, zona artigianale Monte Coinzolu,

 

 

Tenuto conto della gravità del problema, a parer nostro sottovalutato, poiché nell’Ordinanza si legge che “con decorrenza immediata (17/12/2010) a tutela della salute umana è fatto divieto assoluto di utilizzare per uso alimentare e in particolar modo per la preparazione di alimenti per Neonati, lattanti, Donne in gravidanza e persone fabiche, le acque della rete idrica delle zone sopracitate.

Ma purtroppo, nonostante l’acqua non poteva essere utilizzata,  neanche se sottoposta a bollitura, è stata usata tranquillamente per cucinare la pasta, per il caffè, per lavare la frutta e la verdura etc. etc…

 

Premesso che sulla salute dei cittadini non si scherza, appare doveroso chiedersi come mai nessun cittadino ittirese, compresi noi Consiglieri, siano venuti minimamente a conoscenza di questa ordinanza;

 

Appare evidente che il 1° Cittadino di Ittiri,  in casi come questi debba adottare una procedura d’urgenza,  convocando una seduta straordinaria del Consiglio Comunale, aperta ai Cittadini per informali.

 

Un problema di tale  importanza necessita di una larga diffusione dell’Ordinanza in questione, tramite i mezzi di comunicazione, vedi quotidiani, o darne diffusione presso tutte le abitazioni interessate con le auto provviste di megafono, o volantinaggio presso tutti i locali di Ittiri;

 

 

 

 

Preso atto,  che in questo momento i cittadini ittiresi, venuti a conoscenza dopo il periodo del rientrato allarme, di ciò che si è verificato, appaiono amareggiati e preoccupati per l’atteggiamento indifferente che il Signor Sindaco ha dimostrato nel gestire questa situazione, sottovalutando con incoscienza la gravità della situazione che avrebbe potuto causare danni alla salute dei suoi concittadini e soprattutto dei bambini; questo comportamento può far pensare che Ittiri è destinata a triste sorte;

 

Con la presente i sottoscritti Consiglieri Comunali del Gruppo di Opposizione

 

C h i e d o n o

 

Al Signor Sindaco , di motivare con una risposta scritta e orale,  la scarsa diffusione dell’ordinanza n. 107.

 

Ittiri, 19/01/2011

 

                                                                                

                                                                 I Consiglieri dell’Opposizione

 

                                          Zara Giacomo, Pisanu Giommaria, Desole Angela, Simula Valentina

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Antimeridonale 01/24/2011 11:07


Come al solito non riesco a far partire una nuova discussione siu questo blog...il PC non fa per me!!Comunque volevo solo aggiungere 2 cose che penso.
1 - a mio avviso, per quanto importante l'ospedale Alivesi per Ittiri mi pare che abbia poco senso tenerlo in vita in quanto tale. Non fornisce un servizio efficiente ed è un grosso sperpero di
denaro pubblico. Andrebbe certamente riqualificato e trasformato come centro diagnostico, medicina d'urgenza e magari RSA. Per i ricoveri ricordiamo che Sassari è ad appena 18 km!!ha senso avere
degli altri nosocomi aperti con il deficit sanitario della nostra Regione??
2- Anzichè invocare sempre e comunque la tenuta in vita di strutture pubbliche a supporto della magrissima economia meridionale, perchè non si invocano investimenti privati??o comunque fondi
pubblici per iniziative private??L'efficenza del pubblico è stranota dalle nostre parti, perchè non chiedere un'inversione di tendenza??Ad esempio il nostro GAL!!!Che fine ha fatto???c'è qualche
amministratore che intende riesumare questa struttura che nella passata programmazione ha speso bene le risorse comunitarie??Perchè nessuno si chiede come mai non stia decollando quanto tutti gli
altri, nelle verie aree della Sardegna, sebbene con lentezza stanno approntando le strutture tecniche e i bandi??Non mi dite ora che a Ittiri quei finanzaimenti sono stati usati male o meglio
sperperati a beneficio di qualcuno...questa è la responsabilità del cittadino, non dell'istituzione o organismo!!La riattivazione del GAL Logudoro Goceano potrebbe portare una iniezione di fondi
nel territorio, finaziare la derelitta agricoltura locale e qualche iniziativa privata. Forse è il caso che gli amministratori in questo senso si muovano un pochino. Grazie


Antonio Fadda 01/28/2011 13:32



Credo che Antimeridionale abbia perfettamente ragione quando sostiene che non ha senso tenere in vita l' ospedale, inteso come struttura in grado di dare assistenza continuativa e
qualitativamente alta, per come è stato ridotto. Ed è altrettanto vero che è necessario una trasformazione ed una riqualificazione. Però è utile, a titolo puramente informativo, ripercorrere la
storia del declino di questa nostra "Industria" che, dal 1966 anno della sua apertura ufficiale, ha dato lavoro a tantissimi nostri concittadini e che ha mantenuto, grazie alla determinazione di
alcuni ottimi amministratori dell' Ente ospedaliero Alivesi, sino agli anni '90 livelli occupazionali di tutto rispetto. Infatti nel 1994, ultimo anno dell' eldorado sanitario locale, i
dipendenti erano circa 120. Purtroppo con il contributo negativo di alcuni poco intelligenti amministratori civici di Ittiri e a causa di altrettanto poco lungimiranti membri dell' allora
comitato di gestione, il declino dell' Alivesi era inevitabile. E si è proprio iniziato con la mancata sostituzione (turn over) dei dipendenti che man mano andavno in pensione lasciando liberi i
posti di lavoro. Innescando una reazione infernale in parallelo: meno personale, meno servizi. Con questo sistema, che naturalmente andava a favorire altri ospedali della provincia ( Alghero e
Sassari ), sono stati ridimensionati alcuni servizi: chiusa la sala operatoria e di conseguenza gli interventini in regime ambulatoriale, chiusa conseguentemente la divisione di chirurgia, chiusa
la Anestesia e la Rianimazione ed i relativi servizi ad essi collegati, ridimensionamento grave della radiologia che era all' avanguardia nella nostra ASL  per numero di interventi e per la
qualità del servizio. Sino ai giorni nostri che hanno visto chiudere la divisione di pneumologia con tutti i servizi, esami e controlli collegati all' attività pneumologica. Mentre tutto questo
accadeva gli ittiresi venivano sollecitati dal comitato guidato da Toiedda Meloni. E' stato tutto invano. Sapete perchè ? perchè di volta in volta, i sindaci che si alternavano alla guida del
nostro comune, cercavano di isolare l' attività di pungolo e di informazione contuinua che il comitato di lotta si accingeva a fare. Uno dei sindaci più ostili è stato ed è l' attuale
amministratore. Tanto per capirci quello che ha stravinto le ultime elezioni comunali imbarcando, grazie agli ittiresi senza ospedale, migliaia di voti di preferenza. Chi ha sancito la definitiva
"chiusura" della struttura  ospedaliera, inventandosi di sana pianta il fallimentare "Ospedale di Comunità Casa per la Salute" è stato proprio il centro sinistra che governava la Regione
Sarda in quegli anni. Naturalmente, puntualmente, dimentichiamo con estrema facilità i fatti e gli accadimenti importanti. Oggi chi si stà "battendo" per l' ospedale, indignadosi e basendosi in
continuazione, è lo stesso amministratore che ne ha decretato - con il suo silenzio assenso - il progressivo ridimensionamento.


Credo che sia proprio questo quello che vuole la cittadinanza ormai abituata a soccombere alle decisioni assunte dai nuovi tonti politici oggi in auge.


Sul secondo punto sollevato posso affermare, visti i protagonisti, che ancora i tempi e le intelligenze non sono pronte a ricevere questo suggerimento nè sono in grado di capire l' importanza
strategica di quanto sostenuto dal nostro anonimo Antimeridionale. Ma si sa, l' ittirese ha tempo e pazienza. Quando saranno pronti forse si sveglieranno il sonno.