Paolo Manconi, di solide radici ittiresi, si racconta attraverso il suo toccante libro autobiografico, che può essere la storia di ognuno di noi, dal titolo :" Io che non sono nessuno".

Pubblicato il da Totoi Fadda

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<< Ho scritto questo libro con l´intento, parlando del mio vissuto non proprio facile, di far capire alcune dinamiche della crescita e dello sviluppo che comportano tutta una serie di pericoli e difficoltà capaci di sconvolgere la serenità e la stabilità di una famiglia.
Ho voluto far rivivere le tante persone che hanno incrociato e attraversato le mie strade: i miei familiari, i luoghi che hanno accolto le mie vicende, le tragedie sfiorate e quelle toccate, gli eventi, a volte casuali a volte cercati che hanno indirizzato, spostato e costruito tutte le varie fasi della mia vita. Ho voluto essere specchio per chi non ha avuto o non avrà mai il coraggio, o forse più semplicemente non ne sente il bisogno e attraverso me, camminare in punta d´anima su un percorso che non è solo mio, ma appartiene all´uomo, quello più comune, forse quello più autentico.
Questo mio viaggio attraversa deserti e oasi, dall´infanzia alla scuola, dalla politica alla droga, dal carcere alla Comunità, accompagnato dal ricordo dolce e malinconico della mia famiglia passata e dalla melodia infinita di quella attuale.
Io che non sono nessuno l´ho pensato e scritto in 9 mesi, il tempo di una gravidanza, dopo aver fatto per 53 anni l´amore con la vita, con la quale ci siamo lasciati e poi ripresi e poi ancora lasciati e poi di nuovo ritrovati.
Io che non sono nessuno è un parto naturale doloroso, ma come ogni parto il dolore rinnova il senso profondo del nostro esistere: esserci! primi o ultimi, nessuno o qualcuno è solo un dettaglio.
Io ho voluto essere nessuno perché spesso nella mia vita c´è stato qualcuno che me lo ha ricordato e in fondo, dopo aver incontrato tanti qualcuno e tanti che aspiravano ad esserlo, la mia dimensione di uomo non poteva che essere quella.
>>

 


 

Il breve testo che apre questo articolo, una sorta di premessa al libro, è stato estrapolato dalla Home Page dell' editore Delfino .

Queste bellissime parole di Paolo, che sintetizzano e anche bene la sua travagliatissima vita, segna l' inizio di un viaggio certamente appassionante e coinvolgente per la storia che viene raccontata, ma ci riserva anche pagine dolorose e tragiche che hanno coinvolto tutta la sua famiglia.

Per famiglia, comprendetemi, non  intendo solo la sua, quella originaria, ma anche tutta quella schiera di parenti d' Ittiri, terra fertile di Etnie di poeti  musici e artisti d' ogni genere, composta da altrettante famiglie che hanno vissuto in doloroso silenzio, attoniti e increduli, tutto l' evolversi delle vicende che hanno travolto Paolo e Zio Franceschino Manconi. 

Mio Zio, cugino carnale di mio padre Pietro Luigi Fadda-Manconi.

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Me lo ricordo benissimo, come fosse ieri, Paolo, baldo giovane di città dalle fattezze perfette. Un viso d' Angelo incastonato su un agile e atletico corpo, una foltissima chioma, così come appare nella foto. Una parlata fluida, precisa e puntigliosa, come era Zio Franceschino. Anche lui deciso nell' affermare e nel sostenere le sue idee e convincimenti.

Paolo era anche un apprendista sciupafemmine, dal sorriso permanente che ne illuminava, come adesso del resto, il suo bel viso monellesco. Le ragazzine impazzivano e stravedevano per lui. Con quella scusa anche chi scrive, nonostante i circa 7 anni di differenza, cuccava....

Le loro visite familiari erano delle ghiotte occasioni per noi ancora giovanottoni, non solo per fare il giro "turistico dei parenti": prima da Zia Mallena, no ! prima si va da Zio Battista Manconi e Zia Maria Orani, poi tutti gli altri a seguire. Da Zia Toia e Monda, Tomaso, da Zio Giovanni Antonio e Annetta.

Visite e occasioni ghiotte dicevo perchè potevamo dare fondo all' assaggio dei "pabassinos", "tiriccas" e "piricchittoso" e a tutto l' altro ben di Dio che veniva approntato per l' occasione. "Sos parentes de tzittade".

 

Ci perdemmo di vista, con l' avanzare dell' età e con la diversità degli interessi che attraevano la nostra attenzione.

Paolo non riuscimmo più a vederlo.

Così come tutti gli altri cugini, sino a venerdì credo, giorno della presentazione del suo libro che ci racconterà, dalla sua viva voce, nei minimi dettagli quale sia stata la sua vita, quali sofferenze e dolori ha dovuto sopportare e purtroppo anche dispensare agli altri, inconsapevolmente.

Paolo è di nuovo tra di noi, nella sua famiglia. Ritroveremo in lui Zio Franceschino e Zia Tina. 

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