La strada verso la Regione è lastricata di Mini-Imu date in beneficenza. Riuscirà il Nostro ad inculare gli elettori ?

Pubblicato il da Ittiri Notte

 

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<<Eeittè… se non la paga il nostro Sindaco, manco io la pago questa tassa sulla prima casa. Che poi era di mio padre e del padre di mio padre !>> grida Tiu loddur’Imbrossina mentre il barbiere, a fatica, cerca di tagliargli i folti ed untuosi capelli bianchi. <<  Ambè, sièggai mì, mancu deo  nde pago !>> solidarizza Don Passizza e Carca con in mano la paginata della Nuova che riporta l’ intervista al Sindaco di Ittiri, Dott. Antonio Luigi Orani, candidato (che sia un caso ?) alle imminenti elezioni regionali del 16 febbraio.  << voglio vedere se lo denunciano per incitamento alla disobbedienza  delle tasse ! >> esordisce preoccupato Barore lu Magnone di fede piddìna, forse la tessera di partito più antica nell’ ambito dei comuni dell’area del Coros. La “rivoluzione della mini imu”, così è stata battezzata dagli elettori d’ Ittiri, nasce dalla pubblicazione sul sito del Comune di quel simpaticissimo quanto strumentale comunicato del Sindaco il quale, dopo aver aumentato, crediamo con le lacrime agli occhi nonostante l’ opposizione di Giacomo Zara e di Angela Desole che, ricordiamolo,  sostenevano non un aumento ma un abbassamento dell’ aliquota se veramente si voleva fare gli interessi degli ittiresi, spalleggiato dalla sua maggioranza (quelli che oggi gridano e sbraitano contro il Governo retto dai loro compagnucci di partito ai quali hanno sempre assicurato voti e potere) ha confermato l’ aliquota dello scorso anno. Insomma per gli ittiresi, che lo voteranno certamente numerosissimi nonostante le malefatte sull’ Imu e su quell’altra tassassina locale nota come Irpef comunale, anziché rispettare l’ aliquota dal 4 per mille, prevista dallo Stato, ha confermato il  4,5 per mille. Tutto per rimpinguare, dicono loro, le casse comunali. Il nostro si traveste dunque da provetto Sancio Panza, solo per questa occasione che lo vede impegnato a fare gli… “interessi della gente”, per poi tornare a vestirsi da Don Rodrigo, e dà il via alla sua personalissima quanto discutibilissima rivolta alla ricerca di voti. L’ argomento riguarda anche la mini imu.  “La rivolta di Orani”, come viene definita dal giornalone, riguarda il suo rifiuto, e lo fa capire a chiare lettere al Volgo ittirese dichiarando: «Non pagherò la tassa» ! Minghiaaaa ! direbbe quel famoso boss Don Tonin O’rina dè s’ Iscala è s’ Ainu !  «Io non verserò la mini- Imu al Comune, ma la darò in beneficenza e auspico che altri seguano il mio esempio». Ha detto a chiarissime lettere che non verserà la mini- Imu al Comune. Si, proprio così ha detto il Sindaco del Comune di Ittiri. Si quello che ha aumentato l’ aliquota della prima casa agli ittiresi. Non ancora soddisfatto ha dichiarato al mondo intero – magari lo sente anche Letta e se ne compiace – che “la darò” in beneficenza (cosa darà in beneficenza ?)  auspicando che tantissimi altri cittadini-elettori seguano il suo esempio educativo.

Non so se questa possa essere definita una “protesta clamorosa”, so solo che quando altri politici e amministratori hanno dichiarato che non avrebbero pagato le tasse, loro ed il partito, sono subito insorti accusando di alto tradimento i fedifraghi. Questa cagata pazzesca invece diventa come per incanto “Protesta Clamorosa”!

Pubblicchiamo, per farvene partecipi, ampi stralci della lettera pubblicata sul sito del nostro comune nella speranza che ne comprendiate la fortissima contraddizione contenuta in alcuni passaggi : “ La mini IMU – recita il comunicato - ovvero il pagamento da parte dei contribuenti del 40% della differenza tra aliquota base IMU per la prima casa e aliquota adottata dal Comune di residenza (cioè l’aliquota decisa da questa giunta comunale…ndc), è un pasticcio degno della peggior tradizione di un'Italia male amministrata (sic!) come da tempo non si aveva occasione di vedere”. 

Attacca poi : “Un anno, il 2013, trascorso all’insegna della peggiore incertezza possibile in materia di leggi che regolano i tributi e le imposte comunali; nel quale sino al 15 dicembre si potevano ancora cambiare le carte in tavola, sia rispetto alla tassa sui rifiuti ( TARES o TARSU) e sia all’imposta comunale sugli immobili (IMU ex ICI), e nel quale di conseguenza i bilanci di previsione si potevano paradossalmente approvare sino al 30 novembre. Un anno che non si poteva concludere in un modo più bizzarro, confusionario e penalizzante per i contribuenti. L’imposizione del pagamento di una quota della differenza tra aliquota base e aliquota applicata dai comuni per la prima casa. Ricordiamo che l’impegno dello Stato, mantenuto, come si è visto, con grande difficoltà, era quello di rifondere integralmente i Comuni dell’IMU prima casa che avrebbero dovuto incassare se questa fosse rimasta. Ora, tale impegno è stato all’ultimo minuto disatteso per venire incontro ai Comuni furbi che avevano aumentato l’aliquota, mentre il nostro Comune la mantiene inalterata da parecchi anni,  e si è pensato bene di caricare un ulteriore balzello sui poveri contribuenti, come se questi ultimi non fossero già gravati da un peso ormai insostenibile di imposte e tributi. L’ulteriore paradosso che si potrebbe verificare è quello che questa sorta di conguaglio in molti casi potrebbe non essere dovuto, in quanto inferiore alla cifra minima dovuta, per cui il contribuente si potrebbe veder costretto a pagare un CAF o un consulente per fare il calcolo, per poi, per l’appunto appurare di non dovere alcunché.” Infine il colpo da maestro : “Il Comune non può assumere con atti concreti una posizione che sia difforme dalla legge. Io personalmente non verserò la mini IMU al Comune, ma la darò in beneficienza e auspico che altri seguano il mio esempio. Per chi fosse interessato l’ufficio tributi è comunque a disposizione per effettuare il calcolo.” Così parlò il Dott. Orani Antonio Luigi, candidato  alle elezioni del 16 febbraio 2014 con il PD.

La protesta avrebbe avuto un senso ed un diverso sapore, di carattere sociale e soprattutto politico se, ed anche i bambinelli si sono accorti della furbata, fosse stata cavalcata prima di quel fatidico Consiglio Comunale dove, su richiesta di Antonio Sau assessore al bilancio, veniva deciso il mantenimento dell’ aliquota al 4,5 per mille rispetto al 4 imposto dal Governo. Come dicevamo a nulla sono valse le proteste dei consiglieri Desole e Zara che invocavano una maggiore attenzione ai bisogni della cittadinanza già abbondantemente sotto pressione dalle tasse e dalla disoccupazione in continuo aumento. Per chi non lo avesse ancora capito è la solita politichetta per gonzi e per tutti gli intruppati.

<< Eiè, canta canta Totò, su feudatariu enidi elettu ! a sa faccia de so bittireoso. E chie nò cherede chi crèbede !”

Amen.

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