La Polemica sul Signoraggio. Confrontiamoci.

Pubblicato il da Antonio Fadda

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La discussione o se vogliamo la polemica sul signoraggio continua ad appassionare moltissimi navigatori ed appassionati di economia globale. Dopo una serie di interventi, da parte dei sostenitori della tecnica del Signoraggio, diamo voce  a quelli che combattono questa tecnica alla quale imputano tutti i mali dell' economia Nazionale se non mondiale. Chi sostiene la tesi negativa sul signoraggio è un cittadino ittirese che ben conosce la materia e che si è confrontato con eminenti economisti di livello nazionale e dai quali non ha mai ricewvuto risposte esaurienti. Oggi risponde a quello che lui definisce  il NEGAZIONISTA e naturalmente al soldo delle grandi lobbyes economiche che dal signoraggio ricavano enormi speculazioni e tantissimo danaro. Invito tutti ad intervenire mantenendo, così come ci insegna il galateo e l' educazione, un contegno dignitoso nel confronto.


"Insomma ragazze/i, per toglierci dai piedi il narcisista, arrogante, sprezzante, invadente, vanitoso, egocentrico, opportunista, arrivista, usurpatore, trafugatore, sfruttatore, imbroglione, intimidatore, falsificatore, petulante, pernicioso, rompicoglioni, spammer, piagnucolante, cialtrone, privo di etica morale, stalker-informatico, etc... come questo “Nicola” ma forse lui lo fà per provocare (e ci sei riuscito), comunque auguro a questo NEGAZIONISTA... che scrive queste puttanate senza sapere un ca… di Signoraggio e che lo fa godere come un bambino alla prima prugnetta, scrivendo queste cose e se capisce il sistema monetario e da chi è e come è gestito non stare a dire che alle Università non insegnano queste cose… ma và… che bella scoperta che hai fatto… però non so se ti sei accorto di un’altra cosa… fortunatamente la verità piano-piano ne stà venendo a galla. Ricordati che il signoraggio è una nobile causa e le persone che lo stanno combattendo sono delle persone coraggiose come lo furono i Lincoln i Jeferson, i Fratelli Kennedy, Martin Luter King, Arrigo Molinari ecc ecc. Nicola se credi vai a scoprire perché questi grandi personaggi vennero barbaramente assassinati, se nò lascia perdere perché credo che con questa crisi economica, il sistema monetario imposto dalla Massoneria delle Banke Centrali per quel che mi riguarda ha gia fatto il suo corso...
Dimmi una cosa, secondo te le banconote quando vengono stampate di chi debbono essere, dello Stato oppure delle Banke Centrali?... Ti do un aiutino… ricordandoti che dal 1971 per stampare moneta non c’è più l’obbligo della riserva aurea o argentifera, pur sapendo questo le banke centrali stampano moneta dal nulla la prestano allo stato (cioè a noi) che diventa debito pubblico che noi restituiamo più gli interessi alle banke con il 75% delle nostre tasse. Dulcis in fundo le care banke centrali nel loro bilancio invece di scrivere Attivo spudoratamente scrivono Passivo, evadendo tasse per 350 miliardi di Euro l’anno e, questi soldi lo sai dove vanno a finire? Adesso Scoprilo tu dove vengono nascosti e in quale banka dei paradisi fiscali vengono depositati per poi farli rientrare “guarda caso” ogni qualvolta lo stato fa una sanatoria ed i primi che ne approfittano sono sempre i bankieri.
Questo vuole essere un appello a chiunque lo ritenga indegno di occuparsi della nobile causa quale è la lotta contro il Signoraggio.

 

Antonio da Ittiri

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antonio da Ittiri 12/04/2010 17:27


O adesso o mai più. Che cosa aspettiamo a liberarci della sovranità dei banchieri, della rete fittissima dei loro interessi con i quali ci hanno avvolto stritolandoci? Perfino Angela Merkel ha
perso il controllo, di fronte alla catastrofe finanziaria di questi giorni, e ha denunciato ad alta voce quello che qualcuno si azzardava appena a pensare dentro di sé: “I mercati stanno avviando
una battaglia contro i politici”. Nessuno, però, ha osato commentare quest’affermazione, di per sé esplosiva e destabilizzante; ma soprattutto incomprensibile per la maggioranza dei cittadini.
Incomprensibile perché ci hanno sempre lasciato credere che fossero i politici a detenere il massimo potere. Invece sono i banchieri, giacché fabbricano la moneta, mentre i politici sono loro soci
negli interessi, ossia nel prezzo, fissato dai banchieri stessi, che paghiamo per farci “prestare” il denaro (il famoso “debito pubblico”). A questo si riferisce dunque la Merkel: è scoppiato un
conflitto fra soci, una battaglia fra banchieri e politici, battaglia che è stata combattuta distruggendo in poche ore i nostri risparmi (le borse europee hanno perso 260 miliardi in tre sedute) e
della quale sicuramente abbiamo visto soltanto il primo atto, ma che deve indurci a togliere immediatamente le armi, ossia i nostri soldi, dalle mani dei combattenti.
Perciò, è giunto il momento per i popoli di ribellarsi a una situazione che, se non fosse così drammatica, si potrebbe definire surreale. E’, infatti, talmente assurdo che siano i banchieri a
creare la moneta e a “prestarcela”, che non c’è nessuna spiegazione logica, e tanto meno storica o economica, che possa giustificare una dipendenza del genere. La Costituzione italiana parla
chiaro: la “sovranità” appartiene al popolo, ed è potere esclusivo del sovrano battere moneta. E’ ovvio, poi, che siamo noi a dare valore al denaro nel momento stesso in cui lo accettiamo e lo
mettiamo in circolazione. Se fino ad oggi i politici si sono associati ai banchieri, delegando loro il potere di creare il denaro e di “prestarlo” allo Stato, riducendoci così tutti quanti a
“debitori”, è giunta l'ora di smetterla. E’ chiaro a tutti che la libertà, l’indipendenza di cui ci vantiamo e che i nostri politici esaltano ogni giorno come nostra massima conquista, sono e
rimarranno sempre un’illusione fino a quando saranno i banchieri, i veri padroni degli Stati.
Naturalmente è stato l’eccesso d’ingordigia di banchieri ed economisti (trasformatisi in leader politici com’è successo in Italia con i vari Prodi, Ciampi, Amato) a inventare e a imporre, con
l’unificazione europea, quella tanto celebrata moneta unica che oggi ha fatto deflagrare il sistema. La maggior parte delle valute dei singoli Stati erano più deboli del marco tedesco, preso come
punto di riferimento per l’euro, e il meccanismo dei vasi comunicanti ha fatto il resto. Ci hanno predicato per anni che l’ingresso nell’euro era l’unica salvezza dal possibile “default”, che
l’appartenenza all’eurozona sarebbe stata un sicuro paracadute, ma non esiste nessun caso in letteratura che dimostri come legarsi a una valuta forte protegga gli Stati dall’insolvenza. Per giunta
avevamo sotto gli occhi il disastro dell’Argentina, provocato proprio dall’essersi legata alla forza del dollaro. Fatto sta che lo spettro dell’insolvenza aleggia su molti paesi dell’euro proprio
perché sono entrati nell’euro. A questo proposito, anzi, sarà bene che nessuno si faccia illusioni: né la Grecia né nessun altro dei Paesi che fossero costretti a ricorrere a un esoso prestito
dell’UE, sarà mai in grado di restituirlo, per cui sarà sottoposto in eterno ai “brutali” sacrifici (così sono stati definiti dagli stessi caritatevoli prestatori) richiesti per concederlo.
E’ questo uno dei motivi più pressanti che devono indurci a cambiare del tutto il modello economico e il sistema finanziario sul quale siamo fondati. Riappropriarsi della sovranità monetaria
significa alleggerire di gran parte del suo peso il debito pubblico che oggi ci impedisce qualsiasi volo e non comporta l’uscita dall’Unione Europea, ma soltanto la liberazione dagli assurdi, o
meglio, per chi li guardi con occhio oggettivo, paranoici, vincoli del trattato di Maastricht.


Antimeridionale 11/30/2010 12:22


Avrei voluto aprire un'altra discussione ma non ci sono riuscito. Commento pertanto su questo argomento anche se non "c'azzecca" come direbbe qualche politico molisano.
Pochi giorni fa l'Assessore regionale Floris ha affermato che la regione Sarda ha in carico oltre 13.000 dipendenti (uno ogni 109 abitanti) e che considerando i dipendenti della altre
amministrazioni pubbliche arrivano in Sardegna ad avere oltre la metà delle buste paga dal settore pubblico. Afferma che sia un'anomalia insostenibile e io ritengo possa avere ampiamente ragione.
Visto chi ha vinto l'ultimo concorso comunale (prevedibile) mi domando se gli enti pubblici sardi debbano ancora fare da ammortizzatori sociali impiegando alcune persone che peraltro passando il
tempo ancorati come pattelle alla mano pubblica alla fine ottengano l'agognato premio di un posto di lavoro!!Ma questi personaggi non andrebbero dissuasi anziche essere premiati??e gli altri di chi
sono figli??non tutti hanno la faccia (e il tempo) di stare a chiedere in continuazione una collocazione, qualunque sia, e cercano di sbarcare il lunario inventandosi attività e comunque facendosi
il mazzo. Certo quelli non contano perchè non sono posti distribuiti dalla politica e quindi non portano voti di scambio,ma sono persone con pari diritti. Sebbene questi siano oscurati.
Personalmente penso che nel Sud il lavoro pubblico debba essere disincentivato in qualsiasi modo (esempio introducendo il tempo pieno) e le persone che lo cercano con tanta ostinazione anziche
essere premiate debbano essere rispedite a casa e magari incentivate a crearsi un'altenativa.
Come dice il buon Floris, se il pubblico spende gran parte delle risorse per pagare i costi fissi (tra cui gli stipendi) solo una piccola parte delle risorse può essere destinata ad investimenti.
E' la realtà, non possiamo lamentarci.


Antonio da Ittiri 11/28/2010 19:47


Ragazzi qua sta crollando tutto…
• A l'Aquila e dintorni sono rimaste solo le macerie e gli abitanti inermi che scendono in piazza per "gridare aiuto";
• La Campania è sommersa dai rifiuti e pare che il problema non lo si vuole risolvere…
• La “Padania” vuole il federalismo fiscale sino ad arrivare all’indipendenza.
• L’economia italiana è oramai morta e in attesa di sepoltura (mancano i soldi per il funerale).
• Le poche imprese ancora rimaste hanno le valige pronte per andare all’estero.
• Il Veneto è sommerso dal fango e dall’acqua e, continua a piovere…
• I nostri governanti pensano solo a litigare fra loro e se ne fregano se l’Italia è in caduta libera;
• Il debito pubblico continua a salire vertiginosamente e le Banke Centrali non mollano la Sovranità Monetaria al legittimo proprietario che è lo stato o dobbiamo ancora rimanere appiccicati
all’Euro del trattato di Maastricht per soddisfare i bankieri?
• Quale altro sfacelo ci dobbiamo ancora aspettare oltre a quelli che stiamo subendo??? All’orizzonte si vede solo scuro… Mi pare di essere dentro una locomotiva che uscita fuori dai binari sta
rotolando vertiginosamente verso il basso di un lungo precipizio sino a quando non si arresterà risolutivamente con una botta finale che farà spegnere definitivamente tutti le luci…


Gigi 11/27/2010 10:30


Scusate se mi permetto, il cancro che sta corrodendo il mondo economico, stà nell'emissione della moneta, la quale, i governi la comprano al prezzo di facciata dalle banche centrali, che non sono
statali, ma private, e che quasi nulla spendono per produrle , è indebitano lo stato (debito pubblico) per pagare alle banche centrali quanto anno acquistato, soldi che recuperano con le tasse! da
questo vortice si esce soltanto nazionalizzando le banche centrali. ( cioè statali), tutto il resto è aria fritta. La moneta è una delle più geniali invenzioni dell’umanità, ma anche una delle più
pericolose. "La moneta libera da inflazione e da interesse" spiega in modo semplice e chiaro come le politiche finanziarie regolino i mercati globali e come l’interesse distrugga le nostre società
e gli ecosistemi. Ci sono in commercio documentazioni molto esaurienti in materia di politica monetaria, giusto per avere un quadro più completo di come funzionano realmente le cose! Gigi


Giuseppe 11/27/2010 10:08


Approfitto di questo spazio per confermare che la questione potrebbe essere paragonata a quella di un bambino che subisce violenza fin da piccolissimo e il liberarsi da quella violenza risulta per
lui molto difficile proprio perché il suo aguzzino gli fà sembrare normale la sua condizione. Così l'opinione pubblica fatica a "realizzare" lo stupro continuo finanziario e non solo, perché tutti
i suoi referenti politici religiosi e culturali gli dicono che ciò è giusto. Esiste la possibilità di creare senza molto sforzo una quantità molto elevata di "moneta e credito complementare"
semplicemente reintroducendo l'uso legale dell'assegno postdatato e la sua trasferibilità , cosa che a mio avviso è stata strumentalmente proibita (con la scusa della tracciabilità e altro) proprio
per ottenere che chiunque detentore di un titolo di credito debba passare per il sistema bancario (fidi, commissioni, interessi ecc.) meditate gente....meditate!


Antonio da Ittiri 11/19/2010 11:58


Il signoraggio ossia il debito monetario, è la conseguenza di un sistema politico succube del sistema monetario.
la soluzione esisterà solo e quando si governerà la nazione con un sistema democratico diretto, finchè non avremo affermato la democrazia diretta eleggendo autentici candidati politici democratici
diretti, per come siamo governati parlare del signoraggio è chiaramente una perdita di tempo.
Il tempo è la cosa più preziosa che esista per l'essere umano, indurre se stessi e gli altri a sprecarlo è immorale.
Il signoraggio è una patologia conseguente alla mancanza di Democrazia, e non possiamo certo pensare che attualmente ci sia democrazia, anche se quasi tutti sono in qualche modo persuasi a credere
che questa sia democrazia, dal momento che il potere politico oggi non è dell'elettore, ma dell'eletto, ossia ogni volta che andiamo alle urne deleghiamo più tizi generalmente corrotti o con forti
problemi mentali a decidere per noi, non sarebbe meglio che fossimo noi a decidere per noi stessi al posto di subire il potere di centinaia di cialtroni?
Senza un controllo diretto del Popolo, il politico eletto non rappresenterà i Cittadini ma rappresenterà se stesso e gli interessi di casta, non potrà che ubbidire al sistema monetario, che oggi è
in mano ai banchieri, non esistono banchieri pubblici, chi affermerà il contrario vi prenderà per il culo.


antonio daIttiri 11/19/2010 08:29


I cittadini, le Famiglie le Imprese ecc. devono ribellarsi ad un sistema che tende ad impoverire lo Stato. Ci hanno tolto la Moneta, privatizzandola dandola in Mano al Monopolio privato delle
Banche Centrali; da allora, per garantire l’esposizione debitoria lo Stato ha privatizzato tutto, l’Acqua, il Cibo, i Trasporti, il Territorio.
Purtroppo l'ignoranza e la credulità televisiva indotta, rendono difficile diffondere e sensibilizzare il popolo. Tutto è controllato dalle Banche Centrali, attraverso la creazione di Moneta per di
più dal NULLA senza riserva aurea. Gli Stati non riescono a pagare il Debito Pubblico. Perché Lo Stato non batte moneta in proprio?
Approfondiamo e scopriamo che il potere di emettere moneta e riscuotere il signoraggio (in termini tecnici "servizio di tesoreria provinciale dello Stato"), in mano alla Banca d'Italia dal 1894, è
affidato alla SpA di via Nazionale in Roma ma i padroni bankieri hanno le loro sedi residenziali nei “paradisi fiscali”.


Giuseppe 11/18/2010 19:50


Concordo. Il Prof. Savona dovrebbe sapere comunque che non è il solo a pensarla così… ci sono moltissimi italiani che tornerebbero anche oggi alla lira… o una qualsivoglia moneta (SCEC….. da buono
a moneta vera e propria!!! la fine delle banche private) cosa irrealizzabile con questa classe politica dirigente. Ma dove sta scritto io “Italia” per aiutare il mio popolo devo chiedere il
permesso e i soldi alla BCE S.p.A in mano alle altrettanto Banche Centrali private amministrate dai banchieri anche essi “privati, che non fanno gli interessi del popolo sovrano ma salvaguardano
solo gli interessi degli azionisti delle "Bankestein"


Antonio da Ittiri 11/18/2010 19:14


Paolo Savona, ex ministro e presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, ha proposto che l’Italia si liberi del “cappio europeo che si va stringendo al collo”, considerando la
convenienza di uscire dall’Euro o dall’Unione. Si tratta della prima figura autorevole, rappresentativa di una parte dell’establishment politico-economico, a rompere il tabù imposto negli ultimi
vent’anni, e a mettere in discussione una scelta che per l’Italia si sta rivelando sempre più disastrosa.
Ben presto si è capito che una moneta senza governo non avrebbe funzionato; data l’impossibilità di governare la moneta con un organismo politico, fu introdotta una “governance delle regole”, e
cioè i parametri di Maastricht e il Patto di Stabilità. Però, il meccanismo è fallito e ora si cerca di riformarlo senza passare per i Parlamenti, come prevede il Trattato, e farlo approvare
direttamente dai capi di stato. “Dal governo delle regole si passa al governo del loro aggiramento. L’Italia si troverà di fronte a uno di quei momenti storici che richiedono una scelta importante
( riprendersi a tutti i costi la Sovranità Monetaria)
“Anche se si fa finta che il problema non esista, il cappio europeo si va stringendo attorno al collo dell’Italia. È giunto il momento di comprendere che cosa stia effettivamente succedendo nella
revisione del Trattato di cui si parla e nella realtà delle cose europee, prendendo le necessarie decisioni; compresa quella di esaminare l’opportunità di restare o meno nell’Unione o nella sola
euro area, come ha fatto e fa il Regno Unito gestendo autonomamente tassi di interesse e rapporti di cambio, creazione monetaria direttamente e per conto dallo stato senza che sia la BCE ad
occuparsene che con il sistema attuale non fa altro che aumentare il debito pubblico a favore della banca centrale. Se l’Italia decidesse di seguire il Regno Unito – ma questa scelta va seriamente
studiata – essa attraverserebbe certamente una grave crisi di adattamento, con danni immediati ma effetti salutari, quelli che ci sono finora mancati: sostituirebbe infatti il poco dignitoso
vincolo esterno con una diretta responsabilità di governo dei gruppi dirigenti. Si aprirebbe così la possibilità di sostituire a un sicuro declino un futuro migliore attraverso il re
impossessamento della sovranità monetaria e di esercitare scelte economiche autonome, comprese quelle riguardanti le alleanze globali”.
L’Euro ha provocato un decennio di declino economico che ha aumentato il divario nord-sud; se cerchiamo un detonatore della spaccatura finale del paese va cercata proprio nella permanenza
nell’Eurozona. La stretta deflazionistica che si preannuncia, blindata dalla riforma del Patto denunciata da Savona, non farà che esasperare il divario nord-sud e far crollare la capacità di
sostenere gli squilibri nazionali. Il vantaggio supremo dell’uscita dall’Euro ripristinerebbe del credito pubblico sovrano (Reddito di Cittadinanza come gia avviene in altre nazioni , e quindi
della capacità di finanziare investimenti su larga scala per garantire la ripresa.
Come non essere d’accordo che, una moneta che ci è stata presentata come la risolutrice per un futuro migliore e di cui ci è stata negata la produzione statale, ora a dieci anni di uso, ci
accorgiamo inequivocabilmente nostro malgrado, che questa moneta avente il valore del marco, non è ne può essere quel miracolo che ci è stato presentato, ma la corda al collo che sta’ portando al
tracollo tutte quelle economie di Stati, a cui viene precluso di stampare per proprio conto la moneta.
Un economista come Savona lo vedo bene al posto di Tremonti
Antonio da Ittiri


Antonio da Ittiri 11/16/2010 20:10


Proviamo ancora a smuovere le coscienze. La situazione pastorizia in Sardegna è dir poco scandalosa, ed è giusto che i nostri amici allevatori scendano in piazza… anche se c'è da dire che se i
pastori piangono le imprese e i lavoratori dipendenti ed i disocupati non ridono,in quanto tutte le altre categorie non navigano nell'oro, tutto il mondo economico sta attraversando un momento
terribile e, solo chi ha lo stipendio sicuro non si accorge del disagio degli altri. I nostri politici si riempiono la bocca di belle parole e purtroppo ragionano sempre con il portafogli e la
pancia piene...Abbiamo ricominciato a tremare per le Banche. Abbiamo ricominciato a tremare addirittura per gli Stati, a rischio di fallimento attraverso i debiti delle Banche. Si è alzata anche,
in questi frangenti, la voce di Mario Draghi con il suo ammonimento ai governanti: attenzione al debito pubblico e a quello privato; dovete a tutti i costi farli diminuire. Giusto. Ma l’unico modo
efficace per farli diminuire è finalmente riappropriarsene. Non è forse giunta l’ora, dopo tutto quanto abbiamo dovuto soffrire a causa delle incredibili malversazioni dei banchieri, di sottrarci
al loro macroscopico potere? Per prima cosa informando con correttezza i cittadini di ciò che in grande maggioranza non sanno, ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro che viene messo in
circolazione in quanto hanno delegato pochi privati, azionisti delle banche centrali, a crearlo. Sì, sembra perfino grottesca una cosa simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà.
C’è stato un momento in cui alcuni ricchissimi banchieri hanno convinto gli Stati a cedere loro il diritto di fabbricare la moneta per poi prestargliela con tanto di interesse. E’ così che si è
formato il debito pubblico: sono i soldi che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo paese per ogni moneta che adopera. La Banca d’Italia non è per nulla la “Banca d’Italia”, ossia la
nostra, degli Italiani, ma una banca privata, così come le altre Banche Centrali inclusa quella Europea, che sono proprietà di grandi istituti di credito, pur traendo volutamente i popoli in
inganno fregiandosi del nome dello Stato per il quale fabbricano il denaro. Ha cominciato la Federal Reserve (che si chiama così ma che non ha nulla di “federale”), banca centrale americana, i cui
azionisti sono alcune delle più famose banche del mondo quali la Rothschild Bank di Londra, la Warburg Bank di Berlino, la Goldman Sachs di New York e poche altre. Queste a loro volta sono anche
azioniste di molte delle Banche Centrali degli Stati europei e queste infine, con il sistema delle scatole cinesi, sono proprietarie della Banca Centrale Europea. Insomma il patrimonio finanziario
del mondo è nelle mani di pochissimi privati ai quali è stato conferito per legge un potere sovranazionale, cosa di per sé illegittima negli Stati democratici ove la Costituzione afferma, come in
quella italiana, che la sovranità appartiene al popolo.
Antonio da Ittiri


Antonio da Ittiri 11/07/2010 11:12


C’è un vuoto culturale difficile da riempire in questa maledetta epoca: quello inerente al concetto di moneta. Miliardi di persone nel mondo ancora sono all’oscuro del suo profondo significato,
miliardi di persone vengono manipolate ed ingannate quotidianamente da una elite di banchieri sionisti e filo-sionisti che detengono in mano il monopolio dei principali sistemi monetari mondiali;
che conseguentemente gli permettono di controllare tutti i processi industriali, mediatici e di mercato.
La moneta è una vera e propria arma che si è tramutata nel tempo nel principale strumento di schiavismo contemporaneo. Per questa maledetta elite la moneta ha sostituito la ferrea palla al piede
che nell’antichità veniva applicata alle caviglie degli schiavi con una robusta catena per impedirgli di fuggire e di essere liberi.
Anche se molti movimenti negli ultimi cinquant’anni sono sorti per diffondere informazione e consapevolezza su l’argomento monetario, ancora oggi purtroppo la maggior parte degli esseri umani resta
isolata e succube psicologicamente di questo aberrante strumento di dominio al servizio di pochi.
La maggior parte dell’umanità attraverso processi di industrializzazione, ha perso il contatto con la natura concentrandosi in gigantesche metropoli.
Questo deleterio comportamento della società civile, con l’abbandono della terra, ha reso la totalità degli esseri umani dipendenti dalla moneta per sopravvivere.
Se l’essere umano non dispone di moneta non può sfamarsi ne tanto meno condurre una dignitosa esistenza.
La moneta quindi ha perso il suo ruolo essenziale di strumento di misura per trasformarsi nel principale oggetto di desiderio di miliardi di individui.
Quando l’essere umano, per sua natura psicologica, confonde i suoi strumenti esistenziali in oggetti di desiderio entra in uno stato di patologia più o meno acuta o cronica.
Quando un individuo si innamora di un’automobile, perdendo di vista il ruolo essenziale che l’automobile ha nel trasportarlo dal punto A al punto B, vive una patologia; risultando malato nello
spirito.
Oggi viviamo in un epoca finemente manipolata da menti acute che conoscono i principali dinamismi della mente umana e che conducono gli individui ad esasperare le proprie patologie per
controllarli.
Un signoraggio che si perde nella notte dei tempi che passa attraverso antiche guerre tra i poteri deviati religiosi.
La fabbrica delle illusioni per mantenere l’essere umano impigliato nel materialismo, impedendogli di emergere ad uno stato superiore, è sempre in funzione e pronta a produrre incantesimi di ogni
tipo; pur di vincolare la totalità degli esseri umani alla subordinazione di una razza che si autodefinisce superiore.
La moneta è senza ombra di dubbio il nucleo dello schiavismo moderno, che di decennio in decennio è stata trasformata in una proiezione illusoria di immenso potere ipnotico per accecare la mente
collettiva del genere umano.
Gli esseri umani ormai hanno perso il senso del reale, confondendo la ricchezza in un pezzo di carta o in un bit bancario, vendendo la vera ricchezza ( se stessi ) all’illusione del mercato.
In questo immenso incantesimo, finemente articolato nella scienza della cibernetica sociale, l’essere umano moderno è costretto ad attraversare e subire innumerevoli trappole, come una farfalla
costretta a passare in un covo di ragni dalle vesti istituzionali.
Il superenalotto è una di queste micidiali trappole. Una truffa che utilizza l’inganno della moneta per succhiare la vera ricchezza al genere umano.
Per fare 6 al superenalotto esiste una possibilità su 622 milioni di combinazioni. Ciò significa, matematicamente, che questa combinazione può uscire subito oppure non uscire per interi
decenni.
Il legittimo interrogativo posto in difesa dei diritti civili è:
Come mai questa combinazione esce sempre in un arco temporale che và dai sei mesi ai nove?
Consetite quindi che il superenalotto sia una truffa e che non è la dea bendata a decidere le maxi vincite, ma una mente raffinata e diabolica in grado di programmare dall’esterno i numeri
vincenti, e di farli uscire come, quando, e dove vuole.
Chi conosce l’informatica sa bene che, giocando una schedina al superenalotto, la combinazione giocata va ad inserirsi in un database.
Potenzialmente, la conoscenza di questo dato, può essere utilizzata a favore di chi gestisce direttamente o indirettamente l’estrazioni settimanali.
L’essere umano deve tagliare definitivamente questa palla al piede o meglio deve recidere i legami psichici con la moneta che lo trattengono in uno stato patologico.
L’unico metodo per farlo è la comprensione oggettiva e razionale del concetto di moneta.
La moneta è essenzialmente una rappresentazione grafica di una potenziale ricchezza che l’essere umano crea con il suo lavoro fisico o intellettuale, e quindi è un bene pubblico; come può essere
l’acqua o l’aria che respira.
Quando un muratore costruisce una casa è come se avesse al suo fianco un salvadanaio virtuale che si riempie di moneta man mano che posa i mattoni sui mattoni.
Siamo noi che generiamo la ricchezza, e di logica conseguenza siamo noi i legittimi proprietari dello strumento moneta che ci consente di misurare i beni ed i servizi che poi andiamo
scambiandoci.
Oggi sappiamo bene che questo strumento è gestito da ben altre mani e che, per paradosso, siamo costretti a pagarlo per disporne dell’utilità.
La discussione sulla moneta in questi ultimi anni è fermentata e si è diffusa, anche grazie ad internet, raggiungendo parecchie persone, ma questo non è sufficiente.
Ciò che è stato diffuso è fortemente deviato da ideologie e pensieri anacronistici che non puntano alla soluzione dello schiavismo e alla soluzione dalla dipendenza dal denaro, ma mirano al mero
sovvertimento della classe dirigente da parte della classe intermedia.
La classe sottostante, quella maggiormente succube e subordinata al vuoto culturale, attualmente è strumentalizzata, e come al solito non viene informata dettagliatamente sulle razionali ed
irreversibili soluzioni che potrebbero radicalmente cambiare le sorti dell’umanità in un mondo senza più padroni.
Questo lo si evince dagli pseudo movimenti culturali rivoluzionari che praticano solo l’informazione del problema, senza sviscerare approfonditamente le tematiche risolutive.
Fintantoché alla massa monetaria non venga impresso un tasso negativo per trarne un reddito di cittadinanza universale per ogni singolo individuo, limitando l’accumulazioni di beni monetari a
vantaggio della ridistribuzione sociale, il problema della dipendenza al denaro nell’essere umano moderno non sarà mai risolto; e i singoli individui saranno sempre soggetti a potenziali forme di
schiavismo.
Fin quando il singolo individuo non sarà tutelato e liberato dalla dipendenza al denaro, restando vincolato in una forma di pensiero collettiva e popolare, non avverrà mai nessun cambiamento
radicale per il genere umano.
La gestione della moneta può anche passare dalla mano del regime sionista alla mano delle forze “pseudo democratiche e statali”, ma non passerà mai nelle mani del singolo individuo, restando
semplicemente lo schiavo di qualcun altro.
Meditiamo… Antonio da Ittiri


salvatore delogu 10/31/2010 19:14


salve...scusate l ' intromissione..sono di usini ; volevo fare i complimenti a antonio per tutte queste informazioni riguardanti tematiche di primaria importanza....mi solleva molto vedere che
anche nella zona di sassari si inizia a parlare di signoraggio bancario e dei suoi effetti catastofici su tutti noi.....sarebbe bello un giorno organizzare delle riunioni e delle
manifestazioni..aspettero' con ansia quel giorno..


antonio da Ittiri 10/17/2010 20:19


DISEGNO DI LEGGE

d’iniziativa dei senatori LANNUTTI, BELISARlO, ASTORE, BUGNANO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, GIAMBRONE, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA e RUSSO

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 18 LUGLIO 2008

Proprietà popolare della moneta e istituzione del Fondo di cittadinanza



Onorevoli Senatori. – Il presente provvedimento nasce in seguito alla necessità di colmare un vuoto legislativo del nostro ordinamento, al fine di costringere la Banca d’Italia a restituire allo
Stato italiano quanto incassato a titolo di «diritto di signoraggio», cioè di differenza tra i costi di produzione della carta moneta e il suo valore nominale; e quindi, in base a quanto ha
stabilito con una recente sentenza il giudice di pace di Lecce Cosimo Rochira, cinque miliardi di euro per il periodo compreso tra il 1996 e il 2003. Si dispone altresì che tale cifra venga
destinata ad alimentare un Fondo di cittadinanza, finalizzato a indennizzare i risparmiatori vittime dei crack finanziari.
Il diritto di signoraggio, spiega Rochira nella sentenza, del 26 settembre 2005, nasce in passato, «quando la circolazione era costituita soprattutto da monete in metalli preziosi (oro e argento)»
e «ogni cittadino poteva chiedere al suo sovrano di coniargli monete con i lingotti d’oro e d’argento che egli portava alla zecca».
«Il sovrano – continua la sentenza – ponendo la sua effigie sulla moneta, ne garantiva il valore. In cambio di questa garanzia, tuttavia, tratteneva per sè una certa quantità di metallo:
l’esercizio di questo potere sovrano veniva chiamato signoraggio». In definitiva, si tratta di una sorta di «reddito monetario» che la Banca d’Italia ha incassato regolarmente e, a giudizio
dell’avvocato Rochira, illegittimamente. Il consulente tecnico d’ufficio nella sua relazione – scrive infatti il giudice di pace nella sentenza – ha chiarito che il reddito dell’istituto, causato
dall’attività e dalla circolazione di moneta posta in essere dalla collettività nazionale, dovrebbe vedere lo Stato quale principale beneficiario e non gruppi di privati. Cioè le banche che di
fatto sono proprietarie della Banca d’Italia.
In definitiva, alla figura storica del sovrano si sostituisce lo Stato nella persona dei suoi cittadini come beneficiario del diritto, ragiona Rochira, e non la Banca d’Italia, con i suoi
azionisti, e cioè le varie banche, citate dalla stessa sentenza: Gruppo Intesa, Gruppo SanPaolo Imi, Gruppo Assicurazioni Generali, Bnl, eccetera. Conclusione: la Banca d’Italia è stata condannata
a restituire al cittadino che ricorreva in giudizio la sua «quota», e cioè 87 euro.
Nella passata legislatura è stato necessario inserire nella legge 28 febbraio 2005, n. 262, di riforma del risparmio, disposizioni urgenti riguardanti la Banca d’Italia, con l’obiettivo di sanare
le molte storture venutesi a verificare nell’assetto finanziario del Paese a causa della sua principale istituzione monetaria. Lunghe ombre erano state gettate sulla proprietà della Banca d’Italia,
sulla regolarità delle modalità di esercizio delle funzioni di controllo sul sistema bancario e sui meccanismi che regolano le relazioni finanziarie tra lo Stato, la Banca d’Italia stessa, le
istituzioni finanziarie private e il pubblico. Tutti questi problemi sono stati affrontati; al contrario, non si è affrontato il tema del debito creato in modo immotivato con l’emissione di
banconote.
I meccanismi che regolano l’emissione della moneta sono stati oggetto di studi approfonditi, tra cui si segnalano quelli del professor Giacinto Auriti, ed esiste un forte movimento che, con fondate
argomentazioni, denuncia l’esistenza di un iniquo arricchimento di pochi con i frutti del signoraggio a danno della finanza pubblica. Si ricorda che il «signoraggio» consisteva nel profitto che lo
Stato ricavava dando alle monete messe in circolazione un valore d’acquisto superiore al valore del metallo in esse contenuto; oggi, poiché le principali monete non contengono metalli preziosi, né
sono immediatamente convertibili in essi, né rappresentano un bene depositato che il portatore del biglietto possa reclamare, ma sono solo unità di misura realizzate con carta e inchiostro, il
signoraggio è rappresentato dalla differenza tra il valore facciale delle cartamoneta e il costo di carta e inchiostro per stampare i biglietti.
Non vi è alcun motivo per cui l’uso delle banconote debba creare debito pubblico: come giustificazione non è possibile nominare la necessità di una riserva, i rischi di inflazione o la
convertibilità. Con il meccanismo attuale dello scambio tra Stato e Banca d’Italia di banconote in euro contro debito di Stato, ad arricchirsi sono in pochi a danno di tutti.
Per modificare tale situazione si propone, con questo disegno di legge, di introdurre, nei meccanismi relativi all’emissione di moneta tra Banca d’Italia e sistema finanziario, un Fondo di
cittadinanza gestito senza profitto dalla Banca d’Italia, in cui vanno versati i frutti del signoraggio. Senza interrompere i flussi di credito e di debito che si svolgono tra Stato e Banca
d’Italia nelle operazioni di produzione della moneta, l’introduzione del Fondo di cittadinanza permette di disinnescare la diatriba sul signoraggio mettendolo nelle mani dei cittadini.
L’articolo 5 del disegno di legge, oltre a cancellare le norme in contrasto con l’istituzione del Fondo di cittadinanza, abroga una norma del testo unico sulla circolazione dei biglietti di banca
la quale prescrive l’esistenza di una fantomatica riserva a garanzia esclusiva per i portatori dei biglietti di Banca d’Italia, riserva che non è solo anacronistica, ma invero mendace.
Con questo meccanismo la Banca d’Italia e il sistema bancario privato svolgeranno la funzione pubblica della creazione di ricchezza legata all’emissione di denaro a favore degli italiani piuttosto
che degli azionisti delle banche, a favore di tutti i cittadini e non soltanto di chi ha i fondi da investire in titoli di Stato.

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.
(Princìpi)
1. La moneta all’atto dell’emissione è di proprietà dei cittadini italiani e va accreditata dalla Banca centrale allo Stato.
Art. 2.
(Istituzione del Fondo di cittadinanza
finalizzato alla restituzione di somme alle vittime di dissesti finanziari)
1. Presso la Banca d’Italia è attivato un Fondo finalizzato alla restituzione di somme alle vittime di dissesti finanziari, di seguito denominato «Fondo di cittadinanza».
3. L’accensione del Fondo di cittadinanza avviene automaticamente entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ed è finalizzato alla restituzione di somme per tutti i
cittadini italiani rimasti vittime di dissesti finanziari.
4. A valere sulle risorse del Fondo di cittadinanza non sono permesse operazioni se non quelle previste dalla presente legge.
Art. 3.
(Operazioni a valere sul Fondo)
1. Il valore delle banconote emesse da parte della Banca d’Italia in base all’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43, è accreditato sul Fondo di cittadinanza al momento
dell’emissione.
2. I costi di stampa e di emissione delle banconote sono rimborsati dallo Stato alla Banca d’Italia tramite un apposito fondo istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze e
alimentato dalla fiscalità generale.
3. Le operazioni della Banca d’Italia con il sistema bancario o con lo Stato avvengono attraverso il Fondo di cittadinanza, che è gestito dalla Banca d’Italia gratuitamente.
4. Il valore delle banconote emesse costituisce una passività per il solo Fondo di cittadinanza; tale passività è addebitata al momento in cui le banconote sono scambiate con lo Stato o con gli
istituti bancari.
5. Il valore delle attività scambiate con lo Stato o con gli istituti bancari per le banconote emesse è accreditato sul Fondo di cittadinanza.
Art. 4.
(Disposizioni di attuazione)
1. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell’economia e delle finanze adotta, con proprio decreto, il regolamento di attuazione delle disposizioni
finalizzate al funzionamento del Fondo di cittadinanza, nonché le modalità di accesso al Fondo medesimo da parte dei cittadini in base a quanto stabilito agli articoli 2 e 3.
2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Banca d’Italia accredita il valore di tutti i crediti in suo possesso sul Fondo di cittadinanza.
3. Dalla data di entrata in vigore della presente legge le operazioni della Banca d’Italia devono essere effettuate in osservanza della prescrizione della non riduzione del valore dei crediti e del
patrimonio in possesso della Banca stessa.
Art. 5.
(Abrogazioni)
1. È abrogato il terzo comma dell’articolo 15 del testo unico delle leggi sugli istituti di emissione e sulla circolazione dei biglietti di banca, di cui al regio decreto 28 aprile 1910, n. 204.


mauro 09/30/2010 08:59


Come capita di sovente le notizie più importanti sono quelle che sfuggono al radar dei grandi media. E infatti questa notizia non la trovate sulla home page dei principali quotidiani nazionali
(tranne quella del Giornale.it), ma solo su quelli economici come il Sole 24 Ore, ma con tono anodino, tranquillizzante. E invece è una bomba, che annuncia una superstangata europea per l’Italia,
che rischia di dover adottare misure simili a quelle imposte alla Grecia.

Infatti la Commissione europea ha adottato la proposta legislativa che riscrive il Patto di Stabilità. I dettagli tecnici e la versione soft li trovate in questo articolo del Sole 24 Ore (
http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-09-29/nuovo-patto-stabilita-stretta-130210.shtml?uuid=AYM8spUC ), ma le sue implicazioni sono spiegate molto bene in questo pezzo del Fattoquotidiano (
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/27/ue-conti-pubblici-berlino-detta-la-linea-dura-e-per-l’italia-sono-guai/65182/ ).

In sintesi.

- I Paesi caratterizzati da un rapporto debito/Pil superiore al 60% dovranno infatti tagliare l’eccesso del proprio debito di almeno un ventesimo all’anno se vorranno evitare di incorrere nelle
sanzioni di Bruxelles.

Dunque l’Italia dovrà tagliare otto punti in tre anni, pari a 130 miliardi di euro

- Chi non ottempera deve pagare una multa pari allo 0,2% e subire tagli ai fondi per lo sviluppo e ai sussidi agricoli, sospensione del diritto di voto nel Consiglio dei ministri dell’Unione per
quegli Stati membri incapaci di adeguarsi alle direttive.

A spingere in questa direzione è l’establishment europeo del misterioso presidente Von Rompuy, che il Financial Times considera molto influente (guarda caso), e della Germania che guida il
drappello dei “duri e puri”.

Non è ancora detto che il Patto di stabilità venga adottato in questa forma. L’Italia si oppone, la Francia anche. Ma la direzione è quella e d’altronde lo stesso Tremonti, nell’intervista che
poche settimane fa ho citato su questo blog, ha lasciato intendere che la decisione ormai è presa. L’Italia potrà limare e attenuare, ma non potrà spingersi oltre.

Da parte mia alcune considerazioni.

- Che l’Italia debba ridurre il debito è fuor di dubbio, ma imporre una tabella di marcia di questo tipo mi sembra folle, perché significa uccidere qualunque speranza di crescita e, anzi, in epoca
di deflazione come questa, provocare un arretramento dell’economia reale e uno suo depauperamento, questo sî strutturale. Crollo dei consumi, moria di piccoli commerci e piccole imprese, aumento
della disoccupazione. Il rimedio è peggiore del male?

- Che senso ha punire con multe stratosferiche un Paese che non ha risorse finanziarie per rispettare la tabella di marcia? E’ come chiedere soldi a un imprenditore sul lastrico. Non li ha e così
accentui le sue difficoltà. Misura strampalata.

- Dietro questo percorso vedo delinearsi due disegni.

Quello dell’establishment europeo che si batte per il definitivo disgregamento degli Stati nazionali e un trasferimento di potere e sovranità a Bruxelles, ma senza consenso popolare diretto; dunque
gestendo l’Europa secondo gli attuali nebulosissimi criteri, che attribuiscono all’Europarlamento poteri marginali.

E quello della Germania la quale pretende che l’Europa si adegui ai propri standard, senza chiedersi se tutti i Paesi possano adottare le sue strutture economiche, finanziarie e sociali. Come ho
già scritto, riconosco ai tedeschi molti meriti, ma il loro modello non è applicabile dappertutto e non può essere esportato in modo rigido, perché implica, alla lunga, l’eliminazione delle
peculiarità di Paesi come l’Italia, che hanno un alto debito, ma anche virtù industriali proprie. Il rischio è di appiattire tutta l’Europa, rendendola nominalmente più stabile ma di fatto più
povera, molto più povera, per compiacere la Germania. Ne vale la pena?

Entrambi gli scenari mi sembrano molto inquietanti. Ma sui giornali nessuno (o quasi) ne parlerà in questi termini. Prevarrà la retorica, prevarranno il provincialismo e la pavidità delle nostre
élite (anche giornalistiche)

O no?

Fonte: http://blog.ilgiornale.it
Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2010/09/29/arriva-la-superstangata-ue-italia-come-la-grecia/
29.09.2010


Antonio da Ittiri 09/14/2010 12:52


Lettera aperta inviata al Governatore di Bankitalia Dott. Draghi Sig. Mario:
Caro Presidente sin quando pensa che durerà questa colossale truffa perpetrata dalle banche centrali ai danni dell'umanità? Il debito pubblico generato dalla moneta creata senza garanzia di riserva
aurea stampata dalla banca centrale e prestata allo stato per essere restituita al prezzo nominale per quello che c’è scritto in facciata più gli interessi, automaticamente questi soldi creati dal
nulla e prestati diventano debito pubblico a carico di tutti i cittadini che li restituiscono alle banche centrali con il 75% delle loro tasse create dal loro lavoro, crede che i cittadini non
sappiamo che il debito pubblico non esiste e che è un furto legalizzato ai danni dell'umanità? Oramai la maggior parte dei cittadini conoscono i meccanismi di questa truffa creata ai loro
danni...Mi dica sig. governatore Draghi, la proprietà dei soldi sotto forma di Carta Moneta quando vengono stampati di chi deve essere della Banca Centrale oppure dello Stato? come mai il monopolio
di creare la moneta dal nulla è di Bankitalia S.p.A (che è una banca privata) e la stessa proprietà della carta moneta non è dello Stato???? Non le pare che adesso le banche centrali debbono fare
un passo indietro, cancellino il debito pubblico (intanto è fasullo) ridiano la Sovranità Monetaria al legittimo proprietario che è lo Stato cioè il Popolo Sovrano... o cosa si sta aspettando...
che i responsabili di questa colossale truffa vengano denunciati per alto tradimento ai danni dello Stato???... Cordialità


Antonio da Ittiri 09/08/2010 20:23


Insomma prima ti fai chiamare Nicola ora ti fai chiamare Massimo, e questo per ripetere e riscrivere le solite stronzate che hai scritto prima “sotto i commenti del presidente Cossiga” ma non sai
scrivere altro e soprattutto scrivere qualcosa che esca dal tuo minuscolo cervello??? prima ti ho classificato narcisista, arrogante, sprezzante, invadente, vanitoso, egocentrico, opportunista,
arrivista, usurpatore, trafugatore, sfruttatore, imbroglione, intimidatore, falsificatore, petulante, pernicioso, rompicoglioni, spammer, piagnucolante, cialtrone, privo di etica morale,
stalker-informatico, etc... rispondendo a Nicola ora lo ripeto a te Nicola/Massimo, prima mi sono sbagliato… non ti chiamerò più neanche “NEGAZIONISTA” ti chiamerò semplicemente "ASINO CALZATO E
VESTITO" visto che con quelle stronzate hai fatto “copia e incolla”, forse tu non ti accorgi neanche se sei calzato e vestito perché il contenuto di quei Link che hai suggerito, se li hai letti...
sono sicurissimo che non ci hai capito un Ca...
Invio un messaggio agli altri lettori (non a te intanto sono sicuro che tu ASINO CALZATO E VESTITO quelle cose non le capiresti mai. nemmancu si t'aberini sa conca a cacciavite)
Coollegatevi su: http://www.youtube.com/user/ScuolaAuritianaSimec dove si possono visionare molte puntate di Moneta al Popolo, trasmissione TV andata in onda fino al 2003 condotta dal grandissimo
prof. Giacinto Auriti, molto interessante per comprendere il problema della grande usura e le vicende che hanno caratterizzato la messa in circolazione dalla moneta proprietà o "simbolo
econometrico di valore indotto". NEGAZIONISTA...
Per non citare il presidente del Venezuela Ciavez ed il presidente dell’Iran Armadinejad che da poco ha nazionalizzato la banca centrale per esercitare Sovranità Monetaria a favore dello stato e
non a favore dei ladroni bankieri, e questi stati per i poteri forti son “Stati Canaglia”…
Il presidente dell’Ecuador ha ultimamente dichiarato che il debito pubblico non esiste in quanto è inventato dalla banka centrale ed fra non molto invece del debito pubblico sarà CREDITO PUBBLICO…
per consegnare ai cittadini il reddito di cittadinanza come avviene gia nella vicina Svizzera, perché questi stati si stampano la moneta in proprio e non se la prestano dalla Banke ladrone. Queste
cose i media ed i nostri politici purtroppo non le dicono… anzi qualche politico svincolato dai poteri forti stà iniziando gia a dirle vedi Storace della destra e Ferrero della sinistra… (cercate i
filmati su internet) e questi discorsi non sono ne di destra ne di sinistra…


Massimo 09/08/2010 18:14


in rete gira questo dossier sulle frottole del signoraggio:
http://digilander.libero.it/togiga/signoraggio.pdf

c'è anche un gruppo su facebook che 'debunkera' le idiozie dei complottisti:
http://www.facebook.com/pages/Signoraggio-informazione-corretta/279217954594

la teoria del complotto del signoraggio è una bufala di stampo neonazista
http://signoraggisti.blogspot.com
http://it.wikipedia.org/wiki/Signoraggio
http://it.wikipedia.org/wiki/Signoraggio_in_Italia
http://it.wikipedia.org/wiki/Teorie_del_complotto_sul_signoraggio

Occhio ;)

Segnalo anche questi video:
http://www.youtube.com/watch?v=ZCW0APlsWvU
http://www.youtube.com/watch?v=eHroJym_PDQ
http://www.youtube.com/watch?v=f0N8aAaQJRU
http://www.youtube.com/watch?v=gvN4L7trdUU

Il signoraggio si studia nelle università, dietro di esso non c'è nessun complotto e soprattutto non c'entra una mazza con il debito pubblico. Magari sarebbe meglio ascoltare più professori
universitari, tecnici ed esperti invece di credere a quello che i complottisti mettono su internet

Il concetto di signoraggio e quanto ruota attorno all'emissione di moneta ed alla sua gestione Banche/Stati, ha dato luogo a montature populiste dei furbetti di turno che portano a far credere
concetti di pura fantasia ed inesistenti proiettandoli su piccolissime basi di verita' alla gente.
Trattandosi nella realta' di un argomento piccolissimo, di nicchia, ma che si presta a mitiche e fantastiche interpretazioni, non trovando facilmente altre fonti esplicative adeguate in rete, la
gente finisce col subirne il coinvolgimento nei proclami allarmistici dei parolai e venditori di fumo di turno, volti esclusivamente a far puntare l'attenzione di detta gente su un problema di
fatto ridicolo, distogliendola dai problemi reali, concreti e ben piu' imponenti, al fine renderli meno evidenti, meno discussi e di fatto meno comprensibili.


Antonio da Ittiri 08/31/2010 07:55


La maggior parte delle persone è perfettamente conscia del fatto che la società sia pesantemente influenzata dalla politica eppure non si rende conto di una semplice verità: alla base della
Politica vi è l’Economia, mentre alla base dell’Economia vi è il mezzo di scambio che la rende possibile: i Soldi.
Questo è vero per almeno due motivi:
•non è possibile attuare riforme e nemmeno, più semplicemente, mantenere le promesse elettorali se non sussistono le adeguate risorse economiche;
•l’economia non potrebbe esistere a livelli superiori del baratto se non fosse stata inventata e introdotto il “denaro” o la “moneta” come mezzo di scambio.
Pertanto, come il discutere di Politica prescindendo dall’Economia è estremamente superficiale, analogamente lo è il discorrere di Economia prescindendo dal Sistema Monetario, ovvero dalle modalità
con cui il mezzo di scambio viene generato, emesso e gestito.
A riprova di ciò basti pensare che in Italia si potrebbero fare tante belle cose ma purtroppo il Bilancio italiano chiude sempre in perdita anche e soprattutto a causa degli interessi sul Debito
Pubblico e, pertanto, la Legge Finanziaria non può che prevedere nuovi tagli, aumenti di tasse e privatizzazioni. Questa situazione di “crisi perenne” è dovuta al signoraggio bancario.
Il Signoraggio è l’insieme del reddito e del potere che derivano dal detenere la Sovranità Monetaria, ovvero la prerogativa di emettere e gestire i soldi.
La Sovranità Monetaria è oggi detenuta dal Sistema Bancario, composto da Banche Centrali e Banche Commerciali.
Le Banche creano i soldi a costo zero, dalle promesse di pagamento che ricevono, e li prestano chiedendo la restituzione del capitale più gli interessi.
Meditiamo...


Antonio da Ittiri 08/21/2010 12:20


Un mio pensiero di Uguaglianza Sociale e di Democrazia:
Lo Stato si dovrebbe riappropriare al più presto di Bankitalia – basterebbe portare il capitale sociale dai miseri 156.000 euro di oggi ai 20 milioni di euro appannaggio minimo di ogni altra banca
sul mercato facendo finanziare lo Stato che con tale quota acquisirebbe il 99% del pacchetto azionario creando il proprio denaro senza utilizzarlo sistematicamente per l’acquisto di Titoli di Stato
e prestando attenzione a mantenere l’economia nella condizione di euflazione, (parità monetaria = tanto PIL-Tanta Moneta) ovvero stabilizzare il livello dei prezzi calibrando l’offerta di denaro e
variando i tassi di interesse all’interno di un range compreso fra il -3% e il +3%.
Le banche dovrebbero essere tutte statali e non perseguire fini di lucro. Nel caso in cui dovessero
essercene di private, queste non dovrebbero avere la potestà di creare denaro creditizio come invece
hanno ora. Inoltre dovrebbero avere la possibilità di concedere in prestito esclusivamente il denaro
realmente detenuto e l’operazione non dovrebbe comunque essere finalizzata al guadagno privato.
In attesa di tale lieto evento, in caso di mancato recepimento del problema da parte dello Stato, i
comuni e le province dovrebbero emettere una moneta complementare che viaggiando in parallelo
alla moneta a corso forzoso – l’euro – aumenterebbe il potere di acquisto dei cittadini senza caricarli
di interesse e del conseguente debito pubblico.


Alex 08/17/2010 11:53


Non mi sembra sembra di averti messo sotto accusa per aver fatto una questione di colore politico di sinistra di centro e/o di destra...
...mi sono semplicemente permesso di fare una piccolissima osservazione e precisazione integrativa al fine di rendere più completo ed equilibrato il tuo ragionamento.
Alex


Antonio da Ittiri 08/17/2010 10:24


Oltre a quei personaggi che ho citato prima io... e a Dini e Verdini citati da te Alex, aggiungerei anche Berlusconi che è proprietario della quarta banca nazionale che è la Mediolanum che è forse
anche essa azionista di bankitalia. Ti sembra che io sto facendo una questione di colore politico di sinistra di centro e/o di destra? No caro Alex mi spiace deluderti, io non faccio quel gioco...
ricordati che i politici servono solo se stessi... Solo con la tua libera democratica opinione, senza condizionamenti di partito o di serraglio, si potrà cambiere il sistema usurocratico, ma prima
dobbiamo cambiare noi, dobbiamo essere umani e non pecore.
Esistono diverse modalità, solo una è praticabile senza morti e feriti: è la via politica, prima dobbiamo capire come la via politica potrà essere praticabile, per prima cosa deve essere subito
chiaro e non va confusa con la politica attuale con la quale non si va da nessuna parte, il sistema si è strutturato per autodifendersi e continuare ad alimentarsi alle nostre spalle, quindi
appartenere ad un partito politico ed al suo interno pensare di parlare di debito pubblico e signoraggio non serve a nulla, dal momento che questa ignobile pratica di sfruttamento del popolo
alimenta sottobanco anche i partiti ed i capi, altrimenti non si spiegherebbe il silenzio e le fughe di questi alle lecite domande avvenute anche in diretta TV. Ma c'è una breccia, come in tutti i
sistemi disonesti, infatti sarebbe sufficiente che i cittadini dissentino in massa in modo politico e quando dico in modo politico intendo democraticamente e diretto:
Antonio da Ittiri


Alex 08/17/2010 09:01


...Prodi, Tononi, Padoa Schioppa, Visco e Ciampi che sono uomini di Bankitalia, fra non molto a quanto pare avremo DRAGHI…

Per completare il quadro e rendere una visione più completa ed equilibrata, aggiungerei alla nomenklatura bankiera summenzionata anche i DINI e i VERDINI (PdL).


Antonio da Ittiri 08/13/2010 20:18


Vi ricordate la canzone?
"Lui e' il gatto, e io la volpe, siamo in societaaa', di noi ti puoi fidaaaaar..." Il mondo e' veramente pieno di persone che ti vogliono “futtire” e questi ladroni bankieri , purtroppo non e'
facile smascherarli, prima avevamo Prodi, Tononi, Padoa Schioppa, Visco e Ciampi che sono uomini di Bankitalia, fra non molto a quanto pare avremo DRAGHI… ( ki est comente a narrer: “dai su mortu a
su degogliadu pagu bi passat… fossi chi li falet una gutta in su frattempus...) e questi signori per distinguerli dal gatto e la volpe badate bene “non hanno le orecchie a punta e la coda
lunga”...
Comunque secondo me lo scopo principale di questo forum attraverso il blog di Antonio Fadda potrebbe essere quello di aprire gli occhi e le orecchie (e quindi la mente) a tutti i Cittadini che
ignorano l'esistenza del SIGNORAGGIO e del problema monetario e perciò i cittadini non possono rendersi conto della sua fondamentale importanza per la vita sociale della Nazione; non tanto perché
si formino un'opinione sulla sua soluzione e sappiano poi rispondere a tutte le domande imposte dalle nuove conoscenze, quanto sopratutto perchè apprendano semplicemente che esistono fatti,
ipotesi, misteri di cui la cultura ufficiale non parla mai, che anzi nasconde con omertà.
Tutto ciò deve renderci consapevoli che la soluzione del problema monetario, che senza alcun dubbio, in ogni caso si deve puntare alla riappropriazione da parte dello Stato della sovranità
monetaria, "il potere di emettere moneta", può realizzarsi soltanto dopo un'incisiva informazione ed educazione dei Cittadini, degli studenti, dei lavoratori, dei disoccupati, della classe
imprenditoriale, dei sindacati, perché prendano finalmente coscienza che, attraverso il ritorno della sovranità monetaria al suo titolare originario che è lo STATO, che negli Stati democratici è il
Popolo ed il popolo è lo STATO.
La moneta necessaria a funzionare come unità di misura del valore e come strumento di scambio deve essere, non addebitata, ma al contrario va ACCREDITATA!!! ai Cittadini in base al reddito
procapite, perché la sovranità politica e monetaria appartiene di diritto al popolo che la esercita in tutte le sue funzuoni….
E' perfettamente legittimo che il Cittadino che legge questa messaggio, in questa fase si aspetti che si indichi la via attraverso la quale possa avvenire la necessaria riappropriazione della
sovranità monetaria da parte dello Stato, secondo me la via più breve e unica, efficace che ritengo, è l'apprestamento della Democrazia Diretta e di adeguati strumenti legislativi come il
referendum legislativo senza quorum, regole con i quali non si avrebbe difficoltà con la cittadinanza ben informata a ripristinare il sistema monetario da usurante in mano a privati bankieri, la
equo di proprietà dei Cittadini, occorre rendere immediatamente esecutiva la dormiente legge dello Stato n° 262 del 28 dicembre 2005- che impone il ritorno allo Stato della proprietà della banca
centrale italiana, quindi legiferare per impedirne per il futuro di nuovo la privatizzazione e le speculazioni monetarie, rendendole un REATO PENALE.
ATTUALMENTE GLI ITALIANI SONO PRIVI DEI DUE DIRITTI DEMOCRATICI FONDAMENTALI, IL REFERENDUM DELIBERATIVO E L’INIZIATIVA POPOLARE SENZA QUORUM, due pilastri costituzionali mediante i quali il popolo
può correggere o precedere leggi già votate o da votare in Parlamento e proporne delle nuove. È l’autorità di decidere noi, insieme, sui miglioramenti che vogliamo e di eliminare subito gli errori:
QUESTO CI FA LIBERI, è la madre d’ogni diritto.
Buona coscenza.