Ospedale Alivesi di Ittiri. Lo bello addormentato ne lo villaggio dè villici bittiresos dà la memoria corta. La solita tiritera post Natalizia del bunga bunga sanitario ?

Pubblicato il da Antonio Fadda

 

Il Colonnello Alivesi

 

MARTEDÌ, 04 GENNAIO 2011

 (tratto da La Nuova Sardegna)

Ittiri, primi risultati dalla mobilitazione per l’ospedale Alivesi

VINCENZO MASIA

 

ITTIRI. Il consiglio comunale ritrova unità d’intenti a difesa dell’ospedale Alivesi, in odore di

chiusura. E’ stato questo l’argomento più importante della riunione. Il consiglio ha voluto così

mettere, in maniera compatta, un punto fermo sull’annosa vertenza in difesa dell’Alivesi. Dopo

aver approvato, a maggioranza, l’ennesima proroga (tre anni) per la zona artigianale di Monte

Coinzolu.

A beneficio dei titolari dei terreni, per trasferire o insediare ex novo le attività: un argomento che ha

visto la minoranza (con i capi gruppo “Zampa” Marras e Giommaria Pisanu), sollevare, prima di

abbandonare l’aula per non risultare presenti alla votazione, forti dubbi sulla correttezza giuridicoamministrativa

della concessione.

Poi il Consiglio ha affrontato il nodo dell’ospedale. E le distanze politiche e partitiche si sono

improvvisamente azzerate quando il sindaco ha illustrato la situazione in cui versa l’Alivesi. I numerosi

interventi sono stati caratterizzati da un denominatore comune: l’ospedale non deve chiudere e Ittiri si

opporrà a qualsiasi forma di ridimensionamento non prevista nel Piano sanitario regionale.

Con questo convincimento è stato stilato un documento unitario da inviare all’assessore regionale alla

sanità, al nuovo commissario dell’Asl 1, al prefetto, al presidente della Provincia e ai sindaci di Usini,

Romana, Putifigari, Villanova Monteleone e Thiesi. Per esprimere preoccupazione sullo stato attuale

del nosocomio ittirese e sulle prospettive della struttura. Si chiede, inoltre, un incontro urgente con

l’assessore regionale e la dirigenza dell’Asl di Sassari affinché sia fatta chiarezza sul destino

dell’Alivesi.

Il documento impegna inoltre il sindaco a convocare un consiglio comunale aperto per coinvolgere

tutta la popolazione.

E ancora: la richiesta di istituire un reparto per post-acuti a lungodegenza e servizi e ambulatori

specialistici previsti nel progetto di sperimentazione “Casa della Salute - Ospedale di comunità”, a suo

tempo approvato dalla giunta regionale. Inoltre, con riferimento alla situazione attuale di grave

emergenza, si chiede l’immediato ripristino delle normali condizioni operative del reparto Medicina con

la sostituzione del personale assente. In caso negativo, si conclude il documento, l’ospedale sarà

occupato dall’intero consiglio comunale e dalla popolazione.

Per qualche minuto, il Consiglio ha operato in seduta informale per sentire, su richiesta di “Zampa”

Marras, la voce del Comitato di lotta “Pro Alivesi”: Gianna Pinna, figlia della scomparsa “Toiedda”

Meloni, già presidente del Comitato di lotta per la difesa dell’Alivesi, ha assicurato il totale sostegno a

una battaglia che già in passato ha visto centinaia di ittiresi manifestare, a Sassari, davanti all’Asl. E

grazie alla massiccia mobilitazione popolare, si impedì il dirottamento di un consistente finanziamento

già destinato all’ospedale di Ittiri.

Dopo qualche ora, l’Asl di Sassari ha assicurato: «L’immediata copertura dei turni di guardia medica

mediante la nomina di uguali figure professionali fino alla prima metà di gennaio, momento in cui

saranno reperiti dirigenti medici mediante selezione urgente». E’ stato sufficiente assicurare ciò che per

legge deve essere garantito per far rientrare la minacciata occupazione dell’ospedale.

Nel documento è stato anche richiesto un incontro per discutere le problematiche riguardanti il presidio

ospedaliero e garantirne il rilancio e il funzionamento.

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ittirese qualunque 01/22/2011 23:10


Certo che leggere il commento di Sandro dopo aver assistito al consiglio comunale aperto...
Ma dov'è questa "pacificazione ittirese"? Gianni Senes esordisce dicendo di non essere stato invitato, G.Angelo Paddeu dicendo di essere stato espulso dal comitato, di Giommaria Deriu neanche
l'ombra e poi c'erano più bottiglie d'acqua sul tavolo che gente ad assistere... Infine, a cosa è servito? A ricordare ai presenti cose che sapevano già e a far vedere che gli ittiresi non sono
uniti sul tema perchè prevalgono ancora divisioni ideologiche e personali che nulla hanno a che vedere con l'ospedale.
Non ho ancora capito se essere più deluso che malumorato di quanto ho visto...


Colovuru 01/10/2011 10:13


Ho letto e riletto l' editoriale di totoi, è spassoso, aderente alla realtà dei fatti, ricco di spunti storico-politici di indubbio interesse, è quello che è relamente accaduto nel corso di questi
ultimi 25 anni.
E' quasi un processo a tutti gli ittiresi, compresi quelli che fanno politica a tutti i livelli, che le cose le vedono, le capiscono, le subiscono ma non muovono un dito che è un dito per cambiare
lo stato delle cose.
Hanno, da sempre, il famoso paraocchi che gli fa vedere solo le cose che altri vogliono fargli vedere.
Sono quelli "che contano", quelli che "la politica la sanno masticare", quelli che vantano delle "famiglie numerose", sono quelli che possono contare sull' appoggio dei cosiddetti "poteri forti
ittiresi", sono quelli che vengono sostenuti e mandati ad amministrare nonostante
l' evidente incapacità, ignoranza, insensibilità, inadeguatezza al ruolo.
Un paraocchi che permette a particolari individui di curarsi il proprio orticello familiare, parenterale, aziendale o di greffa.
Ecco questo è Ittiri Politica, quella militante.
Tutti gli altri, e sono la maggioranza assoluta, se ne strafregano altamente di questi "novelli apprendisti statisti" e, proprio per levarseli dalle palle ogni volta che ci sono elezioni, li
votano. Tanto, dicono, sono tutti uguali.
Ittiri è così, non cambierà mai.
Dunque totoi: campa cavallo che l'erba cresce, se ti aspettavi che con il cambio generazionale qualcosa di buono si affacciava all' orizzonte ittirese hai sbagliato di grosso.
Resterà tutto come negli anni '48/'50 quando la mondezza veniva lasciata ai bordi della strada, la cacca di cavallo veniva lasciata fermentare sulle pubbliche vie, le galline pascolavano
undisturbate nelle viuzze ancora bianche.
Ad Ittiri il progresso ed il cambio della mentalità si è fermato all' ingresso. E' lì dal 1950, non si è ancora deciso ad entrare.


Sandro 01/06/2011 10:54


Va bene. Hai ragione bachisio ma ora non è forse il momento di stare tutti uniti per difendere questa struttra ? Possiamo dire che finalmente il sindaco e la giunta si è svegliata il sonno. Certo,
ha azzeccato, il risveglio coincide con una giunta di destra a cagliari. Con un assessore non "amico". Però sfruttiamo questo momento di pacificazione ittirese che vede maggioranza ed opposizione
uniti per difendere l' Alivesi. Stiamo dunque tutti uniti prima che questo sindaco ne inventi una delle sue per sfilarsi da questa battaglia. Approffittiamone !


Bachisio 01/05/2011 13:24


Credo che questo sindaco e questa giunta arrivino davvero tardi nel prendere decisioni in tema di ospedale.
Quando a capo della Commissione sanità c'erano gli amici intimi di partito e di corrente, e alla guida della regione c'èra quel capitalista-operaio di Soru, nulla ha mosso il nostro sindaco. Si è
semplicemnte piegato alle direttive che gli hanno impartito i suoi referenti-padroni in cambio di visibilità e potere politico e con l' impegno della candidatura alle prossime regionali. Tutto
perchè bisognava sacrificare gli interessi sanitari ad interessi politici. Ora, visto che si prospetta una eventuale crisi in regione, e in prospettiva di prossime elezioni, ci si prepara il
terreno facendo vedere al questo nostro popolo di gonzi che l' Ospedale di Ittiri è allo stremo e che l' assistenza sanitaria è in gravissimo pericolo !
I fessacchiotti ci cascheranno ancora una volta ed avranno un debito di riconoscenza verso questi politici che si stanno battendo per l' ospedale !
Credo che qui si debba chiudere non solo l' ospedale ma anche il paese visto che si fanno inculare con tanta facilità da elementi che sono da considerare gli ultimi nella nostra società.
Solo ora si accorgono che la medicina funziona male. Solo ora si accorgono che la casa della salute non vedrà mai la luce. Solo ora si sono ricordati che l' ospedale è di fatto chiuso. E
addirittura è da chiudere perchè è causa di pericoli ai danni della gente visto che mancano strumenti e personale altamente qualificato per dare pronta assistenza.
Ma dove erano 5, 10, 20 anni fa ?
Bugiardi !