Le olimpiadi della Politica n° 5 : Franco Piretta ed il futuro del PSd'Az.

Pubblicato il da Totoi Fadda

Atto 5°- Franco Piretta ed il futuro del PSd’Az nella Sardegna del domani

 


 

franco piretta

 La raccontazione di Franco Piretta, a tratti appassionata e pungente, accompagnata anche da toni che fanno intuire, se non trasparire, una evidente delusione, come sempre lucida e aderentissima a quella che è la realtà delle e sulle cose che sono accadute (la fuoriuscita di Maninchedda è uno dei tanti) e che accadono dentro il PSd'Az, continua con questo bellissimo, chiamiamolo, per evitare inutili bisticci su termini che parrebbero non appropriati, contributo.

E' il n° 5 di una serie di ragionamenti a voce alta, affidati alla rete globale, e  che nella parte iniziale dedica a questo modesto e povero blogger di campagna che ha interesse a divulgare questo originalissimo modo di comunicare (che io definisco forse erroneamente "Manifesto") con il Popolo Sardista. Un Popolo che io vedo e rilevo davvero disorientato e confuso, anche se mantiene intatta la sua fedeltà al credo sardista.

Credo sia compito di ogni blogger, o presunto tale come direbbe qualche minchione, quello di provocare la discussione ed il confronto ricorrendo anche ai "richiami" altisonanti e roboanti delle titolazioni che hanno un compito ben preciso : attirare quel minimo di attenzione; favorire uno scatto di orgoglio, misto alla sana arrabbiattura contro qualcosa, o qualcuno, che si "permette di violare" la calma piatta su cui si è adagiato, oggi, il PSd'Az; contribuire a risvegliare un interesse verso un Partito che ha ancora tantissime cose da dire e da fare.

Non ha importanza, per chi scrive, da quale posizione o accordo di programma. L' importante è "Fare".
Dunque l' atteggiamento di questo blogger è orientato verso una direzione "buona" - e Franco questo credo lo abbia già intuito e compreso -  positiva e che solo del bene - dal punto di vista discorsivo - può fare alla discussione.

Male credo di no. Ecco perchè non sento la necessità di formulare scuse o richiamare altre motivazioni banali per farmi perdonare di una cosa che "non c'è".
Un risultato crediamo di averlo già raggiunto, Franco Piretta lo condensa in questi 4 punti, tutti da condividere.
 

 

1.Nel PSd'Az purtroppo succede ancora troppo poco;
 

 

2. non esiste nessuna possibile scissione in vista poiché ne Sanna ne Piretta hanno intenzione di lasciare il Partito;
 

 

3. per rompere un sodalizio prima bisogna litigare e io, prima di litigare, farei un passo indietro; prevedo invece un rinsaldamento del sodalizio, come sempre è avvenuto nei momenti di difficoltà.
 

 

4. Franco Piretta non fà nessun Manifesto perché sà che i Manifesti li fanno i filosofi e sono rivolti alla collettività. Io faccio solo delle proposte che resteranno dentro il Consiglio Nazionale sardista.
Sperando di aver definitivamente chiarito (sò che non ci riuscirò mai) oggi inizierò a parlare di ciò che ho in mente...



Devo ancora cominciare con una precisazione. Dopo il mio terzo post, i messaggi di incitamento alla rivolta sono praticamente scomparsi. Purtroppo qualche giorno fa sono apparsi in bacheca un paio di blog, gestiti da un caro amico di Ittiri Totoi Fadda, che sfiorano più che la fantapolitica la fantascienza. Più o meno i titoli, molto simili, riportano " Cosa succede nel PSdAz? Aria di nuova scissione. Rotto il sodalizio Sanna&Piretta. Il Manifesto di Franco Piretta". Ora, Totoi mi conosce abbastanza bene e prima di fare questo falso "scoop", avrebbe potuto chiamarmi.

Comunque in risposta a lui è a quanti lo seguono risponderò ai suoi quattro quesiti.
1. Nel PSd'Az purtroppo succede ancora troppo poco;
2. non esiste nessuna possibile scissione in vista poiché ne Sanna ne Piretta hanno intenzione di lasciare il Partito;
3. per rompere un sodalizio prima bisogna litigare e io, prima di litigare, farei un passo indietro; prevedo invece un rinsaldamento del sodalizio, come sempre è avvenuto nei momenti di difficoltà.
4. Franco Piretta non fà nessun Manifesto perché sà che i Manifesti li fanno i filosofi e sono rivolti alla collettività. Io faccio solo delle proposte che resteranno dentro il Consiglio Nazionale sardista.
Sperando di aver definitivamente chiarito (sò che non ci riuscirò mai) oggi inizierò a parlare di ciò che ho in mente.
Parto col dire che le cose che scriverò, sono cose che ho già detto praticamente in tutte le riunioni di Consiglio Nazionale del 2013. Ogni volta raffinando la proposta, tenendo conto dei vari accadimenti che si susseguivano. Agli inizi l'intenzione era quella di correggere il progetto Maninchedda, di cui condividevo l'obiettivo ma non il metodo: Paolo ipotizzava il Partito dei Sardi nel quale avrebbe dovuto confluire anche il PSd'Az, io proponevo una Coalizione dei Sardi dove ciascun partito o movimento aderente mantenesse la sua specificità. C'era anche un'altra differenza sostanziale: Paolo elaborava il suo Partito con l'intenzione di una successiva possibile collaborazione col centro sinistra, io pensavo ad una coalizione che puntasse al governo della Regione, anche se aperta alla collaborazione di qualsiasi altro gruppo. Bisogna ricordare che a quel tempo avevamo come unico riferimento normativo la legge elettorale licenziata dalla commissione riforme, presieduta proprio da Maninchedda.
Quello che a me mancava era l'opinione degli altri leader o responsabili dei movimenti sardisti (spero di non offendere nessuno se per praticità userò solo questo termine per indicare tutti gli altri che si sentono in giro : Indipendentisti, Sovranisti, Nazionalisti, Nazionalitari e chi più ne ha più ne metta).
In questo mi è arrivato in soccorso il Laboratorio Gallura. Iniziato in sordina, promosso da semplici militanti dei partiti sardisti e da alcuni "indipendentisti autonomi", ha elaborato un progetto semplice per non dire banale : con la formula dell'intervista e un blocco di domanda più o meno uguali per tutti, sono stati ascoltati tutti i responsabili dei movimenti sardisti presenti in Sardegna. Credo che siano state fatte undici o dodici interviste (inclusa quella a Maninchedda che ancora militava nel PSd'Az).
Credo sarebbe molto utile a tutti andarsi a rivedere i filmati di quelle interviste (credo siano ancora disponibili nel blog di Laboratorio Gallura). Vi troverete delle cose molto interessanti. Per esempio, con ovvie diverse sfumature, io ho capito che la maggioranza assoluta dei partecipanti ha fatto una apertura importante alla possibile collaborazione elettorale con "partiti italiani". Comunque sembrano aver abbandonato l'integralismo praticato anche in tempi recenti.
Con una segnalazione particolare per "A Manca" che da subito ha escluso qualsiasi commistione con partiti non indipendentisti.
Ieri abbiamo appreso che la loro intransigenza si è astesa anche a tutti gli altri partiti Sardisti, PSd'Az in testa. Non sono nemmeno abbastanza lucidi da capire che loro esistono solo perché negli ultimi decenni, con molte difficoltà, qualcuno ha mantenuto viva l'idea stessa dell'Indipendenza. È come dire che da partito indipendentista si sono trasformati in partito indipendente. Comunque anche a loro auguro le migliori fortune.
Per oggi basta. Avevo promesso di essere un po' più breve e voglio mantenere la promessa.
Domani vedremo cosa è successo prima e dopo la fine del lavori di Laboratorio Gallura, che si sono conclusi il 31 luglio.
Segnalo che lo stesso Laboratorio in questi giorni ha messo in campo una nuova iniziativa che è una sorta di referendum on line a domanda secca "Vuoi che si formi un fronte unico indipendentista?". È aperto a tutti, non ha valore statistico, ma credo che ci darà qualche indicazione. Io ho già sottoscritto e invito tutti gli amici che lo condividano a fare altrettanto.

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