Politiche attive per valorizzare il patrimonio Storico, Artistico e Culturale di Ittiri

Pubblicato il da Antonio Fadda

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Come tutti noi sappiamo, ad esclusione di qualcuno ben noto, le politiche culturali si collocano da sempre al centro di tutte le strategie di Sviluppo Locale e vengono assunte come fattore decisivo per la valorizzazione di un sistema, che chiameremo "Sistema Ittiri", e che dovrebbe abbracciare tutti i campi della vita Sociale, Economica e Civile. Accanto alla imprescindibile azione di conservazione e valorizzazione del Patrimonio Culturale, (che NON deve essere sempre a senso unico e NON deve camminare sempre in un' unica direzione), è ormai acquisito il ruolo della Cultura come risorsa economica per lo Sviluppo Locale, risorsa essenziale per la convivenza civile, il benessere dei cittadini e per sostenere i processi di crescita economica dell' intera comunità. E' proprio in questa prospettiva che il campo d' azione delle Politiche Culturali dovrebbe allargarsi integrandosi con l' Ambiente, il Turismo e  le Attività Ricreative. Insomma deve intervenire non solo per promuovere la nostra città ma per sottolinearne gli aspetti storico- artistici in essa presenti. E sono tanti credetemi.

L' attività Culturale quindi non diventa solo un valore aggiunto ai fini dello sviluppo complessivo, ma diventa il cardine di un progetto complessivo che vede come proprio obiettivo la rigenerazione urbana. La nostra cittadina deve essere il luogo dove la ricerca dell' innovazione e della comunicazione deve trovare nell' investimento culturale, in senso ampio non solamente Folkloristico, un ulteriore slancio verso il futuro. A giudizio di chi scrive la priorità deve essere individuata nella valorizzazione del Patrimonio Artistico e monumentale (da individuare i siti) e nella sua rifunzionalizzazione culturale all' interno di un Sistema che sia coerente, integrato e coinvolgente. Non escludente. Dunque la riappropriazione da parte della nostra cittadina di edifici monumentali e storici diventa necessario perchè si favorisce il collegamento alla memoria e alla testimonianza della sua storia. Questi elementi sono fondanti dell' identità di una comunità capace di interpretare con sensibilità contemporanea l' eredità del suo passato. E' necessario ed utile più che mai aprire ad una nuova stagione delle politiche culturali di Ittiriche deve concretizzarsi in un tessuto di luoghi restituiti o riconvertiti alla frequentazione cittadina, spazi di incontro e scambio di saperi, di studio e di intrattenimento capaci di diventare anche laboratorio di nuove forme di elaborazione contemporanea utilizzando la creatività dei nostri giovani, e meno giovani, artisti locali. A presidio di questa complessa rete di luoghi e relazioni devono essere poste le associazioni che elaborano attività culturale, il sistema bibliotecario che deve e può affinare ancora di più le sue capacità di coinvolgimento e a innovative modalità di interazione. Il ripensamento della nostra città deve vedere un orizzonte europeo che deve essere consolidato attraverso la promozione di iniziative di particolare impegno e risalto anche internazionale ( Prendas può benissimo avere una funzione di apripista), dedicate alla fotografia, all' arte contemporanea, al cinema, alla musica ( potenziando Ittiritmi ), in grado di coinvolgere in più e varie e sostenibili modalità di rapporto tra il pubblico ed il privato, anche diversi del mondo produttivo sociale.

In tutto questo "Sistema Ittiri" i talenti nostrani, nelle loro variegate espressioni, possono assumere una importanza ed una valenza notevole dando libero sfogo alla loro cratività e capacità di comunicazione attraverso l' arte e l' inventiva.

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AliaS01 09/05/2011 12:35


gentile Fadda ...prendo atto, devo dire con piacere, della tua (scusa il tu) risposta alla mia seppure provocatoria risposta ad un tuo, ritengo io, intelligente post. La cultura che una comunità ha
il piacere nonchè, dico io, l'onore di coltivare. Personalmente ritengo che tu abbia perfettamente ragione, la cultura estesa a 180 gradi è quella e solo quella che fa progredire una comunità, un
popolo, una nazione ed è fonte potenziale anche di crescita economica. Ma è solo un’illusione se tutto ciò prescinde dalle azioni di un governo centrale, azioni che finiscono per interessare, nel
bene e nel male anche la più estrema periferia. Fatto salvo i servizi che un'amministrazione (qualunque essa sia) ha il dovere di fornire ai propri cittadini, cosa rimane per la cultura (quella
famosa con la quale non si mangia) ? In tempi attuali ritengo poco o nulla, ben altri sono gli obbiettivi a breve termine. Si, perché la cultura ha come obiettivo il lungo termine. Non puoi
dall’oggi al domani far si che la zona antistante la chiesa di San Maurizio diventi una discarica a cielo aperto subito dopo l’omonima festa. Non puoi dall’oggi al domani far si che il cittadino
ittrese diventi un appassionato di cinema quando saranno 30 e passa anni che a Ittiri (città) non esiste un cinema. Come distogliere il cittadino ittirese dal consumo dell’ennesima cassa di birra e
far si che il suo tempo sia trascorso nella biblioteca comunale. Tutto questo richiede soldi, tempo, pazienza e, aggiungo, volontari. Come esempio della bassa cultura cittadina, ti invito a dare
uno sguardo al forum del sito ufficiale del comune di ittiri. Bene è quasi deserto, nessuno che commenta o propone delle discussioni. Perché?
PS: nel citato forum vi era un post che riportava l’elenco degli antichi villaggi oramai scomparsi che erano esistenti nelle vicinanze di Ittiri. E’ scomparso, è stato cancellato. Antichi villaggi
di cui io ero perfettamente non a conoscenza. Ma che certo non insegnano a scuola come non insegnano a scuola sulla battaglia di Sanluri, tanto per fare un esempio … ed ecco che la cultura
sprofonda nel dimenticatoio. La cultura moderna non può prescindere dalla conoscenza passata. Altrimenti è illusione!


Antonio Fadda 09/06/2011 13:25


AliaS01 ti ringrazio per il tuo commento. Intanto perchè rappresenta una realtà che tutti noi tendiamo a nascondere e, per l' altro verso, perchè mi dà la possibilità di esercitarmi in quella che è
la mia passione di sempre, bisognosa certamente di correzioni e affinamenti, che è quella di scrivere ! In questi ultimi anni, dobbiamo dirlo per onestà, diciamo intellettuale, (non è il mio caso
essendo io, a detta di alcuni Statisti locali, un asinello calzato e vestito...), l’Amministrazione Comunale attraverso la Pro Loco e alcune delle più importanti associazioni, si è distinta nel
panorama locale ed Internazionale, limitatamente per alcune specifiche manifestazioni, per la qualità delle sue iniziative culturali, realizzate grazie ad un crescente impegno economico ed umano e
al sostegno di diversi sponsor. Detto questo però è necessario anche vedere le cose in modo critico per, eventualmente, apportare modifiche che ne migliorino la qualità spostando, se necessario, l'
interesse e le risorse umane ed economiche verso altri tipi di manifestazioni e attività culturali. Io sono fortemente convinto che oggi fare cultura significa occuparsi di una serie di attività
strategiche che possano essere utili sia per migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso occasioni d’incontro e di crescita culturale, e sia per utilizzare al meglio un formidabile
strumento di promozione del territorio e nel contempo di salvaguardia del patrimonio storico-artistico ed ambientale ittirese. Il “Caso San Maurizio” da te sollevato, e tanti altri ancora che
potrei elencare, caratterizzato dall' alta “mondezzosità” che esso genera, rappresenta proprio il fallimento di un certo modo di fare politica in modo innovativo, correttivo ed educativo. E' invece
urgente attivare, con il contributo volontario, v-o-l-o-n-t-a-r-i-o, di tutte le nostre associazioni, quelle azioni che la necessità impone di dover, voler, poter fare cultura per “migliorare la
qualità della vita dei cittadini..” ma anche per educarli ad un atteggiamento diverso nei confronti di eventi religiosi e pagani insieme. E' proprio qui stà l' errore, l' assenza colpevole dell'
amministratore che non predispone, nè coinvolge per tempo regole comportamentali al fine di fare rispettare, insieme, la festa religiosa e quella prettamente pagana. Credo anche che il rispetto
della ricchezza di un territorio non si misura solo con indicatori economici, ( a causa delle cui pratiche vengono generati cumuli di mondezza e quant' altro..) ma anche attraverso l’offerta
culturale e le possibilità di accesso ad essa dei cittadini. Ecco allora l' esigenza di un’offerta culturale varia, soprattutto attenta non soltanto alle tematiche legate alla nostra realtà locale
ma anche aperta alle sfide del presente. Promuovere e realizzare un’offerta culturale stimolante, innovativa, di qualità dovrebbe essere l’impegno concreto di ogni Amministrazione, con particolare
attenzione ai nostri giovani artisti, attraverso attività che ne valorizzino le capacità creative. La cultura è un piacere da condividere insieme. E questa condivisione poteva concretizzarsi e
rafforzarsi, hai colto nel segno, all' interno del forum del sito del nostro comune al quale è impossibile partecipare perchè, a seconda dei problemi che vuoi sollevare, vieni "democraticamente"
messo alla porta. Questo accade perchè chi ci amministra oggi non vuole confrontarsi, pacatamente e correttamente, con i suoi amministrati. Vuole solo "impartire ordini".


Giovannino 09/05/2011 09:38


Credo cha ad Ittiri urga un urgente riassetto del suo piccolo ma presente tessuto imprenditoriale. Si deve dare una decisa e responsabile virata verso le politiche di sostenibilità, di innovazione
e di eccellenza. Per imboccare questa strada è necessario che Ittiri investa sul suo capitale umano, tutti i talentuosi e gli artisti sin' ora richiamati che Ittiri colpevolmente trascura,
aumentando così la qualità della cultura e dell' invettiva.
Oggi quale rilevanza viene data alla risorsa "giovani" ? La situazione, dobbiamo dircelo, è fortemente deficitaria. Partendo dall' analisi dell' ultimo censimento della nostra popolazione, noi
anziani siamo in costante e pericoloso aumento. E allora perchè non investire su quel bene , così scarso e prezioso che sono i nostri giovani ?
Cosa si aspetta ancora, le prossime elezioni comunali per raccontare un pò di frottole e beccarsi tutti i voti disponibili ? Bella prospettiva. Intanto i nostri giovani sono costretti a partire per
affermare le loro qualità. Impoverendo ulteriormente la nostra città.


alias01 09/04/2011 09:00


... ma da quando in quà con la cultura si mangia? .... lo dite ai vostri rappresentanti centrali che in periferia la si pensa diversamente? ....


Antonio Fadda 09/05/2011 09:21



Errore Alias01, la periferia, ma vale anche e soprattutto per l' intera Regione e Nazione, se investe in cultura non spreca certamente risorse. La Sardegna e, nel nostro piccolo anche Ittiri ed
il suo territorio, possiede entro i suoi confini enormi ricchezze che rientrano in quel vasto patrimonio culturale mondiale ed è doveroso da parte di chi può, di chi vuole, di chi ci crede,
oltrechè utile, tutelare e valorizzare queste straordinarie ricchezze. Chi decide di puntare sulla cultura da vita ad un circolo virtuoso che significa sviluppo e nuovi posti di lavoro, specie
per i giovani. Potrebbe rappresentare una bella polizza assicurativa sul futuro del nostro paese, non solo quello italiano, Sardo, ma anche quello ittirese. E' chiaro che è necessario abbandonare
la solita logica dell' investimento a "fondo perduto", degli aiuti a pioggia, del sostegno ai soliti noti ai quali si da tutto. Si devono individuare i poli di eccellenza su cui puntare e creare,
con il concorso di tutti quelli che se la sentono, una imprenditorializzazione della valorizzazione culturale. Altro che pensarla diversamente.



Timetraveller 09/03/2011 19:37


Siamo qui a domandarci quali possono essere le politiche idonee a valorizzare il nostro patrimonio storico, artistico, culturale e artisti, i talentuosi e i dotati nell'arte in genere.... Molto
semplice; da che mondo è mondo, ciò che è piacevole e ciò che è valido si valorizzano da se, senza fare troppi calcoli e artifizi per metterli in evidenza. Piuttosto l'interrogativo è un'altro:
perché si fanno sforzi immani, si perde tempo e risorse per valorizzare ciò che non serve, ciò che inutile, superfluo e spesso dannoso?!?!?!


boba 09/03/2011 18:49


bel sito


Michelangelo 09/03/2011 10:41


Sbaglia Sarchiapone ad essere così pessimista sulla capacità degli ittiresi di saper apprezzare la cultura "alta", impegnata, con una finalità che ruota attorno alla reale valorizzazione della
nostra cittadina partendo proprio dal riconoscimento del giusto valore alle nostre ricchezze storico-monumentali. Ittiri ha sempre prodotto degli ottimi uomini di cultura. Il problema grosso è che
questi uomini non sono nè scoperti, nè valorizzati nel giusto modo. Solo gli studi e le ricerche di Gianni Vulpes ci hanno fatto conoscere quali e quanti uomini di valore Ittiri abbia avuto nel
passato. Ma tutto passa sotto silenzio perchè si preferisce dare spazio alle cose futili e banali che nulla hanno a che fare con la cultura e la conoscenza delle proprie radici e della propria
storia. Ecco perchè, da cittadino e da amministrato, propongo che il nostro comune, nella persona del Sindaco Orani,dia vita ad una Rete di Laboratori o Centri per i giovani, che mirino a
valorizzare le loro potenzialità attraverso iniziative culturali di una certa importanza e relative alla storia di Ittiri e della sua gente. Credo che la Regione Sarda con il supporto dell'
Assessore alla Istruzione Milia, che si è sempre dimostrato vicino agli ittiresi, possa benissimo finanziare un progetto di questo tipo che non è e non deve essere il solito momento folkloristico.


Sarchiapone 09/03/2011 10:02


Bellissimi articoli e citazioni sulla cultura. Ma, mi dispiace per totoi, il nostro paese non è ancora arrivato ad uno stadio così avanzato. E' come dare da bere il caffè, servito di tutto punto in
tazzine di ricca fattura, all' asino. Non riuscirà mai ad apprezzare, a capire, a comprendere la ricchezza del gusto e del sapore. Non credo che gli ittiresi a partire da chi ci amministra,
maggioranza e opposizione, siano pronti ad affrontare ragionamenti così complessi e profondi. Da noi l' importante è che ogni anno vi siano quelle manifestazioncine alle quali siamo ormai abituati.
Fare di più e bene non verrebbe compreso. Forse con le nuove generazioni, fra 10.000 anni, potremo vedere, ma sarà troppo tardi, politiche di valorizzazione sia del patrimonio culturale sia il
riconoscimento del valore dell' arte in genere e della innovazione della quale sono portatori sani i nostri giovani creativi.
Non è alla portata di questi amministratori. Dovremmo accontentarci di quello che sanno dare.