Lettera del Sindaco sulla situazione dell' Alivesi

Pubblicato il da Antonio Fadda

COMUNE DI ITTIRI

Via San Francesco, 1 – c.a.p. 07044 – Provincia di Sassari

Ufficio del Sindaco

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Al Presidente della Regione Sardegna

All’Assessore regionale alla Sanità

Al Presidente e ai componenti della

Commissione Sanità del Consiglio

Regionale

e p.c. Al Direttore Generale della ASl Sassari

p.c. Al Presidente della Provincia di Sassari

p.c. Al Presidente della Commissione Sanità

della Provincia di Sassari

 

Documento sulla situazione dell’ospedale Alivesi

 

Il Consiglio Comunale di Ittiri ha esaminato, per l’ennesima volta, durante a seduta del 30

Novembre c.a., la situazione dell’ospedale Alivesi, con particolare riferimento alle vicissitudini

attuali del reparto di medicina e all’idea-progetto di riconversione.

Solo per citare il recente passato: il Consiglio stesso, nelle sedute del 4.8.2010 e del 28.12.2010,

aveva espresso la sua viva preoccupazione sia per la situazione attuale del reparto, caratterizzata

dalla cronica carenza di medici e dal conseguente rischio di chiusura per impossibilità a garantire il

livello minimo di assistenza, sia per l’inerzia nel portare avanti il progetto di riconversione, per il

quale, assieme all’ospedale di Thiesi furono stanziati a suo tempo 4,5 milioni di euro.

In quelle e in altre occasioni era anche stata espressa la richiesta di incontri con l’Assessore

Regionale alla Sanità, richiesta cui non è stato mai dato corso.

Durante il dibattito è stato ribadito da un lato che, in attesa della riconversione il reparto di medicina

non deve chiudere per mancanza di personale medico, dall’altro che occorre al più presto, come più

volte ribadito nel corso di questi anni, dare avvio al progetto di riconversione. A questo proposito, è

stato evidenziato che non è assolutamente accettabile che si parta con un progetto di

sperimentazione alla cieca. Non è ammissibile, quindi che si chiuda il reparto ospedaliero. Lo stesso

progetto di sperimentazione “Casa della Salute – Ospedale di Comunità” approvato con D.G.R..

48/5 del 9-9-2008, prevede d’altronde, che la realizzazione del modello Ospedale di Comunità

debba essere accompagnata dalla riconversione dei reparti di medicina in reparti di lungodegenza.

A nostro modo di vedere, in questo suffragati da valutazioni e pareri di operatori sanitari del

territorio, per quello che è stato l’evolversi della situazione in questi tre anni che sono trascorsi

dall’approvazione del progetto di sperimentazione, il reparto di lungodegenza è in tutti i casi

un’esigenza imprescindibile per il buon funzionamento della sanità ospedaliera territoriale. E’ vero,

d’altronde, che di fatto il reparto di medicina tratta attualmente pazienti eleggibili per la

lungodegenza, pazienti, beninteso, che provengono da tutto il territorio della ASL e non solo da

Ittiri. Proponiamo , quindi, di andare oltre quello che prevede il progetto, prevedendo un reparto

permanente di lungodegenza, eventualmente affiancanto dall’ospedale di comunità, qualora la

sperimentazione dia esiti positivi.

L’altra esigenza emersa durante il dibattito è quella di dare finalmente corso in modo completo a

quanto previsto nel suddetto progetto per quanto riguarda i servizi di carattere territoriale, servizi

avviati solo in parte, rispetto a quanto prevede il progetto e con un numero insufficiente di ore a

disposizione. E’ stata infine segnalata l’esigenza di dare stabilità dal punto di vista dell’organico ai

servizi di diagnostica ( radiologia, ecografia), che a causa di questa carenza fanno registrare liste di

attesa molto lunghe.

In ragione di quanto emerso dal dibattito,

il Consiglio Comunale

Esprime la più viva preoccupazione per lo stato attuale della situazione dei servizi ospedalieri e

territoriali della struttura sanitaria di Ittiri;

Chiede un incontro urgente con l’Assessore Regionale alla Sanità e con la Dirigenza ASL per un

esame congiunto della situazione;

Chiede, in conseguenza delle esigenze emerse nel corso del dibattito e sopra illustrate, che vengano

assunti precisi impegni in tal senso, ritenendo che tali proposte siano accettabili, compatibili

economicamente e portino a un miglioramento della situazione sanitaria ospedaliera nel territorio;

Preannuncia azioni di rivendicazione dell’attuazione di tali misure che potranno coinvolgere le

altre istituzioni del territorio, le forze sociali e la popolazione.

 

Ittiri 14-12-2011

 

I consiglieri del gruppo di maggioranza Il Sindaco

Giovanni Battista Dedola

Gian Bachisio Simula

Giuseppe Fiori

Giovanna Scanu

Antonio Sau

Giovanni Maria Pinna

Giuseppe Pisanu

Caterina Piras

Marco Maiore

Giammario Cossu

 

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Sereffina 12/27/2011 21:10

Mi sono divertita a leggere gli interventi di O.S.S. e Baingio, molto aderenti alla realtà e illuminanti sotto il profilo della rivelazione della verità. Eh si, perchè molte bugie ci sono state
dette da chi ha amministrato questo nostro povero comune, destinato ormai a stalla da quella nobiltà sassarese, corteggiata da questi servi della gleba, che verrà quì da noi ad intascare il
balzello e poi a scappare di nuovo via. Lasciandoci in mezzo al letame. Questa lettera è una resa. Una resa totale a quel potere che ha sempre contrastato il vero sviluppo di Ittiri. L' espandersi
su tutto il nostro territorio Sardo di quella ittiresità, e qui do ragione a Totoi Fadda, che ha dato davvero lustro alla nostra isola ed alla nostra Nazione in tutto il mondo. Una resa vigliacca,
senza coraggio, passivamente succube di poteri "forestieri" che hanno interesse a mantenere la nostra comunità addomesticata e con la briglia sempre tesa ed il morso che ci insanguina la bocca ! E'
successo sempre così da tempo immemorabile. Eppure abbiamo espresso come città uomini di grandissimo valore ed importanza storica. Perchè questi asini, che si alternano alla guida della città da
circa una trentina d' anni, godono nel vedere la propria comunità degradare progressivamente. Quando mai è motivo di grande soddisfazione il fatto che al censimento on line abbia aderito una tal
percentuale di cittadini ? Dove è che questi hanno il cervello ? Forse tra le pieghe lubrificate del loro ano ? Non hanno di meglio a cui pensare ? Perchè non iniziano a programmare il futuro,
dando certezze e individuando obiettivi di crescita, per dare sicurezza ai nostri giovani che si stanno alienando ? Ittiri, ittiresi, a chi è che state aspettando a muovervi e a dire quello che
pensate senza che siano questi nuovi padroni d' Ittiri a darvi le direttive su quello che è giusto e quello che è sbagliato ?

Baingio 12/27/2011 10:13

Credo sia opportuno precisare che il documento presentato quì non è frutto di un dibattito in consiglio comunale ma è semplicemente quello che ha voluto decidere e scrivere il sindaco e la sua
maggioranza. Infatti la minoranza, per i motivi che tutti noi sappiamo, aveva abbandonato l' aula perchè il sindaco, che vuole apparire tanto francescanamente a favore dell' ospedale, non ha voluto
invertire l' ordine del giorno perchè sarebbe risultato in minoranza visto che molti suoi consiglieri non erano presenti. Quindi è il documento del sindaco, della maggioranza e del PD (che
controllano loro). Un' altra cosa importante è che non vogliono dare molta importanza a Toiedda Meloni, da loro considerata figlia di un Dio minore del partito, che viene ritenuta da loro non all'
altezza di essere commemorata e celebrata come alcuni forestieri organici al PD di cui ne elogiano e ne tessono le gesta. Immaginiamoci se devono valorizzare il documento elaborato dal Comitato
dove, sino a prova contraria, il presidente o portavoce è Giovannangelo Paddeu che per loro è il diavolo in persona ! Leggendo il documento si dice che loro "vogliono andare oltre l' ospedale di
comunità". E propongono, udite ! udite!, un reparto di lungodegenza. Ignoranti ! Incapaci ! Impreparati ! La proposta del progetto di casa per la salute o ospedale di comunità è del 2008. A gennaio
sono già quattro anni. Quanto dura una sperimentazione ?
Sperimentare poi dove se l' ospedale è sempre fermo nello stesso punto dove ha voluto che si impantanasse la Dirindin (amica intima di Rosi Bindi) e Soru ? Di che cosa si preoccupa quindi il nostro
sindaco sullo stato attuale dell' ospedale e sui servizi territoriali che non vengono erogati ? Se ne accorge adesso ? Leggo la lettera e in finale dice che "...sono emerse nel corso del
dibattito..." ma di quale dibattito parla ? Hanno semplicemente discusso tra di loro ed hanno deciso, anzi ha deciso come sempre il sindaco.

L' O.S.S. 12/27/2011 09:24

Bella lettera. Ben scritta. Partorita senz' altro a tavolino e scritta a più mani.Parole e periodi ben ponderati e calibrati. Non una virgola fuori posto. A leggerla mi viene voglia di andare in
comune ed abbracciare fraternamente il Sindaco per questo suo attaccamento all' ospedale. Ma non posso farlo perchè conosco il mio pollo. Anzi, Il Galletto ittirese. Dalla lettera si capisce sin
troppo bene la debolezza delle idee e la carenza della conoscenza reale del problema ospedale. Infatti ci si è appiattiti sulla proposta originaria della giunta Soru che, attraverso l' allora
assessora Dirindin, con la complicità del PD ittirese, di Silvio Lai, di Giacomo Spissu, di Giovanni Giagu e di quel trombone comunista (così dice lui) di Banari allora consigliere regionale poi
rovinosamente defenestrato e ridiventato cittadino normale (che non merita neanche di essere nominato), hanno inventato di sana pianta la tesi dell' Ospedale di comunità o, come piace tanto al
Galletto, Casa della Salute. Credo che qualcuno prima di me l' abbia detto a chiare lettere, e non da oggi. E' urgente discutere tutti insieme su quale tipo di ospedale vogliamo. E' di vitale
importanza rilanciare il nostro nosocomio nel panorama sanitario provinciale lottando, tutti insieme, per ritagliargli un ruolo di primaria importanza nell' ambito della sanità del territorio.
Dobbiamo avere la forza ed il coraggio, mandando affanculo i nostri referenti politici a tutti i livelli, di strappare alla dirigenza asl l' impegno del decentramento di divisioni o di una singola
divisione di eccellenza che possa determinare un progressivo rilancio di Ittiri e di tutto quello che ruota attorno all' ospedale. Ecco dunque il primo errore del nostro rappresentante massimo:
subire passivamente a quanto è stato deciso in altre sedi con la colpevole complicità del presidente della commissione provinciale alla sanità (del suo stesso partito) che addirittura in un
pubblico dibattito chiedeva la chiusura dell' Alivesi ! Non gli passa per nulla nella testa che esistono varie forme di sanità, che si possono creare dei centri di eccellenza utili alla ASL prima
di tutto ed alla popolazione, ma non solo quella provinciale, ma regionale. Un primo inizio verrà dato dal decollo definitivo di un ottimo progetto, che ribalterà il nostro ospedale a livello
nazionale, e che tra qualche mese si potranno vedere i segnali ed i risultati. Credo sia giusto pensare leggermente in grande, allontanando quelle soluzioni facili facili che piacciono tanto al
partito ed a qualche politico che applica la teoria del : " mors tua vita mea". Il documento, la lettera, che è stata inviata a quel pòpò di personalità è l' ennesima presa in giro alla popolazione
ittirese. Infatti è stata scritta, letta e riletta ed inviata dagli stessi elementi che alcuni anni fa hanno osteggiato in tutti i modi, anche brutali e bruschi, i tentativi di Toiedda Meloni e del
Comitato Pro Ospedale che hanno scritto una piattaforma di rilancio e di rivalorizzazione che nessuno, dico nessuno, vuole prendere in considerazione. Non sarebbe una buona base di partenza ? Le
lotte si vogliono o non si vogliono fare ? I risultati si raggiungono come sempre attraverso una serrata e decisa lotta in difesa delle cose più care. Perchè questa giunta gioca a svuotare il paese
di interesse, di premialità, di eccellenze ? Il paese del ben godi non può reggersi solo sulle feste, sulle sagre, sulle manifestazioni, sui continui festeggiamenti dell' inutilità sociale che ha
nulla portano (purtroppo alcuni effetti si ripresentano). Ben venga dunque la posizione decisa dei consiglieri di minoranza che, se tiene e dura, qualche risultato possono portare a casa.