Le verità di DAVIDE CASU,l'implacabile accusatore del Dr.Giuseppe Dore,apprezzato neurologo ittirese.

Pubblicato il da Totoi Fadda

Le verità di Davide Casu

l' implacabile accusatore che inchioderebbero alle gravi responsabilità

il Neurologo ittirese Dr. Giuseppe Dore

 

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(fonte L'UNIONE SARDA - Cronache : «La terapia? Pizzichi e schiaffi» - 06.08.2012)

 

La badante del paesino di Bicazchei ne aveva viste tante, nella sua vita. Segretaria di Ceausescu, pedina dei servizi segreti, aveva appena fatto in tempo a scappare, prima del grande crollo. Dalla Romania era finita a Porto Torres, in incognito. Da segretaria diventa badante. A suon di schiaffi e acqua gelata avrebbe contribuito a praticare la terapia del Maestro Giuseppe Dore, su poveri pazienti in cura per l'Alzheimer. Sino a finire in manette. Chi era Maria Trusca, e quali erano le sue potenzialità, Davide Casu, cofondatore dell'associazione Aion, lo aveva capito da subito. Da quando cioè lei si era mostrata così volenterosa, nelle cure alternative adottate contro un ingegnere elettronico romano, offeso dalla malattia. Era lì quando all'uomo venivano legati i piedi con nastro adesivo per pacchi, alle gambe della sedia. Era sempre lì quando Alfonso di Stavolo, assistente di famiglia, lo privava del sonno anche per 48 ore, costringendolo ad ascoltare, cuffie alle orecchie, le parole magiche del neurologo Dore, pungolo, melanconia, pusillanime . Partecipava fisicamente alla terapia. Fino a quando l'ingegnere non era finito al pronto soccorso. Sospetta ischemia cerebrale o emorragica.

 

LE SEVIZIE

Già dai primi interrogatori i due fondatori di Aion, centro alternativo che prometteva la guarigione dall'Alzheimer, si sono accusati reciprocamente. «L'ho cacciato dall'associazione perchè era un violento», ha detto il neurologo Giuseppe Dore. «Sono andato via perchè quella struttura era degenerata: usavamo schiaffi e torture per applicare la terapia», gli risponde Davide Casu. In attesa che un giudice valuti, quello che salta fuori dall'ordinanza di custodia cautelare è lo scenario di una setta. Si parte dal reclutamento, i primi pazienti passano sempre per la dottoressa D'Onofrio, neurologa stimata ma, a detta dei colleghi, facilmente impressionabile . Poi Dore e Casu fanno il resto. Istruiscono i parenti, quelli più deboli o forse solo più disperati. Saranno loro a praticare le terapie. In due si ritrovano a una festa di compleanno. Le loro mogli, entrambe malate, verranno legate a un palo della veranda, tra le gambe un secchio per i bisogni corporali. Alla festa tutti ridono. È la terapia. La corda che viene usata è la stessa, il nastro che si usa per le avvolgibili. In famiglia non tutti sono d'accordo. Uno sguardo più lucido di un altro parente e succede il finimondo. Come quando il secondo figlio dell'ingegnere, quello più scettico, vede il padre che, mansueto, porge le gambe per essere legato alla sedia. Poi lo vede mangiare finalmente in modo educato e civile, un chicco di mais alla volta. Lì capisce che qualcosa non funziona.

 

STRUMENTI

Le corde toccate dal Maestro sono molto variabili, sempre secondo i racconti dell'ex socio. Si va dai pizzichi alle cosce, agli schiaffi sotto gli occhi, fino a farli sanguinare. Una paziente aveva «lanciato un urlo disumano», dice Casu ai carabinieri. Non emetteva suono da diversi mesi. Il neurologo aveva risposto folgorato: «Allora la voce ce l'hai». Per le botte fa niente, «Con un po' di ghiaccio passa tutto». Anche quella era finita al pronto soccorso. La figlia aveva detto che era caduta. Poi c'erano anche i metodi più raffinati. Le umiliazioni, le provocazioni. Le accuse di essere una persona abietta, una prostituta.

 

IMPAZZITI

Le parole dell'accusatore trovano riscontro nei racconti dei parenti cattivi , quelli scettici fin dall'inizio. Allontanati provvidenzialmente dal gruppo di terapia dagli adepti del Maestro , riferiscono ai carabinieri particolari raccapriccianti: come quando uno di loro vede il padre davanti a uno specchio con un cono sopra la testa, con su scritto stronzo . Terapia. Pure quella. L'umiliazione di quello che era stato un professionista, un uomo forse temuto, nella sua vita da sano, ora costretto a piangere e reagire. Tutto funzionale all'Homo Novus, così lo chiamava Dore. Un passaggio obbligato per restituire ai familiari disperati l'uomo ora ridotto a fantasma. «Lo riporterò in uno stato intelllettuale e di conoscenza superiore a quello precdente alla malattia». Tutto stava a far predominare l'emisfero sinistro, della razionalità, su quello destro, delle emozioni. «Troppo amore danneggia», aveva sentenziato il Maestro .

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Burriccu 08/07/2012 19:32

L'unica speranza che ha il signor Dore per uscire fuori da questo impiccio è quella di usare la sola arma che ha a disposizione.
Deve dimostrare al mondo che lui ha ragione e la sua cura funziona sul serio per farlo, deve chiamare la stampa specializzata e mostrare risultati dei test, insieme ai pazienti e una rigorosa
spiegazione di tutto il lavoro.
Tutto ciò non è stato mai fatto, girano solo video e interviste tipiche da televendite dei santoni.

Boss 08/07/2012 18:57

Il sindaco ha pensato davvero di risollevare Ittiri dalla sua crisi sfruttando questi truffatori ?. Poveri giovani, con politici del genere non hanno futuro.

Totoi Fadda 08/07/2012 22:07



Caro Boss, il nostro sindaco è nato con la camicia. Non con  quella di forza, ma con quella di seta, delicata, che accarezza lievemente le parti più intime e nascoste. Si è già guadagnato lo
scranno, ambito da tanto tempo, in seno al consiglio regionale in barba alle rimostranze e lamentele di Silvio che si sente tradito. Tutto questo grazie alle disgrazie o, che dir si voglia
tzunami scandalistici, che si stanno abbattendo sulla nostra cittadina. Il nostro guadagna voti  e grande visibilità mediatica ogni giorno che passa. Del resto il paese questo ha dato e
credo che questo si dovrà tenere.... o la sua fotocopia.



Mariangela 08/07/2012 10:07

Sui fatti di cui sono accusati i personaggi, noti e meno noti, coinvolti nell' affaire dore, verrà fatta a suo tempo chiarezza e senz' altro giustizia. Però volevo sottolineare una cos che secondo
me è importante, che va nella direzione di sostegno al dr. dore, che riguarda i piani terapeutici che i medici o gli specialisti del settore elaborano e preparano per i malati di Alzheimer al fine
di alleviarne le sofferenze. Piani Terapeutici che prevedono l' uso continuo, per un certo periodo nel corso dell' anno, di particolari farmaci. Pensate che un piano terapeutico di media entità
viene a costare alle ASL di appartenenza che pagano a norma del servizio sanitario, circa 1.000,00 euro a piano. Quanti piani terapeutici vengono elaborati e prescritti ai pazienti in cura presso
le cliniche specializzate in quella patologia, comprese le geriatrie ? Sapete quale volume di affari vengono sviluppati a favore delle case farmaceutiche ? Non pensate, aldilà delle infamanti
accuse di violenza, che la cosiddetta "Cura Dore", sia la soluzione economica per tutte le asl italiane ? Meditiamo gente, meditiamo su quello che ci stà dietro tutto questo grandissimo casino
mediatico.

Burriccu 08/06/2012 18:33

Azz..

Totoi Fadda 08/06/2012 21:12



Eh.. oi oia. A cale ivellu semusu falados, s' ebberu...