Le figuracce degli Assessori-Artigiani:i nuovi affabulatori del nulla che dell' economia ittirese se ne fregano. "Basted chi incasce deo, poi..."

Pubblicato il da Totoi Fadda

Ittiri, 26 aprile 2013.

 

Come è nostra abitudine chiameremo le cose con il loro vero nome (omettendo naturalmente i nomi dei due gendarmi Governativi al servizio di Richelieu) così non rischiamo di confonderci le idee. Si sa che i politici cercano di sottrarsi alle loro piccole o grandi responsabilità facendo ricorso alla dialettica forbita, ricca di citazioni e di modi di dire. Cercano, con questi mezzucci che fanno presa sul popolino allocco, di allontanare da loro eventuali responsabilità, manchevolezze, leggerezze, dimenticanze, poca attenzione e scarsissima memoria. 

Insomma, amici miei, se uno si dimentica di tutelare chi lo ha mandato in quel posto proprio per difenderlo, che cosa ci dobbiamo fare ? Lo si può solo perdonare richiamandolo però alla assunzione delle proprie responsabilità e invogliarlo a soddisfare le richieste dell’ elettore.

Ora questo accade a tutti i livelli, in particolare al massimo livello che è Roma.

R-O-M-A !! Ma che, scherziamo ?

La capitale d’ Italia. La sede delle due maggiori assemblee che raggruppano i delegati del Popolo Sovrano che devono legiferare nell’ interesse di quello stesso Popolo che li ha mandati in quel posto.

No, non fraintendetemi, “quel posto” , come volete intenderlo voi, è un’ altra cosa.

Dicevo dunque che ci potrebbe anche stare bene il dialogare elegante, fluido, bello da sentire, accattivante e coinvolgente. Un dialogare affabulatorio che ti fa venire il capogiro e che, dopo ore ed ore ed ore, ti fa sentire anche un po’ cretino per aver messo in dubbio la lealtà di quel dato politico. Sì, perché l' affabulatore è bravo a mischiare le carte e a gettare fumo.

Ma questo può accadere a Roma, come dicevo. Dove si annidano gli specialisti della parola, dove ci sono i Mostri Sacri dell’ aneddoto e delle lunghe ed articolate discussioni che di tutto e del nulla parlano nel medesimo tempo per giungere poi, il finale, a decidere nientepopòdimenochè..sul niente. C’è qualcuno però, al nostro livello terra-terra di Ittiri, che crede di essere seduto nelle comode poltrone foderate in rosso Parlamentari e si addentra, con atteggiamenti oratori, quasi alla Socrate, in tentativi discorsivi per affermare l’inaffermabile. Per sostenere una posizione ed una argomentazione basata sul nulla assoluto.

E’ quanto è accaduto, così dicono i bene informati, nella prima assemblea fondativa  del Comitato Artigiani e Commercianti di Ittiri che avevano, in modo corretto e senza secondi fini , invitato anche qualche Artigiano che, malauguratamente, ha anche incarichi di Governo Locale al fine di contribuire ad arricchire di contenuti, di idee, di proposte per una progettazione operativa, vista in una prospettiva futura di rilancio, in difesa e a tutela di questa storica categoria produttiva di Ittiri che è sempre stata l’ ossatura della nostra economia e che ha sempre prodotto ricchezza, lavoro e consumi facendo ricadere nell’ intera comunità un benessere generale.

Questi “affabulatori” nostrani hanno cercato, esprimendosi un po’ in italiano porcheddino, un po’ con seriosi discorsi e con la fronte corrugata, assumendo quel tono caratteristico “professorale”, che solo uno che ha un incarico di Governo Locale è autorizzato ad avere, accompagnandosi dal roteare inconsulto e pericoloso delle braccia e delle mani (rischiavano infatti di farsi involontariamente del male da soli), hanno cercato dicevo di dimostrare l’ indimostrabile.

Non c’è n’era bisogno.

Chi ha partecipato a quell’ incontro fondativo si aspettava un sostegno positivo all’ iniziativa, si attendeva un forte incoraggiamento ed una pronta e attiva disponibilità, si aspettava una piena e condivisa adesione alla creazione di questo organismo di programma sin da subito ed in prima persona, per far sì che questa gravissima crisi economica possa essere ridimensionata ridando respiro e prospettiva per un futuro migliore alle nostre imprese.

Invece no.

Gli “affabulatori” caserecci si sono prodigati a difendere l’ operato – si fa per dire – della loro Amministrazione. Fortunatamente gli allocchi, almeno nel Popolo Sovrano, non ci sono più. Ci sono solo dei lavoratori autonomi, dei piccoli imprenditori, dei commercianti e degli esercenti che conoscono il mercato e conoscono, forse più di quanto gli Artigiani-Assessori immaginano, la politica nostrana appiattita sulla voracità e sullo sciocchezzaio perenne e appariscente che a nulla ha mai portato e porterà. Come avrebbe detto il buon Emilio Fede : “che figura di merda !”

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