Saviano contro il suo editore. Militanza politica ?

Pubblicato il da Antonio Fadda

 

Appello Di Roberto Saviano 


SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è¨ mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare cosè anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.”

 

Queto è il testo dell' appello di Saviano pubblicato sulla prima pagina di Repubblica e rivolto al premier Berlusconi.

Le reazioni da destra non si sono fatte attendere e per bocca di Francesco Pasquali, coordinatore nazionale della Giovane Italia, il movimento giovanile del PDL, ha replicato che:" l' articolo di Roberto Saviano è un affresco di ipocrisia. Sono diverse le occasioni in cui Saviano ha dato prova di militanza politica. Pochi giorni fa, addirittura, sollecitava uno scatto di coscienza dagli elettori di centro."

Altra reazione si è registrata, con una analisi puntigliosa e accurata, sul quotidiano Libero, diretto da Belpietro,  da parte di Ottavio Cappellani il quale, definendo Saviano un Intellettuale militante, lo accusa di utilizzare l' appello a Silvio Berlusconi non per cambiare la legge ma semplicemente per vendere più libri visto che il suo ultimo lavoro va male.

Cappellani lo "pizzica" sulla "questione di diritto" sollevata dallo scrittore e si domanda se questo abbia mai sfogliato un testo di diritto e gli domanda se sappia cosa sia "il diritto già scritto" (ius conditum) ed il "diritto da scrivere" ( ius condendum) e gli domanda anche se sa che "le leggi e le costituzioni, sono concetti in movimento, altrimenti sì che il diritto si snaturerebbe."

Cappellani si domanda anche come sia possibile che uno scrittore come Saviano sia potuto cadere in una ingenuità come quella. Ed aggiunge:"Roberto saviano ripete spesso di credere nel "potere che ha la parola di cambiare il mondo" in nome della verità. Mentre la verità è che gli scrittori scrivono, e che il mondo lo cambiano, almeno ci provano, le forze di polizia e gli eserciti, le cui azioni non sono ispirate dalle parole degli scrittori (meno male) ma dalle indagini e dalle azioni di governo (questo governo)....."

Ci pare di capire dunque, da quest' altro fronte di pensiero, che quello che dice Saviano siano un cumulo di sciocchezze che hanno un unico scopo, quello di vendere bene il suo prodotto letterario ( non a caso era reduce da una ospitata "provvidenziale" da Fabio Fazio).

La minaccia di morte ricevuta dai casalesi è certamente da condannare e siamo solidali con Saviano, così come siamo solidali con tutti gli altri liberi cittadini che ricevono minaccie di qualsiasi tipo e spessore.

Ma la camorra si combatte sul campo, come fanno le forze dell' ordine impegnate giornalmente, non credo attraverso le opere degli scrittori nè tantomeno attraverso appelli che hanno il sapore amaro della militanza attiva.

Forse Saviano ignora che una proposta di legge del PD a firma di Anna Finocchiaro, Massimo brutti, Guido Calvi, Felice casson e carlo Pegorer, durante l' ultimo governo Prodi chiedeva la "abrogazione della legge 5 dicembre 2005, n. 251, e disposizioni in materia di prescrizione del reato"

Lo afferma Franco Bechis che aggiunge:" Se questa proposta fosse stata  in vigore durante questi anni, sarebbero saltati quasi tutti i grandi processi per mafia e camorra, oltre che i processi sui furbetti del quartierino, quelli di Cirio e Parmalat, quello sul rogo della Thyssen, quello per il rapimento di Abu Omar,  quelli per l' omicidio di Cogne, per l'omicidio fortugno e perfino alcuni di quelli più clamorosi per violenza sessuale,pedofilia e sfruttamentodell' immigrazione clandestina".


 

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antò 12/07/2009 09:25


antonalta 07-12-09
le procure di milano e palermo, tanto vituperate
dal vostro berlusconi, sono le stesse che vi procurano il tanto plubicizato vanto alla lotta contro la maffia


anto 12/07/2009 09:17


le procure di milano e palermo, tanto vituperate
dal vostro berlusconi, sono le stesse che vi forniscono il tanto plubicizato vanto della lotta contro la maffia


Salvatore 11/20/2009 16:47


La reazione vergognosa di "vergogna" dà ancora una volta ragione all' autore dell' articolo. Quando si vuole dare o fare della controinformazione per rendere chiare le posizioni che sono dispiegate
in campo, si segnalano reazioni scomposte ed insulti quasi a significare che si vuole tenere nascosto qualcosa, o che si abbia timore di far capire troppo al popolino. Come hanno sempre fatto i
signori della sinistra "democratica".
Vergogna davvero !


vergogna 11/19/2009 14:45


buffoni!pur di difendere silvio date contro a saviano...avete stancato con questa storia che tutti sono militanti o sono comunisti!ha svelato più lui sulla camorra che le migliaia di
indagini.svegliaaaaaaaa, uscite dal torpore del leccaculismo.anzi direi "esci", vero tottò?


Antonio Fadda 11/20/2009 16:28


Caro/a vergogna, il tuo nik ti ha già qualificato.
Adesso alzati e cammina.


Giuseppe M. 11/18/2009 18:04


Non è odio da parte di nessuno!
Io ad esempio non nutro questo sentimento nei confronti di Saviano ma credo di avere diritto, in eguale misura alla sua, di poter esternare il mio punto di vista su un tema così importante.
Un tema che però puntualmente viene banalizzato da interventi inappropriati e richieste che hanno il sapore accusatorio per come vengono dati in pasto all' opinione pubblica. Questo clima di
sfiducia è stato generato da una sinistra inconcludente e non in grado di formulare proposte costruttive al Governo ed al premier da sempre sbeffeggiato.
Come si può credere che Saviano sia in buona fede visto che è ipercoccolato da quello schieramento politico che lo usa a suo piacimento?
Non è odio, è libera critica. Come fa Saviano del resto.
Le posizioni assunte dagli scrittori e giornalisti di destra alcune volte non sono condivisibili, ma non ho mai letto nulla dello stesso sapore delle cose che ha scritto Saviano al premier.


Giovanni S. 11/18/2009 17:53


Non vi pare di esagerare con l' accusa di militanza attiva nei confronti di uno scrittore che rischia continuamente la vita a causa della vendetta dei casalesi ? Avrebbe importanza poi se fosse
schierato da una parte politica? E se le stesse cose le avrebbe dette Veneziani ? o Feltri ? o Socci ? o Belpietro oppure altri intellettuali di destra, quale sarebbe stata la vostra reazione?
Scommetto di sostegno incondizionato !
Non è forse odio questo ?


Francesca S. 11/18/2009 08:57


Se davvero ha ragione Cappellani che accusa Saviano di utilizzare questa polemica per vendere più libri, beh allora quest' uomo è davvero un irresponsabile e sfrutta la buona fede di chi crede
nella politica PD che, in moltissimi casi, è a favore del popolo e delle categorie deboli. Male fa anche chi lo sostiene in primis il giornale la Repubblica di esclusiva proprietà di quel
pover'uomo di De Benedetti.
Credo ci sia una nuova forma di camorra in giro.


Giuseppe M. 11/18/2009 08:32


Ma a che titolo Saviano si inserisce in discussioni e sulle azioni di attività di Governo su delle materie di cui Lui ha solamente scritto? Posso essere d'accordo sul fatto che tutte le mafie siano
da combattere ed anche in modo energico (del resto è su tutti i giornali quali vittorie si stiano conseguendo sulla criminalità organizzata da questo governo ed in particolare da Maroni), ma da
questo ad intromettersi, credo con proposte studiate a tavolino dai soliti noti, per creare nei cittadini la convinzione che lo "scrittore anticamorra" non concorda con le decisioni autorevoli del
governo fa davvero pensare che dietro tutto questo ci sia qualcosa di poco sincero e chiaro.
Aveva ragione Leonardo Sciascia che diffidava di quei partiti che che dell' antimafia ne facevano il loro cavallo di battaglia: a parole però, gli altri quelli davvero impegnati venivano morti
ammazzati.
Ecco perchè credo che Saviano sia un Militante Attivo che esegue gli ordini di quella specie di "camorrafia dei partiti politici".


Miguel 11/18/2009 08:20


Se ho ben capito è stato il PD di Finocchiaro (quella che con fare serioso bacchetta continuamente il governo atteggiandosi a salvatrice della Patria...) a provarci ad insabbiare processi e non
invece Berlusconi !
Ma allora perchè il popolo Democratico anzichè seguire le sciocchezze che vengono dette da Bersani su questa materia, non cercano di capirne di più ?
Non vi pare anche che nei tribunali sia ora che si lavori davvero di più e bene ?
Si danno sempre le colpe alla mancanza di personale, alla mancanza di carburante ecc. ecc.


edi 11/17/2009 17:47


tutti i tribunali d'italia sono in sottorganico se ci fosse veramente la volontà di abbreviare i processi si rinpinguerebbero quei posti vacanti poi magari se non fosse sufficiente si potrebbe
parlare di ridduzione dei tempi ma mandare in prescrizione non è democratico è dare un calcio all'ugualianza per tutti di fronte alla legge eppure lo troviamo sulla testa di quei pochi giudici
oberati di lavoro quando entriamo nei tribunali...


Baingio 11/17/2009 11:36


Concordo pienamente con quanto afferma Cappellani. La camorra e la mafia e tutta la delinquenza non la combattono certamente gli scrittori ma più semplicemente e, purtroppo, pericolosamente le
nostre forze dell' ordine. Grazie per questa notizia alternativa.