La politica Abile Diversamente

Pubblicato il da Edi

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Vedo ancora una volta che il sindaco e la sua giunta ha ben afferrato il concetto di populismo, infatti, sono scesi in piazza con una delegazione di diversamente abili di Ittiri capeggiati dall’assessore Mignano per manifestare davanti alla regione.

Per non essere fraintesi voglio sottolineare che io per prima appoggio ogni tipo di manifestazione, nel 2007 come delegata sindacale, all’inizio della mia gestazione, mi recai a Cagliari assieme agli altri delegati, provinciali territoriali aziendali iscritti e simpatizzanti per chiedere l’approvazione della legge regionale per le polizie locali, tutte le manifestazioni hanno fini nobili, perché sono la massima espressione della democrazia, e mentre noi, forza lavoro del sindacato, ci trovavamo in strada a manifestare ai piani alti si trovavano il delegato regionale ed i legali che discutevano con la parte politica i termini di approvazione della legge. Questo breve inciso, benché lontano dalla manifestazione dei diversamente abili che chiedevano non venissero tagliati i fondi della 162, è semplicemente perché nel leggere di quella manifestazione mi è sorto un dubbio, di cui ho avuto immediata risposta, ma è un particolare che mi preme far capire a quanti leggeranno ciò che scrivo, se a capeggiare la manifestazione in piazza davanti alle telecamere si trovava l’assessore Mignano, che per Ittiri è il massimo organo rappresentativo dei servizi sociali ai piani alti a discutere di eventuali accordi chi c’era? Qualcuno ancora benevolo nei confronti di questa amministrazione disfattista (ma sempre in prima linea a farsi riprendere dai giornali) potrebbe pensare in buona fede che mentre l’assessore si faceva riprendere in strada ai piani alti si trova il sindaco Orani che, per una volta almeno, in sordina si era messo a discutere di problemi seri. Ahimè che delusione se ancora esiste qualche ingenuo benpensante, infatti, non si sa bene il giorno dove si trovava il sindaco Orani, se a fare l’impiegato a parte time in Comune a Sassari o il sindaco a parte time in Comune a Ittiri, certo è che non si trovava ai piani alti della regione, a difendere i diritti dei più deboli e a cercare un accordo con la parte politica. In regione, con fatti e non con atteggiamenti populisti come li adora chiamare il sindaco Orani, sapete chi c’era? Colei che il dr. Orani definisce una persona insensibile ai problemi dei meno fortunati, per chi non avesse ancora capito la dr.ssa Soro. Quindi, anche questa volta, la dr.ssa Soro ha fatto per Ittiri quello che avrebbe dovuto fare il sindaco o il suo assessore anziché stare davanti alle telecamere in piazza (tipico atteggiamento populista per attirare le folle), anche in questa occasione la dr.ssa Soro si è rapportata in maniera più proficua e produttiva per il paese infatti, ha avviato i contatti direttamente con la presidenza della regione e con la direzione generale dell’assessorato alle politiche sociali volta ad ottenere dei chiarimenti e a proporre delle soluzioni ha svolto egregiamente le funzioni tipiche di un bravo amministratore.

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Dopo aver chiarito questa posizione, siccome sono certa che chi leggerà questo articolo avrà capito che mi piace ragionare con dati alla mano, senza per forza dover imputare colpe o responsabilità a qualcuno di specifico ma attribuendo il tutto ad un sistema obsoleto malato e sbagliato vorrei iniziare un nuovo ragionamento ripartendo dall’andamento nazionale delle politiche sociali. Con dati alla mano vi informo che, a livello nazionale, siamo passati da un fondo di un miliardo di euro nel 2004 a poco più di trecento milioni di euro nel 2009 con un calo di quasi il 70% delle risorse da ridistribuire sul territorio nazionale, su 20 regioni quindi non solo per la Sardegna. Quindi visto che la matematica non è un’opinione dallo stato per ogni regione sono giunti circa 15 milioni di euro. Passiamo dal fondo nazionale al fabbisogno regionale e vediamo che mentre nel 2001 i piani esistenti per la Sardegna erano circa 1500 siamo passati al 2009 a 28000 piani passando da un fabbisogno di 10 milioni di euro ad un fabbisogno di 180 milioni di euro. Scusatemi se salto di pali infrasca ma vorrei toccare la radice storica della legge 162, questa legge trova i suoi arbori nel lontano 1998, nonostante questo la allora amministrazione, vi lascio a voi il ricordo di chi vi amministrava, non aveva fatto nessuna presentazione di piani, verrebbe da dire beato paese tutti sani e ben agiati, invece la causa della mancata presentazione dei piani è stato un totale disinteressamento dell’amministrazione ad accedere ai fondi, gli amministratori non sapevano quante famiglie ospitavano diversamente abili e in che situazione riversavano, fino a quando nel 2001 la dr.ssa Soro, quella insensibile ai problemi sociali, ha avviato una ricerca ed ha scoperto che c’erano almeno trentasei famiglie all’epoca che avrebbero potuto aderire, e si è adoperata per loro, per far valere i loro diritti, questo è un fatto certo che mi spinge a non credere al sindaco quando dice che la dr.ssa Soro non è sensibile ai problemi sociali, i fatti stessi gli danno torto.

Ritornando ai precedenti dati prodotti, nelle more dei tagli che ci sono stati a livello nazionale, è logico dedurre che la pressione della spesa è diventata insostenibile, ma con questo non devono rimetterci le famiglie che hanno reali necessità. La chiave di lettura è in quest’ultimo periodo, ossia le famiglie che hanno reali necessità, con questi dati, senza trucchi e senza inganni, l’unico rimedio è rivedere i parametri di assegnazione dei piani esistenti, il sistema deve essere per forza rivisto se si vogliono aiutare le famiglie più bisognose. Voglio concludere questo mio lungo pensiero riconoscendo onore al merito quando il merito c’è, e riconosco all’attuale giunta regionale l’aver approvato il bilancio nei termini dovuti, vale a dire entro il 31 dicembre 2009. perché riconosco questo merito da cittadina qualunque? Perché a differenza della precedente giunta, la quale ogni anno ha approvato il bilancio a maggio dell’anno finanziario in corso, l’aver approvato il bilancio al 31 dicembre per le amministrazioni significa che al primo gennaio 2010 si sono resi disponibili per le amministrazioni locali soldi veri e non del monopoli, come amava dire la professoressa Dirindin, e per una volta le amministrazioni locali non saranno costretti ad anticipare le spese perché i soldi ci sono. A dispetto di quanto gorgheggia il sindaco Orani, affermando di aver concluso le richieste del 2008 a novembre e di aver avviato le procedure del 2009 a gennaio, sempre da comune cittadina gli consiglierei di darsi una mossa perché la regione ha già stanziato i fondi del 2010 lui è in dietro di un anno, sembra proprio che per il sindaco le famiglie di Ittiri non abbiano necessità dato che non prende neanche i fondi che gli vengono dati dalla regione o forse non ha capito in tanti anni di amministrazione come funziona un bilancio, non sa che una volta approvato i soldi sono disponibili? A tutti faccio una domanda di solidarietà avete ancora dei dubbi su chi è in grado di amministrare con scienza e coscienza, maggio è vicino non fatevi abbagliare da qualche specchietto per le allodole che farà prillare il sindaco all’ultimo minuto, i fatti sono questi prendetene atto.

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Amintore 01/30/2010 11:34


Sui tagli all' assistenza si deve registrare un intervento dell' Assessore Liori il quale ha detto: "Le domande sono lievitate rispetto agli anni precedenti. Il nostro è stato un intervento
necessario per fare in modo che nessuno potesse essere escluso.Nel valutare l' intervento della giunta regionale si deve considerare la diminuzione delle risorse disponibili, che ha imposto un
riequilibrio ed un contenimento della spesa, e la notevole crescita dei piani passati da 5.246 ai circa 28.351 presentati per il 2010. Vi è un incremento di ben 7.171 piani nuovi in appena un
anno."
Così l' assessore regionale all' igiene e all' assistenza sociale, Antonello Liori, ha risposto alle critiche piovute da tutta la Sardegna per i tagli del 20 % ai fondi per l' assistenza
domiciliare. Una denuncia sollevata da numerosi sindaci e da quasi tutti gli esponenti del centrosinistra.
Mi pare di capire che questi mille euro tolti a tutti i piani siano utilizzabili per altri disabili che ne hanno necessità. Quindi credo sia una decisione condivisibile. Da parte mia, che ho mia
madre e mio fratello disabili a casa, in provincia di Cagliari, sono d' accordo su questa decisione perchè sono solidale con altri sfortunati come me che hanno necessità di aiuto e di soldi.
Inoltre Capellacci ha preso l' impegno che se durante l' anno verranno reperiti altri fondi ridarà indietro a tutti i mille euro decurtati.
Io ho fiducia.


Sandra P.G. 01/29/2010 18:38


Credo che il titolo dell'articolo sia azzeccatissimo. Perchè è vero, questi sono davvero abili diversamente, sono politici che hanno una furbizia che rasenta il delinquenzialismo istituzionale
accompagnato da una buona dose di sciaccallaggio sociale che mira solo a far vedere al popolo dei veri disabili che LORO sono sensibili, vicini, che sentono e vivono il problema della disabilità e
del dolore e del sacrificio delle famiglie come il LORO dolore.
Niente di più falso.
La ricostruzione di Edi sulla informazione di questa legge del 1992 è reale, e lo sanno anche tutti i genitori ed i figli ed i parenti più stretti di tutti i nostri concittadini che hanno una
persona disabile a casa. Solo che abbiamo, a volte, la memoria corta, anzi cortissima. Non perchè ci si dimentica in modo naturale, no, abbiamo dimenticato perchè a difendere la causa dei disabili
di Ittiri, e poi del circondario una volta acquisita la notizia, non è stata la giunta comunale dell' epoca guidata ( come sempre del resto ) dal PCI-PDS-DS-PD, ma da una semplice consigliera di
estrazione socialista.
Apriti cielo !
Non si poteva dare sostegno ad una così.
Quindi anche chi aveva beneficiato di tutte le agevolazioni previste da quella legge riportata alla luce dalla Consigliera Manuela Soro, ha chiuso gli occhi, il naso e tutto il resto, ed ha
continuato a sostenere con il proprio consenso quei politicastri, abilmente diversi, che continuano a fare il bello ed il cattivo tempo in questo paesone di allocchi.


Salvatore M. 01/29/2010 18:15


Bè, che in sardegna non ci siano abbastanza fondi per l' assistenza ai disabili è ormai un fatto chiaro e assodato. Infatti se non sbaglio all' appello mancano ben 28 milioni di euro per poter
consentire il sostegno a domicilio.
Ed è stato proprio il centrosinistra a denunciarlo in una conferenza stampa a Cagliari i quali hanno proposto di trovare le risorse che mancano attraverso un collegato alla finanziaria che dovrà
essere discusso nell' aula del Consiglio regionale.Lo ha detto a chiare lettere Marco Espa - consigliere regionale del PD - il quale ha anche detto:
" I primi ad essere colpiti sono gli uteni, sono loro che hanno dato vita alla mobilitazione. A conti fatti, un taglio di mille euro equivale a 100 ore di assistenza tolte ad un disabile.Chi invece
si trova ad avere 500 non può che finire in un istituto, con un incremento di costi per la collettività". Ecco cosa ha detto Espa in difesa dei disabili ed a nome del PD regionale.
Del resto le risorse per rercuperare questi 28 milioni ci sono ed i Piani Personalizzati possono benissimo essere coperti del tutto.
In quanto alla manifestazione degli ittiresi, andati in pochissimi a protestare a fronte di circa 400 piani personalizzati, sottolinea la grande sfiducia che c'è nei confronti di questa
amministrazione che stà al traino dei referenti regionali del PD. Nulla di nuovo e nulla da segnalare di positivo nonostante la rendicontazione truffaldina della Nuova Sardegna che cerca di dare
meriti a chi non li ha.