Le proposte del PD: i sette punti cruciali.

Pubblicato il da Antonio Fadda

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il ministro Tremonti

(fonte Ansa)

ROMA - "Il Partito Democratico ritiene che debbano essere adottare soluzioni più efficienti e più eque, che facciano pagare non chi paga già, ma chi non paga mai, che portino allo stesso risultato sul piano dei saldi di bilancio, ma che siano anche in grado di fornire un sostegno selettivo alla crescita", è quanto si legge nella nota del Partito Democratico. "Il Pd non si sottrae dunque alla sfida che il paese ha di fronte e mette a disposizione il proprio contro piano, un progetto responsabile e alternativo per il bene del paese. Per l'abolizione o il forte alleggerimento delle inique misure del governo noi dunque proponiamo:

1.Per affrontare l'emergenza si prevede un prelievo straordinario una tantum sull'ammontare dei capitali esportati illegalmente e scudati, in modo da perequare il prelievo su questi cespiti alla armonizzazione della tassazione sulle rendite finanziarie al 20 per cento e di adeguare l'intervento italiano alle medie delle analoghe misure prese nei principali paesi industrializzati. Gran parte di questi 15 miliardi dovrà essere utilizzata per i pagamenti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle piccole e medie imprese e per alleggerire il patto di stabilità interno così da consentire immediati investimenti da parte dei comuni.

2.Un pacchetto di misure efficaci e non solo di facciata contro l'evasione fiscale, tali da produrre effetti immediati, consistenti e concreti. Si propongono dunque alcuni interventi, tra i quali figurano le misure anti-evasione che in parte riprendono quelle dolosamente abolite dal governo Berlusconi: a) tracciabilità dei pagamenti superiori a 1.000 euro (pensare a somme più elevate significa lasciare di fatto tutto come è oggi) ai fini del riciclaggio e soglie più basse, a partire dai 300 euro, per l'obbligo del pagamento elettronico per prestazioni e servizi; b) obbligo di tenere l'elenco clienti-fornitori, il vero strumento di trasparenza efficiente; c) descrizione del patrimonio nella dichiarazione del reddito annuo con previsione di severe sanzioni in caso di inadempimento.

3.Introduzione di una imposta ordinaria sui valori immobiliari di mercato, fortemente progressiva, con larghe esenzioni e che inglobi l'attuale imposta comunale unica sugli immobili, in modo di ricollocare l'Italia nella media e nella tradizione di tutti i maggiori paesi avanzati del mondo.

4.Un piano quinquennale di dismissioni di immobili pubblici in partenariato con gli enti locali (obiettivo minimo 25 miliardi di euro).

5.Liberalizzazioni. Il Pd propone di realizzare immediatamente almeno una parte delle proposte di liberalizzazione che il partito ha già preparato e presentato: ordini professionali, farmaci, filiera petrolifera, RC auto, portabilità dei conti correnti, dei mutui e dei servizi bancari, separazione Snam rete gas, servizi pubblici locali. Il Pd è contro la privatizzazione forzata, ma non contro le gare e la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Tutto questo si può fare immediatamente senza bisogno di riforme costituzionali.

6.Politiche industriali per la crescita. Il Pd propone di adottare subito misure concrete per alleggerire gli oneri sociali e un pacchetto di progetti per l'efficienza energetica, la tecnologia italiana e la ricerca, con particolare riferimento alle risorse potenziali e sollecitabili del Mezzogiorno. Sarebbe un errore imperdonabile intervenire sul controllo dei conti pubblici senza mettere in campo, sia pure limitatamente alle risorse disponibili, un pacchetto di stimoli alla crescita e per l'occupazione. In questo contesto rientra anche l'implementazione dei più recenti accordi tra le parti sociali senza intromissioni che ledano la loro autonomia.

7.Pubblica amministrazione, istituzioni e costi della politica. In Italia la riduzione della spesa deve riguardare non tanto sulla spesa sociale, ma l'area della Pubblica Amministrazione, le istituzioni politiche e i settori collegati. A Cominciare dal Parlamento: il primo passo è il dimezzamento del numero dei parlamentari. Il Pd ha presentato da tre anni proposte specifiche su questo punto. Su sollecitazione dei gruppi parlamentari del Pd la discussione su questi progetti è stata calendarizzata in Parlamento per settembre. Si agisca immediatamente. Da lì in giù, bisogna intervenire su Regioni, Province, Comuni con lo snellimento degli organi, l'accorpamento dei piccoli comuni, il dimezzamento o più delle province secondo l'emendamento presentato dal Pd e dall'Udc alla manovra di luglio o, in alternativa, riconducendole ad organi di secondo livello, accorpamento degli uffici periferici dello Stato, dimezzamento delle società pubbliche, centralizzazione e controllo stretto per l'acquisto di beni e servizi nella pubblica amministrazione. In più: la ripresa di un vero lavoro di spending review, interrotto dal governo Berlusconi, dal punto di vista di una politica industriale per la pubblica amministrazione. Il Pd ha proposte specifiche su ciascuno di questi punti. In particolare sui costi della politica il riferimento è il programma contenuto nell'ordine del giorno presentato due settimane or sono in Parlamento.

"La manovra economica che il paese si appresta ad applicare - sottolinea il documento del pd - rappresenta un passaggio necessario, ma molto severo. Il Pd eserciterà tutta la propria responsabilità di partito nazionale e alternativo. Ma oggi non si può tacere che se il paese si trova più esposto di altri sul fronte della crisi questo si deve alla responsabilità politica del governo e della sua maggioranza. L'Italia è un grande paese. Ha risorse e capacità. Tre anni fa il debito pubblico era al 104 per cento del Pil, la spesa pubblica era meno forte, le banche non avevano investito somme ingenti nei derivati e nei prodotti finanziari più fragili. Sarebbe bastato non bruciare inutilmente le risorse disponibili, riconoscere la crisi ed avviare un pacchetto di interventi per sostenere la crescita. Per tre anni, pur di fronte agli avvertimenti, all'allarme e alle proposte dell'opposizione, il governo ha negato la crisi e non ha fatto irresponsabilmente nulla".

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Tatanka-Iyotanka (Toro Seduto) 08/14/2011 11:12


Mario Draghi (burattinaio senza volto), Governatore della Banca d’Italia S.p.A, (banca di proprietà di azionisti privati) “ prossimo presidente della BCE S.p.A. “privata”, ha definito l’evasione
fiscale come “macelleria sociale”. Ma Draghi, come tutti i governatori di banche centrali, come tutti i gestori di banche di credito, è l’ultima persona al mondo legittimata a parlare di evasione e
giudicare… Proprio le Bankitalia S.p.A. evade circa 90 miliardi l’anno di reddito derivato dal Signoraggio Primario, (mettendo in bilancio in passivo ciò che invece è attivo)
E’ nozione comune e incontestata che la liquidità (l’insieme di ciò che l’economia e la società usa come denaro, dalla cartamoneta al denaro elettronico) è creato dal sistema bancario, senza
copertura aurea (abbandonata completamente dal 1971), quindi a costo zero. Si parte dalle banche centrali che creano dal nulla cartamoneta e attivi sui loro propri conti correnti, e li prestano a
basso interesse alle banche di credito (creatrici di Signoraggio Secondario), che con essi comperano titoli del debito pubblico, portatori di interessi (che paghiamo noi con le tasse), emessi dai
governi per finanziare il proprio deficit di bilancio.
Le banche centrali (creatrici di signoraggio primario), quando creano (e poi usano per comperare titoli o erogare crediti remunerati) denaro o attivi dal nulla, aumentano il proprio patrimonio
(cioè guadagnano) a costo zero, e su questo aumento non sono tassate, perché fanno figurare che esso sia compensato dall'uscita del denaro così creato. Ma siccome questo denaro è creato da loro a
costo zero, la compensazione è fasulla, come riconoscono i manuali di economia politica, le tasse dovrebbero essere pagate, previa revisione dei bilanci e accertamento del reddito evaso. Quindi,
poiché le banche centrali evadono o eludono massicciamente le tasse (i banchieri son i più grandi evasori fiscali al mondo), pertanto i loro governatori non sono legittimati a giudicare uno stato
ed il popolo in materia di evasione fiscale.
Lo spreco della casta statale sarà 10 o anche venti miliardi a dir tanto; briciole. Chi se ne frega se i seguaci di Berlusconi spendono cifre da capogiro in festini o i Senatori vanno in elicottero
e auto blu al mare. I dipendenti pubblici vanno pagati per far girare il denaro; la spesa pubblica và DIMINUITA ma al contrari và AUMENTATA…; quand'è che la gete la smette di guardare la TV
spazzatura e si concentra sulle cose reali… lo vogliamo capire una volta per tutte che le Banche centrali e le Banche commerciali ci stanno truffando’’’ Ma la vogliamo capire che il popolo è in
stato di schiavitù sotto i poteri forti del sistema degli “illuminati, gruppo Massonico Bancario”? Ma lo vogliamo capire che anche i nostri politici “TUTTI” sono marionette in mani dei banchieri
della BCE che dettano le leggi allo stato ed agli stati che non è più sovrani??? Solo con il Riappropriarsi della Sovranità Monetaria l’Italia si può salvare da questa catastrofe economica dettata
dalla BCE. Fare tagli alla spesa pubblica vuol dire affossare l'economia. Allo Stato manca denaro? Che se lo crei per conto proprio senza che glielo stampi e presti la Banka Centrale usuraia
criminale in conto di interessi e debito pubblico a carico del popolo sovrano...