La Giornata Rotariana di Ittiri dedicata alla radio. Protagonisti i radioamatori di Ittiri e Porto Torres

Pubblicato il da Antonio Solinas

Is0jxo Antonio e Is0hso Italo mentre fanno il coll-copia-1

 

Articolo a cura di 

ANTONIO SOLINAS . IS0JXO

is0jxo@libero.it 

 

Il 14 Aprile 2012, presso il teatro comunale di  Ittiri in provincia di Sassari e' stata celebrata la Giornata Rotariana della Radio, in occasione del 75° anniversario della morte di Guglielmo Marconi. La   manifestazione e' stata organizzata  dal Rotary Club distretto 2080 di Sassari con il patrocinio del comune di Ittiri e della sede regionale Rai per la Sardegna, per gli argomenti trattati non potevano certamente mancare i radioamatori.

Il vento e la Pioggia non hanno fermato i numerosi appassionati, nonché  i ragazzi della scuola media locale, accorsi al teatro per  ascoltare la storia legata a quello strumento meraviglioso che e' la radio.

In rappresentanza della Sezione Ari di Porto Torres erano presenti; IS0XRB Lino (presidente), IS0HSO Italo (consigliere) , IS0JXO (segretario);  per la sezione ARI di Sassari  IS0AYZ il professor Mario Atzori,  che e anche socio del Rotary Club.

Logo-rotary-1-.gif Dopo il Saluto del Sindaco dott. Tonino Orani, l'avvocato Filippo Bassu  presidente del Rotary club, ha spiegato cosa e’ il Rotary e dei  suoi progetti finalizzati agli aiuti alle famiglie che vivono sotto la soglia di povertà, spiegando che sono tante, e il loro aiuto contribuisce a dare un sorriso a molti bambini.

Dopo questa piccola premessa  si e' iniziato subito a parlare di Radio Sardegna con due relatori d'eccezione come il Professor  Manlio Brigaglia, (storico) e  Gianni Garrucciu  (giornalista Rai)  appassionato di Radio.

Per chi non lo sapesse Radio Sardegna fu la prima radio libera in Italia a trasmettere dopo venti anni di dittatura.
La stessa nacque a Bortigali (Nuoro) nel  1943 ed è fu la prima radio al mondo ad annunciare, il 7 maggio 1945, la fine della seconda guerra mondiale.

grammofono-esposto.jpg Lo storico Brigaglia ha raccontato tutta la storia di questa radio partendo dai pionieri  Armando Rossini  e Jader Jacobelli,  e del famoso trasmettitore R6 in onde corte da 3 kw, (all'epoca il più potente esistente in Europa) che gli stessi tedeschi  alleati degli Italiani, avevano fatto pervenire in Sardegna per rafforzare le difese, in prospettiva di un possibile sbarco degli Americani.

Come poi la storia racconta lo sbarco e' avvenuto in Normandia, quindi il trasmettitore e' rimasto nel Paese di Birori, a 10 km da Bortigali;

fu poi trasportato nei pressi di un oliveto di Bortigali,  ed iniziò le sue trasmissioni su un  camion militare, per  poi celarsi in una grotta.

Successivamente nel 1944 la radio fu trasferita a Cagliari da dove partì il famoso annuncio “ la guerra è finita, la guerra e' finita! A voi che ci ascoltate, la guerra e' finita! “, tutto questo 20 minuti prima di Radio Londra.!!

Jacobelli, considerato uno dei padri fondatori di Radio Sardegna, fu lui a dare l'attributo “brada” alla sua creatura, radio ribelle e libera lontano da qualunque censura.

(Purtroppo radio Sardegna non esiste piu': e' stata assorbita dalla Rai regionale, con i programmi a diffusione regionale di Radio1).

Sono stati proiettati numerosi filmati dell'epoca molto interessanti alcuni parlavano anche della radiotelegrafia di Marconi.

alcune-radio-d-epoca-esposte-presso-il-mulino-Faedda.jpg L'artista Venere Rosati intanto leggeva alcuni brani dal libro “Buonasera ovunque voi siate”, breve storia degli 80 anni della radio  scritta da Gianni Garrucciu, lo stesso ha ricordato la Figura dell'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga  come radioamatore, appassionato di radio e collaboratore di radio Sardegna.

Poi ha parlato del successo mondiale della radio, dagli anni 90 ha avuto un progressivo recupero di ascolti rispetto alla TV, un mezzo molto potente ed efficace che penetra ovunque, in Italia abbiamo un apparecchio radio ricevente ogni 0,4 persone.

Questo dato si abbassa moltissimo per arrivare a una radio ogni 3 o 4 persone nei paesi del terzo mondo e nazioni poco progredite con governi instabili.

La radio in Italia viene ascoltata da circa 35 milioni di persone,

che diventano 42 milioni e mezzo tenendo conto di quanti  si sintonizzano almeno una volta su una radio nell'arco di sette giorni.

Rai radio uno e' la radio piu' ascoltata giornalmente, con i suoi 7,2 milioni di radioascoltatori.

Nell' intervento di Mario Faedda, (lo stesso definisce “raccoglitore” di radio d'epoca):  ha parlato dell'invenzione di Marconi applicata alle navi, e che,  grazie alla telegrafia senza fili

100 anni fa', 1500 persone si salvarono dall'affondamento del trasatlantico Titanic.

Da parte nostra abbiamo installato una  stazione dimostrativa in 40 mt, e' stato sistemato un dipolo non tanto performante sopra il teatro, e al suo interno è stato collocato un Kenwood ts450 sintonizzato in banda 40mt.

Venuto il nostro turno, mi e' stata data la parola ed ho subito spiegato al pubblico chi e' il radioamatore, il nostro scopo, cosa e' la patente la licenza come la si ottiene,  cosa e' l'ARI, cosa sono le sezioni, il nostro utile ruolo nella Protezione Civile e nelle radiocomunicazioni di emergenza;  in particolare la presenza dei Radioamatori nel corso degli eventi catastrofici causati dal sisma  occorso in Abruzzo nel 2009.

Per finire ho parlato di Radio Rivista e della sua importanza come organo ufficiale .

Finito l'intervento, tempi ormai erano ristretti, abbiamo fatto un collegamento con la IT9AQV Nino in  Caltanissetta che ringrazio tantissimo per la pazienza, il microfono del teatro era vicino all'altoparlante del ts 450,  dopo la chiamata la risposta di           IT9AQV che saluta l'intero teatro  il pubblico risponde subito  con uno scrosciante applauso per il collegamento avvenuto.

Dopo il saluto del Sindaco e del presidente del Rotary, il pubblico e i ragazzi delle scuole medie si sono riversati verso la nostra postazione incuriositi da quella “scatola” ricetrasmittente, dalle  coloratissime QSL  e da qualche copia di Radio Rivista , alcune persone ci hanno fatto i complimenti:

non pensavano proprio che esistesse un hobby cosi' affascinate, hanno fatto moltissime domande e spero che qualche ragazzo possa seguire in futuro la nostra passione.

radiorurale-anni30.jpg Per chiudere la giornata, infine, ci siamo recati presso la casa museo di Mario Faedda, ( “su molinu” ) socio del Rotary dove abbiamo potuto ammirare la sua collezione di circa 200 radio d'epoca, partendo dalle radio a galena,  alle radio a valvole e grammofoni provenienti da tutto il mondo.

Abbiamo  visitato l'antico antico mulino del grano di sua proprietà; dei bellissimi macchinari in perfetto stato di conservazione, che rappresentano la vocazione di un territorio per l'agricoltura; peccato che i mercati globali hanno fatto dismettere le piccole coltivazioni di grano (sicuramente biologiche)  e conseguentemente la chiusura di queste piccole realtà che oramai raccontano la storia della Sardegna.

Nello smontare l'antenna, abbiamo fatto le nostre considerazioni:

è stata una giornata memorabile, diversa dalle altre che ci ha portato indietro nel tempo e ha dato la possibilità di  far conoscere questo nostro magnifico hobby che,  da queste parti, non è purtroppo molto conosciuto.

 

ANTONIO SOLINAS IS0JXO

Segretario sezione ARI Porto Torres

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Antonio 09/01/2012 18:09


Speriamo di avere altre occasioni per illustrare l'importanza di questo mezzo di comunicazione, "antico" ma sempre valido, in questo periodo di wi-fi internet, telefoni di 4° generazione, la
radio continua ad essere analogica e raggiunge i posti piu' remoti del nostro pianeta.


Vi consiglio un documento storico dell'istituto luce sui radioamatori:


http://www.youtube.com/watch?v=lbJf_tEBol8


E infine la testimonianza di un radioamatore d'eccezione come il nostro compianto presidente Emerito Francesco Cossiga I0FCG.


http://www.youtube.com/watch?v=c-ZJwRiduJA&feature=related.


SALUTI


 

Totoi Fadda 09/02/2012 11:21



Grazie del prezioso contributo Antonio. Ti esorto a continuare a scrivere su argomenti che ti stanno a cuore.



Federica 08/13/2012 22:07

Non sono potuta andare all' incontro al teatro perchè fuori ittiri ma leggendo questo articolo è come fossi stata lì insieme a tutti voi. E' bellissimo legger queste cose, le esperienze, la storia
e la grande utilità che hanno i radioamatori che credo, non temono internet o i telefoni o altro. Un grazie all' articolista che è stato chiaro e facile da capire. Grazie a tutti. Complimenti.