La nuova strategia del Movimento Pastori: Blitz mirati a siti importanti. Attirare l' attenzione sul problema per risolverlo con urgenza.

Pubblicato il da Antonio Fadda

I Blitz del Movimento Pastori Sardi

 

 

 

L’intervista è tratta dal sito: www.isoladeicassintegrati.com


“Basta con i cortei, al via i blitz”. Questa è la nuova parola d’ordine del Movimento Pastori Sardi. Non più folle oceaniche ma veri e propri gruppi d’assalto in luoghi mirati. Dopo le dichiarazioni di Felice Floris di qualche giorno fa, con le quali il leader del movimento ha annunciato il cambiamento di rotta, abbiamo intervistato Maria Barca, la giovane portavoce del Mps.
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Allora Maria, veniamo subito al sodo. Felice Floris ha annunciato un cambiamento di strategia, passerete dalle manifestazioni di piazza a blitz mirati ad alto effetto mediatico. Cos’ha determinato questa decisione?

Scegliamo di colpire posti specifici che tengano alta l’attenzione su di noi e sul fatto che il Movimento continua la sua mobilitazione, nonostante il tempo, la stagione e il lavoro. E’ una risposta a quanti sperano che i pastori siano frenati e limitati dal fatto che, in questo periodo, il lavoro nelle campagne è certamente aumentato rispetto a qualche mese fa. E’ ovvio che le pecore che partoriscono hanno bisogno di essere seguite, ma è altrettanto certo che i pastori hanno fatto un giuramento: la loro unità fa parte, oggi, dei loro doveri.

Dopo mesi di protesta, sta venendo forse a mancare la partecipazione di tutti i componenti del Mps?

A questo credo di aver già risposto nella precedente domanda. Questo non è un periodo facile, ma la rabbia e la voglia di continuare è sempre viva. Andare avanti è impegnativo, ma siamo tutti consapevoli che se perdiamo ora di vista i nostri obiettivi, recuperarli, aspettando tempi migliori, è davvero difficile.

 

Felice Floris ha dichiarato che dopo un’estate calda e un autunno bollente avremo un inverno fondente. Dopo aver paralizzato più volte l’isola, Roma e Bruxelles sembrano essere le prossime mete della vostra protesta. Qualche indiscrezione sulle prossime manifestazioni?

Nelle ultime riunioni abbiamo messo sul tavolo diverse ipotesi sulle prossime mosse: Roma e Bruxelles sono tra queste, si vedrà prossimamente. Sarà comunque, come sempre, l’assemblea dei pastori a scegliere e decidere.

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Tu che sei la portavoce, come definiresti lo stato d’animo dei pastori dopo mesi di rinvii, promesse non mantenute, e raggiri delle istituzioni?

C’è tanta rabbia, amarezza, rammarico. Hanno sperato tanto che, questa appena iniziata, fosse per loro una stagione migliore, diversa. Iniziare anche questa campagna di produzione con il latte pagato a 60 centesimi al litro non solo demoralizza, fa veramente rabbia. 60 centesimi per litro vuol dire denigrare un lavoro che inizia al freddo delle quattro del mattino, che non conosce né vacanze, né giorni di malattia. I pastori meritano che al loro lavoro venga riconosciuta dignità. 60 centesimi per litro di latte non è dignità.

Dopo aver firmato l’accordo di Villa Devoto, eravate davvero convinti che la vertenza fosse arrivata ad una conclusione positiva?

Abbiamo sempre definito l’accordo una tregua armata. L’accordo doveva essere l’inizio di una rivoluzione: il prezzo del formaggio non sarebbe più dipeso dagli umori del mercato, ma finalmente dal costo della materia prima: il latte. Finalmente i produttori di latte non avrebbero più dovuto sottostare alle regole dei trasformatori. Evidentemente la strada per la rivoluzione è ancora lunga. Se l’inizio non è Villa Devoto, sarà da un’altra parte.

Un giudizio su Cappellacci e Prato, e cosa chiedete a questi due “distratti” rappresentanti delle istituzioni.

Spero che chiamarli “distratti” sia sarcastico. Preferisco definirli indifferenti, perché è questo che sono stati: accondiscendenti e partecipi in ogni nostro incontro, indifferenti alle nostre richieste quando si trattava di trasformarle concretamente. Non abbiamo in questo momento niente da chiedere. Il confronto con loro in questo momento è inutile.

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Per chiudere avete espresso recentemente la vostra solidarietà nei confronti degli operai Vinyls. Cosa accomuna il Movimento Pastori Sardi a “L’isola dei cassintegrati”?

Anzitutto ciò che ci accomuna è la speranza per qualcosa di migliore da ciò che ci hanno costretto a vivere. Noi, come loro, abbiamo iniziato la nostra lotta in nome della dignità del nostro lavoro. Ci accomuna che nessuno ha dimostrato di rappresentarci onestamente e abbiamo capito che lo dovevamo fare da soli.

di Andrea Demontis

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