La depressione, i debiti, il suicidio.

Pubblicato il da Antonio Fadda

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" Ad uccidere, come accade purtroppo spesso in questi ultimi anni, è il "male oscuro" che si impossessa dell' anima, anche se all' origine del gesto ci sarebbe il malessere sociale: per alcuni nostri concittadini il colpo di grazia è stato sferrato dalle difficoltà economiche, i debiti aggravati dalla crisi che entra nelle case e manda al lastrico le famiglie. Alcune volte è per il lavoro perso, il lavoro che manca, commesse mai evase, le aspettative mai raggiunte e forse tante altre speranze, coltivate in gioventù, sarebbero state soffocate dalla crisi. Fino a quando non si diventa ostaggio del "male oscuro". L' uomo, si sa, è nato con la capacità di togliersi la vita. Ogni anno nel mondo un milione di persone compie questa scelta. Anche nelle società dove il suicidio è illegale o tabù, le persone si uccidono comunque. A molte persone che considerano il suicidio sembra di non avere altra via d'uscita. La morte rappresenta il loro intero mondo in quel momento e la forza dei loro impulsi suicidi non va sottovalutata - essi sono reali, potenti ed immediati. E non esistono cure miracolose. Ma è pure vero che il suicidio è spesso una soluzione permanente ad un problema temporaneo e che quando siamo depressi, tendiamo a vedere le cose dalla prospettiva piuttosto angusta del momento presente. Una settimana o un mese dopo, le cose potrebbero sembrare completamente differenti. La maggior parte delle persone che ad un certo punto hanno pensato di suicidarsi, ora sono contente di vivere. Dicono che non intendevano porre fine alla loro vita - ma che volevano solamente far smettere il dolore. Crediamo che il passo più importante è parlarne con qualcuno. Le persone che hanno propositi suicidi non devono cercare di farcela da soli. Devono cercare aiuto SUBITO. Parlarne in famiglia o con amici. Anche solo parlarne a un parente, un amico o un collega può dare enorme conforto. Parlarne con volontario di un centro di assistenza. Alcune persone non riescono a parlarne con familiari o amici. Alcuni trovano più facile parlarne con uno sconosciuto. Vi sono centri di assistenza in tutto il mondo, con volontari che sono stati addestrati ad ascoltare. Parlarne con un dottore. Se si sta attraversando un lungo periodo in cui si sente giù o si pensa al suicidio, è possibile che si soffra di depressione clinica. Questo è un problema medico causato da uno squilibrio chimico che può essere curato da un medico con la prescrizione di medicine e/o il rinvio ad una terapia. Il tempo è un fattore importante per "superare" la fase critica, ma importa anche ciò che accade nel frattempo. Quando uno si trova a pensare al suicidio, deve parlare dei suoi sentimenti immediatamente. I segnali d'allarme del suicidio Il suicidio raramente è un impulso dovuto ad una decisione immediata. Durante i giorni e le ore precedenti al suicidio, generalmente appaiono indizi e segnali di allarme. I segnali più forti e rivelatori di un disturbo sono quelli verbali - "non posso andare avanti così", "Non m'importa più di niente" o anche "sto pensando di farla finita". Certe espressioni vanno sempre prese sul serio. Altri segnali di allarme comuni comprendono: Diventare depressi o rinchiudersi Comportarsi pericolosamente Mettere ordine nei propri affari e regalare oggetti di valore Mostrare marcati cambi di comportamento, attitudini o apparenza Abusare di droga, medicinali o alcool Soffrire per grandi perdite affettive o cambiamenti nella vita. Come aiutare un amico o parente che sta pensando al suicidio. Non parlate, ma ascoltate! Di fronte a qualcuno che si sente depresso o ha propositi suicidi, la nostra prima reazione è cercare di aiutarlo. Offriamo consigli, gli raccontiamo le nostre esperienze, cerchiamo soluzioni. Faremmo meglio a stare zitti e ad ascoltare. Le persone che pensando di suicidarsi non vogliono risposte o soluzioni. Vogliono potere esprimere senza paura le loro paure ed ansie, vogliono poter essere se stessi. Ascoltare - ascoltare veramente - non è facile. Bisogna controllare l'istinto di dire qualcosa - di fare commenti, di aggiungere qualcosa alla storia di chi si ascolta, di offrire consigli. Bisogna prestare attenzione non solo ai fatti che la persona ci sta raccontando, ma anche ai sentimenti che si nascondono dietro questi fatti. Bisogna vedere le cose dalla prospettiva della persona che si ascolta, non dalla nostra. Ecco qui di seguito alcune cose da ricordare se state aiutando una persona con propositi suicidi. Cosa vogliono le persone che meditano il suicidio? Qualcuno che li ascolti. Qualcuno che si prenda il tempo di ascoltarli veramente. Che non li giudichi, che non dia consigli od opinioni, ma che gli presti completa attenzione. Qualcuno di cui fidarsi. Qualcuno che li rispetti e che non cerchi di assumere il controllo della situazione. Qualcuno che consideri tutto quello che gli viene detto assolutamente riservato. Qualcuno a cui importi. Qualcuno che si metta a disposizione, che metta la persona a suo agio e parli con tranquillità. Qualcuno che li riassicuri, li accetti e gli creda, Qualcuno che gli dica "A me importa". Cosa non vogliono le persone che meditano il suicidio? Essere lasciati da soli. Il rifiuto può rendere il problema dieci volte peggiore. Avere qualcuno a cui rivolgersi fa davvero la differenza. Semplicemente, ascoltate. Ricevere dei consigli. Le prediche non aiutano. Nè aiutano suggerimenti come "fatti coraggio", o facili rassicurazioni che "tutto andrà bene". Non cercate di analizzare, comparare, generalizzare o criticare. Semplicemente, ascoltate. Subire un interrogatorio. Non cambiate argomento, non mostrate pietà o condiscendenza. Parlare dei sentimenti è difficile. Le persone con propositi suicidi non vogliono venire messe sotto pressione o sulla difensiva. Semplicemente, ascoltate." Abbiamo tratto questi testi da un sito dedicato per chiunque si senta giù, depresso o con propositi suicidi, o sia preoccupato per un amico o parente. Contiene consigli semplici e diretti che possono essere utili. Aiutiamoli, aiutiamoci. Basta riderne e gioirne.Il problema è più esteso di quello che appare. Credo sia giunto il tempo di discutere della istituire un "Fondo di Solidarietà" che possa fare da argine al dilagare della condizione del debito. Dare "credito al debito", dovrà essere questa la nuova parola d' ordine che tutti gli enti locali dovranno fare propria a beneficio di tutti quei cittadini che sono in momentanea difficoltà e che rischiano di perdere, oltre alla famiglia, i propri beni più preziosi: la vita.

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PORTALE yoga vita e salute 06/03/2012 19:04

Gentilissimi,
questo è un invito a visitare il nuovo portale www.yogavitaesalute.it : yoga,
salute, attualità, web therapy, e tante altre iniziative per poter essere d'aiuto a
questo mondo per diventare più buono, convinti di poter raggiungere
l'obiettivo con l'innocuità, e perseguendo le strade del Bello del Buono
e del Vero.
La presentazione: http://www.youtube.com/watch?v=E417SVSrkWA
Grazie per l' Attenzione
www.yogavitaesalute.it

Giulio 06/29/2011 02:41


vorrei segnalare un blog...
a qualcuno potrebbe tornare utile l'esperienza (per altro tragica) fatta da questo ragazzo....

un in bocca al lupo a tutti i lettori del blog..

http://il-diario-di-andrea.blogspot.com/


Antonio Fadda 06/29/2011 09:56



Grazie.



Maria Teresa 06/03/2011 10:49


Molti hanno vergogna a parlare di debiti. Specialmente ad Ittiri dove tutti devono far vedere agli altri quello che non sono. Dove tutti si permettono di avere in casa due o tre auto, gasolio a non
finire, condizionatori d' aria, pompe di calore, pannelli fotovoltaici. Insomma tutte le comodità che questa vita moderna ci impone. Non parliamo delle case fatte senza risparmio e...senza soldi !
Ci frega la nostra radice, facciamo sempre il passo più lungo della gamba. Eppoi c'è il bruttissimo vizio (la malattia...) del gioco. Alle macchinette, gratta e vinci, totocalcio, enalotto,
lotto...insomma tutto quello che è giocabile noi ittiresi non lo trascuriamo. A questo si aggiunge l' uso della droga e dell' alcol (basta uscire la sera tardi per rendersi conto di come si
comportano i giovani e...gli anziani) che coinvolge tutti indistintamente e che porta solo disperazione nelle famiglie. Disperazione e debiti su debiti. Perchè bere e drogarsi costa e anche
parecchio e non si ha voglia di lavorare perchè la testa non è libera. Io questa la chiamo semplicemente Emergenza Sociale. E a questa emergenza non siamo preparati, non abbiamo il DNA giusto, non
abbiamo sviluppato gli anticorpi, non abbiamo studiato una possibile protezione per salvare famiglie intere, figli piccoli e...casse del comune ! Il problema non è sempre "degli altri", no il
problema "è nostro". Di tutti gli ittiresi. E dobbiamo reagire, perchè il ricorso al suicidio è sempre incombente, in agguato e ci prende alla sprovvista. Come ha sempre fatto. E noi ci
meravigliamo come che si stesse parlando di problemi d' altri !


Barbara 06/01/2011 16:39


Stiamo attenti che questo fenomeno strano credo sia in aumento. Ad Ittiri ci sono troppi debiti. Con le banche e con le finanziarie. Il futuro sarà duro se non cambia qualcosa. Le famiglie sono
ormai già al collasso. Bisogna intervenire, e al più presto.


Salvamore Secci 05/31/2011 17:44


I riferimenti a Milano e a Napoli, ma vale anche per Cagliari e per altri centri importanti (dove, bisogna dirlo chiaro ha perso il centrodestra) sono un segnale dell' inconcludenza di certa
sinistra. Ad esempio a Cagliari cosa mai potrà dire Soru, un benestante padrone dell' Unità ed in combutta con De Benedetti per il controllo di giornali e televisioni, ad un giovane come Zedda che
ha dalla sua parte una militanza in un partito quale SEL che combatte da sempre il capitalismo ed i capitalisti ? Mentre con berlusconi sappiamo per certo che vi convivono, quasi in eguale misura,
una parte della classe operaia insieme alla borghesia piccola piccola, cosa che non fa alcun effetto di repulsione; a sinistra (!?) si stanno annidando e posizionando i nuovi capitalisti che hanno
capito da quale parte gira il vento e si stanno accomodando. Non a caso Prodi (legato alle banche a carattere internazionale che della speculazione fanno il loro credo...) e Soru e tantissimi altri
che non sto qui ad elencare, cercano di occupare spazio sottraendolo sempre di più ai lavoratori. Quelli che hanno dato vita ai movimenti di sinistra contro gli sfruttatori. Quindi c'è poco da
stare allegri caro "zingaro-estremista-islamico-talebano-gay". Cosa mai starà festeggiando Bersani ? Sono daccordo sul fatto che i cittadini sanno bene come votare e così è stato. Ed hanno fatto
benissimo. Certo cosa mai potrà fare un Sindaco ingabbiato da questo benedetto Patto di Stabilità (ma che cosa sarà mai?) che non gli fa fare nulla. Io dico che forse una riunione con qualche banca
di ittiri, facendosi aiutare anche dal presidente della provincia e dagli altri sindaci interessati, poteva benissimo farla per sentire se fosse stato possibile creare un "fondo di emergenza"
proprio per evitare questi fatti che coinvolgono intere famiglie. Che importanza ha il patto di stabilità ? Nessuna.
Ecco forse è proprio qui che il nostro amministratore è carente. Costa così tanto provarci ?
E smettiamola di dire che è sempre colpa del Governo quando è al potere berlusconi, e di dire che è colpa dell' opposizione quando governa il centro sinistra (Benigni docet...).
Imbracciare l' arma è da stolti. Ne abbiamo visto di tutti i colori negli anni della lotta armata, e a nulla sono servite sia le armi sia i ragionamenti estremistici.


zingaroestremistaislamicotalebanogay 05/31/2011 12:28


Sembra molto chiaro il messaggio che arriva da Milano, Napoli, Cagliari, Olbia e dal resto d'Italia,da Nord a Sud. Se vogliamo ignorae la realtà va bene, altrimenti il messaggio è chiaro e non
lascia spazio a equivoci o ulteriori discussioni: chi perde è Berlusconi e la sua proposta politica. I cittadini in questo caso hanno dimostrato di sapere bene chi è che per anni oltre a prenderci
a pesci in faccia ce la sta mettendo dietro in maniera feroce!!!!!!!!!!!!!!!
Svegliaaaaaaa!!!!!! smettiamola di dire cazzatte per la fretta!!!!!!!! che cosa può fare un cristo di Sindaco o amministratore comunale, bravo e capace che sia (di destra o di sinistra non fa
differenza) se si trova ingabbiato con il patto di stabilità in un paese a crescita zero, causa una crisi economica internazionale e un Governo incapace di governare sui temi che riguardano lo
sviluppo economico e sociale. Ma come può un Premier imbastire una campagna di odio e menzogne sugli avversari, incentrata sulla paura di invasioni di Rom e di Musulmani e sull'incapacità di
gestire le emergenze come la monnezza napoletana e i grandi eventi come l'Expo di Milano, poi a Napoli sbandiera il condono delle case abusive (...dei camorristi), dopo aver condonato di tutto e di
più, compresi i fondi dell'evasione fiscale trasferiti all'estero. Logico che un cittadino onesto che paga le tasse non se la sente più di appoggiare questo saltimbanco impegnato solamente a
salvarsi il culo ed evitare i processi e le eventuali condanne. Ma cosa dovrebbe fare, a questo punto un povero cittadino che non riesce a sbancare il lunario???? ...non parliamo degli imprenditori
che devono affrontare la crisi economica e la concorrenza. Ce ne sono molti che che mollano dopo che sono stati costretti ad indebitarsi per far fronte alle spese di produzione che aumentano in
maniera indiscriminata a fronte di un mercato fermo. C'è chi compie gesti estremi, come il suicidio, perchè non ce la fa più a reggere la pressione di Equitalia mentre assiste ad un Governo che fa
rientrare i capitali dell'evasione dai cosiddetti paradisi fiscali, senza subire alcuna conseguenza da parte degli evasori. Ma non basta votare dall'altra parte per cambiare le cose, forse il gesto
veramente esrtemo da compiere è quello di imbracciare un arma e tornare agli anni di piombo.


Salvamore Secci 05/31/2011 07:43


Più veniamo trattati a pesci in faccia e più gli diamo la nostra fiducia incondizionata. Come si può vedere da quello che è successo a Milano e Napoli. Ma possiamo notarlo anche dagli scandaletti
della mondezza, del gas, della comedil, di monte coinzolu e di tante altre piccole cosucce che non smuovono di un millimetro il gradimento, altissimo, del nostro primo cittadino tra i suoi
concittadini. E andrà sempre così.
Sul dramma dell' indebitamento delle aziende locali nei confronti delle banche, dei privati, delle altre aziende che forniscono servizi, vi è una responsabilità di chi si improvvisa imprenditore.
Vi è anche un specie di "stravolgimento" della vita dovuto alcune volte alla incapacità di gestire i molti soldi che ti arrivano all' inizio e che quindi ti porta a permetterci cose impensabili
mettendo a rischio la propria azienda , la famiglia, i capitali accumulati o sperperati.
Per creare un paracadute a favore delle piccole e medie aziende ittiresi si dovrebbe iniziare proprio da loro, convincerli ad aprire un fondo, sul quale riversare ogni mese una quota dimodochè si
possa poi riccorrervi in caso di estrema necessità per salvare una vita umana ed una azienda in crisi. Ma credete che ad Ittiri questo si potrà mai realizzare ? Uno è gelosissimo dell' altro
immaginiamoci se devono poi mettere soldi per "quelli che non danno valore al denaro" !


Palamara 05/29/2011 15:10


Mi sono riletto con attenzione una buona parte di articoli pubblicati, tutti incentrati sulla figura ora del "Feudatario", di "Auricolarum in motorino", del "Basito", insomma tutti articoli che
hanno come obiettivo principale quello di rappresentare il nostro Sindaco Orani come il male di tutte le disfunzioni e le manchevolezze di cui soffre questo ricco e prolifico centro del Logudoro.
Ora, vista la lunghezza della vita politica di Orani, possiamo azzardare che anche lui ha delle responsabilità se questo paese ha delle disfunzioni. Non è mai diventata una città vera e propria
come l' aveva concepita e voluta Leonardo Fiori, il Sindaco delle piazze; non ha una funzionante rete idrica, così come quella fognaria. Non si parli poi del blocco totale degli espropri per
avviare l' edilizia economica e popolare così come fu concepita negli anni '80 che ha generato poi un aumento vertiginoso degli affitti. Sul fronte della valorizzazione delle imprenditorie locali
si assiste continuamente a delle differenziazioni, ad aziende privilegiate e ad altre che devono cercare di sbarcare il lunario. Non vi è una politica edilizia che ponga al centro, anche con
incentivi economici o fiscali, la ricchezza delle maestranze locali ed i suoi materiali più antichi ma attuali, qule può essere la trachite rossa e sa pedra cana. Se non vi sono aiuti,
sponsorizzazioni, aperture di mercato, creazione dei paracadute socio-economici a favore degli imprenditori purtroppo tutto è destinato a cadere. Le banche prima ti attirano nella loro ragnatela
poi ti imprigionano a dovere e ti chiedono di appianare i conti e non ti lasciano lavorare con serenità. Non dobbiamo meravigliarci poi se qualche imprenditore, cittadino semplice o altro, ricorre
alla violenza su se stesso. E su questo che dovrebbe, anzi già da tempo, doveva interrogarsi l' amministratore che è anche il Padre di tutti i suoi amministrati. Mi domando quante commesse di
lavoro ha dato agli imprenditori locali il nostro comune ? In che modo ha favorito l' aumento dell' occupazione nell' ambito dell' agricoltura, dell' edilizia, del terziario. Ha fatto
solo...elemosine con i cantieri comunali. Niente di più niente di meno. Sarà giusta la critica al Feudatario ? Sono temi attuali ? Rientrano, le cosiddette politiche sociali, nei compiti del
supremo capo dell' esecutivo locale ?
Quante vite si potevano, e si possono, ancora salvare se per tempo, ascoltando il popolo, gli imprenditori, le piccole e medie industrie, gli artigiani puri, si sarebbe capito per tempo il dramma
economico di alcuni ?


Pier Luigi 05/28/2011 21:22


Grazie per averne parlato. Io, che ho moglie e due figli ancora piccoli e che vanno all' asilo, da alcuni anni non posso più acquistare neanche un rasoio da barba a rate. Eppure sono un dipendente
di una grande azienda a Sassari, con tanto di busta paga, un contratto a tempo indeterminato, una buona posizione professionale. Ma ho il brutto vizio, anzi la "malattia", del gioco. Molte volte,
specialmente nel giorno di paga verso il 15 di ogni mese, non passo neanche a casa. Vado direttamente alle macchinette. Prima giocavo a Sassari, nessuno mi conosceva ed era più facile. Poi una
volta sposato e acquistato casa ad Ittiri, vado nei posti dove ci sono queste macchine infernali. Ho vinto tantissime volte, ed anche molto. Ma ho anche perso. E tanto. La casa ogni tanto viene
messa all' asta e riesco con tantissimi sacrifici a riprendermela. Ma fino a quando potrò resistere ? Il richiamo del gioco è troppo forte. E' come una droga pesante. Non puoi, una volta iniziato,
farne a meno. Capisco quindi lo stato d' animo di chi si toglie la vita per debiti. Ma riconosco che è sbagliato nei confronti della famiglia, dei figli, della moglie. Ho deciso che affronterò con
determinazione tutte le difficoltà che mi si presenteranno, e cercherò di risolvere nel migliore dei modi. Mi stanno curando dalla "malattia" del gioco, a Sassari. Spero di uscirne al più presto.
Parliamone. Discutiamone e apriamo il nostro cuore agli altri. C' è sempre qualcuno, in mezzo agli ipocriti, che ci vuole aiutare.


Giuseppe 05/27/2011 22:18


Il tema, la discussione sui fatti drammatici che accadono a causa dei debiti, pare non attragga molto gli ittiresi benpensanti. Che sono quelli che criticano, che sannotutto, sono quelli che
additano ed indicano chi è il "bravo" e chi il "cattivo" cittadino. Chi deve essere coinvolto, difeso, coccolato e chi invece deve essere indicato come un esempio negativo. Con questo andamento la
nostra cittadina ha generato una popolazione distratta, menefreghista, egoista. Cosa potremmo aspettarci ancora ? Certamente altre morti strane, violente, inaspettate. Dovremmo scorrere all'
indietro i nostri pensieri e ricordi, capiremmo forse molte cose. Domandiamoci quanti siano ad oggi i morti suicidi di Ittiri, analizziamone il loro contesto familiare, sociale, lavorativo. Ci
renderemo conto che il problema è più grave di quello che sembra ed è molto esteso. Manca qualcosa. Una protezione socio-economica che consenta a tutti coloro che ne hanno necessità di salvarsi la
pelle. Delle aziende chi non se ne frega. Si possono sempre riprendere e ricostruire.


Massimo 05/27/2011 13:11


Lavoro in una società finanziaria di Sassari e devo dire che in questi ultimi mesi le richieste di fideiussioni da parte di aziende della provincia sono aumentate per fare fronte alle rateizzazioni
delle cartelle esattoriali dell' Equitalia. Nei controlli che facciamo delle cartelle però notiamo che molte sono sbagliate, sia nelle cifre, nelle scadenze, nelle notifiche, insomma nelle norme
procedurali nel loro insieme. Ci sono stati fermi amministrativi e ipoteche giudiziali iscritte senza rispettare i fondamentali di diritto e di ragionevolezza. Tutto questo ha causato danni ai
cittadini, alle imprese e, in alcuni casi, ha portato al suicidio di diverse persone.
Si dovrebbero attivare tutti i canali istituzionali (comuni - province - associazionismo) per difendere queste persone.


Barbara Chessa 05/27/2011 12:56


Purtroppo a causa dei debiti succede quello che non dovrebbe. Qui dove vivo io in America si sentono spesso notizie di persone che si sparano, si buttano sotto il treno, o si suicidano in altri
modi perchè per loro è difficile andare avanti a pagare debiti su debiti e senza vederne mai la fine. L' idea di dare credito al debito mi sembra buona. Spetterebbe a chi può farlo darsi da fare.
Forse bisognerebbe metterlo nei programmi di governo per fare in modo che chi ha bisogno venga aiutato ad uscirne fuori con dignità mantenendo il lavoro e la vita.


Antonio Angelo 05/27/2011 12:29


Si, il Rispetto prima di tutto.
Noi ittiresi dobbiamo anche smettere di avere sempre quella specie di "ragione in più" rispetto agli altri. Se notate nelle discussioni di questi ultimi giorni si dice sempre :
" Si, è vero, poverino aveva bisogno, è rimasto da solo... però (ecco la ragione in più), diciamoci la verità, un pò se lo è meritato ! Bastava fare meno il gradasso...il saputello...essere più
modesto..."
Come potete capire come si può imbastire un ragionamento con elementi del genere e parlare di solidarietà, di vicinanza alla famiglia, di fare qualcosa per aiutare concretamente, non con le parole,
tutte quelle famiglie ittiresi che hanno al loro interno dei drammi economici, di depressione grave, di violenza, di alcolismo, di tossicodipendenza e, Dio non voglia, di qualcosa di ancora più
grave e drammatico.
Certo il rispetto, ha ragione da vendere Franco, che è proprio quello che manca ad Ittiri.


Franco 05/27/2011 11:19


...vi è da dire che spesso queste persone hanno paura di parlare!! ..paura di trovarsi di fronte a persone ipocrite o insensibili come spesso se ne trovano, in particolare a Ittiri. Noi ittiresi
siamo sempre bravi a criticare chi fa qualcosa per se e per gli altri, chi si mette in mostra, chi parla, chi sta zitto, chi esce, chi non esce, chi lavora, chi non lavora, chi studia, chi non
studia, chi amministra, chi fa politica, chi odia la politica, chi va al bar, chi non entra mai al bar, chi fa sport, chi fa parte di un'associazione, chi va in chiesa, chi è ateo, chi ha la casa
bella, chi ha la casa grande, chi ha la casa piccola, chi ha la casa brutta, chi si veste bene, chi è malvestito, chi si lava, chi è sporco, chi vuole sapere tutto di tutti e chi si fa i fatti
suoi!!! ...insomma ognuno di noi è soggetto apassare dentro questo immenso tritacarne!!! Siamo tutti molto bravi ad osservare gli altri e criticare e magari ci incazziamo se ci guardano e ci
criticano, l'invidia, la gelosia e l'odio vincono sulla stima e il rispetto verso gli altri!!!! ...e si, il RISPETTO! ...prima di tutto.