La "Cognaglionite recidivante cronica"

Pubblicato il da Antonio Fadda

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E’ ormai sulla bocca di tutti, non si può più nascondere. Ciccio Fintullia, con parenti stretti in quel di Bonorva, è affetto da un virus pericolosissimo che offusca la mente e ne limita pericolosamente i sensi. Questo virus, conosciuto come “Cognaglione montercarlino”, perché è proprio nel Monegasco che nasce e si sviluppa, colpisce i cosiddetti anziani, dalla 58ina alla 60ina che sognano di essere sempregiovanisempre, pronti ad entrare in “azione” con ragazzette gaucciane in calore. La “Cognaglionite montecarlina”, stando agli esperti in materia, è una malattia senile che attacca la seconda Res, prediligendo le prime e le terze cariche, e segna, lo dicono i soliti bene informati, un preciso segnale di decadenza con l’ aggiunta di una nuova vulnerabilità che colpisce, ancora una volta, quelli che hanno il potere. A tutti i livelli, nessuno escluso. La “Cognaglionite” è come un brutto debito che è sempre in scadenza ma non scade mai; ti fa tenere il fiato in sospeso, in apnea continua che non ti lascia dormire sonni tranquilli.  Il “Cognaglione”, così  viene chiamato  e definito clinicamente il grullo che ha contratto il virus, è quello che non può e non potrà mai tralasciare gli interessi della famiglia. Se poi, nella famiglia, c’è un già maturo bamboccione da assistere tanto meglio: la famiglia, il clan,  la greffa ti accetta in pieno e la pace è assicurata. Piazzare parenti e affini accomodandoli comodamente nel partito, nelle istituzioni, nella pubblica amministrazione, negli enti e nelle organizzazioni che contano è una delle attività, e causa principale dell’ infezione “Cognaglionesca”. Tu vieni privato, è questo l’ effetto-causa del virus, del rispetto delle regole che normano la convivenza politica e civile che è la decenza ed anche quella del pudore. I politici, tutti badate bene, a tutti i livelli e di ogni rango, formatisi nelle segreterie di partito e culturalmente e forzatamente predisposti  all’ essere spietati con gli avversari e sanguignamente sanguinari con i nemici, di fronte alla parentela, alla stretta parentela, fondono come ghiaccio sotto il solleone d’ agosto. Ma si sa, il mattone è la maledizione dei politici che resistono a tutte le critiche, anche severe, di questo mondo, tranne agli immobili.  Al momento l’ antivirus non è stato ancora testato. Si divulgherà questa “Cognaglionite montecarlina” in tutta la Nazione ? L’ ultimo bollettino medico esclude questa eventualità quindi stiamo tutti calmi e tranquilli al momento siamo esenti dal cognaglione.

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Bastianino 08/13/2010 17:25


Saluti a tutti da Bonorva.
Come sapete Ciccia, la suocera del cognaglione, è nostra compaesana.
Lui, quell' uomo fino e probo tutto di un pezzo, è ormai in mano a questa "majazza de sa miniera" che gli ha fatto le fatture rincognalendolo del tutto. E si vede anche ad occhio nudo. Mentre con
Faucci non c'è riuscita Ciccischina nostra anche se anche a lui lo hanno spogliato di quasi tutto. Pare che la biondazza (figlia) avesse intenzione di coricarsi nel lettone di Putin con Lui per
iniziare, subito dopo il divorzio da Beronica, un rapporto di amicizia e, da cosa nasce cosa...
Qui noi tutti la conosciamo a partire dai più grandi allevatori e benestanti che qualcosa hanno assaggiato prima di farla...partire.
Salute a tutti.


Pasquale 08/13/2010 09:40


Una valutazione sulle mosse di Fini.
Ricordo, che Fini cercò di fondare un partito con Mario Segni (un Pindaccio che porta solo iella), e poi di trasformare AN in una coccinella, con tanto di simbolo di coccinella, che non voleva dire
niente. Il niente che è Fini.
Nessun successo, ovviamente. Ora ci ha ritentato; consiglieri ben piazzati all’estero gli hanno dettato strategie e messaggi. Sperava (speravano) in una batosta del Berlusconi, con conseguente
erezione di Fini a capo del governo provvisorio senza elezioni, un ribaltone bis. Gli è andata male, come al solito: e si è visto che il successo elettorale non deve niente a lui, che ha solo
tentato di sabotarlo.
Adesso vuole la «democrazia interna»: proprio lui, che non ne ha mai concessa ai suoi colonnelli. Mentre le «sinistre» intanto che applaudono Gianfranco Fini perché contro Berlusconi.
Non avete notato, o «sinistre» dei miei calzini, che i due si somigliano come due gemelli creati in provetta? Rimproverate a Berlusconi di essere entrato in politica «per fare i suoi interessi».
D’accordo: ma per che cosa Fini è in politica?
Per fare i suoi interessi personalissimi. Che riguardano lui e nessun altro. Nel pieno di una crisi economica globale, che richiede un governo stabile e forte per non farsi attaccare dalla
speculazione mondiale, Fini sta sabotando il governo da cui è stato messo al posto in cui è. Ma non finge nemmeno di proporre un programma alternativo di governo, né una qualunque visione e
preoccupazione del bene comune, palesemente, agisce per sè, per odio personale e per caso personale. Solo per suo vantaggio …