Si inasprisce la protesta e la rivendicazione degli Artigiani e Commercianti di Ittiri sostenuti dai giovani del Comitato per la Zona Franca ittirese.

Pubblicato il da Totoi Fadda

BAULE-1.jpg
Il 24 ( o il 25 maggio ) accadeva che...” ieri incontro con il nostro sindaco. Dopo che il portavoce del movimento ha descritto la situazione di difficoltà in cui versano molte aziende locali è intervenuto il Sindaco dando indicazioni di intenti che l'amministrazione vuole attuare in materia di riduzione delle imposte comunali . Il Sindaco ha dato la sua piena disponibilità a portare le problematiche della categorie e dell'intera comunità nelle sedi istituzionali più appropriate (unione dei comuni, prefettura) . Noi commercianti e artigiani possiamo ritenere positivo questo primo incontro , ora attendiamo fatti concreti e a breve termine.
( post di Vincenzo Casiddu – aderente e cofondatore del Movimento Artigiani e Commercianti di Ittiri)”

°_________________________°

 

Evidentemente le “indicazioni di intenti” non sono state poste neanche all' ordine del giorno in nessun consesso pubblico. Ecco perchè nella giornata di oggi è scattata la protesta dura e decisa degli Artigiani e Commercianti sostenuti dal Comitato di Ittiri per la Zona Franca. Vi raccontiamo i fatti attraverso le testimonianze dei diretti interessati o di chi ha potuto vedere e seguire gli accadimenti.

 

°_________________°

C’è chi dice no.
Oggi abbiamo avuto la conferma che quello che sospettavamo da tempo è realtà: in questa città
nonc’è UNA SOLA istituzione politicache si preoccupi di affrontare in maniera seria il problema dell’occupazione. Decine di posti di lavoro persi o a rischio nel disinteresse generale di coloro che dovrebbero invece tenere legate le persone a questa cittadina per fare in modo che nonsi spopoli. Anche un bambino capisce che una città può ripartire solo dal lavoro. I nostri amministratori NO!
Sono ancora sconcertato dalla scena pietosa a cui ho assistito questa sera nel palazzo comunale. Un gruppo di artigiani e commercianti di Ittiri con i giovani della “zona franca” che va a chiedere aiuto al sindaco della città , si trova di fronte una persona sorpresa e nervosa , che ascolta, con un sorriso amaro, le rappresentanze di categoria. Che si pone come unico problema quello di avere le mani legate e fare da scaricabarile con la Provincia e la Regione, ma che “farò tutto quello che è in mio potere per fare conoscere i vostri (vostri?) problemi al Prefetto e Sindaci del territorio”.
Come se lui non c’entrasse nulla, come se il nostro problema non fosse anche un suo problema, come se si fosse dimenticato di essere il primo cittadino di questa città. Ebbene qualcuno glielo ricordi, gli ricordi quali sono le sue facoltà, gli ricordi cosa può fare e cosa non può fare per intervenire in nostro favore, e ricordategli anche che è un Sindaco di sinistra, semmai se ne fosse dimenticato, che ha avuto l’onore e il privilegio di essere delegato dai cittadini ittiresi a risolvere i problemi dell’intera comunità. Ma soprattutto qualcuno ricordi ai nostri amministratori che essere di sinistra vuol dire affondare le proprie radici nelle lotte operaie. Ma erano altri tempi, ERA UN’ALTRA SINISTRA. Piero Tavera

°_____________°

 

Questa cruda analisi è stata scritta, su quel network complesso ma accessibilissimo che è facebook. Accessibile e leggibile rispetto a qualche pagina di giornale che tende a nascondere le notizie ed i fatti. Questa analisi è una dichiarazione e nel contempo un grido forte di dolore e delusione lanciato da un Artigiano ittirese. Da una piccola partita IVA, così come ce ne sono tante ad Ittiri le quali, tutti i giorni, cercano di fare il proprio lavoro, di svolgere quel minimo di fatturato che gli consente il mercato – ormai gravemente malato se non addirittura in piena agonia - per poter raccogliere quotidianamente quella risorsa economica necessaria per affrontare e soddisfare con onore i tanti balzelli a cui deve far fronte una piccola azienda e a sostenere la propria famiglia.

E’ una quotidiana e perenne tortura che le nostre aziende locali cercano di allontanare dall’ imminente e sempre presente pericolo del fallimento, della chiusura totale delle loro attività e la definitiva perdita di quella insostituibile ricchezza, traducibile in professionalità e alta prestazione artigiana.

Aziende medie e piccole che nel corso degli anni sono costate sacrifici, investimenti di capitali e conseguenti patimenti alle diverse generazioni che magari si sono avvicendate alla loro guida e gestione in questi ultimi 50 anni.

Uno sfogo, quello di Piero Tavera, che condividiamo e con noi tantissimi Artigiani e Commercianti ittiresi, e che crediamo faccia piena chiarezza sulla pochezza e sulla inconcludenza, dovuta ad incapacità gestionale della cosa pubblica e della difesa sociale della cittadina, di chi oggi amministra questa nostra ex produttiva e ricca Comunità Locale.

Precedentemente era stato pubblicato, sulla bacheca di “Notizie Ittiri Cannedu”, il seguente commento ironico-satirico che poneva sotto la lente di ingrandimento il menefreghismo di chi doveva invece attivarsi, già da alcuni mesi, per ricercare delle soluzioni condivise. Un colpevole silenzio da parte di chi doveva invece alzare la voce nei luoghi deputati ad intervenire per aiutare a salvare l' economia ittirese e la maestria dei nostri artigiani che hanno sempre contribuito a far grande e orgogliosa la Provincia di Sassari.

°___________°

 

SU BAULE IN COMUNE. E' MORTA STECCHITA LA SIGNORA RISPOSTA.

 
Dopo tantissime attese, fibrillazioni atriali dovute a quelle leggere ma micidiali incazzature con una pressione arteriosa, già fuori norma, sempre in agguato per lanciare, ora in sù ora in giù i valori pressotici; dopo una estenuante e defaticante attesa di quelle dovute risposte istituzionali, di riscontri, di proposte, di attenzione, di sensibilità civica ed educazione morale e civile; dopo una lunghissima e sofferta attesa di proposte per dare vita ad azioni concrete, di difesa, anche solo con una parvenza di adesione e di solidarietà finta e appena accennata, a favore della categoria degli Artigiani e Commercianti, è
D E C E D U T A,
confortata dai suoi increduli e mai appagati sostenitori ed aderenti alla lotta per il rilancio dell' economia ittirese, la
SIGNORA RISPOSTA,
vedova del compianto
Commendator SERIETA'.
I suoi scontenti e delusi figlioli hanno serenamente appoggiato sul portone di ingresso del “Palazzo di Vetro Comunale”
SU BAULE

con le sue ultime spoglie.
Il Popolo, la Gente, gli Elettori, i Passanti semplici, i Curiosi, gli Automobilisti Forestieri di passaggio, i Bambini e le Mamme, i Ragazzi e le Ragazze, gli Avventori dei bar, insomma tutta la cittadinanza ha visto SU BAULE ed ognuno ha fatto, toccandosi e scongiurando malaugurati e malauguranti accadimenti nefasti, un commento severo su quelle mancate RISPOSTEda parte della istituzione pubblica che dovrebbe, almeno sulla carta, difendere i propri figli in grave difficoltà.
Non è accaduto nulla.
Chi doveva dare le RISPOSTE, chi doveva attivarsi per AIUTARE i nostri Artigiani e Commercianti ad uscire da questa grave crisi ha preferito, con arroganza e tracotanza, fare finta di nulla girando la faccia dall' altra parte.
Eppure bastava mettersi a capo di questo movimento spontaneo, abbracciandone le motivazioni e la giusta causa, e rappresentarne in tutte le sedi le richieste ed il grido di dolore lanciato.”

°___________°

 

Cosa ancora dovrà accadere in questa nostra distrattissima città per far sì che i suoi abitanti si rendano conto in quale drastica a tragica situazione ci troviamo ?

Perchè ci deve sempre essere qualcuno che rema contro ogni volta si affacciano nuovi movimentismi, diverse opinioni e modi di concepire il futuro della nostra comunità ?

Perchè sono totalmente scomparsi i segretari politici dei più grossi e rappresentativi partiti ittiresi che possono, di comune accordo, creare un vasto movimento di opinione e di protesta a sostegno di una “Vertenza Ittiri?”.

Perchè i cittadini che hanno le sensibilità giuste, oppure “il grosso” degli artigiani e commercianti, oppure ancora tutte le organizzazioni associative che hanno a che fare con il tessuto sociale più debole ed esposto alle intemperie di questa grave crisi non vengono allo scoperto per dare il proprio contributo per favorire la crescita economica e ripensare ad una diversa e più incisiva solidarietà che sia di ampio e largo respiro ?

Perchè in piazza vediamo sempre le stesse persone, che sono lontane da organizzazioni politiche quindi non condizionabili, a rappresentare gli interessi di tutti ?

Di chi e di che cosa si ha paura ?

Ha ragione Piero Tavera quando sostiene che un tempo esisteva un' altra sinistra. Quella che stava totalmente dalla parte dei più bisognosi e deboli. Dalla parte di quegli strati sociali che necessitavano di maggiori tutele.

Mah ! A' dà passà la nuttata.

Con una bella festa, specialità della casa, dovrebbero riuscire a far sbollire gli animi e a riappacificare i rapporti con la cosiddetta “società civile” .

Con tag Prima Pagina

Commenta il post

Faghebuccoso 07/13/2013 11:50


 


Direttamente da faghebuccoso vi porto alla conoscenza di quanto viene dichiarato dai diretti protagonisti.


" P R O M E M O R I A


Non ci si raccapezza più. Leggendo i post che esponiamo appena sotto, tutti meritevoli di grande attenzione e di riflessione, ci sentiamo confusi e indignati al
contempo. Ci sentiamo anche offesi, come cittadini del mondo, quindi anche di Ittiri, e restiamo davvero basiti di fronte ad alcune affermazioni, espresse da quelle persone che dovrebbero invece
infondere fiducia, dare sostegno, fornire il giusto grado di incoraggiamento e, come un Padre coscienzioso, garantire quella sicurezza nel sostenere una giusta causa.


Queste affermazioni, che tradiscono una intollerante ed intollerabile malsopportazione, mista a pena, nei confronti di liberissimi cittadini che esprimono in piena
coscienza, mista a sofferenza vera, il loro stato d’animo e la loro passione per un ideale.


IDEALE dico. Non si comprende più se un cittadino, oppure un gruppo, una organizzazione, un comitato, una categoria produttiva, una qualsiasi organizzazione
aggregativa ittirese, abbia il diritto-dovere di esternare un’ IDEA, un giudizio, un suo modo di vedere che, proprio perché diverso da coloro che “pretendono di avere sempre ragione” ha diritto
di cittadinanza, non si comprende dicevo se questo diritto sia proibito nella nostra città.


Possiamo notare, è questo è un grave insulto alla intelligenza degli ittiresi, che ogni occasione o fatterello, un semplice refuso o una dichiarazione dettata dalla
foga del partecipare, è buona per tacciare gli altri di “sedicenti”, “grammi di verità”, “livello di serietà”, “…vostri ambienti”, “siete messi male”. Tutto questo per alimentare le divisioni
dividendo i cittadini, come sempre, in “buoni” e “cattivi”, e dividendo gli artigiani ed i commercianti in “sinceri” ed “onesti” come se tutti gli altri, ad insindacabile giudizio dell’ Unto,
siano disonesti ed inaffidabili.


Non abbiamo molta dimestichezza con l’ amministrazione della Cosa Pubblica. E non possiamo esprimere dunque neanche giudizi sul “Modo di fare” di chi oggi svolge le
funzioni di Primo Cittadino rispetto alla “movimentazione” creata dagli Artigiani e Commercianti di Ittiri, sostenuti dal Comitato per la Zona Franca di Ittiri. Crediamo però che un Primo
Cittadino, il Padre della Città, l’ Unico rappresentante abilitato a rappresentare la Comunità intera, debba assumere atteggiamenti consoni al suo ruolo, anche nei confronti di chi gli stà sullo
stomaco perché è questo il suo ruolo.


Abbandonarsi a siffatti post è davvero penoso e porta tanta, tanta, tanta tristezza.


Ecco come si è sviluppato il confronto:


________________________________________________________________________________


Tonino
Orani


Ieri sera il Comitato di Ittiri ha bloccato la seduta del Consiglio Comunale perché il sindaco (che non ha partecipato alla
manifestazione di Roma nonostante il biglietto fatto, per obbedire ad ordini di partito) si rifiuta di firmare la nuova delibera per la Zona Franca, nonostante abbia invece firmato la vecchia. Il
comitato ha deciso di bloccare il Consiglio per chiedere le motivazioni ufficiali che pare non siano state date. Hanno insistito chiedendo,
legittimamente, il perché del rifiuto e in risposta sono intervenute le forze dell'ordine per cercare di calmare gli animi e far iniziare la seduta. Il Comitato ha comunicato al Sindaco che sino
a quando non darà le motivazioni del suo rifiuto le sedute del Consiglio verranno bloccate. Hanno presentato al primo cittadino le oltre 750 firme dei suoi compaesani, raccolte in appena una
giornata, favorevoli alla Zona Franca integrale. Ora si dicono pronti a raccogliere altre firme sino alla data del prossimo Consiglio in modo che capisca che non può sottrarsi alla volontà
popolare nonostante i diktat partitici.Agli amici di
Ittiri, avanti tutta siamo con voi!!!!
Questo è quello che ha scritto il vostro sedicente amico di Santu Lussurgiu Mariano Lo Piccolo, animatore del comitato zona franca locale.
Come potete constatare non c'è neanche un grammo di verità in quello che dice e che ( correggetemi se sbaglio) gli sarà stato riferito da qualcuno di Ittiri. Se questo è il livello di serietà che
circola nei vostri ambienti, scusate, ma siete proprio messi male. E, visto che ci sono, vi ricordo per l'ennesima volta che non prendo ordini da nessuno se non dalla mia coscienza e trovo
insopportabilmente offensivo che altri, che non mi conoscono, vadano a dire di me, con evidente cattiveria o inescusabile superficialità, cose che non sono vere. Salute a tutti. Tonino
Orani


Gio Fadda I due comitati di Ittiri ( zona Franca e
artigiani) hanno bloccato prima che iniziasse il consiglio comunale perché il sindaco da altro un mese non ha fatto sapere nulla della vertenza artigiani e da una ventina di giorni della delibera
che si chiede di firmare al nostro sindaco da oltre 750 persone ( e lui stesso ribadendo che non l'avrebbe firmata neanche con la firma di tutti i 4500 votanti a ittiri ) nonostante abbia firmato
la vecchia senza capire di che si trattasse ( cioè lottare al fianco dei comitati ) .. Minacciati di denuncia non ci siamo perso d'animo e all'arrivo delle forze Dell ordine chiamate dal sindaco
che prima ha avvertito la prefettura abbiamo chiarito di venire in pace e di volere risposte , dopo un lungo conclave nell ufficio del sindaco tutta la giunta ha capito e si sn prodigati con noi
a un lungo intervento per capire ragioni e motivazioni Alla fine dandoci ragione siamo arrivati alla conclusione che nn si farà più consiglio comunale sino alla riunione con la prefertura di
Sassari. Pensiamo che la volontà popolare abbia vinto con un sindaco politicizzato che nn vuol sentir ragioni Si ringraziano gli interventi a nostro favore sopratutto quelli a cui appartengono
alla maggioranza che hanno aiutato a far riflettere il nostro sindaco. Grazie.


 


Mercoledì alle 23.33 tramite
cellulare ·


 


Tonino Orani


Solo tanta amarezza, un pò di pena e molta delusione a vedere come le cose vengono mistificate. Ma non sarà certo questo che mi impedirà di proseguire nel mantenre gli impegni presi con gli
imprenditori sinceri e onesti.


Mercoledì alle 23.41 tramite
cellulare ·


 


 Imma Scanu


non so cosa stia succedendo a Ittiri in questi giorni, anzi da un mese a questa parte ma, leggendo questi commenti sia del sindaco che del presidente del comitato, confesso di non aver capito
granche'.