Movimento Sardegna Zona Franca : Gio Fadda contro Antioco Patta. Il post elezioni lasciano a terra cadaveri e feriti gravi. Sarà scissione ? O è una semplice ed inconcludente querelle ?

Pubblicato il da Ittiri Notte

 
 



Ma che cosa sta accadendo nel Movimegio-fadda-3.jpgnto della Dott.ssa Randaccio e dell' Avv. Scifo meglio noto come Movimento Sardegna Zona Franca ?

Il malessere, accompagnato o forse alimentato dalla delusione per la mancata elezione della fondatrice del Movimento che, nonostante gli 11.200 voti di lista incassati dalle urne, non hanno prodotto quel “Boom !” tanto atteso e che doveva, almeno sulla carta, mettere al sicuro la (ri)vincita del centrodestra di Cappellacci.

Questo risultato, giudicato invece da molti come un importante e positivo segnale che porterebbe dritto dritto verso la realizzazione della Zona Franca integrale nella nostra isola, pare si stia trasformando invece in una sorta di “resa dei conti”. Ad alimentare sospetti di tresche, tradimenti dell' ultim'ora, e voltafaccia è la probabile elezione in seno al consiglio regionale di Modesto Fenu, ex consigliere provinciale del PSDAZ, ai danni della Dott.ssa Randaccio che è l'ideatrice, animatrice e cofondatrice del Movimento stesso. Cosa è accaduto ? Perchè i voti non sono stati concentrati tutti sulla candidata che ha dato anche il nome alla lista ?

Chi sono, se di questo si tratta, i “traditori” ?

Proprio per fugare anche tutti questi dubbi i Movimenti, le Associazioni, i Comitati pro Zona franca della Sardegna, si sono incontrati nella giornata di ieri, mercoledì 26 febbraio, ad Oristano.

All’incontro erano invitati, tutti con pari dignità e peso politico:
- la Presidente del Movimento Sardegna Zona Franca, Maria Rosaria Randaccio;
- il rappresentante del Movimento Sardegna Zona franca in Consiglio Regionale, Modesto Fenu
- i candidati nella lista Movimento Sardegna Zona Franca - Lista Randaccio
- il consulente Francesco Scifo;
- il consulente Paolo Aureli;
- i coordinatori regionali e provinciali;
- i rappresentanti i Comitati cittadini, le Associazioni, i Movimenti, pro Zona franca
- tutti i sostenitori del Movimento regionale Sardegna Zona franca.


Dei risultati e deliberazioni dell' incontro ancora non è stata diramata alcuna notizia. Si trattava comunque di un incontro post elezioni sia per l’analisi del voto regionale sia per individuare le iniziative di proseguo della rivendicazione per il riconoscimento della Zona franca nella regione Sardegna.


Cosa è accaduto dunque ? La risposta stà tutta nella decisione assunta, nella stessa giornata del 26 febbraio, dal Comitato Ittiri Zona Franca, a firma del suo Presidente Gio Fadda (vedi foto) che pubblichiamo integralmente.

E' un documento forte, che avrà certamente un peso non trascurabile sulle future decisioni che il movimento dovrà assumere.

E' una presa di posizione netta che potrà trascinare con sé altre realtà che mal digeriscono, a detta di molti, alcuni “protagonismi” da “prime donne” di dirigenti che “monopolizzerebbero” la visibilità a danno degli altri costretti alle seconde file.

E' anche una denuncia sull' impreparazione e sulla totale mancanza di organizzazione gestionale, sotto il profilo organizzativo e politico, che ha determinato, questo si vuol far intendere, una mediocre raccolta di consensi nella provincia di Sassari


Questo il documento:

 

ITTIRI IL 26/02/2014

COMITATO ITTIRI ZONA FRANCA


All’ attenzione del Movimento Sardegna Zona Franca;

Al presidente del Movimento dott.ssa Maria Rosaria Randaccio

Al consulente Francesco Scifo,

Al consigliere regionale del Movimento Sardegna Zona Franca, Modesto Fenu

Al consulente Paolo Aureli

A tutti i coordinatori regionali e provinciali,

Ai rappresentanti i Comitati cittadini,

Alle Associazioni,

Ai Movimenti pro Zona franca,

A tutti i sostenitori del Movimento regionale Sardegna Zona franca.


Trovandoci impossibilitati a partecipare all' assemblea generale che si terrà in data odierna presso il ristorante Millenium ad Oristano, vogliamo comunque con questo documento far conoscere la nostra analisi del voto espresso dai sardi nelle elezioni regionali appena concluse .
Preso atto della sconfitta da parte della coalizione da noi appoggiata, riteniamo che dopo una attenta analisi la causa sia attribuibile in minima parte a nostre responsabilità, riteniamo molto significativo l' elevato numero di votanti che hanno preferito dare fiducia alle liste nella coalizione di CD ma non hanno confermato la stessa fiducia nel candidato presidente, ma come ben sappiamo questa non e una scelta che compete o attribuibile al nostro movimento.
Tornando alle nostre responsabilità, attribuiamo gravi responsabilità per il nostro basso o insufficiente successo, al modo in qui è stato gestito tutto il movimento per la preparazione delle imminenti elezioni. Racchiudiamo “secondo noi” il mal funzionamento in 4 punti .

1- divisione del movimento e dei loro attivisti;
2- conseguente perdita di credibilità del movimento e del concetto stesso di zona franca;
3- confusione e poca pianificazione della presentazione delle liste;
4- insuccesso dei personaggi cardine del nostro movimento candidato nelle nostre liste in numeri di voti.


Pertanto preso atto che tutti i 4 punti siano attribuibili a una gestione prettamente politica attribuiamo pesanti responsabilità nella gestione e nella preparazione alla corsa politica da noi intrapresa.
Pertanto chiediamo un passo in dietro al coordinatore politico indicato dal presidente stesso nel periodo di ottobre nella persona di Antioco Patta, dimostratasi non all'altezza del compito a lui assegnato e attribuendoli anche un insuccesso inatteso in numeri di voti personali nella sua circoscrizione, sottolineando che questa richiesta da parte del nostro comitato non ha nessuna intenzione di offendere e di mancare del rispetto dovuto al Sig. Antioco Patta ma è una dovuta richiesta da parte degli attivisti da noi rappresentati per il bene del movimento stesso e della persona sopra citata .
Dopo aver chiarito la nostra posizione a riguardo chiediamo un assemblea di tutti i coordinatori regionali e rappresentanti dei movimenti e associazioni organizzare un nuovo organigramma del movimento e indicare delle elezioni interne al coordinamento per individuare nuove figure per dare nuova linfa al movimento Sardegna Zona Franca e far si che la
LOTTA CONTINUI SENZA SE E SENZA MA
C.I.Z.F.
Il presidente Gio Fadda

 

 

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Amedeu 03/06/2014 12:05


Da quale pulpito...verrebbe da dire leggendo le dichiarazioni del gruppo di Ittiri capeggiato da gio fadda. I risultati elettorali a favore del Movimento di Randaccio espressi dalla cittadina di
ittiri sono men che zero. Come si fa a dare le colpe ad altri, ad ipotetiche manchevolezze organizzative, al vuoto di presenza e di stimolo se per primo lo stesso comitato ittirese ha disertato
le urne ed ha destinato le proprie preferenze ad altri ? Eppure tutti erano perfettamente a conoscenza della adesione alla lista di Cappellacci. Cosa è accaduto ? Ma voti ne hanno questi del
comitato ittirese ? A me pare di no vedendo i risultati. Hanno solo le parole e la facilità a farsi vedere sempre alla tsta dei movimenti ssenza però dare nulla. Prima facciano una seria
autocritica poi parlino pure e accusino gli altri di loro disfunzioni organizzative.... Chiudete il gruppo di Ittiri tanto non produce nulla per la causa.


 

Roby esu 03/01/2014 16:09


non è semplice dare delle risposte, anche perché io credo che a volte sarebbe meglio partecipare alle assemblee ed esprimere li, tutto il dissenso,ma non voglio dare delle risposte che non siano
non ponderate,innanzi tutto non sono d'accordo con l'analisi di jo fadda,riguardo le elzioni e le liste, chi ha partecipato sa con quale difficoltà, dovuta ai tempi ristretti.ore di impegno, e di
dispendio di denaro e di tempo,noi non siamo un partito e tutto quello che è stato fatto è merito della buona volontà di tutti,poi ci sarà stato chi ha dato di più chi di meno.E come ho detto ad
Oristano, se ci fosse stato un coordinamento, come sempre richiesto, forse non avremmo commesso certi errori,ma...errare è umano persevrare è diabolico, per questo penso che certe cose debbano
essere definite una volta per sempre.