La P.A.C., questa sconosciuta. Ma cosa è veramente ? Albertina Piras da Facebook ci informa compiutamente.

Pubblicato il da Antonio Fadda

  albertina piras

Albertina Piras curatrice dell' articolo.

 

Cos'è la PAC e perché è stata creata.


Buona parte della spinta all'intensificazione agricola è venuta dalla Politica Agricola Comune (PAC) della UE. Si tratta di un sistema di sussidi nato con il Trattato di Roma del 1957 i cui principi furono definiti quando l'Europa si trovava ad affrontare la scarsità delle scorte alimentari come conseguenza della II Guerra Mondiale. La PAC è sorta in questo contesto per garantire all'Europa una sufficiente produzione alimentare e per aiutare lo sviluppo delle comunità rurali. Gli obiettivi stabiliti nel 1957 sono ancora oggi il cuore della politica agricola dell'Unione Europea.
Inizialmente la PAC era basata fondamentalmente su:

- la creazione di un mercato comune per i prodotti agricoli con prezzi uguali e libertà di movimento in tutta Europa;
- favorire il mercato interno ai paesi membri;
suddividere i costi del sostegno a questo settore dell'economia.
Gli obiettivi della PAC sono:

- aumentare la produttività agricola promovendo il progresso tecnologico;
- assicurare condizioni di vita dignitose alle comunità agricole, aumentando i guadagni individuali degli addetti del settore;
- stabilizzare i mercati agricoli;
- raggiungere l'autosufficienza alimentare;
- assicurare prezzi ragionevoli dei prodotti alimentari.
Per quel che riguarda il raggiungimento dell'autosufficienza alimentare, la PAC è stata rapidamente un successo. D'altra parte, però, non ha arrestato la continua diminuzione degli addetti al settore agricolo nella UE: nel 1980 lavoravano nel settore dell'agricoltura e della pesca 12,7 milioni di addetti, mentre nel 2001 si è scesi a 6,7 milioni (pari ad un calo del 47%). In Italia si è assistito ad una diminuzione di 411.764 aziende agricole (pari al 13,6%) nel periodo compreso tra il 1990 e il 2000 (censimento generale dell'agricoltura, ISTAT 2001). Inoltre il prezzo dei prodotti alimentari è notevolmente più elevato a causa delle politiche agricole di mercato (sostegno ai prezzi). i consumatori europei pagano per l'acquisto di prodotti agricoli prezzi mediamente superiori del 37% rispetto a quelli che pagherebbero in assenza della PAC, pagando una sorta di "tassa sul cibo" pari a circa 120 € all'anno per persona. Per contro si sono realizzati degli "effetti indesiderati" come la sovrapproduzione e i danni ambientali.

Nel corso delle riforme degli anni '90 alla PAC sono stati attribuiti altri obiettivi quali lo sviluppo socio-economico delle comunità rurali (sviluppo rurale) e la necessità di integrare l'ambiente nella politica agricola. E' stato introdotto quindi il concetto che l'agricoltura è un'attività multifunzionale ed essendo sostenuta con denaro pubblico deve rendere un beneficio che va oltre la semplice produzione alimentare, ma che riguarda anche la salute, l'ambiente e il benessere animale.


Come funziona la PAC?
Gli obiettivi della PAC sono stati raggiunti per mezzo del sostegno al mercato, i sussidi alle esportazioni e i dazi doganali alle importazioni.
La PAC opera tramite delle strutture:

le Organizzazioni Comuni di Mercato (OCM): si tratta di regolamenti che disciplinano le attività di vari settori agricoli. Ci sono 22 OCM che riguardano tutti i prodotti agricoli europei tranne le patate, il miele e alcuni liquori.
il Fondo Europeo di Orientamento e Garanzia in Agricoltura (FEOGA): è la parte del bilancio della UE dedicato all'agricoltura che viene utilizzato per coprire tutte le spese sostenute per il settore agricolo (pilastro I) e per alcune misure di sviluppo rurale (pilastro II).
All'inizio la PAC era dotata di un bilancio costituito da un solo "pilastro" il cosiddetto primo pilastro a sostegno della produzione agricola. Si è passati dal sostegno dei prezzi al sostegno dei redditi con pagamento diretto basato sulla superficie coltivata a cereali e a oleoproteaginose. Pertanto si è passati dal favorire l'intensificazione colturale stabilendo elevati prezzi al quintale al favorire l'ampliamento delle superfici coltivate per usufruire dei pagamenti diretti per superficie a scapito di aree tradizionalmente mantenute a regime sodivo (è il caso ad esempio dello spietramento e messa a seminativo di vaste aree delle Murge che ospitano varie specie steppiche di uccelli tra cui una delle maggiori popolazioni a livello mondiale del Grillaio, un rapace globalmente minacciato).

Il primo pilastro si basa ancora oggi anche su:

limitazione delle importazioni tramite l'imposizione di dazi doganali alti pari alla differenza tra il prezzo sul mercato estero e il prezzo minimo garantito;
sussidi alle esportazioni tramite il rimborso (compensazione) della differenza tra il prezzo sul mercato estero e il prezzo minimo garantito (con l'effetto di creare enormi problemi alle economie dei paesi poveri, fenomeno del dumping).


La necessità di un cambiamento
Purtroppo però la PAC ha prodotto negli ultimi decenni una serie di danni sociali ed ambientali estremamente rilevanti. Gli incentivi alla produzione hanno prodotto danni al paesaggio, all'ambiente e alla biodiversità ed hanno portato a inutili sovrapproduzioni che si è poi tentato di limitare attraverso l'introduzione di complessi sistemi di quote, disincentivi ed ulteriori sovvenzioni. Pessimi sono anche i risultati dal punto di vista sociale: la PAC non ha arrestato l'esodo dalle campagne ed ha accentuato il processo di concentrazione delle attività agricole nelle mani di grosse imprese industriali a scapito delle piccole aziende famigliari. L'attuale PAC è anche estremamente ingiusta dal momento che dispensa l'80% delle sovvenzioni al 20% degli agricoltori proprietari delle aziende agricole di maggiori estensione. Vi è infine la questione della rovina sociale operata nei paesi poveri dal "dumping" di prodotti sottocosto europei sostenuti prima attraverso gli aiuti alla produzione, poi da specifici sussidi all'esportazione.

Una radicale riforma della PAC non è più dilazionabile se vogliamo arrestare il drammatico declino degli uccelli che vivono negli ambienti rurali italiani ed europei. La riforma della PAC è quanto mai importante se vorremo evitare che si verifichino anche nei paesi dell'allargamento i danni ambientali che si sono verificati nell'Europa a 15.

Le riforme della PAC degli anni 1992 e 1999 avevano l'obiettivo di risolvere i problemi economici creatisi negli anni precedenti, ma poco hanno fatto per risolvere i problemi ambientali.

La riforma Mac Sharry (1992) affrontava principalmente il problema economico della sovrapproduzione, ma conteneva alcuni elementi positivi per l'ambiente come le misure agroambientali (Reg. 2078/92). La riforma MacSharry ha rappresentato il completamento di una lunga fase di revisione iniziata negli anni '80 con la presentazione del cosiddetto "Libro Verde" nel quale venne espressa l'esigenza di una maggior integrazione tra politica ambientale e PAC. Venne introdotta così la politica di sviluppo rurale, il cosiddetto secondo pilastro, che prevede aiuti all'agricoltura che sono indipendenti dalla produzione e che tende a consolidare il settore agricolo e forestale, a migliorare la competitività delle zone rurali, tutelare l'ambiente e il patrimonio rurale e promuovere il ruolo polifunzionale dell'agricoltura (Regolamenti 2078/92, 2296/92 e 2080/92). Per la prima volta, quindi, gli agricoltori hanno ricevuto un sostegno al reddito non per produrre di più, ma per realizzare dei progetti di miglioramento ambientale e di sviluppo rurale.
Con la riforma detta Agenda 2000, però, queste misure agro-ambientali (con finalità prettamente ambientali) che sono state unite alle misure di sviluppo rurale (con finalità diverse, cioè produttive e di compensazione per la diminuzione dei prezzi garantiti) in un unico regolamento e strumento di pianificazione ed hanno perso di efficacia in quanto i soldi disposizione di questa misura sono sensibilmente diminuiti.


Il bilancio della PAC

La PAC è finanziata attraverso il cosiddetto FEOGA (Fondo Europeo di Orientamento e Garanzia in Agricoltura).
Il FEOGA è costituito da due parti:

la sezione di Garanzia che finanzia operazioni che riguardano il mercato agricolo (per esempio pagamenti diretti alle aziende agricole, misure di supporto al mercato come i sussidi alle esportazioni, l'intervento per acquistare prodotti invenduti o invendibili, misure di controllo della sovrapproduzione come le quote);
la sezione di Orientamento che finanzia il miglioramento strutturale dell'agricoltura (Piani di Sviluppo Rurali, Programma Leader+, zone Obiettivo 1).
Nel 2002 il costo netto della PAC nell'Europa dei 15 (UE-15) è stato di 45,350 miliardi di Euro. Di questi circa 42 provenivano dalla sezione Garanzia e circa 3 dalla sezione Orientamento. Nel 2002 4,5 miliardi di Euro sono stati spesi per lo sviluppo rurale (circa 10,3% del totale).

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